Mantovani nel Mondo                        COMUNICATO

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EMIGRAZIONE E POLITICA:
IL CANDIDATO IDEALE  SECONDO L'U.N.A.I.E
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di Daniele Marconcini e Rosaria Salamone


In una recente riunione del Consiglio Direttivo dell'U.N.A.I.E. è stato deciso di creare un Comitato tecnico-giuridico che, avvalendosi dell'apporto di vari esperti, dovrebbe portare un contributo determinante dell'Associazionismo all'elaborazione di una nuova legislazione al servizio delle comunità italiane nel mondo. Per fare ciò, alle elezioni politiche della prossima primavera, l'U.N.A.I.E. punterà sulla partecipazione al voto e sulla qualità dei candidati che dovranno dimostrare di essere all'altezza del loro ruolo. Un primo contributo è pervenuto alla Presidenza dell'U.N.A.I.E., grazie al lavoro congiunto del Presidente dell'Associazione dei Mantovani nel Mondo, Daniele Marconcini, consigliere U.N.A.I.E., e dell'avv. Rosaria Salamone, esperta in materia di emigrazione con un ruolo di coordinamento nel futuro Comitato tecnico-giuridico dell'UNAIE.

IL CANDIDATO 

  • Il candidato deve dimostrare nella sua azione di avere sempre come punto di riferimento la sua base elettiva, creando delle forme di consultazione permanenti al fine di conoscere le esigenze i problemi e le aspettative dell'emigrante e della comunità italiana all’estero per poi portarle all’attenzione delle istituzioni nazionali e regionali.
  • Successivamente potrà poi proporre una politica del dopo voto, capace di coinvolgere nella vita del Paese le comunità italiane che vivono all'estero.
  • La sua campagna elettorale dovrà essere basata sulla moralità e sulla trasparenza con modalità il più possibile simili, a quelle stabilite dalla normativa di riferimento dei candidati che si presentano in Italia, rispettando la legislazione, le sensibilità del paese ospitante e certificando i propri contributi e spese elettorali con un bilancio pubblico.
  • Dovrà avere un rapporto privilegiato con l’Associazionismo organizzato a favore degli Italiani nel Mondo rispettandone l’identità, l’autonomia e mantenendo nettamente distinti il ruolo dei partiti rispetto a quello del volontariato e dei sodalizi che lo rappresentano.
  • Il candidato nel tener conto che la possibilità per i migranti di poter esercitare i propri diritti politici con il voto, rappresenta una formidabile occasione per un rinnovato impegno legislativo sulla tematica si impegnerà nell’armonizzare la normativa nazionale con quella regionale e locale, assai carente pur in presenza di un vivace protagonismo delle Regioni Italiane all'estero.
  • In tale prospettiva egli lavorerà per rafforzare il ruolo delle Consulte Regionali come fonte di elaborazione e di azione legislativa di quella società civile, rappresentata dall'Associazionismo dei migranti in Italia e all'estero e sarà elemento di propulsione normativa nel Parlamento italiano a favore di una legislazione concorrente e complementare, favorendo il riconoscimento e la partecipazione del volontariato organizzato a favore degli italiani nel mondo.
  • Una partecipazione spesso disattesa dalle politiche regionali che deve trovare nuovo sostegno e motivazione nell'ambito di un rapporto equilibrato tra l'azione istituzionale e quella sussidiaria di chi rappresenta le nostre comunità all'estero.
  • Egli accetta che il ruolo dell'Associazionismo di volontariato, in emigrazione in un momento in cui le politiche del Governo per le Comunità italiane all'estero, debba tenere conto dell'evoluzione in senso federalista dello Stato per le nuove competenze attribuite alle Regioni ed alle Autonomie locali.
  • È necessario quindi che il candidato ideale, abbia lunga esperienza nel settore dell'emigrazione dell'Associazionismo delle comunità italiane all'estero, atteso che solo una conoscenza profonda delle situazioni e dei problemi dei migranti può consentire congrue soluzioni politiche a tali problemi, in modo tale da proiettare il settore dell'emigrazione al centro della politica nazionale e regionale. Questo però non potrà prescindere da una riconosciuta rappresentatività nella società civile, senza la quale si rischia di avere una connotazione da “professionista dell’emigrazione”, certamente non consona al ruolo di rappresentanza che deve avere un parlamentare italiano se pur eletto all’estero.
  • Il candidato dovrà dichiarare in via preliminare che la sua azione non dovrà in alcun modo prescindere dagli interessi nazionali e che la sua attività nel Parlamento italiano sarà svolta unitariamente per armonizzare le esigenze delle nostre comunità all’estero con quella residente nel paese, facendo sempre riferimento in via prioritaria alla legislazione nazionale , evitando ove è possibile l'insorgere di elementi di conflittualità rispetto alle normative degli altri paesi.

Rosaria Salamone & Daniele Marconcini 
 

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