2004                             

ASSOCIAZIONE

PIANI DI RECUPERO DELLE MINIERE "STORICHE"
Dalla  sofferenza alla memoria


Ben conoscono i figli degli italiani all'estero il dramma delle miniere: sono centinaia, migliaia gli italiani defunti nelle tragedie grandi e piccole che si sono verificate nelle miniere d'Europa e nel resto del mondo. Marcinelle ma non solo Marcinelle. Ora anche in Italia si vuole tentare il "recupero" di questi luoghi di lavoro abbandonati. E' quanto stanno facendo in Toscana, nella provincia di Grosseto ed è quanto hanno intenzione di fare in Lombardia. 
"E' necessario tenere viva la memoria delle cessate attività minerarie, che tanto hanno rappresentato per le passate generazioni, soprattutto da chi, a livello pubblico o privato, possiede gli strumenti e le capacità finanziarie per il recupero e la valorizzazione di questo patrimonio storico ed ambientale delle vallate prealpine". Lo ha affermato l'assessore regionale alla Qualità dell'Ambiente, Franco Nicoli Cristiani, al convegno su "Recupero e valorizzazione delle miniere dimesse" che si è tenuto nei giorni organizzato dalla Regione Lombardia in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della terra e dell'Ordine dei geologi della Lombardia. "Alcune iniziative di valorizzazione a fini turistici e culturali di siti minerari dismessi - ha proseguito Nicoli Cristiani -erano state avviate sino dagli anni Novanta per iniziativa di Enti locali o privati. Traendo spunto da queste iniziative la Regione si è fatta promotrice dell'attività di coordinamento e di razionalizzazione di ulteriori interventi con accordi di programma con gli Enti locali interessati e a livello nazionale con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio per la bonifica e messa in sicurezza di siti minerari maggiormente bisognosi di intervento". Nel maggio di quest'anno è stato firmato l'accordo di programma per la riqualificazione delle aree minerarie dell'Alta Valle Trompia (BS), con i Comuni di Collio, Bovegno, Pezzaze, con l'Agenzia parco minerario, la Comunità montana e l'Agenzia del turismo locale. 
Il convegno è stata l'occasione per la presentazione di un rapporto e del primo risultato di una ricerca condotta dal Dipartimento di Scienze della terra dell'Università di Pavia sui siti minerari abbandonati e dismessi delle Alpi e Prealpi, specificamente per le province di Lecco, Bergamo e Brescia. Oltre ad un accurato censimento dei siti, del loro stato di sicurezza, della possibilità per il loro utilizzo a fini sociali, didattici o turistici, si è studiata la possibilità di inserire la loro presenza nell'inventario del patrimonio di archeologia industriale con un recupero delle memoria storica, tecnologica e scientifica. Sono 48 i siti classificati nella provincia di Bergamo, 33 in quella di Brescia e 20 in quella di Lecco. Queste miniere venivano sfruttate principalmente per la presenza di ferro, zinco, bario e talco. Tra tutte, in Val Goglio (BG), una miniera gode ancora di una concessione attiva. I bacini minerari presi in considerazione dallo studio potranno essere così recuperati e con diverse destinazioni d'uso potranno contribuire a qualificare e valorizzare le aree deboli in cui si trovano. Grazie alla loro unicità potranno diventare inoltre attrattive incluse in percorsi internazionali con la costituzione di poli didattici, di centri di ricerca avanzata del settore minerario, opere che saranno portate a termine con il concorso delle realtà locali.

fonte Italian Network

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