SPECIALE URUGUAY 

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Si è svolto a Roma, nell'ambito dei lavori del CGIE, un incontro tra il rappresentante del Consiglio Regionale Lombardo nella Consulta dell'Emigrazione Daniele Marconcini e la rappresentante dell'Uruguay nel CGIE Filomena Narducci. Nel corso dei colloqui è stata evidenziata la difficile crisi sociale del paese e la necessità di un intervento più coordinato delle Regioni italiane, ad iniziare dalla Regione Lombardia che vanta una forte presenza di propri corregionali organizzati nell'Associazione Lombarda di Montevideo e Paysandu. Associazioni  incontrate recentemente da un rappresentante dell'A.M.M., Fabio Veneri in Uruguay. Filomena Narducci e Marconcini hanno concordato di programmare un incontro a Milano, a cui saranno invitate le istituzioni regionali per un'opera di sensibilizzazione comune, sulle problematiche dell'Uruguay. A tal fine, il Comites di Montevideo, ha invitato il Presidente del Consiglio Regionale Fontana a visitare il Paese.
A gennaio il Presidente dell'A.M.M., Daniele Marconcini, incontrerà Liliana Riva e Alfredo Ingegno dei Lombardi di Paysandu per mettere a punto dei programmi comuni, a sostegno della comunità lombarda.



Montevideo, 10 dicembre 2004

SIG. DANIELE MARCONCINI
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE MANTOVANI NEL MONDO


Oggetto: Richiesta intervento socio-sanitario in Uruguay

 Caro Daniele,
 Ti preghiamo di fare pervenire la lettera allegata a chi di competenza. 
 Cari saluti. 

 

Filomena Narducci                          Armando Pizzuti
Segretaria                                     Presidente






Montevideo, 10 dicembre 2004


AL SIG. PRESIDENTE
SPETT.LE REGIONE LOMBARDIA



Egregio Signor Presidente,

Siamo venuti a conoscenza cha la Regione Lombardia stá promovendo piani di assistenza per i cittadini lombardi residenti all´estero.

Essendo la nostra una collettivitá numerosa, con molte carenze dal punto di vista socio-sanitario, ed essendo molti i lombardi ed i discendenti residenti nel territorio uruguaiano, sollecitiamo la vostra regione a prendere in considerazione questa situazione e a valutare la possibilitá di un intervento in questa materia nel paese che ci ospita. 

Cogliamo anche l´occasione per invitare una vostra delegazione a visitare la nostra collettivitá in Uruguay.

Distinti saluti.

 

Filomena Narducci                Armando Pizzuti
Segretaria                        Presidente



LA SITUAZIONE IN URUGUAY OGGI

Superficie: 175.016 Kmq
Popolazione totale: 3.151.662 abitanti (censimento 1996)
Speranza di vita nel momento di nascita: 75,38 anni
Tasso di Analfabetismo: 3,1 %


L'Uruguay vanta di essere un paese specializzato nell'allevamento del bestiame, ma la sua popolazione è essenzialmente urbana (80%). A Montevideo, capitale del paese, si concentra il 43% della popolazione. La popolazione dell'Uruguay è nella sua maggioranza di origine europea, con il 40% di origine italiana. 

Il Paese, noto come la "Svizerra d'America", dagli anni '70 ha iniziato il suo declino. Prima gli anni della dittatura, poi dopo una ripresa alla fine degli anni '80, nella decade degli anni '90 (come in tutto il sud-america)  l'Uruguay ha dovuto far fronte a condizioni sfavorevoli, come l'effetto Tequila del 1995, che ha colpito specialmente l'Argentina, facendo si che il Prodotto Interno Lordo dell'Uruguay crollasse all'1,45% e con un certo ritardo, nel 1996, l'occupazione calasse del -3.3%. Dal 1999 inizia - con la svalutazione in Brasile - un periodo di recessione che si è mostrato più persistente e difficile di superare. In questo scenario sfavorevole, il tasso di occupazione è crollato del 6.6% tra 1999 e il 2002. Nel 2002 la crisi dell'Argentina ha colpito fortemente l'Uruguay, essendo quel paese il principale destinatario dei prodotti uruguayani, e gli argentini i principali turisti delle nostre città. Così l'Uruguay ha raggiunto i massimi livelli storici di disoccupazione superando quelli, gia alti, raggiunti in piena crisi negli anni 1982-83. 

