Mantovani nel Mondo             

      News 

Questo testo è in regime di Copylef: la pubblicazione e riproduzione è  libera e incoraggiata purchè l’articolo sia riportato in versione integrale, con lo stesso titolo, citando il nome dell’autore e riportando questa scritta. Alessandro Maria Fucili Mobile: 3483340603 Service Press

Bielorussia: tanto rumore per nulla
di Alessandro Maria Fucili

Il rapimento della bambina bielorussia è l’occasione per dire e fare cose inutili nel momento sbagliato

Genova. Una bambina straniera ospite per un soggiorno terapeutico diventa l’incredibile attrice di una vicenda che vede tante persone, istituzioni e rappresentanti politici italiani dire e fare cose stravaganti, bizzarre, inutili.

Volendo soprassedere sulla metodica discutibile con la quale si continua a far gestire questi “viaggi terapeutici” ad associazioni sovente incapaci o in mala fede, e volendo evitare qualsiasi giudizio sulla dolorosa decisione della coppia ligure, il mio pensiero va ai bambini bielorussi, ai tanti ospiti degli Internat (cioè gli Istituti bielorussi appunto) ed alle fandonie raccontate dai diplomatici di quel paese (il più radioattivo al mondo) e dai nostri esponenti politici ed istituzionali. Alcune cose sono certe, e non sono state evidenziate, ed altre sono inesattezze, sciocchezze, e sono state diffuse, urlate ai mass media, sottoscritte da ministri (Rosy Bindi) e sottosegretari.

Le cose vere: la bambina non era presso una coppia adottiva, ma per un breve soggiorno temporaneo a scopo terapeutico. La bambina è in Italia in virtù di un dispositivo dell’autorità minorile Bielorussa, non italiana.
Al di la di quanto raccontato dalla bambina ( e purtroppo si tratta senza dubbio di cose vere) la competenza non è italiana ed a nulla potranno le “ridicole mediazioni” di sottosegretari e di altri pavoni da smania televisiva.
La bambina tornerà in Bialorussia e, statene certi, non farà mai più ritorno in Italia.

Le cose non vere: Che i soggiorni terapeutici temporanei verranno bloccati. Ai Bielorussi non conviene interrompere questo flusso, fatto di bambini alcuni ospiti di Internat, ma molti, molti, molti altri figli di impiegati statali o della stessa compagnia aerea di bandiera bielorussa che vengono in Italia per fare le vacanze a costo zero e tornare in Bielorussia con le valigie cariche di vestiti, giochi e qualche soldo. Ai Bielorussi non conviene proprio interrompere questo flusso che permette alla stessa compagnia aerea di viaggiare piena e con costi raddoppiati, per almeno 4 mesi all’anno. Ai Bielorussi non conviene ed in fondo non hanno mai pensato di interrompere i soggiorni terapeutici. Risparmiano per 90 giorni il mantenimento degli Internat per grossa parte di bambini accolti: l’Italia è una grossa arancia da spolpare e questi “problemi” sono considerati fisiologici.

Altra grossa non verità: le adozioni con la Bielorussia sono bloccate, e questo dal 2004. Quando si parla di Adozioni Internazionali aperte si fa riferimento a quei pochissimi bambini (una trentina) del contingente 2004 che con grande difficoltà si cerca di fare arrivare in Italia dopo che i blocchi ed i ricatti degli scorsi anni del premier bielorusso. Non sono mai stati ufficialmente siglati accordi per i 500 bambini adottabili di cui in tanti parlano, senza sapere di che cosa. Ma i bambini bielorussi accolti negli Internat, sono tutelati o sono torturati? Sono protetti o sono abusati? In realtà gli Internat variano in maniera abnorme a seconda delle aree dove sono ubicate e, chiaramente, a seconda delle persone che li gestiscono, li dirigono. Nelle aree provinciali, i piccoli Internat pur conducendo una vita molto parca ed austera, sono il tentativo statale di proteggere amorevolmente, con strumenti a volte inadeguati, i propri figli dimenticati. Nelle aree urbane invece, le dimensioni maggiori delle strutture, le ristrettezze, i furti di materiale e di cibo da parte degli stessi impiegati (sottopagati) rendono quasi invivibile ed insopportabile la permanenza negli stessi per qualsiasi bambino. Vessazioni da parte di più grandi, abusi e violenze diventano allora l’angosciante quotidianità.

Ma queste cose accadono da sempre: non da un mese!!!!! Questi fatti sono di dominio pubblico almeno da 10 anni. Questi fatti sono conosciuti da tutti. Soprattutto da molti responsabili di Enti o Associazioni che traghettano bambini per soggiorni terapeutici o per le adozioni internazionali. Enti ed Associazioni che non prendono posizioni chiare, non commentano mai esplicitamente, non dicono mai nulla.
Incassano solo.
E allora di che cosa ci stupiamo?
L’ipocrisia della polvere alzata attorno questo caso fa male e fa schifo. E farà ancora più male quando velocemente il velo del disinteresse lo coprirà tra una o due settimane, quando la bambina bielorussa tornerà nello stesso Internat dove ha già subito violenze e vessazioni e dove, presumibilmente, ne subirà tante altre.

Lo schifo non sta nell’aver scoperto una situazione vergognosa: lo schifo sta nel saperlo già da anni e nel vedere coloro che queste cose le conoscono a menadito ( mi riferisco sempre agli intermediari italiani), consapevoli nel non fare nulla per aiutare con azioni risolute e decise i tanti, tanti, tantissimi bambini e bambine che affollano gli internat bielorussi. Lukascenko non ci sta con la testa, questo è chiaro. Ma la nostra diplomazia e la stessa CAI in questi anni, gli hanno strisciato ai piedi, quasi a mendicare la sua disponibilità.
Si tratta di un esponente politico spregiudicato, implicato in fatti ambigui , e che se ne frega alla grande della fine dei bambini della sua nazione.
Il suo interesse è quello di spremere l’arancia, l’Italia, in modo che soldi e benefit arrivino alla sua nomenclatura, al suo modo di governare. Ma quei bambini chi li protegge? La bielorussia non farà più adozioni internazionali con l’Italia, fino a che l’Italia e le sue Istituzioni non dimostreranno di tenere per le palle il governo bielorusso, sventolandogli sotto il naso le vessazioni e le violenze che quei poveri bambini subiscono ogni giorno.

Ma sappiamo bene di non avere esponenti politici, istituzionali e diplomatici capaci di raggiungere risultati.
Ma solo galli da TV e galline starnazzanti abituate a dire cose inesatte ed a dimenticarle dopo una mezz’ora.

Alessandro Maria Fucili
Mobile: 3483340603
Questo testo è in regime di Copylef: la pubblicazione e riproduzione è  libera e incoraggiata purchè l’articolo sia riportato in versione integrale, con lo stesso titolo, citando il nome dell’autore e riportando questa scritta.