VENEZUELA

  News 2004

La poverta 'sta uccidendo piu' di una catastrofe 

di Félix Reyes Y.  traduzione  Barbara Bessone

In questo articolo importanti statistiche sulla poverta', delinquenza  e disoccupazione in Venezuela.  Víctor Manuel García, presidente di CECA e la Radiografía Sociale del Venezuela, II parte 

L'11% delle famiglie venezuelane che vivono in settori socioeconomici 'D e E' dormono, guardano televisione, mangiano orinano e defecano in una stessa stanza, giacchè le loro abitazioni consistono in un unico spazio fisico. Questa è una drammatica realtà. Questa è la 
marginalità.. Però se queste cifre non risvegliano l'attenzione sia del governo che dell'opposizione, aggiungiamo che il 60% dei venezuelani di questi settori socioeconomici consumano pollo e carne una volta al mese, e quando parliamo di pollo parliamo di ali e zampe e quando parliamo di carne vuol dire polmoni (frattaglie). 
Le missioni della rivoluzione non stanno arrivando ai poveri. Quello che il governo intende come programmi sociali, è principalmente un discorso elettorale e di pubblicità invece che una vera strategia diretta a migliorare la qualità della vita dei settori umili. 
Il Plan Barrio Adentro, campagna che ha a che vedere con l?assistenza medica, è conosciuta da oltre il 76% della gente. Ciò nonostante, quando si è fatta un'inchiesta tra gente tutta appartenente ai settori che dovrebbero beneficiarsi di questo, alla domanda se lui o alcuni membri della sua famiglia sono stati assistiti da questo piano, appena il 27% ha risposto in modo affermativo. Un risultato molto simile lo si è ottenuto anche con altri piani o missioni intrapresi dal governo. 
Per quel che riguarda la missione 'Vuelvan Caras' è ancora peggio: 
quando si è chiesto ai venezuelani dei settori D e E se lui o alcuni membri della sua famiglia hanno partecipato o ricevuto un qualsiasi servizio da parte di questa missione, o ha ricevuto da essa un qualsiasi tipo di aiuto, appena il 7,5% ha risposto di si mentre il 92,5% ha risposto di no. 
Ai governi non piace quando diciamo la verità e ad essere sinceri anche ai governi precedenti non piaceva, con la differenza però che quelli non minacciavano con denunce agli organismi penali, non ci aggredivano come invece lo stanno facendo ora. 
La povertà ha dimostrato che non ha nulla a che vedere con discorsi nè con programmi nè con rivoluzioni. Il suo corso, in Venezuela, è stato irrefrenabile ed è andato via a via aumentando. Tra i poveri ha peggiorato la situazione e tra i settori che lottavano per venirne fuori ha aumentato invece i suoi integranti. Di questo ne parla Victor Manuel Garcia, Presidente di Cifras Encuestadora C.A. (CECA) ed editore dell'Informe en Cifras, la pubblicazione settimanale in Internet di analisi informativo e documentale. Questa settimana è stata presentata, con grande interesse dei mezzi di comunicazione del paese, la II Parte della Radiografia Sociale del Venezuela, uno studio che purtroppo ci dimostra che ora siamo più poveri. 
-Perchè questa radiografia e che cosa svela al paese? 
-Fondamentalmente lo scopo di questo studio è quello di determinare la situazione economica e sociale dei settori più bisognosi del paese. Bisogna ricordare che nella prima consegna, che abbiamo fatto all'Episcopato Venezuelano, durante la commemorazione della Settimana per la Vita, nell'Enciclica di Sua Santità Giovanni Paolo II, Vangelo di Vita, avevamo trovato che in Venezuela c'è un nuovo tipo di ricchi, che era composto da ufficiali di alto rango delle nostre Forze Armate Nazionali e burocrati civili al servizio della rivoluzione. Parallelamente abbiamo trovato in tutti i grandi centri abitati del Venezuela, una cintura marginale, i cui integranti non potevano essere studiati basandosi sui parametri tradizionali di ingressi, dieta alimentare giornaliera, abitazione, tempo libero, salute ed educazione, 
dovuto al fatto che questi venezuelani si trovano nell'indigenza e nella mendicità. 
Per questo CECA ha deciso di approfondire lo studio nei settori D e E della popolazione e cosa abbiamo trovato? 
In primo luogo che i venezuelani poveri cinque anni dopo la rivoluzione, sono drammaticamente più poveri. Perchè affermiamo questo?
Il 57% delle famiglie venezuelane che vivono in queste fasce sociali possono scarsamente fare due pasti al giorno. L'11% della famiglia venezuelana che vive in queste fasce socioeconomiche, vive, in quello che loro chiamano casa, in un unico spazio fisico dove dormono, guardano la televisione, mangiano, orinano e defecano. Questa è una realtà. L'11% delle famiglie venezuelane abita in abitazioni di un unico spazio fisico, questa è marginalità. Però se queste cifre non suscitano l'attenzione, tanto del governo come dell'opposizione, aggiungiamo che oltre il 60% dei venezuelani di questi settori socioeconomici mangiano pollo e carne una sola volta al mese. Bene, quando approfondiamo nella investigazione qualitativa, i risultati della dinamica di gruppo, dei focus grup, ci rivelano che questa gente quando parla di pollo si riferisce a ali e zampe e quando 
parla di carne si riferisce a polmoni (frattaglie). 

