Mantovani nel Mondo                    

      News 

Sommario:  

 
La relazione di Daniele Marconcini
Brivido al convegno UNAIE
La risposta di De Martin dei Bellunesi nel Mondo
Emigranti al voto anche alle Amministrative
Italiani nel mondo: La Loggia approva estensione del voto anche per le Regionali

Breve resoconto sul convegno organizzato dall'UNAIE,
 svoltosi il 18 giugno 2005 a Treviso dal titolo:
STATUTI REGIONALI e ITALIANI NEL MONDO
 

Presenti rappresentanti delle Associazioni dell’emigrazione aderenti all’UNAIE:
Migrantes Triveneta”, Utrim, Umanesimo Latino, Federazioni Giovani del Veneto, Ulev, Fondazione Franco Verga (Milano), Acli Veneto, Mantovani nel Mondo, Siracusani Nel Mondo, Sicilia Mondo, Migrantes, Acli, Assisi for Peace, UDIG (Circolo culturale italo-tedesco), Amici della Campania, Ass.ne Gente Camuna (Brescia), Ass.ne Emigranti Coneglianesi Sud America, Palermo Mondo, C.C.M.I. (Commissione Cattolica Migrazioni italiane), Messaggero di S. Antonio. Hanno inviato la loro adesione: Abruzzesi nel Mondo
Autorità presenti
On. avv. Dino De Poli Presidente onorario emerito dell’UNAIE
On. Enrico La Loggia Ministero per i rapporti Stato-Regioni
On. Gasparini Luciano Sottosegretario per i rapporti
Stato-Regioni
On. Gustavo Selva Presidente Commissione permanente Affari Esteri
e Comunitari della Camera
Sen. Stiffoni Piergiorgio
Sen. Favaro Giampietro
Avv. Domenico Azzia Presidente Nazionale Unaie
Guido Trento Consigliere Regionale del Veneto
Remo Sernagiotto Consigliere Regionale del Veneto
Strans Walter Università di Salzburg (Austria)
Speranzon Paolo Assessore alla Cultura Provincia di Treviso
Ortica Letizia Assessore alla Cultura Comune di Treviso
Egidio Pistore Dipartimento ai Flussi Migratori della Regione Veneto
On. Mario Toros Presidente Friulani nel Mondo e Presidente onorario fondatore Unaie
P. Domenico Locatelli Direttore Nazionale Fondazione Migrantes
Domenico De Sossi Presidente delle Fusie (Federazione Unitaria Stampa Italiana all’Estero)
Gianni Tosini Presidente ”Commissione Migrantes”
Sono intervenuti nel dibattito:
on. av. Dino De Poli Presidente “Fondazione Cassamarca”
Avv. Domenico Azzia Presidente Nazionale Unaie e “Sicilia Mondo”
Giuseppe Zannini Presidente “Trevisani nel Mondo”
Daniele Marconcini Presidente “Mantovani nel Mondo”
On. Mario Toros Presidente “Friulani nel Mondo” e fondatore Unaie
Riccardo Masini Direttore “Unaie News”
Giampietro Lecchi “Fondazione Franco Verga (Milano)”
Letizia Ortica Assessore alla Cultura del Comune di Treviso
Domenico De Sossi Presidente FUSIE (Federazione Unitaria Stampa Italiana all’estero)
Egidio Pistore Dipartimento Regionale ai Flussi Migratori della Regione Veneto
Franco Rebellato Componente Consulta Regionale del Veneto Maria Saccol ex emigrante
Loris Andrioli Ulev (Unione Lavoratori Emigrati Veneti)
Gianni Tosini Presidente ”Commissione Migrantes”
Vittorio Anastasi Presidente “Siracusani nel Mondo”
Pietro Paolo Paidimani “Sicilia Mondo” – Lombardia
p. Domenico Locatelli Direttore nazionale “Migrantes”
on. Enrico La Loggia Ministero per i Rapporti Stato-Regioni (conclusioni)
Patrizio De Martin Moderatore del convegno, dirigente ABM e direttore generale Unaie
Sono giunti messaggi da:
dott.Franco Narducci Segretario generale del C.G.I.E.
dott. Lorenzo Cernetig Prefetto di Belluno
Rino Giuliani Vicepresidente dell’Istituto Ferdinando Santi


