2004                                                COMUNICATO

AMM

Del Presidente dell'Associazione dei Mantovani nel Mondo nonchè rappresentante del Consiglio Regionale Lombardo nella Consulta dell'Emigrazione 

Una proposta di collaborazione alla Regione Lombardia dall'Ospedale italiano di Rosario"

In Argentina - cifre ufficiali - il 54 % della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. Nei primi sei mesi dall'inizio della crisi, 19-20 dicembre 2001, e a gennaio 2002, con la svalutazione della moneta, l'inflazione è schizzata al 108,5 percento. Così, oltre il 30% dei residenti si trovano sotto la soglia dell'indigenza. La maggior parte anziani e bambini . Tale crisi, che colpisce nella sua globalità il popolo argentino, è tanto più pesante e dolorosa per noi italiani, poiché coinvolge in modo massiccio la numerosissima comunità dei nostri connazionali colà residenti, tanto da rendere di particolare urgenza porre specifica attenzione a tutti quei cittadini, d'origine e nazionalità italiana, per lo più provenienti dalle diverse regioni italiane.
Il 50% della popolazione vive sotto la soglia della povertà, con un esponenziale aumento d'indigenza, entrambi tendenzialmente in crescita, con una disoccupazione che supera il 25%. Si sono incrementati i decessi degli anziani in un 28% rispetto dello stesso periodo dell'anno precedente, per mancanza i cure e di medicinali, e il 50% dei bambini nati negli ultimi tempi non potranno superare l'anno di vita .
In Argentina e Uruguay, sono soprattutto gli anziani a trovarsi in stato d'assoluta indigenza anche a causa del blocco presso le banche d'ogni risparmio accumulato in tanti anni di duro lavoro, il famigerato "corralito". Si sottolinea, inoltre, che, in Argentina, a causa della
sospensione, per mancanza di risorse finanziarie, delle attività del PAMI (Organismo per pensionati: Programma d'assistenza medica integrata), l'assistenza sanitaria pubblica è inesistente e, ancor di più, quella farmaceutica. Siamo di fronte, perciò, ad una vera e propria emergenza sociale che coinvolge in maniera drammatica soprattutto gli anziani, un
nucleo significativo e preponderante, posto che gli ultimi flussi emigratori dalla Lombardia risalgono ai primi anni '50.
Una vigorosa terapia d'urto è la risposta minima che il Consiglio regionale Lombardo responsabilmente deve mettere in campo non tanto e non solo per assolvere la responsabilità nei confronti dei concittadini "ovunque essi risiedano" ma anche per dare un segno tangibile di come la solidarietà debba esprimersi attraverso atti concreti, duraturi e strutturali capaci di far recuperare la fiducia nelle Istituzioni, ma, allo stesso tempo, di
promuovere azioni più rassicuranti in relazione ad una qualità della vita fatta di maggiori certezze e di minore precarietà . Per raggiungere l'obiettivo occorre lasciare da parte interventi-tampone, "una tantum"; che ben si addicono ad emergenze contingenti e di brevissima durata, ma assolutamente inadeguati a farsi carico di una questione dirompente come la crisi Argentina, rispetto alla quale le soluzioni sono al di là da venire.
In fondo ci riferiamo ad uomini e donne lombarde che non solo hanno contribuito alla crescita delle Comunità estere, ma negli anni più floridi hanno pur rappresentato una fonte d'economia per i nostri territori quando le rimesse di denaro provenienti dai loro risparmi hanno permesso la sopravvivenza di tanti lombardi che erano rimasti nella propria Regione.
Crediamo che quel "debito" oggi vada in qualche modo saldato e non si possa sottrarsi alla responsabilità di una risposta seria all'S.O.S. che arriva dall'Argentina da parte di gente anziana stremata da stenti e indigenza.

A seguito del mio recente viaggio in Argentina, dopo una serie di incontri con la FADAL (Federazione dei Lombardi in Argentina) e del Circolo Lombardo di Rosario (Regione di Santa Fè) ho ricevuto una proposta di collaborazione da consegnare alle Istituzioni regionali da parte dell'Ospedale Italiano di Rosario. Questa collaborazione era già stata esaminata dall'Ufficio di Presidenza in una seduta della Commissione Esteri del Consiglio regionale
lombardo. Ricordo che tale istituto ha come bacino di utenza l'area della Regione di Santa Fé recentemente visitata da una delegazione del Consiglio Regionale.

L'istanza riguarda principalmente la possibilità di un gemellaggio con Ospedali lombardi, la fornitura di materiale scientifico-ospedaliero dismesso e una attività ambulatoriale a favore de Lombardi dell'area della regione di Santa Fé. L'iniziativa, a cui ha già aderito il Circolo Lombardo di Rosario, la locale Camera di Commercio italiana, è sostenuta dalla Città
di Rosario e dal Governo regionale di Santa Fé. 