ORA I CAPIFAMIGLIA SONO PIU? GIOVANI E PIU POVERI 

Un'altro aspetto importante che è necessario toccare in questo studio sulla povertà, è relativo ai capofamiglia. Quando abbiamo iniziato questa investigazione avevamo preso in considerazione quattro gruppi: 18 a 24 anni, 25 a 35, 36 a 47 e 47 e oltre. Ciò nonostante, quando siamo andati ad applicare lo strumento sul campo, ci siamo sorpresi di una realtà, il 15% dei capofamiglia dei settori più umili sono venezuelane e venezuelani che si trovano tra i 15 e i 18 anni. Cioè, ragazzine e ragazzini che dovrebbero andare a scuola sono già 
capofamiglia con uno due o tre bambini. 
Stupisce inoltre che abbiamo trovato nel 48% delle famiglie dei settori D e E convivono in abitazioni in quattro o otto persone, ma  quello che risulta allarmante è questo: di coloro che integrano questo settore, il 42% e? disoccupato. Durante l'ultimo anno la disoccupazione di questi settori socioeconomici ha subito una variazione del 2,3% di crescita, al passare dal 39,8 del 2003 al 42,1 del 2004. Un altro punto che rivela la situazione della povertà di questi compatrioti dei settori più umili, è che il 42,2% vive di 
quello che viene definito 'rebusque' giornaliero, e cioè ricavano ingressi giornalieri in quello che loro chiamano 'uccidere tigri'. Ad esempio, portare le borse del supermercato o custodire le macchine. 

LE MISSIONI 
La valutazione che abbiamo fatto di quello che il governo intende come programmi sociali, purtroppo ci dimostra che questi puntano di più all'offerta elettorale, alla pubblicità che a veri e propri programmi sociali diretti a migliorare la qualità di vita di questi settori sociali umili. Ci troviamo che il Plan Barrio Adentro, che ha a che vedere con l'assistenza medica, è conosciuto da oltre il 76%. Ciò nonostante quando chiediamo ai venezuelani, se lui o un qualche membro della sua famiglia è stato assistito dal Plan Barrio Adentro, appena il 27% risponde in modo affermativo. Per quanto riguarda la Mision Sucre, la Mision Vuelvan Caras e la Mision Robinson, le percentuali delle persone che ricevono effettivamente assistenza sono 
ancora inferiori. Questo rivela una grande verità: le missioni della rivoluzione non stanno arrivando ai poveri. Ad esempio, La Mision Vuelvan Caras, quando abbiamo domandato ai venezuelani dei settori D e E se lui o un membro della sua famiglia ha partecipato o ricevuto un qualche servizio o aiuto da parte della Mision Vuelvan Caras, appena il 7,5% ha risposto di si mentre il 92,5% dice di no. 
Qui bisogna vedere chi sta mentendo, se il presidente Hugo Rafael Chavez Frias nella sua consueta maratona della domenica mente sfacciatamente al paese quando informa dei programmi sociali e le mete raggiunte oppure i ministri o incaricati di queste missioni stanno 
mentendo al presidente. Quello che è certo è che le missioni non stanno arrivando ai poveri. 
-Qui c'è un problema, siccome questi studi non sono graditi dal governo, vengono attaccati continuamente ed essi e i loro autori sono qualificati di sovversivi o traditori. Perchè si dovrebbe attaccare l'Informe de Cifras Encuestadoras? (Studio di Cifre di Inchiesta) 
-Quando tu hai un sistema di governo che cerca di essere una rivoluzione e molto chiaramente un regime autoritario, non si riesce ad assimilare o capire quello che è la capacità di valutazione nè il contrasto di idee, perchè questa gente semplicemente, e mi 
riferisco al governo, ha un'unica ottica, un solo pensiero ed una sola voce. Perciò non si attacca solamente il messaggero, ma anche il mezzo, quando invece quello che sarebbe veramente intelligente, democratico e sensato sarebbe fare una buona lettura di queste cifre e correggere le irregolarità che sicuramente ci possono essere. 
Purtroppo, e lo dico con dolore, questo regime autoritario, che si definisce rivoluzionario e bolivariano, ha fatto della menzogna il suo sistema di governo. La realtà è evidente, gli indicatori sono lì. Basterebbe passare dagli ospedali per vedere come centinaia di pazienti muoiono per l'incapacità di essere curati o per la mancanza di medicinali. 

