Mantovani nel Mondo         

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Dopo la ricezione della convocazione dell'assemblea del CIFALOM, Daniele Marconcini presidente dell'Associazione Mantovani nel Mondo ha stilato il seguente documento inviato alle Associazioni Lombarde all'estero, agli Enti Pubblici ed alle Agenzie di Stampa. Per onore di cronaca pubblichiamo anche i precedenti scambi di messaggi avvenuti nel 2004 in seguito alla pubblicizzazione della neonata CIFALOM, con le osservazioni  inviate allora dal Presidente Marconcini (n.d.r.)

PERCHÈ MANTOVANI NEL MONDO NON SARÀ NEL C.I.F.A.L.O.M.
UN PERCORSO ANTIDEMOCRATICO CHE DELEGITTIMA IL MONDO DEI LOMBARDI ALL'ESTERO


Un vizio conclamato dagli italiani è quello che prima di attuare una qualsiasi azione, prima si definiscono le cariche e poi i programmi. Ora se questo teorema viene applicato agli italiani all'estero non solo è una incoerenza che diventa elemento di autoreferenzialità inconcludente, ma può diventare demagogicamente un'azione semplicemente dannosa se non pericolosa. Questo soprattutto se si intende rappresentare la comunità italiana nelle proprie aspirazioni.

Ora per la seconda volta i due anni ci è stato comunicato da un Presidente e da un Segretario di una fantomatica CONFEDERAZIONE INTERNAZIONALE DI FEDERAZIONI E ASSOCIAZIONI LOMBARDE NEL MONDO (C.I.F.A.L.O.M.) che si dovrà eleggere in un apposito consesso consiglieri, probiviri, modificare lo Statuto e altre attività costringendomi all'ennesimo chiarimento. La cosa piu' bizzarra che io sarei stato, a suo tempo, nominato d'imperio VicePresidente (forse perché serviva dare credibilità all'operazione) e che nonostante la mie pesanti critiche vengo di nuovo invitato a questa incredibile operazione. Da notare che l'Assemblea proposta non è per concorrere ad un percorso democratico dove vengono elette tutte le cariche, compresi Presidente, Vicepresidenti e Segretario sulla base di un programma ben definito ma semplicemente viene indetta una riunione per aderire ad un non meglio identificato gruppo che dovrebbe poi rappresentare la vasta comunità dei Lombardi nel mondo. Da rimarcare che nessun accenno viene fatto sulle istituzioni Regionali e Locali Lombarde che necessariamente dovrebbero essere coinvolte ed esserne parte integrante nell'azione programmatoria. L'opposto di quello che facciamo noi e cioè quella di presentare una progettualità che dia voce alla Comunità Lombarda nel Mondo per poi porre le basi di un democratico consesso che rappresenti i Lombardi nel Mondo, a cominciare dalla Consulta, cercando tutte le sinergie possibili con la Regione.

