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STATO-REGIONI - RAFFORZARE L'INIZIATIVA DI ARMONIZZAZIONE LEGISLATIVA
INTERVENTO DI DANIELE MARCONCINI AL CGIE
 

Nella giornata conclusiva dei lavori CGIE , Daniele Marconcini rappresentante del Consiglio Regionale Lombardo nella Consulta dell'Emigrazione è intervenuto nell'ambito della discussione e delle proposte emerse nella Commissione Stato-Regioni.
Il rappresentante della Lombardia ha evidenziato come sia prioritario inserire al più presto negli Statuti Regionali la figura del cittadino italiano residente all'estero, individuando diritti e doveri e la tipologia dello stesso, comprensiva dell'ultima emigrazione avvenuta assai recentemente e formata da imprenditori, tecnici, liberi professionisti, permanentemente o temporaneamente dimoranti fuori dai confini nazionali.
"Gli Statuti Regionali" ha affermato Marconcini " sono una fonte di diritto primaria equiparabile alla Costituzione italiana e come tale possono essere un fondamento legislativo per assicurare una serie di diritti civili per gli italiani all'estero affiancando e rafforzando l'azione dello Stato"
Si tratta quindi di implementare in modo armonico quella che viene in gergo chiamata la "legislazione concorrente" preannunciata dalla Costituzione italiana all'art. 5 e definita nella legge costituzionale 3/01 Un intervento legislativo ulteriormente adeguato con la Legge 131/03 detta  “ Legge La Loggia” dal nome del Ministro competente. Un provvedimento che stabilisce una serie di deleghe e decreti  per dare attuazione al testo della legge costituzionale 3/01. ". Uno stato normativo in cui lo Stato ha comunque il compito di indicare gli indirizzi generali ,a cui tutte le legislazioni regionali debbono attenersi.
Queste le principali materie di legislazione concorrente di interesse per gli italiani all'estero:

  • rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni;
  • commercio con l'estero;
  • istruzione, fatta salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale;
  • professioni;
  • ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi;
  • tutela della salute;
  • previdenza complementare e integrativa; credito a carattere regionale

Per poter intervenire concretamente, secondo Marconcini "occorre decentrare la Conferenza Stato-Regioni, rafforzando il ruolo delle Consulte regionali e facendole divenire organi decentrati della stessa Conferenza. Oggi infatti le Consulte sono spesso assenti o rese del tutto inoperanti mentre invece se valorizzate ,darebbero il giusto contributo di elaborazione con l'apporto dell'Associazionismo regionale e locale. Inoltre si dovrebbe operare per coinvolgere la Conferenza dei Presidenti delle Giunte e dei Consigli Regionali sulla tematica degli italiani nel mondo per creare quella politica di coordinamento spesso annunciata ma che poi non trova adeguata realizzazione". Un Associazionismo che si dovrebbe censire, predisponendo appositi Albi nazionali e regionali ,valorizzando il suo ruolo ed inserendolo nella dinamica istituzionale come elemento prioritario di quella società civile,attualmente ai margini dei consessi istituzionali. Questa la richiesta che Marconcini intende porre "anche a nome dell'U.N.A.I.E., la più grande federazione dell'Associazionismo degli Italiani all'estero" (52 le entità aderenti), come è già stato fatto in seno al C.G.I.E. dal Presidente U.N.A.I.E. Mimmo Azzia, previo approfondimento nelle Commissioni competenti.
Marconcini aggiunge che "occorre, con coraggio, far uscire la tematica degli Italiani nel mondo dalla rigida competenza direttiva ed organizzativa del Ministero degli Esteri con una riforma dell'intera materia. Considerato che l'elezione nel 2006 dei Parlamentari degli Italiani all'estero comporterà un nuovo scenario legislativo di cui bisognerà tener conto sia dell'Europa che delle politiche dei Paesi che ospitano le Comunità Italiane all'estero. Una riforma  - ha aggiunto l'esponente Lombardo -che dovrebbe coinvolgere il Ministero degli Italiani nel Mondo rafforzandone il ruolo con una propria autonomia programmatoria e di bilancio .
Una nuova stagione in cui i diritti derivanti dalla cittadinanza dei nostri connazionali, dovranno essere garantiti senza mediazioni, ad iniziare dalla tutela alla salute ed al sostegno delle proprie attività all'estero attuando una strategia a favore dei giovani italiani residenti all'estero, spesso poco considerati nelle politiche migratorie e la cui identità culturale sarà sempre più legata ai Paesi in cui sono nati ed a cui occorrerà dare diverse opportunità e motivazioni per tenerli legati all'Italia.
Occorre quindi sin d'ora lavorare per l'armonizzazione delle varie legislazioni regionali con quella dello Stato, in accordo con i Ministeri competenti, non tralasciando una riflessione da parte del Mondo dell'Emigrazione rappresentato nel C.G.I.E. sul voto amministrativo regionale, sulle forme di partecipazione o di adesione alla vita istituzionale locale degli Italiani all'estero.

