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Marta Carrer

Progetto Venezuela
Promosso dall’Associazione e dall’U.n.a.i.e.
Partita da Mantova Marta Carrer per censire gli indigenti italiani in Venezuela

Seguire il censimento degli indigenti di origine italiana; monitorare le organizzazioni italo-venezuelane che svolgono attività a favore degli italiani indigenti e relazionare i progetti in corso; verificare la possibilità di avviare progetti di cooperazione socio-sanitaria e di gemellaggio con cliniche ed ospedali venezuelani per favorire azioni a tutela della salute; sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni Italiane sui gravi problemi che stanno attraversando molti nostri connazionali residenti in quel paese; avanzare la proposta di un rinnovato impegno istituzionale, coinvolgendo direttamente la Regione Lombardia nell’attuazione delle attività di assistenza, soprattutto per quel che riguarda gli interventi medico-sanitari d’emergenza a favore dei connazionali residenti in Venezuela.
Questi gli obiettivi del progetto pro-Venezuela promosso dall’Associazione Mantovani nel Mondo e dall’Unaie. L’iniziativa, che ha già preso avvio nel mese di luglio proseguirà fino ad agosto, è sostenuta e coordinata dall’Associazione dei Lombardi in Venezuela e dal suo Presidente Gianni Cappelin e intende coinvolgere tutte le
Associazioni Italo-Venezuelane, in accordo con la nostra rappresentanza diplomatica.

L’Associazione Mantovani nel Mondo si è rivolta con una lettera al Ministero per gli Italiani nel Mondo e alla Regione Lombardia chiedendo sostegno al progetto pro-Venezuela, dopo la presentazione dell’iniziativa presso il Dicastero guidato da Tremaglia, da parte di Daniele Marconcini, presidente dell'Associazione e di Marta Carrer   che svolgerà direttamente la missione in Venezuela per l’attuazione del progetto. L’iniziativa è stata illustrata a Pier Francesco Corso del Dipartimento degli Italiani nel Mondo, responsabile degli interventi coordinati Stato-Regione, e a Gian Luigi Ferretti del Comitato di Presidenza del CGIE.  Era presente anche Rosita Belgiovine Di Geronimo, del Comites di Caracas, per presentare e sostenere la causa dell’Ospedale Italiano a Caracas che potrebbe avere il sostegno del Governo venezuelano. “Il Presidente Chàvez - spiega Marconcini - ha dichiarato la necessità di un maggior coinvolgimento degli imprenditori italo-venezuelani nelle attività sociali in beneficio della classe più povera del Paese, annunciando così la costruzione di un Ospedale Italiano in Caracas, gratuito ed aperto a tutte le classi sociali, con la creazione di un'ala dedicata in particolare ai bambini down, da allestire in collaborazione con un ospedale specializzato italiano che offrirebbe consulenza e corsi di formazione specialistica a medici venezuelani gratuitamente”.   Nella lettera Marconcini ricorda che dopo la crisi degli ultimi anni, oggi l'economia venezuelana è tornata a crescere (di quasi il 20%) ma avverte anche che “restano i problemi:- la disoccupazione che colpisce più del 15% della popolazione,- l'inflazione che è ancora troppo alta (19%);- migliaia di piccole e medie imprese che hanno dovuto chiudere per fallimento o impossibilità di operare per cui centinaia di posti di lavoro sono andati persi. - Questa, oggi è la realtà del Paese nella quale vive e lavora la nostra collettività, costituita perlopiù da imprenditori piccoli e medi. - Così alcuni imprenditori, dopo anni di sacrifici, sono stati costretti a chiudere le proprie aziende; - altri, invece, a ridurre drammaticamente produzione e personale; - altri ancora, a cambiare settore produttivo. - E l'indigenza, in una collettività fino a ieri considerata tra le più fortunate del Continente, cresce in maniera preoccupante. Molti sono gli anziani disoccupati, senza entrate, senza cure mediche, senza assistenza sociale. I loro figli e nipoti cercano di rientrare in Italia, ripercorrendo al contrario il tragitto già faticosamente percorso dai loro genitori e nonni”. - Il Presidente Marconcini, non manca di richiamare l’attenzione sui molti italiani emigrati in Venezuela, che “dovettero rinunciare alla cittadinanza italiana e naturalizzarsi venezuelani per poter svolgere un'attività lavorativa, poiché le leggi in vigore allora non permettevano la doppia cittadinanza” (solo con la nuova Costituzione di Chávez del ‘99 è stata prevista la doppia cittadinanza). Il fatto di non essere più cittadini italiani ha conseguenze negative: coloro infatti che versano in condizioni di indigenza, “non possono essere in alcuna maniera aiutati dai Consolati; da questi presupposti nasce la richiesta forte della comunità affinché vengano riaperti i termini di legge per il riacquisto della cittadinanza italiana. Ma emerge anche la necessità di un più forte coinvolgimento del mondo associativo ed imprenditoriale italiano in Venezuela nello sviluppo delle relazioni tra i due paesi riconoscendo l’importanza della presenza italiana nel paese”. In tale difficile contesto diverse associazioni tra le quali i Lombardi in Venezuela si sono attivate per rispondere allo stato di indigenza ed emergenza sanitaria che affligge molti connazionali decidendo anche con un autofinanziamento di procedere ad un primo censimento delle persone in stato di bisogno.
 

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