VENEZUELA

  News 2004

Lettera aperta al Ministro Tremaglia 

Quali motivi hanno portato alla sospensione 
del Fondo Unico di Solidarietà per il Venezuela ?

di Barbara Bessone


...omissis..

Gentile Ministro Tremaglia

nell'articolo (sotto) apparso su newsitaliapress, e che Le invio nuovamente, si denuncia quello che già anteriormente era stato esposto dal quotidiano La Voce D'Italia, e cioé la sospensione del Fondo Unico di Solidarietà per il Venezuela.
Iniziativa invece che continua per altri paesi del Sudamerica e come molti, anzi tutti gli italovenezuelani, mi domando: perchè?
Perché dopo la riunione da Lei avuta con i Presidenti delle Regioni italiane il 19 marzo si dichiarava finalmente che eravate a conoscenza della gravità della situazione di un gran numero di italiani in Venezuela e che avreste preso subito provvedimenti e poi la decisione di sospendere questi aiuti?
Lei ha sufficiente documentazione che riguarda vari casi veramente gravi che so le è stata fornita dall'Associazione FAIV, che, a differenza dei nostri rappresentanti diplomatici in Venezuela, conosce personalmente la grave situazione di questa povera gente, e toccano costantemente con mano la realtà.
Sappiamo che l'Ambasciatore Carante è impegnato a dichiarare che "gli italiani in Venezuela stanno tutti bene" nonostante si sia dovuto ricredere in una dichiarazione pubblica apparsa su La Voce D'Italia nel mese di marzo dove appunto dichiara che "...nei suoi rapporti quotidiani con l'Italia non ha mai lasciato di sottolineare come la grave situazione politica ed economica del Venezuela abbia avuto serie ripercussioni su quella parte dei nostri connazionali che, a causa dell'inflazione, si è vista ulteriormente decurtare di circa un 30% l'anno i redditi molto bassi in cui vive". Anche se con queste parole non ha comunque ammesso di essere a conoscenza della gravissima situazione di tanti italiani!
Inoltre devo aggiungere che il costo della vita negli ultimi 4 anni è aumentato di oltre il 200% in Venezuela (informazioni di oggi nel programma Grado 33)
Quelli che veramente hanno bisogno degli aiuti non sono quelli citati dall'Ambasciatore perchè questa gente negli ultimi anni ha perso tutto o quasi e la riduzione del 30% li ha portati dall'avere quasi niente al niente assoluto. Lei lo sa benissimo che alcune di queste persone stanno morendo perchè non hanno i soldi per pagarsi le medicine e sappiamo anche
che due di loro sono già morti perchè FAIV nonè arrivata in tempo per dar loro un aiuto per sopravvivere.  Mi è anche stato riferito che l'Ambasciatore ha dato questa versione che
"tutti gli italiani in Venezuela stanno bene" a due Senatori che un po' di tempo fa sono stati in visita a Caracas. Lei stesso, Signor Ministro, ha dichiarato, nell'articolo de La Voce
D'Italia, che le arrivavano informazioni contrastanti al riguardo. Mi viene il dubbio che queste informazioni contrastanti siano continuate e che si sia deciso di ritenere affidabili quelle che descrivono una realtà inesistente ed idilliaca di una comunità senza problemi invece che quelleche denunciano una situazione allarmante.
Anche io, come la Signora Fedora Di Marco, mi domando ma perchè l'Italia ha dimostrato sempre tanta preoccupazione per gli italiani in Argentina, in Cile, in Brasile ma per gli italiani in Venezuela no? Non le nascondo che le voci che girano dicono che il governo italiano non
vuole che si sappia la realtà del Venezuela perchè si stanno facendo affari d'oro con l'attuale governo venezuelano e si vuole mantenere questo silenzio per proteggere i grandi investimenti economici. Ma sarà possibile che si sia arrivati veramente ad un livello di
disumanità così grande? Mi rifiuto di crederlo!
Voglio ancora credere che questo disinteresse, questo non voler vedere la realtà sia dovuta solamente ad una mancanza di interesse per una comunità di "soli2 milioni di italiani e discendenti" , d'altro canto in altri paesi risiedono comunità ben più numerose della nostra.
Le voglio però sottolineare che molti di questi italo-venezuelani stanno tornando in Italia e questo il Consolato italiano in Venezuela lo sa molto bene visto la mole di lavoro che si ritrova con la valanga di richieste di passaporti. Questo rientro aumenterà sicuramente in futuro. I giovani stanno scappando perchè non vedono la possibilità di un futuro. Molti anziani ed ammalati faranno il possibile per venire in Italia a curarsi e molti altri scapperanno per cercare una possibilità di lavoro e vita tranquilla che laggiù non hanno più. Ora mi chiedo se l'Italia sia in grado di sopportare il grande esodo che potrebbe avvenire e che è già iniziato.
Signor Ministro, la prego, ci faccia avere una risposta a tutti questi "perchè".
Ci dica che non è vero che si è sospeso il Fondo Unico di Solidarietà oppure che si è ripreso e che presto quella povera gente potrà ricevere sovvenzioni per la loro sopravvivenza. Lo so che lei è una persona sensibile alle problematiche della povera gente e questa non è la prima volta che le scrivo denunciando la grave situazione.
Spero ricevere una Sua risposta a questo mio messaggio.
La ringrazio per avermi ascoltata.
Cordiali saluti
Barbara Bessone