Daniele Marconcini
Rappresentante del Consiglio Regionale Lombardo
nella Consulta dell'Emigrazione


Riproponiamo un articolo del 2004

Emigrazione e Regioni
Quanto contano gli italiani all'estero nella politica estera e nei bilanci delle Regioni?
Quanto incidono effettivamente sul voto amministrativo?

30 milioni di Euro complessivamente stanziati dalle Regioni mentre ne sarebbero necessari 500 milioni
 Meno di 100mila sono gli italiani che rientrano in patria per votare alle elezioni Regionali.

Un dossier per capire quali relazioni e quali reti a livello regionale si tessono, ma anche per avviare una riflessione sulle spese che gli italiani all'estero richiedono e il peso relativo che comportano

La classifica della presenza regionale all'estero che emerge dall'elaborazione dei dati A.I.R.E. (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero) del Ministero degli Interni non riserva grandi sorprese. In testa la Sicilia con il 16,74% e a sei punti percentuali di distanza la Campania (10,64%). Il gruppo di centro è rappresentato dalla Puglia (9,09%), dalla Calabria (8,63%), dal Lazio (7,56%), dalla Lombardia (7,15%), dal Veneto (7,07%). In coda: Abruzzo (4,56%), Piemonte (4,25%), Friuli Venezia Giulia (3,80%), Emilia Romagna (3,21%), Toscana (2,88%), Sardegna (2,73%), Basilicata (2,43%), Marche (2,30%), Molise (2,22%), Liguria (2,18%), Trentino Alto Adige (1,60%), Umbria (0,83%), Valle d'Aosta (0,12%).



Italiani all'estero che contano ...."I corregionali all'estero iniziano a contare" afferma Alessandro Alfieri, curatore del volume 'La politica estera delle Regioni' frutto della collaborazione tra l'A.r.e.l. (Agenzia di Ricerche e Legislazione) e l'I.s.p.i. (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale). "Prima non venivano considerati, se non con episodi saltuari. Negli ultimi anni si è avviata una politica estera regionale e un marketing territoriale, e le Regioni hanno iniziato a razionalizzare meglio le risorse. Gli italiani all'estero si identificano molto di più con le loro regioni d'origine, che non con lo Stato. Si è capito finalmente che possono essere veri e propri ambasciatori delle Regioni, sono i primi punti di riferimento all'estero ". Contano, gli emigrati, ormai in tutte le Regioni, senza una sostanziale differenza tra le Regioni del Sud e quelle del Nord, secondo Alfieri. "Le Regioni del Sud sono più attente al dialogo culturale, a far sentire i corregionali parte di una 'unità italica', con la creazione, ad esempio, di siti virtuali dove i giovani possono conoscersi e confrontarsi; mentre le Regioni del Nord hanno finora puntato di più sui corregionali come veicolo, come strumento di promozione economica del territorio. Nuova attenzione verso i corregionali all'estero è data oggi a causa del tema del voto in loco" politico, ma non ancora amministrativo.
Un voto lontano da venire, quello amministrativo, secondo Alfieri "anzi le Regioni stanno procedendo nella direzione opposta. Guardano sempre più al proprio territorio, ed è molto probabile che si orientino verso l'opportunità di dare agli immigrati il voto, piuttosto che rivolgerlo verso l'estero".
Intanto alcune Regioni il problema se lo stanno ponendo.
Lo scorso dicembre in Regione Lombardia si è tenuta una riunione alla quale era prevista la partecipazione del Consiglio regionale, della Consulta regionale dell'Emigrazione e di una delegazione guidata dal Segretario del Consiglio Generale degli Italiani all'estero, Franco Narducci, nel corso della quale doveva essere presentata "l'evoluzione legislativa per i residenti all'estero nelle varie Regioni Italiane con particolare riferimento al diritto al voto amministrativo". L’iniziativa è stata promossa dal rappresentante del Consiglio Regionale nella Consulta dell’Emigrazione Daniele Marroncini.

