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Decisivo il voto degli italiani all'estero?

Dopo la pubblicazione dell'articolo di Marconcini sul peso del risultato degli italiani all'estero, nelle prossime elezioni politiche ci scrive Mario Basti dall'Argentina.... 

Caro Marconcini,

ho letto con molto interesse le sue riflessioni sulle prossime elezioni. Sono davvero interessanti. Non mi sembra però azzeccata la conclusione finale, quando scrive: La partita elettorale è quindi ancora tutta da giocare con un attore non previsto:il voto degli italiani all'estero.
So con quanta passione e da quanto tempo Lei si dedica alle questioni degli italiani residenti all'estero, per questo non riesco a capire il senso della frase. Cioè, non è una novità che gli italiani all'estero parteciperemo a queste elezioni, l'iter legislativo si è concluso, se non ricordo male, nel mese di dicembre 2001. Quindi era previsto che "l'attore" al quale Lei si riferisce, prendesse parte a questo film. D'altra parte l'unica cosa che non ha cambiato la nuova legge elettorale, è stata proprio l'impianto normativo del voto degli italiani all'estero.

Ripeto, so con quanta passione e da quanto tempo Lei si occupa degli italiani all'estero. Proprio per questo mi è sembrata strana la sua conclusione, al punto di indurmi a scriverLe.
Comunque sono certo che il voto degli italiani all'estero, potrà essere solo una scusa, uno strumento del quale potrebbero servirsi gli schieramenti politici per contestare il risultato delle elezioni, ma non sarà intrinsecamente decisivo.

Cordiali saluti
Marco Basti


La risposta di Marconcini:


Caro Marco,
il senso della frase non è affatto mettere in discussione la partecipazione degli italiani all'estero al voto,già acquisita con una legge costituzionale, ma al contrario affermare il ruolo decisivo che potrebbero avere i sei senatori eletti dalle Circoscrizioni all'estero.
Una variabile che i due schieramenti probabilmente non avevano tenuto in considerazione e che certamente ora comincia a pesare e far riflettere le principali forze politiche italiane.

Nella mia affermazione c'è certamente una parte di provocazione sul fatto che i sei senatori possano essere assolutamente decisivi ma allo stesso tempo vi è una una buona dose di verità specialmente se riferita alla tesi
del possibile "pareggio" tra le due coalizioni o peggio della paralisi istituzionale in mancanza di solide maggioranze. Tesi che circola negli ambienti parlamentari italiani, arrivando persino a dare due anni di vita alla legislatura.

Tornando all'oggetto del tuo quesito, la conferma di quanto dico è nell'evidenza dei fatti e cioè il ritardo con cui stanno emergendo le candidature all'estero a riprova di una ricerca, oltre che di persone rappresentative, anche di figure fidate che, come si direbbe in Italia, siano "fedeli alla linea".
Una ulteriore prova di questo, riguarda anche il modo con cui si sta arrivando alla formazione delle liste e cioè senza ampie consultazioni e pubblicità nel ristretto delle segreterie di partito, limitando persino la partecipazione degli organismi dirigenti delle forze politiche italiane all'estero esistenti che, magari in America Latina sono assai limitate, come forza e rappresentatività ma che in Europa sono invece assai radicate (soprattutto dove la presenza italiana è storicamente più presente come Germania e Svizzera).

La tua richiesta di spiegazioni, se mi consenti, deriva dall'esagerata apprensione spesso cavalcata con enfasi ad arte da molti esponenti politici all'estero, anche in Argentina, sul pericolo di di vedere annullata la legge sul voto.
Chi come me e altri addetti ai lavori conosce gli iter parlamentari, sa perfettamente che una legge costituzionale per essere abrogata deve seguire un analogo iter che se va bene, minimo dura un anno e che con i 'casini che
abbiamo in Italia (par condicion, intercettazioni telefoniche, provvedimenti sulla giustizia, finanziaria, trasporti, ecc.) nessuno si sognerebbe mai di avviare a fine legislatura, pur con tutti i mal di pancia del caso derivanti dal fatto che i 18 parlamentari si tolgono e non si aggiungono alla quota degli eletti in Italia.

Comunque ti ringrazio della tua richiesta di spiegazioni che ci consente di poter approfondire i nostri punti di vista sulle grandi questioni pur da angolazioni e sensibilità diverse.

Un saluto
Daniele Marconcini
Presidente AMM

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