Italiani nel Mondo 

Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 97 - Anno XI, 19- 05-2004 
"Persiste il silenzio sul Venezuela" denuncia Fedora Di Marco
Un riferimento al Ministro Adriano Benedetti, ex Ambasciatore del Venezuela e attuale Direttore Generale della Direzione Generale per gli Italiani all'estero e le Politiche Migratorie 

Maracaibo - "Dopo l'annuncio dato dal Ministro Tremaglia (Mirko Tremaglia, Ministro per gli Italiani nel Mondo, ndr) il 19 marzo in occasione dell'incontro con il Coordinamento delle Regioni, 'Adesso dobbiamo affrontare insieme l'emergenza Venezuela', che ci aveva fatto sperare che finalmente si desse seguito alla sua ammissione nel Fondo Unico di Solidarietà, il silenzio è stato rotto solo dalla notizia che questo Paese è stato invece escluso dal programma di cooperazione economica. E allora noi italiani del Venezuela, non riusciamo a comprendere i perchè dell'Italia del disconoscimento del grado della crisi economica del Venezuela; i perchè della non considerazione della sua ricaduta sulla collettività italiana; i perchè delle drammatiche conseguenze della drastica riduzione nella finanziaria dei contributi assistenziali; i perchè della negazione sistematica, finanziaria dopo finanaziaria, di un contributo di solidarietà per i poveri degli italiani del Venezuela che, solo per dignità certo scritta nel loro DNA, non mendicano nè rovistano di notte nella spazzatura in cerca di cibo o di una qualsivoglia immondizia riciclabile ai venditori ambulanti che pullulano nelle strade". La denuncia è di Fedora Di Marco, membro Comites di Maracaibo e membro del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE) per il Venezuela.
Nella nota diffusa nella notte da Maracaibo, la Di Marco afferma: "Si crede forse in Italia, o meglio, crede forse il nostro governo, che questi poveri miserabili non siano anche di origine italiana? Certo che possono esserlo dato l'alto di grado di integrazione dell'emigrazione italiana ad ogni livello della scala sociale. La sequela dei perchè potrebbe continuare ma a che pro? La sostanza è che siamo stati lasciati soli con i nostri problemi di sopravvivenza e questa solitudine che pesa persiste, sebbene sia nota al Palazzo". Il Ministro Adriano Benedetti, ex Ambasciatore del Venezuela ed attuale Direttore Generale della Direzione Generale per gli Italiani all'estero e le Politiche Migratorie, è stato molto sensibile al degrado socio-economico-cultarale degli italiani del Venezuela, sostiene Fedora Di Marco, il Ministro Mirko Tremaglia "vuole, o avrebbe voluto" affrontare l'emergenza del Venezuela, a questo punto "perchè niente si muove per noi? Direttore Generale Benedetti, Ministro Tremaglia quali sono le ragioni ostative per un intervento dell'Italia in aiuto del Venezuela? Alle nostre richieste concrete e non velleitarie è troppo chiedere che sia data risposta? Da quanti anni elemosianiamo il fu detto assegno sociale oggi chiamato contributo di solidarietà? Ministro Tremonti, a lei che detiene i cordoni della spesa dello Stato italiano, alla sua attenzione sottoponiamo la richiesta di un pronunciamento di merito sù questa annosa questione".

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