LA RELAZIONE DI DANIELE MARCONCINI

RELAZIONE DI DANIELE MARCONCINI AL CONVEGNO DELL’UNAIE A TREVISO

L’UNAIE rappresenta un insieme di Associazioni e di Enti del mondo dell’emigrazione e dell’immigrazione di valenza provinciale e regionale, portatori di una enorme ricchezza sia in termini di valori civili e morali e sia in termini di promozione dei diritti singoli ed collettivi : tutti riconducibili all’esperienza storica e sociale dell’Umanesimo latino. La possibilità per i migranti di poter esercitare i propri diritti politici con il voto, rappresenta una formidabile occasione per un rinnovato impegno legislativo sulla tematica che però dovrà armonizzarsi con la normativa regionale e locale ,assai carente pur in presenza di un vivace protagonismo delle Regioni Italiane all’estero. L’UNAIE ritiene quindi fondamentale il riconoscimento della figura del migrante negli Statuti Regionali, elemento primario per poi affrontare la questione del voto attivo e passivo in sede locale,del ruolo delle Consulte dell’Emigrazione e per intervenire nelle drammatiche crisi regionali che coinvolgono le nostre Comunità italiane all’estero, al fine di garantire i necessari appoggi solidali e socio-assistenziali .Un impegno unitario dell’Associazionismo da portare all’attenzione delle istituzioni per una nuova stagione dei diritti dei migranti in Italia e nel mondo.

IL DIRITTO ALLA CITTADINANZA REGIONALE
Accogliere le nuove esigenze dei migranti significa in un mondo globalizzato ,consentire alle Regioni di essere più vicine al fenomeno dell’Emigrazione permettendo l’accesso a tutte le opportunità che esse offrono, rafforzando così l’azione nazionale e il coordinamento Stato-Regioni a favore degli italiani all’estero.

Da paese di "emigrazione" a paese di "immigrazione"
Il fenomeno migratorio in Italia sta attraversando un'acuta crisi di identità, culturale prima di tutto, ma anche di modello politico ed istituzionale. Il passaggio, infatti, da paese di "emigrazione" a paese di "immigrazione" ha ribaltato culturalmente la prospettiva ed il modo di porsi delle istituzioni e dei singoli di fronte a questo fenomeno. Ciò è dipeso dal sostanziale affievolimento dei flussi migratori in uscita negli anni '80, anche se va considerato come in questo ultimo periodo si debba registrare una preoccupante inversione di tendenza, con ragguardevoli emigrazioni di italiani in Germania, Gran Bretagna,Stati Uniti e Australia. Un’emigrazione fortemente evoluta formata da intellettuali,ricercatori ed imprenditori. C'è poi l'aspetto anagrafico innegabile dell'invecchiamento della nostra popolazione emigrata nel mondo con tutto ciò che essa comporta in termini di allentamento delle spinte individuali e collettive, di attenuazione delle tensioni ideali, di riproposizione di schemi e di prassi tradizionali spesso superate.

