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Convegno-incontro con i Siciliani nel Mondo
L’emigrazione siciliana dall’epoca post unitaria ad oggi
Creare una “task force” con tutte le associazioni di siciliani all’estero e in Italia per dare un contributo serio alla terra natia.  E’ la proposta dell’assessore regionale alla famiglia Paolo Colianni che ha caratterizzato il convegno Internazionale dei siciliani nel mondo tenutosi lo scorso 12 agosto a Troina. Proposta accolta dalle Associazioni siciliane in Lombardia e dall'Associazione dei Mantovani nel Mondo.

Si è aperta con la commemorazione dei minatori rimasti uccisi cinquant’anni fa, l’8 agosto 1956, nella miniera di Marcinelle in Belgio, la quarta edizione dell’incontro convegno internazionale dei siciliani nel mondo che si è svolta nella Sala Lazzati della Cittadella dell’Oasi di Troina, in provincia di Enna.
Numerosi i rappresentanti delle comunità siciliane proventi da tutto il mondo, tra cui Jerry Valerio di Brooklin, a capo di 35 associazioni di siciliani in America. Valerio e lo scrittore Salvatore Sgro, che sono stati i presidenti onorari
della manifestazione, hanno entrambi sostenuto l’importante ruolo dei siciliani all’estero, conosciuti non più per la mafia o per la pizza ma per le grandi opere di sviluppo e benessere. Ricordata anche la figura di Fiorello La Guardia, a cui è stato dedicato il secondo aeroporto più grande d’America.
Ma, la proposta più interessante emersa nel corso del convegno, il cui tema era “L’emigrazione siciliana dall’epoca post unitaria ad oggi”, è arrivata, come si è anticipato, dall’Assessore regionale alla famiglia Paolo Colianni, che in rappresentanza del governo regionale, ha voluto evidenziare il dramma degli immigrati di Lampedusa e l’importare ruolo umanitario della Sicilia. “ Sono a Troina -ha detto Colianni,- non per un rito, ma perché mi piace ricordare che la nostra memoria non è fatta solo di stragi, ma di cose belle e se esiste la felicità e perché esiste la sofferenza. In un contesto di globabilità è necessario capire cosa significa essere siciliani nel mondo. La risposta alla globalizzazione è la riscoperta della piccola comunità dove l’uomo è il soggetto al centro dell’interesse. Noi siciliani siamo portatori della cultura dell’accoglienza, scritta nel nostro genoma, abbiamo l’obbligo di trasferirla aiutando gli altri. Il primo impegno da assessore è stato a Lampedusa. L’obiettivo che mi sono posto come promotore delle politiche sociali, è quello di creare una task force con tutte le associazioni di siciliani all’estero affinché dia un contributo serio alla nostra terra.”. Molto apprezzato, successivamente, l’intervento del presidente nazionale dell’Unaie, l’organizzazione che raggruppa l’associazionismo italiano all’estero. Il catanese Mimmo Azzia ha voluto evidenziare l’opera del fondatore dell’Oasi Padre Luigi Ferlauto, prestigiosa e carismatica figura che fa onore alla Sicilia nel mondo. “L’Oasi - ha detto Azzia, - ha il grande merito di avere posto al centro l’uomo e in particolare la sofferenza.”. Azzia si è, poi, rivolto ai giovani, “il vero motore della sicilianità”. Alle nuove generazioni bisogna dare più attenzione affinché conoscano a fondo tutta la cultura della sicilianità e la tramandino nel tempo.
Numerosi i sindaci presenti all’evento che ha visto anche la partecipazione della principessa Elettra Marconi, figlia del grande Guglielmo. L’edizione 2006 del convegno è stata dedicata al centenario della nascita di Enrico Mattei.
 Nel pomeriggio hanno ricevuto il premio internazionale “Globe  Italia” il fondatore dell’Oasi di Troina, padre Luigi Ferlauto e i familiari di Vincent Schiavelli, il grande attore cinematografico italo–americano sepolto al cimitero di Polizzi Generosa in provincia di Palermo. Toccante è stata invece la cerimonia di consegna della targa alla memoria di Placido Stissi, l’autista del presidente della provincia di Catania, rimasto ucciso mentre si apprestava a dare soccorso stradale. A ricevere l’onorificenza la moglie e i due figli. Molto apprezzata anche la degustazione dei prodotti tipici locali con espositori del luogo che hanno fatto rivivere ai siciliani all’estero gli antichi sapori attraverso il pane, i formaggi e liquori della Sicilia.
Nel programma pomeridiano anche la cerimonia di gemellaggio dell’Associazione dei Mantovani nel Mondo ed il cenacolo di Storia Patria di Enna e Provincia e per l’Incremento Turistico del Centrosicilia, presenti i due fondatori Daniele Marconcini (Mantovani) e Rosa Di Bella (Ennesi).
E’ stata anche ricordata anche la figura dell’arcivescovo di Palermo Ernesto Ruffini, mantovano illustre e siciliano di adozione. A conclusione dei lavori la Santa Messa e un concerto del pianista mantovano Stefano Gueresi. Il gemellaggio raccoglie l'invito dell'Assessore regionale Colianni per creare progetti comuni tra l'AMM e le numerose Associazioni di emigrati di siciliani in Lombardia (una ventina). Il gemellaggio ha lo scopo di studiare l'emigrazione lombarda avvenuta per latinizzare la Sicilia su richiesta dopo la conquista normanna su richiesta di Federico II. Nei Comuni di Aidone-Morgantina, S.Fratello, Piazza Armerina, S.Fratello, Sperlinga e Novara di Sicilia si parla infatti un dialetto siculo-lombardo detto gallo-italico. Anche Paleromo e Corleono ebbe una forte emigrazione lombarda tra il 1500 e il 1800 dalle valli dell'alto Lario e di Como.

Una delegazione di sindaci siciliani e di rappresentanti delle Associazioni dei siciliani all'estero e in Lombardia,assieme al Presidente dell'AMM Daniele Marconcini saranno presenti in collaborazione con il Comune, alla Festa dell'Emigrante a Magnacavallo al mattino domenica 10 settembre e nel pomeriggio alla Fiera di Gonzaga sigleranno il gemellaggio in terra virgiliana presente il Sindaco Pinotti e rappresentanti della Fiera di Gonzaga, Comune di Magnacavallo e AMM hanno messo a disposizione uno stand alla Fiera Fiera Millenaria di Gonzaga ai Comuni della Provincia di Enna e alle Associazioni siciliane in Lombardia.

D.M.

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