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Olimpiadi Invernali  Torino 2006
La fiaccola olimpica a Mantova

Il presidente del Mantova Calcio Lori in attesa di accendere la fiaccola in piazza Marconi    Bottoli in Piazza Erbe ha appena sostituito Lori e si appresta a percorrere gli ultimi metri verso Piazza Sordello

Nonostante il freddo i mantovani non si sono voluti perdere il passaggio della fiamma olimpica. Chi per vera passione sportiva, chi per vivere il momento storico che ha visto Mantova protagonista per la prima volta in un evento olimpionico, chi per i ricordi del passato e chi semplicemente per curiosità. Una folla insomma si è riversata lenta ma inesorabile in piazza Sordello. Tanti appassionati di sci che non hanno dimenticato di ricordare la “valanga rosa” e quella “azzurra”, emozioni olimpiche anche senza gare, nel centro storico di Mantova Il saluto finale dal palco delle Autoritàattraversato dai tedofori di Torino 2006. E tifo da stadio, lungo corso Umberto e sino a piazza Erbe, per il passaggio della fiaccola di Olimpia portata da Paolo Poggi e poi dal presidente del Mantova Fabrizio Lori. Ma quello che resterà impresso nella mente dei mantovani è il largo sorriso che non ha mai abbandonato il giovane viso di Giacomo Bottoli, l’ultimo tedoforo a cui è stato concesso l’onore di accendere, in una piazza Sordello gremita, il braciere. Un’emozione grandiosa quella che sto vivendo - ha confessato dal palco, Bottoli -. E spero di rivedere la fiamma olimpica a Pechino nel 2008. Il giovane velista in forza alla Marina Militare, campione italiano della classe laser, è già inserito nell’elenco dei probabili atleti che parteciperanno alle olimpiadi in Cina nel 2008. Un tripudio di bandierine saluta il tedoforo entra dal Voltone in piazza Sordello, passando tra due ali di folla entusiasta che ha sfidato il freddo pungente, sale sul palco dove trovano posto il sindaco Fiorenza Brioni, l’assessore allo sport Fabio Aldini, l’assessore provinciale all’istruzione Armando Federici Canova e il presidente del Comitato provinciale del Coni, Mauro Redolfini. Con fare solenne Bottoli accende il braciere tra gli applausi della folla presente. Nell'attesa dell'arrivo della fiaccola olimpica il sindaco aveva espresso l’emozione di una città che per la prima volta nella sua storia, ospita la fiamma olimpica, augurando un in bocca al lupo agli atleti italiani che gareggeranno a Torino 2006. L'Assessore Aldini, aveva sottolineato l’eccezionale risposta della città scesa nelle strade per salutare la fiaccola, mentre Federici Canova si era soffermato sull’emozione e sull’orgoglio che un evento simile suscita in tutti. Non poteva mancare la voce ufficiale dello sport mantovano, quello che vanta 60 mila praticanti e 700 società: Abbiamo messo in strada 51 tedofori - dice Redolfini - tanti quanti sono gli atleti che Mantova, negli anni, ha avuto alle Olimpiadi, un contributo importante che ci rende orgogliosi. A rendere ancora più suggestiva la cerimonia vi è stata, la consegna al sindaco Brioni della lanterna con la fiammella partita da Olimpia da parte di  Roberto Pagliuca, responsabile del viaggio della fiaccola stessa.
 Paola Cortese
Un cero funerario anzichè la fiaccola olimpica, sotto lo striscione “Turbo Olimpiadi, record di tumori garantito”. I comitati ambientalisti hanno ribadito la protesta contro turbogas, autostrada Mantova-Cremona e Tibre. I manifestanti, una trentina, si sono riuniti in piazza Mantegna dove hanno esposto i propri striscioni. Presi di mira anche gli stessi Giochi: innanzitutto per lo sponsor Coca-Cola, «multinazionale diventata simbolo di sfruttamento e di violazione di diritti umani - si legge sul volantino distribuito ai passanti - e accusata in Colombia di essere mandante dell’omicidio di otto sindacalisti, oltre a intimidazioni nei confronti dei lavoratori al fine di annientare il sindacato»; ma anche per delle Olimpiadi «che saranno un affare per pochi e un danno per la collettività. Si stima un buco olimpico ufficioso di 900 milioni di euro, che sarà ripagato dalle tasse dei cittadini. Per non parlare dei nuovi schiavi usati nei cantieri olimpici denunciati dalla Cgil, e del fatto che il 95% dei lavori non è descritto nei documenti per la valutazione d’impatto ambientale».(f.v.)
Sunti tratti dalla Gazzetta di Mantova
foto di P.Liberati

 

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