Il distacco dei giovani dalle reti associative.
La crisi è visibile in primo luogo nell'associazionismo organizzato all’estero, in cui certe manifestazioni nostalgiche, appaiono sempre più anacronistiche e taluni atteggiamenti rivendicativi si configurano più come residuo di istanze passate, piuttosto che l'espressione di esigenze presenti e future. Da una recente indagine dell’IREF sui giovani italiani all’estero ,emerge un distacco dei giovani da questi circuiti associativi. Essi non frequentano le Associazioni. Questo,accompagnato da una crescente integrazione nel paese ospitante, porta inevitabilmente ad una italianità soggetta a modelli interpretativi individuali che comportano “una compresenza culturale dell’italianità con quella del paese natio” e ad una serie di bisogni molto diversi. Già sin d’ora infatti, vi è tra i giovani una minore rivendicazione sui diritti politici , rispetto alle loro necessità piu’ impellenti. Essi chiedono infatti di poter usufruire di tutte le opportunità che l’Italia può offrire sia dal punto di vista formativo -occupazionale che dal punto di vista culturale nei suoi vari aspetti. La forte richiesta per ottenere la cittadinanza è espressione di tali bisogni , come l’accettazione della reversibilità dell’esperienza migratoria e quindi la possibilità di fare esperienza in un altro paese,compreso quello di origine. Le Regioni potrebbero esaudire queste necessità,garantendo un legame più forte con l’Italia nell’ambito di una nuova e più robusta italianità che coniughi identità culturale con richieste e bisogni delle future generazioni di italiani nel mondo.

Le Regioni fonte di occasioni e di sviluppo

Gli Statuti Regionali sono una fonte di diritto primaria equiparabile alla Costituzione italiana e come tale possono essere un fondamento legislativo per assicurare una serie di diritti civili per gli italiani all'estero affiancando e rafforzando l'azione dello Stato. Si tratta quindi di implementare in modo armonico quella che viene in gergo chiamata la "legislazione concorrente" delle Regioni a cui sono stati delegate queste materie di interesse per gli italiani all'estero:

  •  rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni;
  •  commercio con l'estero;
  •  istruzione, fatta salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale;
  •  professioni;
  •  ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi;
  •  tutela della salute;
  •  previdenza complementare e integrativa; credito a carattere regionale

Occorre una legge quadro per delegare alle Regioni materie legate all’emigrazione ,presentata dal Ministero per i rapporti Stato-Regioni che dovrebbe coinvolgere il Ministero degli Italiani nel Mondo, rafforzandone il ruolo con una propria autonomia programmatoria e di bilancio .


IL DIRITTO ALLA RAPPRESENTANZA REGIONALE

Acquisito il diritto al voto nazionale, deve essere svolta una seria riflessione sulla partecipazione delle nostre Comunità Italiane nel mondo alla vita istituzionale delle Regioni. Una questione che vede opinioni diverse confrontarsi sul diritto al voto amministrativo e sulla possibilità di consultazioni all’estero che si intreccia con l’esigenza di un possibile coinvolgimento delle comunità straniere in Italia.

Per capire la questione del voto occorre partire dagli Statuti Regionali alla cui elaborazione ed approvazione è stata dedicata con tempi lunghissimi di approvazione gran parte delle legislature regionali 2001-2005 .Al momento attuale risultano approvati ed entrati in vigore lo Statuto della Puglia, della Calabria e del Lazio. Sono stati approvati in seconda deliberazione dal Consiglio regionale e impugnati davanti alla Corte costituzionale, lo Statuto della Toscana, dell'Umbria, dell'Emilia Romagna, dell'Abruzzo e della Liguria: sui primi tre la Corte costituzionale si è pronunciata nel 2004. Risultano approvati in seconda deliberazione lo Statuto del Piemonte e delle Marche, mentre è stato deliberato in prima lettura lo Statuto della Campania. Il procedimento è invece fermo in Basilicata, Veneto, Lombardia e Molise (Regione, quest'ultima, dove non si vota nel 2005). Sulla legge elettorale, l'unica Regione, ad oggi, ad aver approvato una nuova legge elettorale è la Toscana .Le Regioni che volessero legiferare in materia elettorale avrebbero imponenti problemi giuridici che amministrativi. Questo vale sia per le Regioni che sono in attesa di promulgare gli Statuti che quelle che li hanno già approvati.
Una situazione che in assenza di apposite modifiche da parte del legislatore regionale e dell'emanazione di una legge quadro nazionale, non potrebbe evolversi considerato che le Regioni non dispongono delle competenze e delle strutture adeguate ad organizzare e a gestire autonomamente il procedimento elettorale.
L’UNAIE nonostante tali difficoltà esprime la necessità di affrontare il tema in quanto legittima aspirazione della stragrande maggioranza dell’Associazionismo da esso rappresentato.

