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Riunione della VI Commissione "Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE"
In un documento la sollecitazione al Governo affinché convochi
 la seconda Conferenza Permanente Stato-Regioni-CGIE

 La Commissione Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE presieduta da Claudio Micheloni, si è riunita nei giorni 7 e 8 febbraio alla Farnesina. Dalla riunione è scaturito un documento (che riproduciamo integralmente più sotto) nel quale si sollecita il Governo a convocare la seconda riunione plenaria della Conferenza Permanente Stato-Regioni-PA-CGIE (la prima si svolse nel 2002 e, per legge, deve tenersi almeno ogni tre anni). La Conferenza ha come scopo precipuo l’indicazione delle linee programmatiche per la realizzazione delle politiche per le comunità italiane all’estero da parte di Governo, Parlamento e Regioni. Al centro della seconda riunione plenaria dovranno essere "principalmente i grandi temi finora irrisolti nel campo delle politiche per le comunità italiane all’estero, rimesse in discussione alla luce delle proposte di modifica costituzionale tese ad un ordinamento federalista dello Stato". Fra essi "gli standard di armonizzazione delle legislazioni regionali in materia; la creazione del già richiesto Fondo Nazionale per le iniziative congiunte delle Regioni all’estero, e l’approfondimento dei concetti di cittadinanza e nazionalità".