Il Portale on-line dei Lombardi nel Mondo, da noi costruito con finanziamenti regionali, è diventato il Portale del Consiglio Regionale con il contributo dei Circoli lombardi all'estero mentre stiamo portando a compimento la Banca Dati dell'Emigrazione Lombarda con l'Archivio di Stato di Mantova e Cremona e gli Enti archivistici brasiliani,argentini ed uruguayani. Inoltre abbiamo concentrato i nostri sforzi sui problemi sociali e dell'indigenza dei Lombardi all'estero cogliendo l'importante obbiettivo del gemellaggio dell'Ospedale Poma di Mantova con quello di Rosario (Argentina) e presentando, progetti per sostenere l'emergenza sanitaria dei nostri corregionali in America Latina. Su queste scelte abbiamo misurato le reali presenze dei Lombardi nel Mondo, coinvolgendo le Associazioni all'estero che effettivamente erano presenti ed attive sul territorio. Abbiamo scoperto così che alcuni sodalizi, ma questa non è una novità, esistono solo sulla carta, altri hanno solo il Presidente e altri ancora non hanno personalità giuridica. La maggior parte però è attiva e vuole collaborare apertamente e collegialmente con le Associazioni in Lombardia e la Regione. Abbiamo anche verificato che le Associazioni Lombarde presenti in Regione non si coordinano tra di loro e che non seguono strategie comuni, ponendo la necessità quindi di rafforzare il ruolo della Consulta dell'Emigrazione. Per questi motivi l'Associazione Mantovani nel Mondo nata e cresciuta in clima democratico, aperta alle collaborazioni, ha creato le condizioni nel 2004 per discutere della nascita di un Coordinamento Lombardo in occasione del corso per dirigenti del volontariato organizzato a Mantova, lavorando sull'ipotesi di uno statuto e chiedendo ai presenti un'adesione morale, questo soprattutto per l'area socio-assistenziale e presentando un documento comune in Regione che impegna tutti ad agire collegialmente. Noi immaginavamo ed immaginiamo un percorso democratico, coordinato dalla Regione Lombardia attraverso la Consulta dell'Emigrazione, in cui il mondo del volontariato lombardo svolgesse un'azione sussidiaria a quella istituzionale. Si è voluta invece innestare una variante antidemocratica e demagogica che rischia di creare confusione e sconcerto con un Presidente dei Lombardi nel Mondo, autonominatosi non si sa a quale titolo. Si tratta evidentemente di un'azione assai poco genuina in cui prevale il desiderio di avere una visibilità personale che ben poco da spartire con una attività di volontariato a favore della Comunità. Una idiozia giuridica che se avvallata ingenuamente da chicchessia, porterebbe solo discredito alla causa Lombarda nel mondo. Non si è mai visto infatti costituire una Confederazione senza l'adesione preliminare delle Associazioni per creare un'assemblea promotrice che avvalla Statuto e che poi elegge gli organismi dirigenti. Farla poi all'estero senza dargli una personalità giuridica in Italia significa poi non avere alcun riconoscimento nel nostro paese, stante l'attuale legislazione Regionale. È evidente che quanto succede deve comportare una immediato chiarimento istituzionale, non più derogabile sui modi con cui viene definito e riconosciuto l'Associazionismo italiano all'estero dalle Regioni e dal Ministero degli Italiani nel Mondo. Se le regole applicate in Italia che comportano ad esempio l'iscrizione ad Albi del Volontariato Regionale e Provinciale non verranno replicate presso tutte le reti consolari nel 2006 molti candidati al Parlamento delle Circoscrizioni all'estero potrebbero usufruire di Associazioni inventate o di sigle fittizie che potrebbero influire sulla buona fede degli elettori. Concludo riaffermando la nostra totale contrarietà e presa di distanza da questa proposta, diffidando chiunque dall'associare il nostro nome ad un evento totalmente estraneo alla nostra etica e al nostro modo di essere democratico e solidale

Daniele Marconcini
Presidente dell'AMM


 


CONFEDERAZIONE INTERNAZIONALE DI FEDERAZIONI E ASSOCIAZIONI LOMBARDE NEL MONDO (C.I.F.A.L.O.M.)

Buenos Aires - Argentina, 10 de abril de 2005

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA

La CONFEDERAZIONE “CIFALOM” è nata con lo scopo di dare forza e maggiore visibilità alle associazioni lombarde nel mondo.
Inviamo un cordiale invito all’ ASSEMBLEA DEGLI ASSOCIATI disposta dall’ art. 6 dello Statuto, che si svolgerà il sabato 14 maggio 2005, nella cità di BUENOS AIRES, Repubblica Argentina, via Córdoba 1439, primo piano, alle 11.00 ore.
Ordine del giorno