VIOLENZA E DISOCCUPAZIONE 
Nel 1997 le cifre di morti per violenza in Venezuela erano 4.306 persone all'anno. Nel 2003 questa cifra è salita a 10.576 morti per violenza. Cioè un aumento del 145%. Un altro dato è la disoccupazione. Ad esempio nel 1997 la cifra di disoccupati era del 10,3%. Nel 2004 la disoccupazione si colloca in un 20% della popolazione economicamente attiva che si calcola in 11 milioni 800 mila persone. L'economia informaleè un altro indicatore che ci rivela 
l'inettitudine e l'incapacità del regime di migliorare la qualità di vita dei venezuelani. Nel 1997, il 40% della popolazione economicamente attiva si trovava nell'economia informale. Nel 2004 questa cifra è del 56,3%. Questo vuol dire che il 70% della popolazione economicamente attiva venezuelana, si trova nell'economia informale o è disoccupata. 
Questa è una grande realtà. Allora, o assumi la tua incapacità di migliorare le condizioni di vita dei venezuelani, o semplicemente cerchi di non considerare le campanelle d'allarme che ci stanno danno il messaggio ed il messaggero. Purtroppo la rivoluzione bolivariana opta per il secondo. 

-Le inchieste sono fondamentalmente uno strumento democratico. Farle tacere è una tentazione dei regimi di pelle sensibile e portati ad attuare. Avete ricevuto, lei o CECA queste minacce? 


La risposta è un categorico SI. Certo che c'è pressione. Quando osservi che il regime, attraverso le sue pagine ufficiali, come aporrea.org, annuncia che Victor Manuel Garcia sarà denunciato penalmente davanti al Fiscale Generale della Repubblica, per essere un 
golpista che promuove lo smembramento del territorio nazionale, sta mettendo in atto un meccanismo di pressione, utilizzando misure coercitive per silenziare, soffocare e coartare quello che in definitiva è la voce del popolo. Se teniamo conto che la voce del popolo è la voce di dio, vox populi, vox dei, le inchieste non fanno altro che da intermediario tra la voce di coloro che non hanno accesso ai mezzi di comunicazione e questa verità da fastidio. Non solo a questo regime ma anche ai governi precedenti dava fastidio quando pubblicavamo un'inchiesta che non li favoriva, con la differenza che quelli non ci minacciavano con denunce davanti ad un organismo penale, ne? aggredivano i nostri agenti come invece lo stanno facendo ora. 

(traduzione Barbara Bessone)

En la siguiente dirección, podrán encontrar un interesante material sobre la pobreza en Venezuela preparado por el Informe Cifras
http://www.cifrasonline.com/infor_cif/infor28/la_pobre.htm 


Víctor Manuel García, presidente de CECA y la Radiografía Social de Venezuela, II parte 

La pobreza está matando más que una catástrofe 
Félix Reyes Y. 



El 11% de la familia venezolana, que vive en los sectores socioeconómicos ?D y E?, duermen, ven televisión, se alimentan, orinan y defecan en una misma habitación, ya que sus viviendas tienen un solo espacio físico. Esta es una dramática realidad. Esto es hacinamiento. Pero si estas cifras no despiertan la atención, tanto del gobierno, como de la oposición, agregamos que más del 60% de los venezolanos de estos sectores socioeconómicos consumen pollo y carne una vez al mes, y cuando hablamos de pollo y carne hablamos de alitas y paticas y por otro lado, de bofe 
Las misiones de la revolución no están llegando a los pobres. Lo que el gobierno entiende como programas sociales, atienden más al ofertismo electoral, a la publicidad, que a verdaderas estrategias dirigidas a mejorar la calidad de vida de los sectores más humildes 
El Plan Barrio Adentro, que tiene que ver con la asistencia médica, tiene un nivel de conocimiento que sobrepasa el 76%. Sin embargo, cuando se le preguntó a los encuestados, todos pertenecientes a los sectores sujetos supuestamente a esos beneficios, si él o algún miembro de su familia ha sido asistido por ese plan, apenas el 27% 
responde afirmativamente. Algo similar ocurre con los otros 
A la misión ?Vuelvan Caras? le va peor: cuando le preguntaron a venezolanos de los sectores D y E si él o algún miembro de su familia ha participado o ha recibido algún tipo de servicios por parte de esa misión, o ha recibido de ella algún tipo de ayuda, apenas el 7,5% 
respondió que sí, mientras que el 92,5% dije que no 
A los gobiernos no les gusta cuando les decimos la verdad, y para ser sinceros, a los otros gobiernos también les molestaba, con la diferencia de que aquellos no amenazaban con denunciarnos ante organismos penales por ello, ni nos agredían, como lo están haciendo 
ahora 