La VI Commissione auspica, tra l’altro, anche una riunione, prima della Conferenza Stato Regioni CGIE, di tutte le Consulte e Consigli regionali dell’Emigrazione.
Incontri con i Ministri La Loggia e Calderoli. Il Ministro delle Riforme: "Nel 2006 saranno regolarmente eletti 6 senatori e 12 deputati degli italiani all’estero"
La necessità e l’urgenza di convocare la Conferenza (richiesta inoltrata dal Ministro degli Esteri Fini, Presidente del CGIE, con lettera del 2 dicembre 2004 al Presidente del Consiglio) è stata rappresentata dai membri della VI Commissione nel corso di incontri avuti a Roma con il Ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia e con il Ministro perle Riforme Istituzionali Roberto Calderoli. Dell’esito degli incontri informa una relazione a firma del Presidente della VI Commissione Claudio Micheloni.
Il Ministro La Loggia, informa la relazione, ha espresso tutto il suo interesse e la sua disponibilità a collaborare all’organizzazione della seconda riunione plenaria della Conferenza e il suo impegno affinché venga convocata il più rapidamente possibile. Per La Loggia la seconda riunione della Conferenza dovrebbe tenersi entro il mese di luglio 2005, o eventualmente, in settembre. Ma la VI Commissione a sua volta ha motivato la sua richiesta di una convocazione urgente con data non fissa ma prevedendo il limite di novembre 2005. La VI Commissione ha fatto infatti osservare che per ottenere i risultati sperati dalla seconda plenaria i lavori preparatori sono determinati. Per questo motivo alla Commissione novembre appare un obiettivo realistico, 7vista anche la scadenza elettorale delle Regioni in aprile 2005.
La Loggia si è detto poi anche particolarmente interessato a stabilire un coordinamento delle attività delle Regioni all’estero ed ha informato che si sta elaborando un Protocollo con le Regioni ed il Ministro degli Esteri. Ciò, al fine, ha spiegato La Loggia, di evitare duplicazioni di iniziative dei diversi settori operativi regionali e fare sistema con le associazioni, gli imprenditori e le altre espressioni degli italiani all’estero.
Altro progetto sul quale il Ministro per gli Affari Regionali si è soffermato è quello della creazione di "Antenne" locali, inizialmente situate negli Usa, in Argentina; in Australia. "Antenne" allo scopo di favorire il flusso di iniziative nei due sensi e che rappresenterebbero anche uno strumento per favorire il dialogo fra le associazioni e la Regione d’origine, per facilitare la realizzazione di programmi a favore dei giovani (per esempio stages presso aziende Usa per i giovani italiani, e presso aziende italiane per i giovani italoargentini) e degli anziani (voli charter con brevi periodi di soggiorno in Italia per chi non è rientrato per anni).
Per quanto riguarda il colloquio con il Ministro per le Riforme, Calderoli ha riferito che la Conferenza Stato-Regioni diventerà organismo previsto dalla Costituzione e che, nel quadro delle riforme prospettate, anche la Conferenza Stato-Regioni-PA-CGIE potrebbe essere sancita dalla Costituzione. La VI Commissione ha informato il Ministro che una parte dei lavori della seconda plenaria della Conferenza.
In riferimento alla riforma costituzionale in senso federalista dello Stato, la VI Commissione ha espresso forti preoccupazioni riguardo alla conferma della rappresentanza degli italiani all’estero nelle due Camere nelle prossime elezioni politiche. E ha ribadito l’esigenza di mantenere una rappresentanza degli italiani all’estero nel Senato delle Regioni, sottolineando anche il grande interesse il grande interesse che le comunità italiane all’estero hanno negli interventi e nel contributo delle Regioni, ed esprimendo il timore di possibili sovrapposizioni del ruolo dello Stato e delle Regioni in alcune materie e le sperequazioni che ne possono derivare. La Commissione ha citato in proposito l’esempio del riconoscimento dei titoli di studio, per la cui valutazione nel caso delle professioni intellettuali è competente lo Stato, nel caso delle professioni non intellettuali le singole Regioni.
Rassicurazioni sono arrivate dal Ministro sul fronte della rappresentanza degli italiani all’estero nel Parlamento. Nel 2006, ha precisato Calderoli, saranno regolarmente eletti 6 senatori e 12 deputati. Calderoli
ha chiarito anche la filosofia che ha portato all’esclusione di tale rappresentanza al Senato delle Regioni, evidenziando che il numero dei 18 da eleggere, su 500, alla Camera alle successive consultazioni politiche darà grande peso alla voce degli italiani all’estero in sede parlamentare.
Calderoli ha infine spiegato che dei problemi che potrebbero sorgere nelle materie concorrenti fra Stato e Regioni si occuperà il Senato federale ai sensi del comma 3, art. 117 della Costituzione, stabilendo principi generali e standard medi per l’armonizzazione in materie come la sanità e la sicurezza sul lavoro.
Il Documento della VI Commissione Tematica Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE
"La Commissione Stato-Regioni-PA del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero riunita a Roma il 7 e 8 febbraio 2005, con riferimento alla lettera 310/953 del 2.12.2004 inviata dal Presidente del CGIE, il Ministro degli Esteri, al Presidente del Consiglio dei Ministri, sollecita la convocazione formale della seconda riunione plenaria della Conferenza Permanente Stato-Regioni-PA-CGIE che per legge ha il compito di indicare le linee programmatiche per le realizzazione delle politiche del Governo, del Parlamento e delle Regioni per le comunità italiane all’estero.
Una rapida convocazione della conferenza, che ai sensi della legge deve avvenire almeno ogni tre anni, consentirà di avviare immediatamente le fasi organizzative da compiersi entro la fine di giugno dell’anno in corso, per poi dare il via alla fase di approfondimento dei contenuti insieme anche ai neoeletti rappresentanti delle Regioni per poter realizzare la riunione entro il novembre 2005.
La Commissione auspica il completamento delle nomine dei componenti il Segretariato, come indicato nel documento finale della prima plenaria della Conferenza Permanente svoltasi a marzo 2002.
Con l’aggiornamento del gruppo di lavoro/cabina di regia potrà avviarsi il dibattito dei temi da affrontare stimolando momenti di consultazione delle rappresentanze elette, delle forze associative regionali, dei giovani e delle Consulte dell’Emigrazione, per fornire le necessarie indicazioni ai Consigli e alle Giunte Regionali e ai Ministeri competenti.
È auspicabile che questo periodo di approfondimento si concluda con la convocazione congiunta di tutte le consulte e i Consigli dell’Emigrazione, nel pieno rispetto delle specifiche leggi regionali prima della seconda plenaria della Conferenza Permanente Stato-Regioni-PA-CGIE.
Secondo il CGIE, oggetto della seconda plenaria saranno principalmente i grandi temi finora irrisolti nel campo delle politiche per le comunità italiane all’estero, rimesse in discussione alla luce delle proposte di modifica costituzionale tese ad un ordinamento federalista dello Stato. Fra essi assumono particolare importanza gli standard di armonizzazione delle legislazioni regionali in materia; la creazione del già richiesto Fondo Nazionale per le iniziative congiunte delle Regioni all’estero, e l’approfondimento dei concetti di cittadinanza e nazionalità.
Come elementi ispiratori delle nuove politiche degli enti territoriali a favore degli Italiani all’estero dovranno mantenere il massimo rilievo i principi della solidarietà verso i Paesi colpiti da emergenze economiche e sociali; la formazione e gli stages per i giovani; lingua e cultura come veicolo identitario".
(inform)

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