  1. Elezione di due Consiglieri, che congiuntamente con il Presidente, i due Vicepresidenti, il Tesoriere e il Segretario formerano il Consiglio di Amministrazione.
  2. Nominazione di tre Revisori dei Conti ed un supplente.
  3. Elezione di tre membri del Collegio dei Probiviri.
  4. Ratificazione della costituzione della Consulta dei Lombardi emigrati o loro discendenti.
  5. Modifica dello Statuto e dell'Atto Costitutivo.
  6. Delibera su proposta del Presidente, d'intesa con il Consiglio d’Amministrazione, su ogni argomento regolamentare che attenga alla Confederazione.
  7. Deliberazione sulle relazioni dei Revisori e del Presidente, nonché sul bilancio presentato dagli amministratori.
  8. Fissare su proposta del Presidente in accordo con il Consiglio di Amministrazione l'ammontare della quota d'iscrizione;
  9. Nomina degli associati benemeriti, onorari ed aderenti proposti dal Presidente in accordo con il Consiglio di Amministrazione.
  10. Delibera su proposta del Consiglio di Amministrazione, l'eventuale esclusione di uno o più associati per gravi motivi.
  11. Ratifica dell'adozione di segni distintivi proposti dal Presidente e dal Consiglio di Amministrazione.
  12. Delibera sullo scioglimento della Confederazione e sulla destinazione del patrimonio sociale.

    Rimaniamo in attesa di VV. considerazioni

    Prof. Giovanni B. CASTAGNA                        Dott. Hugo Alberto RAVERTA
                Segretario                                               Presidente

     

 


31/05/2004
PER HUGO RAVERTHA Vicepresidente della FADAL
e p.c. CARLOS CARRARA
PRESIDENTE DELLA FADAL (Presidente della Federazione dei Lombardi inArgentina)

Ho appreso con stupore della comunicazione congiunta tua e di Castagna alle agenzie di stampa di un appello ad aderire alla Confederazione internazionale di Federazioni e Associazioni lombarde nel mondo. Non sono
qui a discutere dei contenuti della lettera, peraltro per molti aspetti condivisibile, ma del fatto che si dia pubblicizzazione ad un evento da noi auspicato, senza aver prima definito un percorso comune e democratico
con tutti coloro che hanno aderito o che vorrebbero aderire. E' stata data alle stampe una notizia che si basa sul nulla, non esiste ancora un atto che formalizzi la Confederazione, non esiste alcuna assemblea democratica che abbia eletto degli organismi dirigenti quali presidente, segretario, ecc...  non esiste proprio nulla, esiste solo una volontà conclamata anche dal sottoscritto di creare una forma di aggregazione dei Lombardi nel mondo con un percorso coerente e democratico che coinvolgesse tutti ... esiste una bozza di statuto che doveva essere verificato legalmente e che doveva essere discusso ... per me l'atto firmato a Mantova era un atto morale ... così come è stato presentato alle agenzie di stampa è già un atto formale... non si riesce a capire tutta la fretta di agire in questo modo, si rischia di creare un danno di credibilità oltre che all'idea sempre più sentita di unire i Lombardi nel mondo. Non comprendo nemmeno quale vantaggio si possa avere avuto con un annuncio simile. Vi è di fatto un'autoproclamazione di cariche come Presidente e segretario dei Lombardi nel Mondo che manca del requisito più importante: l'elezione, l'approvazione dello statuto da parte di tutte le organizzazioni aderenti, la votazione di coloro che devono poi portare avanti la Confederazione. Mi risulta che poi utilizzando i nostri indirizziari tu abbia addirittura scritto a tutti i vari Circoli chiedendo di aderire alla Confederazione La Regione sta censendo le organizzazioni Lombarde nel mondo, che scriverete se verrete chiamati in causa? Noi sin dall'inizio abbiamo affermato che l'atto definito a Mantova doveva considerarsi un documento morale nel quale un Comitato promotore si faceva portavoce dell'esigenza oramai insopprimibile di unire i Lombardi nel mondo. Questo comportava chiaramente un impegno a costruire una programma comune e a dare una voce unica ai Circoli lombardi nei confronti delle istituzioni Regionali e Locali. Ora questo episodio purtroppo conferma che fare le cose insieme non appartiene ad un comune modo di agire e che vi sono mentalità molto individualistiche. Noi come Associazione abbiamo fatto la nostra parte investendo in un corso di volontariato che al di là del contenuto e della aspettative, ha portato ben 16 dirigenti di Associazione Lombarde per iniziare un certo percorso unitario e cercando con il Portale di fare una vera informazione sul mondo Lombardo all'estero. E appena finito il censimento delle Associazioni Lombarde che ha lanciato la Regione e da quello che io conosco, non esiste alcuna organizzazione Lombarda all'estero organizzata che svolga una attività continuativa.  Trovo inoltre veramente grave che a fronte di progetti in corso quali il Portale dei Lombardi nel Mondo a cui avete aderito come FADAL e quelli sociali che abbiamo presentato per il 2004 per l'Argentina non trovino alcun tipo di contributo o di partecipazione da parte del Presidente Carrara che secondo logica dovrebbe agire in prima persona. Non è con il silenzio in attesa degli avvenimenti che si costruiscono le cose e i fatti. Ora l'A.M.M. ed io con grande chiarezza vi devo far presente che senza collegialità non si va da nessuna parte e che se voi pensate di agire così individualmente non farete avanzare la FADAL di un passo nel dare un contributo alla crisi Argentina e all'unione dei Lombardi. Ora da questo momento, visto che il mio impegno è di tipo sociale e che per me è prioritario aiutare la comunità Lombarda e che non è mio compito voler convincere nessuno a tutti i costi, non darò più consigli se non richiesti e tutte le collaborazioni se non troveranno una controparte attiva cesseranno di fatto. La mia disponibilità verso di Voi e quella dell'A.M.M. c'è sempre, sta a Voi dimostrare che vale la pena continuarla con un impegno comune. Quindi mi aspetto dalla FADAL una riconferma di un impegno comune e una maggiore chiarezza di quello che volete essere o fare e un impegno comune al di là delle sigle perchè le idee si realizzano con le gambe e la testa della gente.

