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 Sydney: La scandalosa riammissione della
Lista del CTIM nella circoscrizione consolare

Dal gruppo redazionale "Italiani brava gente" (Australia)

Riceviamo e pubblichiamo di Pietro Schirru

Sydney: La scandalosa riammissione della Lista del CTIM 
nella circoscrizione consolare


Se questa nota settimanale non fosse già intitolata, avrei preferito iniziare con un bel corpo 48 "Il Gioco delle Tre Carte e la lista CTIM nel Nuovo Galles del Sud".
È una bella storia all'italiana, di quella Italia di oggi che, governata da Silvio Berlusconi, ci ha ormai abituati ad assistere ad approvazioni di leggi che servono soltanto ed esclusivamente a proteggere il Capo del Governo. Certo l'Italia patria del diritto ormai nella Penisola non c'è più, si è dissolta nell'improntitudine più disinvolta e arrogante. Pensavamo però che non potesse toccare i piccoli problemi degli italiani all'estero, protetti - come ci illudevamo - dalla dirittura morale del ministro degli italiani nel mondo, l'On. Mirko Tremaglia uso dire che mai e poi mai avrebbe fatto prevalere gli interessi di parte a quelli di partito.
Ebbene, cari amici, pochi o tanti (lo spero) che siate, le cose non stanno così. La patria del diritto è tornata là dove è nata e cioè in Francia. Infatti, la lezione ci viene da Marsiglia, dove la scorsa settimana il Tribunale amministrativo di quella città, ha sancito definitivamente l'esclusione di Jean-Marie Le Pen dalle elezioni regionali francesi che si svolgeranno questo mese, perché l?esponente del Fronte Nazionale non aveva dimostrato di avere la residenza fiscale nel dipartimento del quale voleva essere eletto presidente. Le Pen, che non è Pietro Schirru, capolista nel NSW degli Italiani d'Australia per il Progresso, ma un personaggio che in Francia fa la sponda e la spola tra Tremaglia e Bossi (come dire nazionalismo-populista e razzismo), è pur stato due anni fa l'oppositore del presidente francese Chirac nelle elezioni presidenziali. È  stato pur sempre un esponente politico che in
certi momenti ha conquistato fino ad un venti per cento dell'elettorato francese. Eppure in quel Paese, in quel dipartimento, Le Pen che non aveva rispettato la legge ha avuto un calcio in culo e non è stato giustamente ammesso alle elezioni. E invece, qui a Sydney, nell'appendice di mondo che grazie a circa 35mila  cittadini si collega ancora con l'Italia (tanti siamo quelli che saranno tra pochi giorni chiamati a votare per il rinnovo del Comites), le leggi e i regolamenti non contano assolutamente nulla. Altro che patria del diritto!
Le cose stanno così. Il 26 dicembre 2003 sono state indette le elezioni per il rinnovo dei Comites. In Australia, per la prima volta, si potrà votare. La Legge relativa, n. 286, porta la data 23 ottobre 2003. Entro 90 giorni da quella data, recita la legge, deve essere approvato
definitivamente e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il Regolamento delle Norme di Attuazione. Pertanto arriviamo al 23 Gennaio 2004, esattamente due giorni prima della data di scadenza per la presentazione delle liste fissata inderogabilmente al 25 gennaio. Per prima cosa viene da chiedersi come mai sono state indette le elezioni quando non era stato ancora definitivamente approvato il Regolamento delle Norme di Attuazione? Ma andiamo oltre. Il 23 gennaio nello Stato australiano del Nuovo Galles del Sud, vengono presentate due liste, Italiani d'Australia per il Progresso e Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo. Il 4 febbraio, si riunisce, come prevede la Legge, il Comitato Elettorale Circoscrizionale, che deve accertare la regolarità delle liste. Nel corso della riunione si accerta che la lista CTIM non è ammissibile perché il "presentatore" della stessa non è né candidato né sottoscrittore come detta il comma 4 dell'art. 14 dello Schema delle Norme di Attuazione (ricordiamolo, non
