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La 'guerra'  di Hugo e Carlos
di Daniele Marconcini

Ero stato avvisato all'inizio della mia attività a favore dell'emigrazione: " ... all'estero vi è un alto tasso di conflittualità tra le Associazioni italiane di discendenti, specialmente dove sono più forti e radicate; vi è anche chi non contento, cerca pure di fomentarle."

Sicuramente nessuno se ne accorto, ma in Argentina qualcuno ha dichiarato guerra alle Associazioni dei Lombardi nel Mondo.

Quel qualcuno è l'avvocato Hugo Raverta di La Plata, presidente 'in pectore' (con relativa autonomina) della fantomatica Confederazione dei Lombardi nel Mondo Cifalom, convocata a Buenos Aires nel maggio scorso e miseramente naufragata nel nulla più assoluto.

Una guerra fatta con l'invio di e-mail pieni di frasi in 'latinorum' inutili e ridondanti, 'sparacchiate' a caso ad amici e corrispondenti dell'Associazione dei Mantovani nel Mondo, in cui egli ha cercato confusamente di spiegare, perché il sottoscritto ha torto e lui ragione, sulla legittimità della Cifalom, cacofonica espressione per indicare una organizzazione da lui inventata che pomposamente già all'art. 1 recitava di essere 'direttamente riconducibile alle esperienze ed alle iniziative maturate in Argentina dal - Circulo Lombardo La Plata Gran La Plata- ' . Quali esse siano queste esperienze e perché proprio a La Plata non è dato di saperlo.

Lo ha fatto recentemente con una mail inviata il 13 maggio scorso e replicata come una vecchia telenovela il 13 agosto u.s., forse per ribadire che lui non ha cambiato idea pur non avendo avuto riscontri per una evidente mancanza di credibilità.

Ad onor del vero essa era stata spedita mesi fa anche alle Associazioni Lombarde Argentine, senza suscitare però particolari passioni se non da parte di Carlos Carrara, sino a ieri emerito sconosciuto del mondo Lombardo all'estero, ed ora tutto teso ad acquisire una propria visibilità politica al punto di prendere carta e penna e di scrivere direttamente alla Regione Lombardia .

La vicenda non meriterebbe alcun tipo di considerazione e di pubblicità, se non avesse in se alcune caratteristiche sociologiche con effetti pratici da esaminare dal punto di vista istituzionale su come intendono taluni l'Associazionismo Italiano all'estero e le regole che qualcuno vorrebbe applicare al di fuori del nostro paese.

Sino ad ieri il massimo dell'ingiuria che avevo ricevuto in America Latina era stata quella di essere stato talvolta 'eurocentrico', cioè incapace di interpretare sino in fondo la realtà locale con i miei parametri occidentali.

Hugo si spinto più in là scrivendo testualmente che nella mia ' ultima ratio stultorum by e-mail ' mi sarei espresso con una dialettica 'eristica' utilizzata per affermare la propria opinione senza nessun criterio e peggio, non potendo esprimere nessun giudizio ' non essendo laureato in Diritto e Giurisprudenza ', evidenziando così 'una preoccupante ignoranza giuridica' ed altre amenità, saccheggiate a casaccio da testi latini. Una presa di posizione a dir poco comica con una venatura classista d'altri tempi.

Il punto del contendere è che in Italia l'Associazionismo per essere tale, per legge, deve avere come principale requisito che gli organismi siano direttamente eletti dall'Assemblea dei Soci e la gratuità delle prestazioni, facendo naturalmente riferimento alle leggi nazionali. Per Hugo Raverta no.
Se passasse la tesi di Hugo di avere Associazioni con organismi autonominati, proliferebbero molti enti a conduzione familiare o personalizzati ad hoc che inficerebbero la credibilità e il lavoro di quelli veri, magari inquinando la futura competizione elettorale con candidature di personaggi di basso profilo e poco rappresentativi, espressione di fantomatiche organizzazioni .