- La Pre-conferenza dei marchigiani dell'America Latina tenutasi a Buenos Aires si è conclusa con un documento di richieste da presentare durante la V Conferenza Regionale dei Marchigiani nel Mondo tenutasi nel marzo 2005 nelle Marche. I marchigiani del Sud America (che rappresentano il 44% dei marchigiani all'estero -provenienti da Pesaro e Urbino il 9%, da Ancona il 25%, da Macerata il 40%, da Ascoli Piceno il 26%) chiedono tra le altre cose, "rappresentanza politica dei marchigiani all'estero attraverso il riconoscimento del diritto di voto attivo e passivo".
- Raffaele Zanon, Assessore alle politiche dei flussi migratori del Veneto parla della situazione nella sua Regione: " Per quanto riguarda la partecipazione degli emigrati alle elezioni amministrative abbiamo avanzato una specifica proposta, inserendola nel nuovo Statuto della Regione Veneto ". Il dibattito in merito, però, è tutt'altro che esaurito. "Nello Statuto si prevede il principio del voto dei residenti all'estero alle elezioni amministrative - sottolinea Zanon - ma, affinchè si possa procedere ad operazioni di voto per corrispondenza sul modello di quanto avviene per le politiche, è necessario che intervenga una modifica della legge elettorale".
- In Puglia è allo studio l'ipotesi che la nuova legge elettorale del Consiglio Regionale, in fase di discussione presso la VII Commissione Consigliare (Affari Istituzionali), preveda il voto attivo e passivo del pugliesi nel mondo. Sull'argomento è stato elaborato un documento che chiede: la riserva di cinque posti di consiglieri regionali in rappresentanza dei pugliesi nel mondo; l'elezione dei suddetti consiglieri nell'ambito di una circoscrizione elettorale estera, articolata in cinque collegi territoriali, da parte dei cittadini italiani, iscritti ai registri dell'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) dei Comuni pugliesi da almeno 5 anni; il riconoscimento per i pugliesi all'estero di un diritto di opzione tra l'esercizio del voto all'estero oppure in Puglia; l'esercizio del diritto di voto all'estero per corrispondenza. Angelo di Summa , Responsabile settore politiche migratorie della Regione Puglia spiega: "C'è stata una richiesta ufficiale da parte del Consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo per l'introduzione di dieci posti nel Consiglio Regionale per l'elettorato attivo; quota che è stata immediatamente ridotta a cinque, ma ancora di concreto non è stato fatto nulla, come non ci sono passi avanti per quel che concerne la partecipazione degli emigrati alle consultazioni amministrative". Il nuovo statuto della Regione Puglia non cita una proposta di questo genere che, per essere introdotta, deve passare necessariamente attraverso una modifica della legge elettorale. "Ma - spiega a tal proposito Di Summa - vi sono da risolvere prima contrasti interni relativi alle modalità di elezione, come ad esempio l'opportunità o meno di introdurre percentuali di sbarramento e dunque mi sembra prematuro parlarne". Sulle modalità con le quali il voto dei residenti all'estero potrebbe venire eventualmente organizzato, per il responsabile del settore politiche migratorie della Regione Puglia, l'unica soluzione ipotizzabile sarebbe quella di una consultazione per corrispondenza.
- Rodolfo Ricci, Segretario Generale FIEI (Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione) e Coordinatore Nazionale della FILEF (Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e Famiglie) sostiene che "la questione del voto degli italiani all'estero alle elezioni amministrative viene gestita in modo strumentale, poiché al di là delle singole dichiarazioni in concreto si è ancora fatto poco. Credo che tra i nuovi statuti regionali in fase di definizione solo quello del Friuli Venezia Giulia contempli esplicitamente l'opportunità di prendere in considerazione l'ipotesi di far partecipare alle consultazioni amministrative gli emigrati, secondo modalità di voto per corrispondenza analoghe a quelle previste per il voto politico. Altre regioni che appaiono interessate a questa ipotesi sono poi Toscana, Umbria e Campania. Ritengo invece irrealizzabile l'inserimento di rappresentanti degli emigrati nelle giunte regionali, sul modello di quanto dovrebbe avvenire a livello nazionale in Parlamento, poiché diversa è l'incidenza degli emigrati di una singola regione nelle diverse aree del mondo, per cui in alcuni continenti potrebbe esserci una comunità regionale molto nutrita, a fronte di Paesi in cui questa risulta invece minima. Un ultima considerazione: ritengo che l'eventuale riconoscimento della partecipazione degli italiani all'estero alle elezioni amministrative dovrebbe andare di pari passo con un parallelo riconoscimento del diritto di partecipazione politica per gli immigrati che vivono in Italia. Diversamente potrebbe crearsi una situazione paradossale per cui chi vive da anni, in concreto la realtà italiana, non possa incidere sulla stessa, mentre possa farlo una persona che per diritti di sangue acquisiti magari non ha mai messo piede nel Paese dei suoi progenitori".
L'opinione in merito di Alfieri é che " i corregionali all'estero non penso possano essere molto interessati: il collegamento con la madrepatria lo sentono più a livello culturale, che non politico. Il voto alle politiche, per altro, ha creato nelle diverse Associazioni anche una sorta di competizione, in molti casi virtuosa, che porta all'organizzazione di molte più iniziative". Associazionismo che riesce a fare lobby sulla politica regionale dell'emigrazione? "Sicuramente fanno molta lobby, finalizzata soprattutto a facilitare l'approvazione degli strumenti per i finanziamenti e leggi. In ogni caso, è una tendenza che si avverte di più nel Meridione", fatta eccezione per alcuni casi del Nord dove associazioni che rappresentano un territorio provinciale che esprime il 10% dell'emigrazione regionale (quota regionale che a sua volta rappresenta poco più del 7% su base nazionale) sono divenute "professionisti dell'emigrazione" e hanno fortissima capacità di condizionamento sugli organi regionali.
Ma quanto conta veramente, al momento, il voto degli italiani all'estero nelle elezioni amministrative? Secondo Ricci "rispetto al passato la loro partecipazione va scemando, perché con l'avanzare delle generazioni si raffredda l'interesse per la realtà politica del Paese d'origine. Attualmente possiamo quantificare il numero degli emigrati che fanno ritorno in Italia per esprimere il loro diritto di voto nell'orine delle 100 mila unità. Si tratta di persone che provengono nella maggior parte dei casi dall'Europa settentrionale (Svizzera, Germania, Francia e Belgio) e che nell'ambito di comuni di poche centinaia di abitanti possono risultare determinanti ai fini dei risultati elettorali ".