IL DIRITTO ALLA PARTECIPAZIONE

Deve essere rafforzato il ruolo delle Consulte Regionali come fonte di elaborazione e di azione legislativa di quella società civile, rappresentata dall’Associazionismo dei migranti in Italia e all’estero. Una partecipazione spesso disattesa dalle politiche regionali che deve trovare nuovo sostegno e motivazione nell’ambito di un rapporto equilibrato tra l’azione istituzionale e quella sussidiaria di chi rappresenta le nostre comunità all’estero.

La filosofia, i principi ispiratori, gli obiettivi sui quali dovrebbe poggiare una nuova normativa sulla emigrazione sono, in sintesi, i seguenti:

  1.  snellimento delle leggi con una previsione programmata di provvidenze e di interventi che, compatibilmente con le risorse disponibili, possono essere attivati a favore dei nostri corregionali rientrati o ancora residenti all'estero;
  2. istituzione di un fondo regionale per l'emigrazione dal quale attingere per finanziare i principali interventi previsti dalla legge, riservando ai casi di grave e accertato stato di bisogno la erogazione di contributi anche individuali
  3. valorizzazione dell'Associazionismo in emigrazione attraverso il finanziamento diretto, con criteri e modalità da stabilire, dei progetti presentati annualmente dalle Associazioni medesime;
  4.  rafforzamento del ruolo e dei compiti della Consulta dell'emigrazione e immigrazione non solo sul piano dei reali poteri e delle prerogative, quanto su quello del sostegno anche finanziario, che deve essere dato alle iniziative politico-istituzionali e promozionali che essa realizza in collaborazione con l’attività istituzionale svolta dalla Regione.
  5. Interventi a favore dei giovani da quello economico a quello culturale;
  6. valorizzazione delle esperienze, delle potenzialità, delle risorse presenti in emigrazione attraverso la previsione di interventi di promozione e di sviluppo, di formazione e riqualificazione professionale, di incentivazione di rapporti di scambio, di joint-venture, di accordi interaziendali per affrontare nel modo più conveniente le esigenze che pone oggi la. globalizzazione delle economie.
  7.  riconoscimento del ruolo dell’imprenditore italiano nel mondo
  8. Istituzione di albi regionali dell’Associazionismo Italiano all’estero

Il Ruolo delle Consulte Regionali

Esse dovrebbero curare :

  1.  rapporti tra Istituzioni e Associazioni regionali all'estero;
  2.  informazione: conoscere per partecipare;
  3. scelte innovative per i giovani italiani all'estero;
  4.  l'elaborazione di nuove leggi per l'emigrazione;
  5.  emigrazione: una risorsa nell'ambito della globalizzazione dell'economia.
  6.  la donna in emigrazione

PROPOSTE FINALI

  1.  Convocazione della Conferenza Stato Regioni entro l’anno con la partecipazione delle Associazioni
  2.  Discussione in ambito CGIE del ruolo dell’Associazionismo
  3.  Nomina delle Consulte regionali con effettivi poteri e deleghe
  4.  Legge quadro sulle deleghe alle Regioni in tema di Emigrazione
  5.  Albo nazionale e regionale delle Associazioni in Italia e all’estero

