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V Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre 
di Daniele Marconcini 
Lo Spirito di Porto Alegre di Lula.


"Un altro mondo e possibile": con queste parole vieni accolto a Porto Alegre e subito ti viene spontanea 
la riflessione se questo un giorno sara' possibile.
E subito dopo cerchi di capire che significa globalizzazione per chi non vive socialmente garantito in sistemi democratici,come noi occidentali, o peggio rischia di non sopravvivere alle ingiustizie e al sottosviluppo endemico 
di certi paesi del terzo modo. Il Brasile rappresenta bene questa contraddizione: ottava potenza economica e quinto paese piu' povero del mondo. Se non si fanno queste considerazioni, non puoi neanche iniziare a dialogare con il popolo no-global di Porto Alegre formato in maggioranza da gruppi radicali ed ideologicizzati. Lo deve aver capito bene anche il Presidente brasiliano Lula che, in un discorso di circa 35 minuti, ha  replicato a tutti quelli che nel PT lo criticano duramente per sue presunte politiche neoliberiste che essi, sono "figli e fratelli che devono maturare per essere poi accolti a braccia aperte nel movimento petista". Ecco quindi la vera sfida: trasformare le posizioni estreme ed esasperate in atti politici che, aiutino a superare le grandi ingiustizie sociali di questo tempo.
Una critica che al Social Forum sta infatti avanzando, e' quella di non concretizzare alla fine le proprie aspirazioni dopo aver suscitato grandi aspettative.. Aspirazioni che Lula sta cercando di realizzare, collegando il mondo di Porto Alegre con quello dei massimi sistemi di Davos. Un progetto che il gruppo dirigente brasiliano ha condensato nello slogan "Lula al 100%", coniando migliaia  di magliette per il WSF, affrontando poi a viso aperto con la mobilitazione dei propri militanti la sfida dei gruppi piu' radicali delusi dalla politica di Lula. Una sfida difficile che non trova certamente noi italiani in prima linea quest'anno nella costruzione di un proficuo dialogo, come nei primi Social Forum: 350 presenze italiane, quasi tutte delle principali organizzazioni storiche del volontariato e della cooperazione sono veramente un po' poche. Quasi inesistenti le presenze delle organizzazione dell'emigrazione italiana :onore quindi al FIEI degli amici Rodolfo Ricci e Rino Giulaini per aver organizzato il Convegno sul tema "Globalizzazione, guerra, migrazioni - Organizzazione e lotte per i diritti dei cittadini migranti nel contesto della globalizzazione neoliberista", raccogliendo moltissme adesioni tra cui la mia. Un evento a cui partecipero' volentieri per capire. Il vero spirito di Porto Alegre e' quello infatti di ascoltare e di confrontarsi senza presunzione o preconcetti con chi, a ragione o a torto,spesso ti considera un privilegiato di un mondo che vive al di sopra delle sue possibilita' e le cui ricette, spesso, non tengono conto dell'opinione di chi le deve poi subire.