Daniele Marconcini
 


04/05/2004
da Italiani nel mondo (aise)
NASCE LA CONFEDERAZIONE INTERNAZIONALE DI FEDERAZIONI E ASSOCIAZIONI LOMBARDE NEL MONDO
ROMA\ aise\ - "La nascita della Confederazione Internazionale di Federazioni e Associazioni Lombarde nel Mondo "Consiglio Lombardi nel Mondo" è un vero e nuovo segno di solidarietà fra gli emigrati lombardi
nel mondo". È quanto dichiarano il Segretario ed il Presidente della neo costituita associazione,rispettivamente Giovanni B. Castagna e Hugo Alberto Raverta, che, in una lettera congiunta, invitano ad aderire  alla Confederazione, costituita a Mantova il 27 febbraio scorso, "per dare forza alle comunità lombarde e per dare maggiore visibilità delle stesse alle associazioni lombarde". Al di là del sacrificio "pienamente conosciuto" dell’emigrati, affermano Castagna e Raverta, "la laboriosa colletività d’italiani all’estero vanta una straordinaria storia di grandi realizzazioni e una partecipazione ad altissimo livello in ogni campo nella vita del paese scelto come seconda patria e come patria dei propri figli". Della storia dell’Italia e della Lombardia fa, dunque, parte anche "il lavoro intenso, solidale, coraggioso di milioni d’italiani che aiutarono al sviluppo e trasformazioni d´altri paesi con terribili sacrifici". "L’italiano lombardo è riconosciuto nel mondo per su lavoro", ma, puntualizzano, non ha mai perso i contatti con le sue origini. "Quelli antichi emigrati lombardi, molti mai tornati, hanno salvaguardato con orgoglio e amore il legame di sangue, trasmesso ai discendenti, mantenendo la lingua come vero attributo sacro del proprio popolo". E "questi fatti storici sono diventati oggi in una innegabile realtà: la incalcolabile ricchezza italiana, e in particolare lombarda, rappresentata per i suoi emigrati all’estero". Nonostante le difficoltà a  mantenere i contatti con la madre patria e tra le varie comunità sparse nei cinque continenti, "noi lombardi all’estero siamo pronti a mobilitarci intorno ad una precisa identità culturale e antropologica: l’italianità". Si tratta, spiegano Castagna e Raverta, di "un atteggiamento che ha portato alla formazione di un reticolo nuovo, che costringe a ripensare e a riprogettare l’idea e la forma della Nazione e dello Stato".Ciò vale non solatanto se si pensa al peso politico ormai riconosciuta agli italiani all’estero, ma anche e soprattutto, sottolineano, per il processo italiano d’internazionalizzazione, così come per lo sviluppo delle strutture economiche e, più in generale, per favorire la presenza italiana nei vari Paesi nel mondo. "In quei Paesi c’è già una forma antica e molecolare di presenza italiana e lombarda: le comunità di emigrati, ormai divenute forti,quantitativamente e qualitativamente. Fanno più internazionalizzazione reale d’Italia e della Lombardia i milioni d’italiani all’estero che le migliaia di imprenditori che battono i mercati internazionali" "Una tale importanza socioeconomica – proseguono il Segretario e il Presidente del Consiglio Lombardi nel Mondo – va riconosciuta, non soltanto sul piano politico-elettorale, ma nelle sue diverse forme d´impegno e di rappresentanza. Si tratta infatti di un vero e proprio "fattore di potenza"dello sviluppo italiano-lombardo su scala mondiale, un fatto da sostenere e sfruttare".Se, allora, "per troppo tempo l’Italia e la Lombardia hanno ignorato che al di là dei confini, nei cinque continenti, vivevano e vivono più  italiani che in Italia", ora "la Lombardia prende coscienza che "i migliori ambasciatori" sono i suoi stessi cittadini all’estero" ed è perciò "importante che prenda le iniziative necessarie per intensificare la presenza, per far sì che i propri cittadini non diventino soggetti socialmente esclusi". Castagna e Raverta si dicono convinti che la Regione Lombardia possa svolgere "degnamente il suo ruolo e soprattutto facilitare la realizzazione" di questi obiettivi, gli stessi per cui è nata la Confederazione Internazionale di Federazioni e Associazioni Lombarde nel Mondo, perché "non ci può essere rinnovamento autentico della Lombardia senza la diretta partecipazione dei cittadini lombardi all’estero".  "Oggi – concludono Castagna e Raverta – non c’è soltanto la vecchia patria dei confini geografici e del domicilio, oggi si può pensare a una patria dai confini allargati, una patria dalle finalità comuni e anche dai diritti comuni. All’avventura individuale e pauperista dei bastimenti delle valigie di cartone, dell’invio di aiuti dai confini del mondo verso la Lombardia, può seguire oggi un’avventura solidale di tutti coloro che si sentono lombardi, per fare insieme cose che aumentino il loro benessere e il potere della Lombardia nel mondo". (aise)