Breve sunto:
Daniele Marconcini, Presidente dell’Associazione nell’introdurre la sua relazione sugli Statuti regionali ed Italiani nel mondo ha svolto una riflessione sulla crisi del modello classico dell’emigrazione, stretto da temi assai urgenti legati alla forte immigrazione determinatasi nel nostro paese e al nuovo esodo intellettuale ed imprenditoriale verso Stati Uniti, Germania ed altri paesi. Questo in presenza di un sempre e più evidente distacco delle giovani generazioni dalla rete associazionistica italiana all’estero e dal progressivo invecchiamento della nostra popolazione emigrante. Ciò sta comportando una minore rivendicazione di diritti politici ed una maggiore richiesta di usufruire di tutte quelle opportunità che può offrire il nostro paese. Le Regioni potrebbero esaudire queste necessità,garantendo un legame più forte con l’Italia nell’ambito di una nuova e più robusta italianità che coniughi identità culturale con richieste e bisogni delle future generazioni di italiani nel mondo. Inserire negli Statuti regionali la figura degli Italiani nel mondo potrà favorire dal punto di vista legislativo tutte quelle possibilità occupazionali,di studio,formative ai giovani italiani all’estero e di sostegno alle nostre imprese all’estero. Interventi che aiuteranno sicuramente a sviluppare quella nuova identità che comporta oramai “una
compresenza culturale dell’italianità con quella del paese natio” che sembra scaturire da questa nuova generazione migrante. Marconcini ha informato poi della diffusa aspirazione dell’Associazionismo UNAIE di poter ottenere il voto regionale per i nostri connazionali, pur evidenziando fortissime difficoltà legislative e gestionali determinate sia dall’assenza di strumenti regionali propri per il voto e sia per una legislazione in materia elettorale ancora centralistica. Per quanto concerne il diritto alla partecipazione, egli si è fatto portavoce di un
rafforzamento del ruolo delle Consulte, quale elemento decentrato della Conferenza Stato-Regioni, spesso insediate solo nominalmente e scarsamente utilizzate. Secondo Marconcini il ruolo delle Consulte è determinante in tema di elaborazione legislativa e di collegamento con le Comunità italiane all’estero, essendo in esse rappresentato un Associazionismo che raffigura la vera società civile degli italiani nel mondo. Un Associazionismo da tutelare e preservare da false imitazioni in termini di rappresentatività. Nel concludere egli la relazione ha invitato il Ministro La Loggia a creare le condizioni per l’emanazione di una legge quadro per delegare competenze alle Regioni e per dare coordinamento alla loro azione, chiedendo la convocazione delle principali Associazioni presso il suo Ministero, in accordo con il Ministero degli Italiani nel Mondo. Questo per attuare interventi di armonizzazione legislativa particolarmente nell’ area dell’emergenza sociale che colpisce i nostri connazionali in alcuni paesi latino-americani.
Daniele Marconcini


BRIVIDO AL CONVEGNO UNAIE

Cittadinanza “regionale” e quindi diritto di voto agli italiani residenti all’estero anche alle elezioni dei governatori? Sì, purchè i nostri connazionali dimostrino di volerlo. Intervenendo al Convegno sul tema “Statuti regionali e italiani nel mondo” promosso a Treviso dall’UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Emigrati ed Immigrati), il Ministro per i Rapporti Stato-Regioni Enrico La Loggia ha “bacchettato” le Associazioni degli Emigranti. Al recente referendum la prima consultazione aperta ai residenti all’estero, solo il 20% di loro si è’ recato alle urne. Su due milioni e mezzo di aventi diritto, quanti ne conta l’ultimo elenco stilato: solamente 500mila hanno esercitato tale diritto. La colpa?  Delle Associazioni.  “Allarme rosso – ha esordito il ministro- se alle prossime elezioni andasse a votare lo stesso numero di persone, la questione degli italiani all’estero subirebbe una battuta, anzi una batosta d’arresto, che dovremmo rimediare per decenni”. Qualcuno ha proseguito La Loggia di fronte a una platea composta tra gli altri dall’onorevole Gustavo Selva, Presidente della Commissione Esteri della Camera e dal Sottosegretario agli Affari Regionali Luciano Gasparini, potrebbe cominciare a chiedersi perché 500mila votanti dovrebbero eleggere 12 deputati e 6 senatori, quando un normale collegio senatoriale ne conta 250mila. “Serve una mobilitazione straordinaria in vista delle politiche - ha ammonito il Ministro - ed a guidarla dovranno essere le Associazioni degli Emigrati. Se questo 'primo esperimento ' non ha funzionato, tutti devono farsene carico, anche se la responsabilità principale va ai gruppi che si rivolgono agli italiani all’estero”. Quanto alle Consulte regionali da Roma sono già partite le lettere che ne sollecitano, dove sono assenti, l’istituzione.
tratto da "Il Gazzettino"