. I Bilanci delle Regioni
I corregionali all'estero nei bilanci delle Regioni "hanno un peso variabile, ma le cifre sono generalmente molto basse" dice Alfieri. "Sono cresciute negli ultimi anni, ma c'è ancora tanta strada da fare. I fondi al riguardo sono maggiormente identificabili al Sud, dove sono direttamente destinati alla tematica. Al Nord spesso le risorse sono spalmate in diversi programmi, come ad esempio l'internazionalizzazione delle imprese, che si ripercuotono anche sui corregionali all'estero. Dal 2000 a oggi sono state votate numerose leggi regionali, diverse da Regione a Regione, che stabiliscono quali strumenti utilizzare per finanziare i corregionali nel mondo".

Abruzzo - 1.500.000 Euro
In termini complessivi lo stanziamento della Regione Abruzzo a favore dei propri emigrati è stato di 1.500.000 Euro nel 2004, con una suddivisione in due capitoli di spesa. 200.000 Euro sono stati previsti per garantire facilitazioni agli emigrati di ritorno che abbiano inteso costruire, acquistare o ristrutturare una casa. Il restante 1.300.000 è stato destinato all'attuazione della legge specifica regionale sull'emigrazione, la quale prevede i seguenti punti:
- sostegno delle attività ordinarie delle associazioni di abruzzesi nel mondo,
- sostegno delle attività straordinarie delle associazioni di abruzzesi nel mondo,
- erogazione di assegni di studio per i figli degli emigrati che rientrano,
attività che la Regione Abruzzo può svolgere direttamente nei vari paesi:
- finanziamento delle iniziative di informazione (giornali, riviste, ecc),
- riconoscimento di una tantum a beneficio degli emigrati che vivono una situazione di particolare indigenza (sia in Italia che all'estero). I fondi vengono concessi dalla Regione alle circa centotrenta associazioni di abruzzesi nel mondo in ragione delle proposte che arrivano dalle medesime.

Basilicata - 600.000 Euro
600.000 Euro è quanto messo in bilancio dalla Regione Basilicata. 300.000 Euro sono stati indirizzati agli emigrati che vivono in America Latina e che si trovano in situazione di grave indigenza. I restanti 250.000 Euro sono stati invece ripartiti in modo assai articolato. 775 Euro vengono attribuiti ad ogni singola associazione (nel mondo ve ne sono circa 150) per coprire parte delle spese di gestione; una cifra che a partire dall'anno prossimo verrà decurtata a 516 Euro perché l'ammontare cui attingere passerà da 300.000 a 250.000 Euro. Una serie di stage, dalla durata di venti giorni sono stati offerti a quaranta discendenti di lucani che vivono all'estero per un ammontare complessivo di 90.000 Euro. Le borse di studio erogate ai figli degli emigrati sono state finanziate per un totale di 20.000 Euro. 5000 Euro poi sono state utilizzate per pagare un viaggio aereo ad un anziani provenienti dall'America Latina e che non hanno mai avuto l'opportunità di tornare nel loro paese d'origine. Infine 57.000 euro sono stati inseriti in bilancio per tutte le manifestazioni che le varie associazioni pongono in essere.

Calabria 1.250.000 Euro
Lo stanziamento della Regione Calabria a favore dei propri emigrati ammonta a circa 1.250.000 Euro. Tali fondi vanno a coprire tutte le attività previste dalla Legge Regionale 17 del 9 aprile 1990, "Interventi regionali nel settore della emigrazione e della immigrazione". Per quanto concerne le associazioni riconosciute e che quindi possono fruire di tali fondi (circa cinquanta), è in fase di allestimento un nuovo albo nel quale si stabiliscono criteri più restrittivi per il riconoscimento.

Emilia Romagna ?
A detta di Katia Guizzardi, Funzionaria della Consulta dell'Emigrazione regionale - che rifiuta di rilasciare il dato contabile -, le cifre degli stanziamenti andrebbero rapportate con i dati sull'emigrazione relativi ad ogni singola Regione. "Le cifre di per sé non sono significative, mentre è pregnante il tipo di attività e iniziative svolte a favore delle comunità all'estero; ai fondi per l'emigrazione si aggiungono infatti altre attività organizzate nei vari settori". Le principali attività previste in tal senso sono: l'attivazione di due siti, uno dedicato alle comunità in generale e alle associazioni, e uno dedicato ai giovani all'interno del quale vengono organizzati stages per il servizio stampa. Vi è quindi la promozione di manifestazioni all'estero: eventi culturali e di incontro con le istituzioni e le autorità locali con la comunità italiana. A livello educativo sono attivati corsi di formazione e di insegnamento della lingua italiana. Per gli anziani è prevista invece la possibilità di organizzare soggiorni della durata di una settimana. Vi è poi il finanziamento della rivista della regione Emilia Romagna attraverso la quale tenere le fila con le circa centoquindici associazioni di emigrati nel mondo.