 


Dalla Stampa

Italiani nel mondo 
MARCONCINI (AMM) CONTRO LA C.I.F.A.L.O.M.: CONFEDERAZIONE SCONOSCIUTA E ANTIDEMOCRATICA
MANTOVA\ aise\ - Non ha reagito bene Daniele Marconcini, Presidente dell’Associazione Mantovani nel Mondo e rappresentante del Consiglio regionale nella Consulta per l’Emigrazione della regione Lombardia, quando si è visto recapitare l’invito a partecipare all’Assemblea degli Associati della C.I.F.A.L.O.M., la Confederazione Internazionale di Federazioni e Associazioni Lombarde Nel Mondo, convocata per il prossimo 14 maggio a Buenos Aires. Alla lettera firmata dal presidente della Confederazione, Hugo Alberto Raverta e dal segretario Giovanni B. Castagna, Marconcini risponde che l’Amm non parteciperà all’assemblea di una "sconosciuta Confederazione dei Lombardi nel Mondo mai Formalizzata ufficialmente".  Il problema, per Marconcini, è che troppo spesso "prima si definiscono le cariche e poi i programmi", una pratica che, per quanto riguarda gli italiani all’estero, "non solo è una incoerenza che diventa elemento di autoreferenzialità inconcludente, ma può diventare demagogicamente un'azione semplicemente dannosa se non pericolosa, soprattutto se si intende rappresentare la comunità italiana nelle proprie aspirazioni". Dopo aver ricordato i fronti su cui l’Amm è attivamente operativa, il Presidente dell’Amm non ha mancato di sottolineare le molte collaborazioni con la regione Lombardia che ha portato alla redazione di una bozza di Statuto "per creare un coordinamento internazionale dei vari sodalizi e un documento a sostegno di interventi socio-assistenziali regionali per gli indigenti lombardi nel mondo". Una sola voce, dunque, che portasse, però, il sigillo dell’ufficialità e, con esso, la garanzia di maggiore efficacia.  Una situazione assai diversa, rimarca Marconcini, da quella di una confederazione "con un Presidente e un Segretario autoeletti", un’iniziativa da cui la sua associazione ha preso distanze per "non contribuire ad un danno di credibilità all'idea sempre più sentita di unire i lombardi nel mondo". Oltre alla convocazione della C.I.F.A.L.O.M., a Marconcini non va giù che "io sarei stato, a suo tempo, nominato d'imperio Vice Presidente (forse perché serviva dare credibilità all'operazione) e che nonostante la mie pesanti critiche vengo di nuovo invitato a partecipare questa incredibile operazione". "L'Assemblea proposta – continua - non è per concorrere ad un percorso democratico dove vengono elette tutte le cariche, compresi Presidente, Vicepresidenti e Segretario sulla base di un programma ben definito ma semplicemente, viene indetta una riunione per aderire ad un non meglio identificato gruppo che dovrebbe poi rappresentare la vasta comunità dei Lombardi nel mondo". Nessun accenno a istituzioni regionali e locali lombarde coinvolte nell'azione di programmazione, nessuna chiara strategia intorno alla quale costruire un consenso. Nessun contatto con la Consulta regionale per l’Emigrazione.  