La risposta di De Martin dei Bellunesi nel Mondo


La presa di posizione del Ministro Enrico La Loggia al Convegno dell’UNAIE a Treviso che ha giudicato insufficiente l’azione delle Associazioni per sensibilizzare gli italiani all’estero a votare, vista la scarsa partecipazione al voto nell’ultimo referendum, ha trovato la pronta risposta di Patrizio De Martin, direttore dei Bellunesi nel Mondo. “Caro Ministro, la percentuale dei votanti all’estero è grosso modo la stessa registrata in Italia. Si tenga conto che anche all’estero c’è stata una astensione voluta. In ogni caso le prossime saranno elezioni politiche molto più sentite dai nostri emigranti per cui la presenza alle urne sarà sicuramente più alta che in Italia. Anche perché gli italiani dovranno eleggere i loro rappresentanti”. De Martin peraltro ha evidenziato le incongruenze che ancora ci sono tra Ministero degli Esteri e Ministero degli Interni sul numero degli aventi diritto al voto. “Prima di lanciare accuse alle associazioni e al volontariato si faccia trasparenza su questo delicato problema”. Il Ministro ha promesso che entro l’anno si farà la Conferenza Stato-Regioni-CGIE con la partecipazione “finalmente” commentano gli interessati, dell’Associazionismo. Verranno affrontati alcuni
temi come quelli delle competenze che dopo la riforma federalista, sono attribuite in materia migratoria alle Regioni e delle competenze che restano allo Stato. "C’è infartti molta confusione " sottolinea De Martin. Più determinazione è stata chiesta, anche alla Regione Veneto e in particolare all’assessorato retto da Oscar De Bona.
tratto da "Il Corriere delle Alpi"


Emigranti al voto anche alle Amministrative

Sia il Presidente della “Trevisani” Zanini che il direttore Riccardo Masini e Franco Rebellato, già componente della Emigrazione del Veneto hanno evidenziato che l’italiano oltre-confine si sente di fatto ancora uno straniero rispetto alle politiche che (non) si fanno a suo sostegno. Rebellato ha denunciato il “grave immobilismo” del parlamentino regionale degli Emigranti, la Consulta, ricordando che la bozza di statuto nella
precedente legislatura regionale neppure faceva cenno ai corregionali. Ma come ha invitato a fare Dino De Poli Presidente onorario emerito dell’UNAIE, bisogna alzare il tiro della prospettiva rivendicazionsitica, chiedendo ad esempio “piu’ politica estera italiana nei paesi d’emigrazione” Basta sentire tanti Trevisani in giro per il mondo: l’Italia è completamente assente.
Tratto da: La Tribuna di Treviso


ITALIANI NEL MONDO: LA LOGGIA APPROVA ESTENSIONE VOTO ANCHE PER REGIONALI

''Sarebbe opportuno dare il voto, anche sulle regionali, agli italiani all'estero''. Lo ha detto il ministro per i Rapporti Stato-Regioni, Enrico La Loggia, a margine del congresso ''Statuti regionali e italiani nel mondo'', tenutosi a Treviso ed organizzato da Unaie, l'unione delle associazioni degli immigrati emigrati, e dalla fondazione Cassamarca con la collaborazione della Regione Veneto. Rispondendo alle sollecitazioni del Presidente dell’UNAIE Mimmo Azzia, egli si dichiarato disponibile ad incontrare le principali Associazioni italiane degli Italiani nel Mondo che si dovranno coordinare tra loro per presentarsi unitariamente all’appuntamento. La Loggia ha dato la sua disponibilità ad accogliere una proposta per una legge quadro di delega per le regioni in tema di emigrazione, sollecitando l’UNAIE a darne un proprio contributo sia sul profilo che sugli obbiettivi. Invito che l’UNAIE ha raccolto esprimendo la volontà di estenderlo al mondo del volontariato degli italiani nel mondo.

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