Friuli Venezia Giulia -1.400.000 Euro
Nel 2004 il Friuli Venezia Giulia ha impegnato fondi per 1.400.000 Euro, mentre per l'anno prossimo è prevista una spesa di circa 1.500.000, grazie ad un residuo di bilancio di 224.000 Euro . Dei fondi stanziati 532.430 Euro sono stati erogati a favore del fondo corregionali con spese a copertura dei rientri lavorativi, per rientri salme, oneri contributivi INPS ed altre attività a sostegno degli emigrati. Ci sono poi interventi specifici per borse di studio (77.000 Euro, come l'anno precedente). I fondi vengono attribuiti in base alle richieste ed ai progetti presentati alle cinque associazioni riconosciute (Ente Friuli nel mondo, Associazione giuliani nel mondo, EFASCE, ALEF, Unione migranti sloveni Friuli e ERAPLE) ed alle loro rispettive diramazioni.

Lazio - 1.200.000 Euro
1.200.000 Euro è lo stanziamento complessivo della Regione Lazio in favore dei propri emigrati nel mondo. Di questi, 20.000 Euro sono stati assegnati ad iniziative finalizzate al recupero della lingua italiana per i giovani residenti in Argentina (realizzati in virtù di una specifica convenzione con la Società Dante Alighieri) e in Australia (grazie alla convenzione siglata con il CO.AS.IT, Comitato Assistenza Italiani). Sempre ai giovani sono indirizzate le vacanze culturali di studio finanziate per un totale di 300.000 Euro. I soggiorni per emigrati anziani hanno impegnato invece 312.000 Euro. A 36.000 Euro ammonta la somma investita per sostenere l'organizzazione di manifestazioni culturali all'estero, mentre 300.000 Euro sono andate a coprire la promozione di forme associative per la realizzazioni e gestioni di interventi e servizi a favore degli emigrati laziali. Alti fondi sono stati poi destinati al proseguimento dei servizi affidati al progetto Casa dell'Emigrante, come indicato dai criteri del programma triennale (50.000 Euro), alla realizzazione della prima conferenza dei giovani laziali nel mondo (275.000 Euro, ai quali vanno aggiunti 23.500 Euro per la realizzazione delle pre-conferenze continentali in Sud Africa e Nord America) ed al sostegno della giornata regionale dell'emigrato laziale (14.000 Euro). 275.000 sono stati impegnati per i contributi agli Enti locali per gli interventi socio assistenziali nel settore dell'emigrazione, mentre di 42.500 è la somma destinata ai contributi alle Associazioni, Enti e Istituzioni operanti nel settore dell'emigrazione. Infine 18.500 Euro sono stati impegnati per interventi straordinari in favore degli emigrati laziali residenti in Sud America così ripartiti: 7.500 Euro per il Venezuela, 6.000 per il Brasile e 5.000 per l'Uruguay.

Liguria - 420.000 Euro
Due sono i capitoli di spesa messi in bilancio dalla Regione Liguria, dell'entità di 210.000 Euro ciascuno. Il primo capitolo comprende i contributi di rientro, e le somme destinate alle associazioni con sede all'estero (circa quaranta) ad all'Associazione liguri nel mondo con sede a Genova. Al suo interno quest'ultima cifra è ulteriormente ripartita come segue: 15.000 Euro trovano impiego nel finanziamento del giornale dell'Associazione, 500 Euro vengono riconosciuti ad ogni singola associazione per la copertura di parte delle spese di gestione. Circa 60.000 Euro vengono infine messe a disposizione dei comuni che intendano promuovere iniziative legate al tema dell'emigrazione ligure nel mondo. Il secondo capitolo invece, comprende iniziative di vario genere, dal riconoscimento di borse di studio all'organizzazione del concorso Americalatinissima.

Marche  - circa 400.000 Euro
Il piano annuale emigrazione 2004 della Regione Marche ha disposto lo stanziamento di 50.000 Euro per finanziare il progetto Educational Tour, il quale consente a ragazzi di età compresa tra i 18 ed i 30 anni, figli o discendenti di emigrati, nati e scolarizzati all'estero di effettuare soggiorni della durata di una settimana nelle Marche. Sempre a favore dei giovani sono stati poi messi in bilancio 8.263 Euro per l'erogazione di borse di studio. Ai rapporti con le comunità all'estero vengono corrisposti 277.067 Euro. Di tale somma 149.772 Euro rappresentano la sovvenzione annuale alle associazioni e federazioni iscritte all'Albo regionale per l'attività ordinaria, 32.605 vanno alle medesime associazioni e federazioni per l'organizzazione e lo svolgimento di manifestazioni culturali, 88.221 sono per l'allestimento della conferenza dei marchigiani nel mondo, mentre 10.000 Euro sono stai destinati ad iniziative a sostegno dei marchigiani in America Latina. Le attività di comunicazione e promozione hanno assorbito risorse per 10.329 Euro. Infine per le attività svolte direttamente dai comuni sono stati erogati 58.191 Euro.

