News 2004

L’italiano residente all’estero: un cittadino di  seconda classe!

 Una nota del Comites di Francoforte


Lo Stato italiano nega di fatto ai propri cittadini residenti in Germania i normali servizi di cui usufruiscono i cittadini residenti in Italia

(GRTV) Lo Stato italiano nega di fatto ai propri cittadini residenti in Germania i normali servizi di cui usufruiscono i cittadini residenti in Italia. Questa è la conclusione cui è giunto il Comites di Francoforte dopo un esame dell’organico del Consolato di Francoforte. 
Per rendersi conto della precarietà della situazione è utile evidenziare le funzioni svolte dal Consolato e confrontarle con quelle delle istituzioni italiane.

  1. Un Comune italiano avente una popolazione di ca. 2000 abitanti dispone di un organico di ca. 5 persone. Si ha dunque un rapporto impiegato/cittadino di 1/400. Attualmente, il Consolato di Francoforte dispone di un organico massimo di 37 persone per 135.000 italiani residenti nella circoscrizione. Il rapporto impiegato cittadino è dunque nettamente più alto (un impiegato ogni 4.000 persone). 

  2. Rispetto ai Comuni, i Consolati svolgono anche altre funzioni: 

    a. questura
    b. prefettura
    c. ufficio notarile
    d. ufficio di promozione commerciale
    e. assistenza sociale a bisognosi e carcerati 
    f. Ufficio visti 
    Inoltre, bisogna tener conto dell’estensione territoriale della circoscrizione (superiore a quella della regione Toscana) e delle distanze tra cittadino e ufficio (a volte superiori ai 300 km). 
    Il Consolato di Francoforte, dunque, svolge una mole di lavoro nettamente superiore a quella svolta dagli impiegati delle amministrazioni comunali italiane in un contesto che diventa sempre più difficile. La riduzione delle erogazioni sociali decisa dallo Stato tedesco negli ultimi anni ha esasperato la già difficile situazione dell’ufficio di assistenza sociale oberato da diverse richieste di contributi da parte di persone che non dispongono di mezzi finanziari sufficienti per poter pagare i beni più essenziali per la propria salute (dalla dentiera agli occhiali). Non è certo compito dello Stato italiano surrogarsi allo stato tedesco, ma “l’assalto” del Consolato da parte dei connazionali bisognosi è una realtà che deve essere gestita.

  3. Anche il confronto con le altre amministrazioni consolari dei Paesi della UE, porta ad un risultato alquanto deprimente. 
    Il Consolato generale francese con sede a Francoforte dispone di un organico di 20 persone per una popolazione di 20.000 residenti in circoscrizione, cioè 4 volte maggiore di quello del consolato italiano. Il rapporto impiegato/cittadino è dunque di 1/1000. Inoltre, bisogna tener conto che, a differenza di quello italiano, il consolato francese non deve affrontare i tipici problemi della difficile emigrazione italiana, dalla assistenza sociale alle problematiche scolastiche. 

  4. Con queste premesse, è comprensibile il motivo per il quale il Comites di Francoforte chieda ormai da decenni l’adattamento dell’organico del Consolato alle necessità della popolazione residente. I disservizi lamentati dal pubblico sono certamente dovuti allo sbilanciato rapporto impiegato/cittadino che rende particolarmente difficile il normale funzionamento degli uffici consolari. 
    Alla luce dell’attuale situazione in cui l’organico non solo non è stato aumentato, ma è de facto diminuito, il Comites vede totalmente ignorate le proprie richieste. 
    Come é noto, il Consolato ha assunto 10 contrattisti per un periodo di 2 anni con l’esclusivo compito di riorganizzare ed informatizzare la banca dati dell’ufficio anagrafe. Il MAE ha esplicitamente sottolineato che i contrattisti non dovranno svolgere altre mansioni. Alla richiesta del Consolato di sostituire due impiegati, il MAE avrebbe risposto, in modo cinico ed inaccettabile, che ciò non era necessario fino a quando i contrattisti avrebbero svolto la loro attività, cioè sino al 31.12.2004 (data di scadenza del loro contratto).

  5. L’anagrafe richiede un continuo aggiornamento e, come hanno dimostrato le elezioni del Comites, una buona parte degli indirizzi registrati sono errati o non più attuali. 
    Negli ultimi anni, il Consolato svolge anche funzioni di ufficio elettorale. In vista del possibile referendum del 2005 e delle tanto attese prime elezioni della circoscrizione estera del 2006, è necessario che il Consolato disponga di un’anagrafe aggiornata che sia alla base di una corretta lista degli elettori. Un’anagrafe incompleta priva il cittadino del diritto al voto e cioè della fondamentale espressione della partecipazione democratica alla vita dello Stato. 
    Il console di Francoforte ha minacciato di chiudere l’ufficio anagrafe se non disporrà di personale adeguato. Se si tiene conto di quanto sovra esposto, la reazione del console è da ritenersi ponderata (altri consolati, come quello di Hannover, sono stati addirittura costretti a chiudere temporaneamente l’ufficio passaporti).

  6. Quanto sinora esposto è noto alle autorità competenti, le quali dovranno assumersi delle responsabilità che vanno ben oltre le solite disfunzioni alle quali i cittadini residenti nella circoscrizione sono ormai abituati. La domanda è precisa: chi è in grado di garantire il regolare svolgimento delle elezioni del 2006? 
    Per questi motivi, il Comites di Francoforte chiede ufficialmente che venga reintegrato l’organico consolare, ultimamente composto da 37 persone, incluso quello dell’ufficio scuola, ed in particolare che vengano immediatamente coperte le tre posizioni vacanti. 
    Ogni riduzione del personale del Consolato aumenta ulteriormente la disparità di trattamento da parte dello Stato italiano dei cittadini residenti all’estero rispetto ai cittadini residenti in Italia. Il tanto pubblicizzato voto degli italiani all’estero si rivelerà soltanto una misera bolla di sapone se non si riuscirà a garantire l’effettiva partecipazione dell’elettorato. Ciò sarà inevitabile se non vi sarà un intervento immediato sull’organico consolare. 

    Stefano Lobello/Presidente del Comites Francoforte

    26 ottobre 2004

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