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Prevista per il 2006 la riapertura  di Santa Barbara 
Accordi tra Curia Stato e Soprintendenza per l'integrazione con le visite nel Ducale

Dopo la partenza  dell'ex sovrintendente ai beni artistici e storici Giuliana Algeri sarà  il successore, Filippo Trevisani che si è insediato nei giorni scorsi, a definire gli accordi per la fruizione della basilica palatina di Santa Barbara. In vista del termine dei  restauri e della sua apertura,si parlerà del collegamento al percorso di visita ordinario in Palazzo Ducale. Toccherà quindi a Trevisani arrivare alla formalizzazione dell’accordo che connetterà un bene dello Stato italiano con un bene della Chiesa cattolica. Esiste già una bozza e una proposta di soluzione “aerea”: la veduta dalla cantoria e dalla loggia del duca. Una volta nel corridoio ovest che collega la zona degli Appartamenti di Vincenzo I al Castello e a Corte Nuova, il turista potrebbe “andare” nella basilica. Avrebbe cioè la possibilità di vedere la chiesa cinquecentesca percorrendo i passaggi, oggi chiusi, che servivano a Guglielmo per raggiungere la cantoria (sopra l’ingresso del tempio) e la loggia ducale, che guarda l’altare maggiore e la scala semicircolare. Per demolire i due diaframmi e connettere il corridoio (che sta sul lato est di piazza Castello) con la basilica serve una convenzione. L’accordo va infatti formalizzato tra la diocesi e l’autorità ministeriale, quindi la sovrintendenza. Tra l’altro la chiesa è consacrata e perciò dovrà tener conto dell’ingresso indipendente di piazza Santa Barbara per i fedeli e quindi la visita non sarà sempre possibile. Questa prospettiva di unione tra Ducale - Basilica - un ritorno alle origini - è stata sollecitata anche dalla Banca Agricola Mantovana e dal Gruppo Monte dei Paschi di Siena nel momento in cui hanno deciso di sostenere i restauri con 500mila euro. Anzi, la Bam ha posto l’integrazione nel percorso turistico come condizione. Anche la Fondazione Cariplo in questi giorni ha deciso di partecipare all’impresa con 500mila euro. L’amministrazione comunale, a sua volta, dovrebbe intervenire con 100mila euro e la diocesi con 150mila, necessari secondo il preventivo, per chiudere definitivamente la pagina del recupero della basilica palatina. Monsignor Giancarlo Manzoli, responsabile del patrimonio artistico e culturale della Chiesa mantovana, dice che i cantieri riapriranno in febbraio-marzo e la chiesa potrebbe essere disponibile nella primavera del 2006.

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