Molise - circa 400.000 Euro
Per la Regione Molise lo stanziamento relativo al 2004 è di circa 400.000 Euro che in incremento con l'assestamento di bilancio sono diventati 600.000 Euro. La maggior parte dei fondi sono destinati a coloro che rimpatriano dall'estero. Vi sono quindi i contributi alle associazioni alle quattro federazioni che raggruppano le varie associazioni di molisani nel mondo. Non sono previste borse di studio, ma ma progetti culturali e iniziative di vario genere per studenti, oltre che fondi per l'allestimento di mostre.

Piemonte - 500.000 Euro
La cifra che la Regione Piemonte ha messo a disposizione dei piemontesi nel mondo è stata, nel 2004, di 500.000 Euro. In ragione del decreto taglia spese recepito in luglio nelle unità di previsione di bilancio per l'anno prossimo verrà decurtata del 10% è sarà quindi pari a 450.000 Euro. Di tale somma, come nell'anno passato, la percentuale più consistente verrà destinata alla formazione dei giovani di origine piemontese con l'attivazione di due master, che l'Università di Torino organizza con gli atenei di San Paolo, in Brasile, e Cordoba, in Argentina. Sempre con l'America Latina proseguirà poi l'attività del Politecnico di Torino, mentre l'Università del Piemonte Orientale verrà coinvolta in un progetto in California dove, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento c'è stata un'emigrazione di piemontesi impegnati nel settore della viticoltura.

Puglia - 1.254.000 Euro
1.254.000 Euro è la somma stanziata dalla Regione Puglia nel Programma regionale di interventi in favore dei pugliesi del mondo per l'anno 2004. Di tale ammontare, 626.400 Euro sono stati destinati ad attività di promozione culturale e ad iniziative, prevalentemente formative, rivolte ai giovani. 172.800 Euro sono invece confluiti nel capitolo Informazione. Ad iniziative di sostegno e solidarietà sono andati 43.200 Euro, mentre 10.800 Euro sono stati utilizzati per studi e ricerche. Gli incentivi alle attività economiche e gli aiuti abitativi sono stati poi finanziati per un totale di 226.800 Euro. 174.000 Euro sono infine da ascrivere ad interventi a titolarità regionale, voce che comprende le spese per l'organizzazione del convegno Donne in Emigrazione di Johannesbourg in Sud Africa (80.000 Euro), la realizzazione e la stampa della rivista Nuova Puglia Emigrazione (65.000 Euro), gestione del sito web per la pubblicazione sulla rete informativa della rivista Nuova Puglia Emigrazione (2.500 Euro), concorso America Latinissima (15.000 Euro) e dotazione bibliotecaria e multimediale (11.500 Euro).

Sardegna -  4.000.000 di Euro
Lo stanziamento complessivo della Regione Sardegna per i propri emigrati ammonta a circa 4.000.000 di Euro. La parte più cospicua di tale somma confluisce nelle attività svolte dalle associazioni che in tutto il mondo sono circa centocinquanta.

Sicilia - 3.000.000 di Euro
3.000.000 di Euro è la cifra che la Regione Sicilia ha stanziato nel 2004 a favore dei propri emigrati nel mondo. Un 30% di tale somma è stata destinata al finanziamento di iniziative di turismo sociale, vale a dire soggiorni, della durata di 10-15 giorni, che gli emigrati possono effettuare nell'isola. Un 20% dello stanziamento complessivo viene quindi indirizzato all'organizzazione di colonie e campeggi: una forma di rientro simile a quella che viene assicurata dal turismo sociale, ma che a differenza di quest'ultimo, coinvolge ragazzi di età compresa fino ai 12 anni (nel caso delle colonie) o ai 15 anni (nel caso dei campeggi. Il restante 50% della quota destinata agli emigrati viene impiegato nel riconoscimento di mutui a tasso agevolato a beneficio di chi, rientrato definitivamente in Sicilia, intende acquistare una casa o avviare un'attività economica, e nella promozione di attività culturali da svolgersi all'estero, su iniziativa delle circa dieci associazioni e patronati con sede in Sicilia, a cui fanno capo circa duecento sedi nel mondo.