La pobreza ha demostrado que no tiene que ver nada con enunciados ni con programas ni con revoluciones. Su curso, en Venezuela, ha sido indetenible y ha logrado sumar en sus filas cada vez a más gente. Entre los pobres se ha encargado de entronizar sus efectos y entre sectores que luchaban tradicionalmente por salir de ella han aumentado 
sus integrantes. 
De ello habla Víctor Manuel García, presidente de Cifras Encuestadora C.A. (CECA) y editor del Informe en Cifras, la publicación semanal en Internet de análisis informativo y documental. Y lo hace a propósito de que esta semana fue presentada, con gran acogida en los medios de comunicación del país, la II Parte de la Radiografía Social de Venezuela, un estudio que lamentablemente nos revela que ahora somos más pobres. 

-?Por qué esa radiografía y qué le revela al país? 
-Lo fundamental, la génesis de este estudio, fue determinar la situación económica y social de los sectores más necesitados del país. Hay que recordar que en la primera entrega, que hicimos al Episcopado Venezolano, en la conmemoración de la Semana por la Vida, dentro de la Encíclica de su Santidad Juan Pablo II, Evangelio de Vida, habíamos encontrado que en Venezuela existía una nueva clase de ricos, la cuál estaba integrada por oficiales de alto rango de nuestras Fuerzas Armadas Nacionales y burócratas civiles al servicio de la revolución. Paralelamente encontramos en todas las grandes urbes de Venezuela, un 
cinturón marginal, cuyos integrantes no podían ser estudiados atendiendo a los parámetros tradicionales de ingresos, dieta diaria alimentaria, vivienda, recreación, salud y educación, debido a que estos venezolanos se encontraban o se encuentran en la indigencia y la 
mendicidad. 
Por ello tomamos la iniciativa en CECA de profundizar el estudio en los sectores D y E de la población ?y qué nos encontramos? 
En primer lugar que los venezolanos pobres cinco a?os después de la revolución, son dramáticamente más pobres. ?Por qué afirmamos esto? El 57% de la familia venezolana que vive en estos segmentos sociales apenas si puede hacer dos comidas diarias. El 11% de la familia venezolana que vive en estos sectores socioeconómicos, en lo que ellos llaman vivienda, en un solo espacio físico duermen, ven televisor, se alimentan, orinan y defecan. Esta es una realidad. El 11 por ciento de la familia venezolana habita en viviendas de un solo espacio, esto es hacinamiento. Pero si estas cifras no despiertan la atención, tanto 
del gobierno, como de la oposición, agregamos que más del 60% de los venezolanos de estos sectores socioeconómicos consumen pollo y carne una vez al mes. Ahora bien, cuando profundizamos en la investigación cualitativa, los resultados de las dinámicas de grupo, de los focus group, nos revelan que lo que esta gente entiende por pollo son alitas 
y paticas de pollo, y lo que entienden por carne, es bofe. 

AHORA LOS JEFES DE HOGARES SON MAS JÓVENES Y MAS POBRES 
Otro aspecto importante que es necesario abordar en este estudio sobre la pobreza, es el relativo al de los jefes de hogares. Cuando iniciamos esta investigación habíamos estandarizado nuestros grupos etáreos en cuatro subgrupos: 18 a 24 a?os, 25 a 35 , 36 a 47 y 47 y más a?os. Sin embargo, cuando fuimos a aplicar el instrumento en campo, nos sorprendió una realidad: el 15 por ciento de los jefes de hogares de las familias de los sectores más humildes son venezolanas y venezolanos cuyas edades se encuentran entre 15 y 18 a?os. Es decir, jovencitas y jovencitos que deberían estar asistiendo a su escuela o a su bachillerato, ya son jefes de hogares con uno, dos o tres muchachos. 
Sorpresivamente también encontramos que el 48 por ciento de las familias de los sectores D y E conviven por vivienda entre cuatro y ocho personas, pero si algo resulta alarmante es esto: de los que integran este sector, el 42,1% está desempleado. En el último a?o hay 
una variación del 2,3% de crecimiento, al pasar del 39,8 en el 2003 al 42,1 en el 2004 el desempleo de estos sectores socioeconómicos. Otro punto que revela la situación de pobreza de estos compatriotas de los sectores más humildes, es que el 42,2% vive del denominado ?rebusque? diario, como



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