Di tutt’altra specie, sottolinea Marconcini, l’azione dell’Am.m. e della citata Consulta. Dalla creazione della Banca Dati dell’emigrazione al gemellaggio con l’ospedale di Rosario "abbiamo misurato le reali presenze dei Lombardi nel Mondo,coinvolgendo le Associazioni all'estero che effettivamente erano presenti ed attive sul territorio". Un tentativo di catalogazione e di contatto che ha fatto emergere associazioni fantasma, inattive o proprio inesistenti, ma anche tantissime che "vogliono collaborare apertamente e collegialmente con le Associazioni presenti in Lombardia e la Regione". "Abbiamo anche verificato – precisa ancora Marconcini - che le Associazioni presenti in Regione non si coordinano tra di loro e che non seguono strategie comuni" situazione che rende ancora di più indispensabile "il ruolo unificante della Consulta dell'Emigrazione". Collaborando da anni con i circoli e le associazioni lombarde in tutto il mondo, la Mantovani nel Mondo, ricorda il suo presidente, "nel 2004 ha creato le condizioni per discutere della nascita di un Coordinamento Lombardo. Noi immaginavamo ed immaginiamo – prosegue Marconcini - un percorso democratico, coordinato dalla Regione Lombardia attraverso la Consulta dell'Emigrazione, in cui il mondo del volontariato lombardo svolgesse un'azione sussidiaria a quella istituzionale". Contro questo sistema "si è voluta invece innestare una variante antidemocratica e demagogica che rischia di creare confusione e sconcerto con un Presidente dei Lombardi nel Mondo, autonominatasi non si sa a quale titolo. Si tratta evidentemente – denuncia ancora Marconcini - di un'azione assai poco genuina in cui prevale il desiderio di avere una visibilità personale che ben poco ha da spartire con una attività di volontariato a favore della Comunità. Una idiozia giuridica che se avvallata, anche ingenuamente da chicchessia, porterebbe solo discredito alla causa lombarda nel mondo".  Il vizio di forma e di sostanza per Marconcini sta proprio alla base. Non c’è stata un’adesione delle associazioni alla confederazione, non c’è stata un’assemblea in cui discutere statuto e cariche e poi "farla all'estero senza dargli una personalità giuridica in Italia significa non avere alcun riconoscimento nel nostro paese, stante l'attuale legislazione regionale". Servono regole che definiscano le modalità per il riconoscimento dell’associazionismo all’estero, e il primo a doversene occupare è il Ministero degli Italiani nel Mondo seguito, subito dopo, dalle regioni. Ampliando il discorso, poi, Marconcini afferma che "se le regole applicate in Italia, che comportano ad esempio l'iscrizione ad Albi del Volontariato regionale e provinciale, non verranno replicate presso tutte le reti consolari, nel 2006 alcuni candidati al Parlamento delle Circoscrizioni all'estero potrebbero essere indotti ad usufruire di Associazioni inventate o di sigle fittizie che potrebbero influire sia sulla loro credibilità che sulla buona fede degli elettori".  Una ferma presa di posizione con cui oltre a ribadire l’estraneità dell’Amm all’iniziativa della C.I.F.A.L.O.M., Marconcini diffida "chiunque dall'associare il nostro buon nome ad un evento totalmente estraneo alla nostra etica e al nostro modo di essere democratico e solidale". (aise)

Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa
Lombardi nel mondo, “ci vuole progettualità”
Una denuncia di Daniele Marconcini sulle iniziative autonome in Sud America

Mantova – "Un vizio conclamato degli italiani è quello che prima di attuare una qualsiasi azione, prima si definiscono le cariche e poi i programmi". La denuncia viene da Daniele Marconcini, Presidente dell'Associazione Mantovani nel Mondo, riferendosi in particolare a una vicenda che riguarda le associazioni lombarde all'estero.
"Nel febbraio 2004 a Mantova, su iniziativa dell'AMM – ricostruisce Marconcini -, nell'ambito di un Corso per dirigenti di volontariato finanziato dalla Regione Lombardia, veniva assunta moralmente dai rappresentanti dell'Associazionismo Lombardo presenti una bozza di Statuto per creare un coordinamento internazionale dei vari sodalizi e un documento a sostegno di interventi socio-assistenziali regionali per gli indigenti lombardi nel mondo. Questo comportava chiaramente un impegno a costruire una programma comune e a dare una unica voce ai Circoli lombardi nei confronti delle istituzioni regionali e locali".
Ma in seguito dall'Argentina parte di un paio di partecipanti all'iniziativa mantovana veniva lanciata una Confederazione dei Lombardi nel Mondo, con Presidente e Segretario autoeletti. Ora è lo stesso organismo ad annunciare che si dovrà eleggere il 14 maggio prossimo, a Buenos Aires consiglieri e probiviri, oltre a modificare lo Statuto e altre attività. "La cosa più bizzarra è - dice Marconcini - che io sarei stato, a suo tempo, nominato d'imperio Vice Presidente (forse perchè serviva dare credibilità all'operazione) e che nonostante la mie pesanti critiche vengo di nuovo invitato a partecipare questa incredibile operazione".
Il Presidente dell'AMM fa notare inoltre che "nessun accenno o comunicazione viene fatto sulle istituzioni regionali e locali lombarde che necessariamente dovrebbero essere coinvolte ed esserne parte integrante nell'azione programmatoria". Si chiama fuori dall'iniziativa, quindi, Marconcini, rimarcando come la filosofia dell'ente che presiede sia quella "di presentare una progettualità che dia voce alla Comunità lombarda nel Mondo per poi porre le basi di un democratico consesso che rappresenti i Lombardi nel Mondo, a cominciare dalla Consulta cercando tutte le sinergie possibili con la Regione Lombardia".
Quello che sta avvenendo in particolare in Sud America, secondo Marconcini "rischia di creare confusione e sconcerto con un Presidente dei Lombardi nel Mondo, autonominatasi non si sa a quale titolo. Si tratta evidentemente – aggiunge il Presidente dell'AMM - di un'azione assai poco genuina in cui prevale il desiderio di avere una visibilità personale che ben poco da spartire con una attività di volontariato a favore della Comunità".
L'auspicio che giunge da Mantova è che "quanto succede deve comportare un immediato chiarimento istituzionale, non più derogabile sui modi con cui viene definito e riconosciuto l'Associazionismo italiano all'estero dalle Regioni e dal Ministero degli Italiani nel Mondo, varando in Lombardia la sospirata nuova legge sui Lombardi nel Mondo".
Marconcini ribadisce la "totale contrarietà ed estraneità a questa iniziativa" da parte dell'associazione che presiede, pur ricordando la disponibilità dell'AMM a lavorare al servizio della causa lombarda nel mondo.
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