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Pur partecipando con il cuore e con gli S.M.S. i
mantovani non hanno rinunciato a questa festa di piazza all'insegna
della solidarietà. Momento clou, lo spettacolo in piazza Erbe che ha visto
sul palco lo shoman Teo Teocoli. Dopo un doveroso pensiero alle vittime
dell'immane tragedia accaduta nella giornata di Santo Stefano nel continente
asiatico, l'invito alla solidarietà, in una piazza divenuta oramai
inaccessibile per mancanza di spazi, è partito lo show dove si sono
succeduti i personaggi che hanno consacrato Teocoli nell'olimpo dei maggiori
artisti. Dopo aver scherzato con la disavventura
"fotografica" del premier Berlusconi, (colpito al
collo, nella serata del 31 da un cavalletto fotografico lanciato da un
marmirolese in visita a Roma, che ha procurato al capo del governo una lieve
contusione- ndr.), e l'auspicio che finalmente abbia termine questo
orrendo 2004, Teo, neo Ray Charles, ha preso posto al piano intonando
la famosa "Georgia" ed altri brani eseguiti con l'ausilio della
suo gruppo. È
toccato poi a "Celentano" che con modi esiliranti ha cercato di coinvolgere anche
alcuni imperterriti "sparatori di botti" che hanno continuato
fastidiosamente a sparare per tutto il tempo. Lanciando ogni tanto un
epiteto verso questi maleducati, ha trascinato la folla nell'interpretazione
di una delle più belle canzoni del molleggiato "Una carezza in un
pugno". Un'ovazione ha poi accolto "Caccamo" una delle prime
ed indimenticabili maschere create da Teo. Nei panni del giornalista
napoletano ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a venire a Mantova
coinvolgendo nella ricostruzione anche l'Assessore ai grandi eventi del
Comune, Ilario Chiaventi creando ad hoc la battuta: "Chi-a-venti
... chi-ha- trenta... chi ha quaranta .... chi se ne fotte!!."
Ha poi descritto l'ipotetico viaggio da Napoli attraverso varie città verso
Mantova con una "Duna". Inavvertitamente superata la meta, è
stato costretto ad un giro attraverso la Slovenia e vari Paesi europei per
poi ritrovarsi a Cipro... infastidito dai continui botti e lanciando
improperi nei riguardi dei "bombaroli" ha cantato "'O surdato
innammurato". Rientrato sul palco nei propri panni si è esibito in
uno spogliarello per far vedere i mutandoni che aveva asserito di indossare
all'inizio dello spettacolo, data la serata gelida. Negli ultimi minuti prima della mezzanotte,
sul
palco insieme all'Assessore Chiaventi, ha raccontato con la voce di Maldini
(padre) di come questi non abbia gradito la sua imitazione, poi, il conto
alla rovescia fino al brindisi collettivo con tutta la piazza. Gia dalla
mezzanotte, lungolago Gonzaga era invaso dalla gente a cui si è unita la
folla delle piazze per assistere allo spettacolo pirotecnico. Praticamente
bloccata la viabilità dalla marea delle oltre 13.000 persone che si sono
accalcate intorno al lago di Mezzo dove per circa mezz'ora si sono
susseguiti fuochi artificiali. Il flusso di gente si è poi riportato
nel centro cittadino dove sono proseguiti i festeggiamenti con "I
Galpedro ", un gruppo mantovano che con la sua esibizione ha provveduto
ha tenere alto il calore in piazza Erbe. Buon Anno !
Pietro Liberati
Guarda il Clip della serata 10
minuti (2005.wmv)
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