Toscana - 822.000 Euro
La Regione Toscana conferma della priorità per le attività culturali e formative destinate alle nuove generazioni, ma anche dell'attenzione per le azioni di carattere sociale a favore di anziani e indigenti. E poi due novità, come il Forum dei giovani e la Giornata dei toscani all'estero. Sono questi gli elementi che caratterizzano il Piano degli interventi per le comunità toscane nel mondo approvato nei giorni scorsi dalla giunta regionale. "Vorrei sottolineare due aspetti del Piano 2004 - ha dichiarato in una nota stampa l'Assessore regionale alla cultura e ai rapporti con le comunità toscane all'estero, Mariella Zoppi - Il primo è il mantenimento delle risorse finanziarie al livello dello scorso anno: un risultato assolutamente non scontato, viste le difficoltà imposte ai bilanci regionali dai tagli governativi alla finanza pubblica, e che testimonia il forte interesse della Regione nei confronti dei propri concittadini all'estero. L'altro elemento è il pronto decollo delle due novità che abbiamo inserito nella legge regionale: il Forum e la Giornata dei toscani all'estero". Sono dunque 822 mila gli euro stanziati per il 2004 e di questi oltre 367 mila sono destinati alle iniziative per i giovani. Serviranno per finanziare i corsi di formazione linguistica e culturale presso l' Università di Pisa e l'Università per stranieri di Siena - 80 i posti disponibili per ragazzi di età compresa tra 18 e 30 anni -; le borse di formazione professionale 'Mario Olla' - almeno 6 i posti presso aziende toscane - e i due master post-laurea in management dell'innovazione e gestione e controllo dell'ambiente presso la Scuola superiore S.Anna di Pisa. Poco meno di 170 mila euro sono invece i contributi previsti per il funzionamento dei Coordinamenti continentali e delle Associazioni, 110 mila dei quali destinati a sostenere progetti e iniziative nei settori della cultura, dell'economia e per lo sviluppo della vita associativa. Per gli interventi di carattere sociale sono stati stanziati 110 mila euro: sostegno straordinario a cittadini disagiati, soggiorni in Toscana per anziani e contributi spese per il rientro definitivo degli anziani sono le azioni previste. Al capitolo per la promozione della cultura toscana, della ricerca e della documentazione sono stati destinati 73.560 euro, grazie ai quali verranno assicurati, tra l'altro, la circolazione delle mostre 'Giardini di Toscana' e 'Gente di Toscana', l'attività del Museo dell'emigrazione della gente di Toscana, presso il castello lunigianese di Lusuolo, e il sostegno alla rete dei Centri di documentazione. Circa 86 mila euro serviranno per lo svolgimento del Forum dei giovani e della Giornata dei toscani all'estero. Quasi 15 mila, infine, gli euro previsti per il fondo di riserva.

Trentino Alto Adige - 2.300.000 Euro.
Cinque sono i capitoli di spesa nel programma 2004 che la Regione Trentino Alto-Adige ha redatto per i propri emigrati nel mondo, il quale rientra in un piano triennale di circa 7.000.000 Euro. Per l'attività diretta della Regione sono stati previsti 944.800 Euro; si tratta in prevalenza di attività di informazione agli emigrati, nel cui quadro rientra il finanziamento della rivista trimestrale della Regione Trentino Emigrazione. 2.165.300 Euro sono stati destinati alle due associazioni di emigrati che hanno sede a Trento, l'Associazione trentini nel mondo e la Famiglia trentina all'estero, con le loro diramazioni nei vari paesi, o sotto forma di contributi ai nuclei familiari rientrati in maniera definitiva, o ancora nell'erogazione di borse di studio presso l'Università di Trento. 1.190.000 Euro infine sono stati inseriti nel bilancio nell'ambito del piano strategico degli emigrati trentini in Argentina favorendo corsi di specializzazione o riqualificazione per chi ha perso il posto di lavoro ed altre, più ampie, iniziative di solidarietà. 950.557 Euro sono stati poi stanziati per sostenere progetti di sviluppo in altri paesi in difficoltà dell'America Latina. Infine, sempre nel quadro del progetto Argentina sono stati attribuiti 389.383 Euro volti a sostenere attività produttive avviate da emigrati trentini residenti nel Paese.

Valle d'Aosta - 120.000 Euro
Nell'ambito dell'obiettivo regionale relativo alle "Iniziative a favore degli emigrati valdostani all'estero " il service de promotion de la langue francaise, competente per la materia, ha impegnato per il 2004: 85000 Euro per l'organizzazione della 29a Rencontre Valdôtaine, manifestazione che si svolge il mese di agosto ogni anno in una diversa località della Valle. In questa occasione si riuniscono gli emigrati valdostani e i valdostani residenti per celebrare l'attaccamento della Regione ai suoi emigrati. La manifestazione conta circa novecento partecipanti ed è seguita dalla "Table ronde de l'emigration" dove i rappresentanti degli emigrati incontrano le autorità regionali per discutere dei temi riguardanti l'emigrazione. 6500 Euro per l'organizzazione degli "Arbres de Noel" in Francia ed in Svizzera, mainfestazioni in occasione delle quali i valdostani vanno ad incontrare i loro emigrati all'estero per le feste di fine d'anno 27 400 Euro per l'invio di gruppi folkloristici, corali, musicisti o giocatori di sport popolari per l'animazione delle manifestazioni organizzate dagli emigrati valdostani all'estero 29 833 Euro come contributi finalizzati ad aiutare le associazioni degli emigrati valdostani all'estero, sia per il loro funzionamento che per le loro attività nel corso del 2004.