ancora definitivamente approvato). Però questa norma si collega a quella delle Legge 286, regolarmente approvata, che detta: per essere elettore e, conseguentemente candidato e/o sottoscrittore, occorre essere cittadino italiano e regolarmente iscritto nell'elenco aggiornato degli elettori. Dopo un accertamento dei fatti il CEC constata che il presentatore di quella lista non solo non è né candidato né sottoscrittore ma neanche cittadino italiano.
Conseguentemente il Comitato Elettorale Circoscrizionale con tre voti a favore contro un astenuto (il rappresentante della lista CTIM) dichiara l'inammissibilità della lista del CTIM. Tutto legittimo e nel rispetto della legge e del regolamento. Apriti cielo! Primo ricorso da
parte del presentatore che invece di presentarlo al CEC, inspiegabilmente lo invia al Console Generale di Sydney e che, naturalmente, viene respinto. Secondo ricorso, anche questo inviato al Console Generale e non come vuole la legge al CEC, questa volta dal capolista del CTIM che propone (ecco il gioco delle Tre Carte) di sostituire l'altro nome con il suo,
senza neanche porsi il problema, egli o chi glielo ha suggerito, che così facendo incorrerebbe nel reato di falso in atto pubblico. Si riconvoca il CEC per due volte e la seconda i componenti la Commissione decidono di porre un quesito al MAE sulla ammissibilità del ricorso (non un "giudizio") anche perché il suo giudizio, il Comitato lo aveva già chiaramente espresso quando aveva dichiarato inammssibile la lista. Il  Ministero chiede il parere dell'autorità consolare, dei quattro consiglieri del CGIE in Australia e del segretario generale dello stesso CGIE. Ma credete che il Ministero, che già non aveva avuto nessun rispetto
del giudizio espresso dal Comitato Elettorale Circoscrizionale, abbia tenuto conto dei Consiglieri del CGIE che si erano tutti espressi negativamente sulla riammissione della lista perché quell'atto avrebbe costituito una evidente e grave violazione della legge? Ma neanche per sogno. Nel Palazzo della Farnesina, dove risiede anche il Ministro degli Italiani nel Mondo, On. Mirko Tremaglia, sembra che la legge sia stata sfrattata se nello spirito del -volemose bene - invitano il Consolato di Sydney a rimettere la lista al palo di partenza delle elezioni con delle motivazioni che fanno a cazzotti con la legge e il regolamento:  un'arrampicata sui muri, un contorcimento semantico da far rabbrividire per la sua illogicità, una penosa esibizione di soperchieria: come dire -beccatevi questo e fate nisba-. Questa la realtà cari lettori. Altro che cittadini di serie B, come spesso diciamo noi residenti all'estero. Una parte di noi, quella che ha fiducia nelle leggi e nel diritto, nel convivere civile e nella democrazia, l'hanno mandata a finire tra le serie dei dilettanti, perché occorre dirlo, il Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo, altro non è che l'emanazione, il lungobraccio per l'estero del partito di Alleanza Nazionale, un partito che fa parte del governo che ha tra i suoi ministri Mirko Tremaglia che prima di essere il presidente del CTIM dovrebbe ricordarsi di essere un ministro della Repubblica, firmatario, assieme al Presidente Ciampi, al Presidente del Consiglio Berlusconi e al ministro degli affari esteri Frattini di una legge che oggi viene impunemente vilipesa, calpestata e violata, senza alcun rispetto del diritto cui si richiama.
Ma chissà se questi signori: presentatori di lista, consigliori (non ho sbagliato vocale, proto, perché - loro - sanno), capolista, ministro per gli italiani nel mondo, direzione generale per gli italiani nel mondo e le politiche migratorie ed etc etc. non hanno fatto lo stesso sbaglio che ha fatto Monsieur Le Pen in Francia. Anche in Italia vi è un Tribunale Amministrativo Regionale competente?.! e non è detto che non possa riportare quel diritto vilipeso, capestato e violato anche per gli italiani all'estero. Tanto per la precisazione, una settimana fa, con un ritardo di mesi, il Regolamento è stato definitivamente Gazzettato ma quel comma 4 dell'articolo 14 non ha subito variazioni e la Legge e il regolamento dettano la stessa inammissibilità per la Lista CTIM che è stata presentata da un non avente diritto.

Pietro Schirru

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