EUROPA

È LA FINLANDIA IL NUOVO SOGNO DEGLI ITALIANI 


Nel paese scandinavo la comunità tricolore continua a crescere 
di Emiliano Magrini 

L’emigrazione italiana ha visto, fin dalla sua nascita, le calde sponde sudamericane come ideale meta per una rivincita sociale. L’epoca delle interminabili code sui moli di tutta Italia, per un posto sugli immensi natanti diretti oltreoceano, è ancora viva nell’immaginario collettivo del nostro popolo. Montevideo, Buenos Aires, New York erano le destinazioni preferite. Ma come ogni fenomeno sociale, anche l’emigrazione è destinata a cambiare. Ecco allora che accade quello che non ti aspetti, ovvero veder nascere una comunità di quasi duemila persone nella fredda e razionale Finlandia. 
La comunità italiana nel paese scandinavo ha radici che risalgono addirittura agli anni della seconda guerra mondiale, quando nascono i primi Istituti di cultura italiana ad Helsinki, ma la vera spinta verso il nord europeo è di recente scoperta. Lo testimonia il moltiplicarsi di circoli culturali, associazioni e attività commerciali Made in Italy che stano affollando il paese della Lapponia proprio in questo periodo. 
La Finlandia è, per sua natura, paese freddo sia nel clima sia nei rapporti umani. Ma è anche la patria dell’organizzazione, della perfezione, dove la spesa pubblica ogni anno “soffre di un cronico surplus”. Le condizioni di vita dei cinque milioni e mezzo di abitanti sono tra le più invidiabili del mondo. Per non parlare della capitale, Helsinki, simbolo di efficienza. Sarà forse questo paradiso immerso nel ghiaccio ad attirare i nostri connazionali? 
E’ interessante sottolineare che l’organizzazione della comunità italiana in terra finlandese è arrivata ad essere capillare, alle soglie della scandinava precisione. Sono sorti, infatti, centri nei quali è possibile continuare a respirare la cultura italiana. L’arte nostrana, ad esempio, affolla le mostre di Helsinki. Stessa sorte per la musica, soprattutto quella classica, così come per la letteratura, ottimamente rappresentata da una biblioteca che ha sede proprio nella capitale. 
L’iniziativa più importante, però, sembra essere il tentativo fatto dalle associazioni culturali, presenti sul territorio, di preservare lo studio della lingua italiana soprattutto nei più giovani. L’obiettivo è non far abbandonare la conoscenza della nostra lingua ai figli degli immigrati e soprattutto dare la possibilità, a chi nasce da una coppia mista italo-finlandese, di avvicinarsi a entrambe le lingue dei propri genitori. 
Ovviamente, non c’è nemmeno da chiedere se la nostra cucina abbia invaso o meno le tavole finniche. I prodotti tipici della nostra gastronomia, famosi in tutto il mondo, hanno facilmente conquistato i rudi palati degli scandinavi. Oltre alla nascita di decine di ristoranti con classici nomi del Belpaese, stiamo assistendo in questo periodo all’aumento dell’importazione di prodotti delle nostre terre. Ancora una volta, “la forchetta italica” ci precede e ci apre la via verso nuovi mondi ancora inesplorati. 
Italiani e finlandesi, dunque, uno stranissimo connubio che mette a confronto due modi di vivere totalmente opposti. Immaginare un nostro concittadino preoccuparsi tutte le mattine della raccolta differenziata, rispettare le file ovunque e in qualsiasi condizione atmosferica, non parcheggiare mai in doppia fila o pagare sempre il biglietto dell’autobus, è un’impresa che richiede molta fantasia. Leggendo, invece, i forum che si trovano su Internet e alcune interviste di persone emigrate, lo sforzo non sembra essere poi così grande. Questo a testimonianza che quando c’è la volontà del cittadino, e la possibilità delle autorità di far rispettare le regole, la civile convivenza non è un miraggio irraggiungibile. 
tratto da http://www.qui-italia.it 

Un solo appunto, sulle osservazioni sarcastiche poste al termine di questo articolo, e mi chiedo: perché dobbiamo sempre denigrarci ed essere considerati da noi stessi inferiori agli popoli? Non credo che serva fantasia per rispettare le regole civili.  Esistono città, comuni e paesi dove il rispetto degli altri e delle regole per la civile convivenza vengono attuate anche in Italia senza dover andare per forza ad Helsinki dove per altro, esistono altre note trasgressioni ...
Pietro Liberati 

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