Spett.le
Dott. Roberto Formigoni -Presidente Regione Lombardia
Dott. Attilio Fontana - Presidente Consiglio Regionale
Ufficio Presidenza - Unità Operativa Lombardi nel Mondo
Sra. Maria Elena Milano (Per Conoscenza)
Sra. Giuseppina Coppo - Assessorato Famiglia e Solidarietà sociale
Sra. Augusta Borghi - Ufficio Presidenza - Dipartimento Cooperazione


OGGETTO: Protocollo d´intesa con l`Ospedale Italiano di Rosario

Con riferimento alla proposta fatta per venire alla Regione Lombardia a nome dell´ Ospedale Italiano da parte del Centro Lombardo di Rosario, si formalizza alla S.S.V.V. la richiesta di un incontro a Milano alla fine di verificare:

  1. - La possibilità di un gemellaggio con un Ospedale Lombardo.-
  2. - La acquisizione di materiale tecnologico e scientifico dismesso da parte di Organismi sanitari e ospedalieri Lombardi.-
  3. - Una convenzione di assistenza ambulatoriale e ospedaliera a favore della comunità lombarda di Rosario e della Regione di Santa Fe.-

Informiamo S.S.V.V. che tale proposta è sostenuta dal Governo Regionale di Santa Fe, dal Municipio di Rosario, dalla Camera di Commercio Italiana di Rosario, dalla F.A.D.A.L. (Federazione Argentina di Associazioni Lombardi), dal Centro Lombardo di Rosario e dall`Associazione Mantovani nel Mondo.-
* Si allega una presentazione dell´Ospedale di Rosario con relative proposte d´intervento.
* Si allega materiale informativo dell´ opedale di Rosario.-

In attesa di un suo gentile riscontro La saluto molto cordialmente.-

Dr. Jorge Alberto Cachero
Presidente Ospedale Italiano Rosario
Tel : 0054-341- 4858880
Fax: 0054-341-0341-4812741
hitalia@asclisan.org.ar
http://www.hig.org.ar/  
Ref.: *Franco Tirelli (figlio)
tirelli@estudio.tower.com.ar
 



Spett. Le

ASSOCIAZIONE MANTOVANI NEL MONDO
Associazione no profit
Via Solferino, 36
46100 - Mantova

Oggetto: : Protocollo d´ intesa con l`Ospedale Italiano di Rosario


L`esame del progetto "ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA AI LOMBARDI NELLA REGIONE SANTA FE VERSO L`OSPEDALE ITALIANO DI ROSARIO", che la vostra Associazione vuole presentare al Consiglio Regionale della Lombardia, per realizzarsi nella Repubblica Argentina nella Circonscrizione Consolare di Rosario, mi ha dato la possibilita di evidenziare in tutte le sue caratteristiche la figura professionale che l`organismo proponente vuole fare e ritengo che possa rispondere alle specifiche richieste dei lombardi nella Regione Santa Fe.- 
Pertanto, ritenendo che la struttura che rappresento possa dare un valido contributo alla realizzazione del progetto, con la presente dichiaro, la disponibilità a partecipare in veste di soggetto partner alla realizzazione del progetto di cui all`oggetto, contribuendo nella
seguente attività: Ricerca di lombardi nella Circonscrizione Consolare di Rosario Dichiaro altresì la disponibilità, ove richiesto, a contribuire in altre attività per la realizzazione del progetto con l`Ospedale Italiano di Rosario.-
Distinti saluti


RAUL PACILIO
SEGRETARIO GENERALE
CAMERA COMMERCIO ITALIANA DI ROSARIO
Córdoba 1868 - P.1 - 2000 ROSARIO - República Argentina
Tel: 0054-341-4266789
TelFax:0054-341-4266789
E-MAIL: info@italrosario.com 
Página Web: www.italrosario.com  


AUGUSTA RUBAGOTTI DE ROSSI
PRESIDENTE
CENTRO LOMBARDO DI ROSARIO
Buenos Aires 1563, Rosario, Santa Fe, Argentina.-
Cap. 2000
Telefono : 0054-341-4216773
FAX: 0054-341-4216776
e-mail: naufragon14@hotmail.com 
tirelli@estudio.tower.com.ar
 

Il contributo prevede un rimborso del 50% per le spese di viaggio e soggiorno effettivamente sostenute e documentate. Potrà essere rimborsato anche il trasporto in taxi, qualora lo stato di salute del paziente sia incompatibile con l'utilizzo dei mezzi pubblici. Il rimborso, che può arrivare all'80% per le famiglie disagiate, riguarda interventi gravi e non
differibili e potrà essere erogato previa autorizzazione della Azienda sanitaria locale (ASL) di residenza.
"Sono particolarmente soddisfatto per l'attenzione che il provvedimento ha ottenuto da parte della Commissione - ha illustrato il relatore Galli -. Si tratta di un atto doveroso di attenzione alle esigenze dei nostri concittadini che si trovano costretti a dare fondo alle proprie risorse economiche per spese urgenti e non diversamente pianificabili".
"Per fortuna, stante le eccellenze lombarde in campo sanitario, non sono molto numerosi i ricoveri extra regionali - ha dichiarato il Presidente Saffioti - . Era comunque necessario intervenire per garantire un valido sostegno economico a chi per vari motivi è costretto a ricorrere a prestazioni sanitarie al di fuori del territorio lombardo".

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