Negli anni 2002 - 2003  vi è una importante percentuale della popolazione disoccupata, che emigra oltreoceano per trovare situazioni favorevoli al proprio sviluppo personale. Queste partenze è stata una grossa perdita di risorse umane, infatti sono emigrati in maggioranza professionisti ed imprenditori, persone capaci e preparate che erano in condizioni di dare un importante valore all'Uruguay. 
Oggigiorno i dati previsti dal governo riflettono un miglioramento nei tassi di disoccupazione. Ma la realtà socioeconomica e sanitaria è diventata una realtà propria del terzo mondo. La classe media è scomparsa. Ha perso il lavoro e ha dovuto lasciare l'abitazione, sistemandosi negli asentamientos (insediamenti precari, dove non ci sono le minime condizioni umane e mancano tra l'altro- luce, acqua potabile, trasporto, pulizia pubblica, istallazioni ed arredamento pubblico, ecct. ). Queste persone hanno perso la possibilità di ritornare al mondo del lavoro e di essere inseriti nel mondo al quale appartenevano. I loro figli soffriranno la stessa situazione. Ed i poveri sono sempre più poveri. 

Questa è la nuova realtà del paese, realtà dalla quale sarà molto difficile uscire. Mancano politiche sociali ed economiche da parte dello stato tendenti al recupero di questa popolazione. Inserita in questa difficile realtà c'è parte della collettività italiana -(il 40% della popolazione dell'Uruguay). Dobbiamo pensare che l'italiano in Uruguay non "ha fatto l'America", generalmente viveva del suo lavoro, con il quale ha fatto fronte ai bisogni della sua famiglia, ed oggi  alla fine della sua vita lavorativa si trova che non può continuare a lavorare, che non ha copertura sanitaria, che i soldi della pensione non bastano per mangiare, che i figli non trovano lavoro ed alla fine, viene meno anche  la voglia di vivere. 

La prospettiva futura è ancora più triste. Il 56% dei bambini nasce in famiglie che sono sotto la soglia di povertà; più del 40% della popolazione uruguayana vive sotto questa linea. Questo vuol dire che si tratta di una povertà economica strutturale, ed è importante sottolineare che si tratta di una povertà con un alto contenuto sociale. Una considerevole parte di questa popolazione viene considerata nella fascia di indigenza. Negli ultimi anni è notoria la grande quantità di famiglie con bambini malati che dormono sui marciapiedi e che chiedono l'elemosina. 

A questa grave situazione socioeconomica dobbiamo aggiungere l'epidemia di un germe patogeno mutante che quest'anno ha causato la morte di 140 persone. Questo fatto è stato tenuto nascosto dal governo, e sappiamo che non ci sono antibiotici negli ospedali pubblici per combattere questa epidemia. La prospettiva è che più persone, di tutte le età, potrebbero morire nell'ambito di un sistema di sanità pubblico  che accoglie il 200% in più della quantità di assistiti per i quali è stato creato.

La situazione è critica nella capitale Montevideo. Ma è ancora più grave in alcune zone lontane dalla capitale, esempio a Artigas, città situata a 500 km a nord, esistono numeri casi di bambini morti per denutrizione. Ma questa situazione si ripete in tutto il paese, anche se questi dati  vengono tenuti nascosti dal governo. Questi bambini che nascono poveri, hanno una alta possibilità di morire prima del compimento del primo anno di vita. I numeri di mortalità infantile sono saliti, come i numeri di mortalità per incidenti anche. I minorenni sono trascurati e non esiste un sistema sanitario che possa far fronte a questa realtà.

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