Ma il vero pericolo potrebbe anche essere, se queste organizzazioni dovessero chiedere dei finanziamenti pubblici, senza averne i requisiti dettati delle leggi nazionali, specialmente in campo socio-assistenziale, vantando a torto o a ragione attività similari ad organizzazioni italiane senza avere un riconoscimento legale in Italia. Fatto questo tecnicamente possibile con finanziamenti diretti dalle Regioni nell'ambito della Cooperazione decentrata sul filo della legittimità formale.

Questo pericolo è da scongiurare, creando urgentemente una legislazione ad hoc che discrimini in modo chiaro quello che si intende per Associazionismo Italiano all'estero e coloro che sono autorizzati a svolgere attività a favore della comunità dando le garanzie del caso e creando degli appositi albi delle Associazioni Italiane all'estero. La legittima aspirazione di poter operare a favore degli Italiani nel Mondo non può certamente comportare il mancato rispetto delle leggi esistenti.

In questo vuoto istituzionale l'avvocato Hugo Raverta ha ritenuto di classificare in modo disinvolto un ente di diritto Argentino, rappresentante dei Lombardi in Argentina, come O.N.L.U.S. (Organizzazione Non Lucrative di Utilità Sociale). Definizione che individua le Associazioni, gli Enti e le Cooperative 'no-profit' che a vario titolo operano sul territorio nazionale nel campo socio-assistenziale. Una realtà ufficialmente riconosciuta dallo Stato Italiano, essendo le O.N.L.U.S. costituite con riferimento alla Legge 266/91 e al Dlgs 460/97 (con obbligatoria iscrizione nell'albo Regionale e Provinciale del Volontariato), assolutamente non esportabile all'estero, nemmeno per similitudine.

Carrara, vicepresidente della famigerata CIFALOM, si è spinto più in là, scrivendo alla Regione Lombardia di considerare degli 'intermediari' le Associazioni Lombarde residenti in Italia e di giudicare quali 'forche caudine' gli articoli di legge che finanziano i loro progetti come se fosse un'azione illegittima ed inopportuna.
Stupendosi persino che essi vengano gestiti ed amministrati in Italia e considerandoli addirittura elementi di divisione della comunità, non essendo gestiti dalle Associazioni locali, pur prevedendo la Lombardia la possibilità di avere delle partnership all'estero, anche con le Associazioni di Lombardi.
Un inno separatista ed un concetto quello dei due mondi disgiunti e in competizione del volontariato per gli italiani all'estero, a cui aggiunge demagogicamente un possibile 'sfuttamento' delle Comunità non essendo gli interventi svolti direttamente da soggetti dell'Associazionismo italo-argentino .

Della vicenda ho informato debitamente il Ministero degli Italiani nel Mondo, la Regione Lombardia in un incontro ufficiale con il Presidente del Consiglio, i componenti argentini del C.G.I.E., il direttivo dell'U.N.A.I.E., le Associazioni Lombarde e le principali testate italo-argentine aderenti al Fusie.
Questo non per fatto personale ma per invitare ad una riflessione ed attuare interventi per evitare spinte disgregatrici del Volontariato degli Italiani all'estero, attivando delle regole e comportamenti chiari, arginando almeno su questo fronte uno scontro all'interno delle Comunità che già si prefigura in vista delle prossime elezioni politiche.

A breve l'A.M.M. sarà in Argentina ed Uruguay per attuare il primo intervento socio-assistenziale a favore degli indigenti di origine Lombarda con un progetto approvato e finanziato dalla Regione Lombardia con una visita presso l'Ospedale di Rosario gemellato con quello di Mantova, oggetto di un primo finanziamento Regionale favorito dall'azione dei Mantovani nel Mondo: la miglior risposta alle inutili polemiche ferragostiane appena esposte.

Questo avverrà mentre Hugo e Carlos continueranno a presidiare la loro inutile fortezza davanti al Deserto dei Tartari in attesa di un nemico che non c'è .... quo usque tandem?

Daniele Marconcini
Presidente dell’A.M.M.
(19-08-2005)

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