Veneto - 4.000.000 Euro
Gli stanziamenti previsti dal Programma 2004 messo a punto dalla Regione Veneto rientrano nell'ambito di un programma di interventi triennale che si apre nell'anno in corso. Tale programma viene sottoposto all'attenzione della consulta dei veneti nel mondo, presieduta dall'Assessore con delega alle politiche migratorie Raffaele Zanon, e di cui fanno parte 22 membri, in rappresentanza di tutte la associazioni di veneti nel mondo. Sulla scorta di tale programma triennale, ogni anno viene definito un piano specifico di interventi che contiene valutazioni di ordine programmatico ed individua, in relazione alle risorse disponibili, le principali azioni. L'annualità 2004 prevede lo stanziamento di 500.000 per favorire e facilitare il rientro dei veneti nel mondo. 1.000.000 di Euro è quindi destinato ad iniziative di informazione, istruzione e di sviluppo culturale a favore dei veneti nel mondo con corsi di perfezionamento di lingua, scambi culturali di studenti ed altre iniziative analoghe. 250.000 vanno poi a confluire nel contributo a favore dei comitati delle federazioni e delle associazioni dei veneti nel mondo. Infine 2.500.000 Euro sono destinati ad agevolazioni ed interventi relativi alla sistemazione abitativa in vista di un più semplice rientro dei veneti nel mondo.

Secondo Rodolfo Ricci a fronte dei circa 30 milioni di Euro complessivamente stanziati dalle Regioni la necessità è pari a 500 milioni. "In termini di stanziamento complessivo siamo costretti a valutare cifre irrisorie rispetto a quelle che possono essere le reali esigenze dei residenti all'estero. E' necessario sottolineare inoltre come l'entità di tali contributi stia conoscendo un progressivo ridimensionamento, paradossalmente proprio in un periodo in cui più che in passato si parla di italiano all'estero e delle problematiche che questi possono incontrare. Come FIEI noi pensiamo che occorrerebbe effettuare un calcolo che prenda in considerazione rispetto agli attuali stanziamenti il numero di emigrati che ogni singola Regione ha all'estero. A livello complessivo, se calcoliamo che gli italiani all'estero riconosciuti ufficialmente siano circa quattro milioni, il totale degli stanziamenti dovrebbe aggirarsi intorno ai 500 milioni di Euro. Al momento la cifra stanziata si aggira, se non erro, intorno ai 30 milioni di Euro, che, aggiunti a quanto erogato dal Ministero degli Esteri e da altri Enti, non arriva neanche ad un decimo della cifra ipotetica."

... Nelle performance delle economie regionali
La distribuzione all'estero dei corregionali incide sulle performance delle economie regionali e sulle relative politiche di promozione. "E' importante che i corregionali all'estero diventino attori centrali in questo contesto" sostiene Alfieri. "Sono i primi ambasciatori, sia culturali sia economici, e devono agire in tal senso. Devono fare un salto di qualità fondamentale: non si devono in nessun modo chiudere nel recinto dell'italianità, ma devono aprirsi ai cosiddetti 'amici dell'Italia'. Sono moltissime, in ogni Paese, le persone che amano l'Italia, per motivi turistici, sportivi, economici, di affetti personali, per motivi alimentari: bisogna avvicinare questa risorsa, e solo così si farà il salto". Secondo Alfieri è proprio qui che si gioca la valenza in termini anche elettoralistici locali dei corregionali nel mondo. "Potrebbe diventare un elemento importante per la prossima competizione elettorale regionale. Potrà essere un importante cavallo di battaglia da portare avanti. Alcune Regioni hanno già fatto passi in questo senso. Penso alla Lombardia, che ha aperto 25 punti operativi nel mondo, la Val d'Aosta, che ha aperto a Parigi una Maison regionale, la Toscana, con le sue Antenne Regionali nei Balcani. Ma sono ancora, purtroppo, scollegati con quella che è l'italianità in loco".

E' così significativo il dato riferito a quanto le singole aree regionali incidono nelle diverse aree del mondo in funzione della presenza dei propri corregionali in proporzione al resto degli italiani presenti.

Europa Asia Africa America
Centro Nord
Sud America Oceania
20,45% siciliani 19,50% lombardi 13,54% lombardi 16,07% siciliani 14,39% laziali 20,22% calabresi
12,05% pugliesi 14,43% toscani 12,78% laziali 14,47% campani 10,05% veneti 18,49% siciliani
10,54%  campani 9,53% veneti 11,62% piemontesi 11,85% calabresi 9,38% campani 10,48% campani
7,70% lombardi 7,48% piemontesi 10,04% veneti 10,19% laziali 8,87% calabresi 9,14% veneti
7,22% calabresi 8,01% friulani 8,58% pugliesi 8,10% siciliani
6,13% veneti 6,81% siciliani 7,70% abruzzesi
4,26% laziali 6,21% toscani
3,84% friulani 5,80% em.-romagnoli
3,54% abruzzesi 5,14% campani
3,47% piemontesi
3,37%  em.-romagnoli


 

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