Dicembre 2004 

 CGIE

Il Segretario Generale del CGIE Franco Narducci
 incontra  il Presidente del Consiglio Regionale Lombardo

Si è svolto a Milano il 2 dicembre scorso, un incontro tra il Segretario Generale del CGIE, Franco Narducci ed  il Presidente del Consiglio Regionale. Presenti all'incontro: il consigliere del CGIE Claudio Pozzetti, Pergianni Prosperini e Luciano Valaguzza per l'Ufficio di Presidenza e in rappresentanza della Consulta Regionale dell'Emigrazione, Daniele Marconcini  oltre i funzionari delle Direzioni Generali interessate all'evento.
Questo incontro era stato sollecitato dallo stesso Narducci in vista della seduta plenaria del Consiglio degli Italiani all'Estero che si terrà a Roma nei prossimi giorni, mentre La Conferenza, che definirà tra l'altro le linee programmatiche per la realizzazione delle politiche del Governo, Parlamento e delle Regioni verso le Comunità Italiane all'Estero, si terra nel corso del 2005. L'esponente del CGIE attraverso questi colloqui  interlocutori con i massimi esponenti delle Regioni intende effettuare un esame congiunto per stabilire obbiettivi realizzabili da concretizzare nella Conferenza del prossimo anno. 
 
In esordio della riunione Marconcini ha evidenziato l'importanza della riunione stessa, quale inizio per un rapporto più stretto tra le Regioni e il CGIE,  nell'ambito della Conferenza permanente Stato - Regioni - Provincie autonome - CGIE, in quanto essa, a tutt'oggi, non è assolutamente riuscita a coinvolgere appieno le istituzioni regionali nè tantomeno le Consulte dell'Emigrazione. Ha ringraziato Narducci per aver dato una svolta a questo stato di cose e il Presidente del consiglio Fontana per avere espresso l'intendimento di porre all'attenzione delle Regioni la questione, nella sua qualità di Coordinatore della Conferenza dei Presidenti dell'Assemblea dei Consigli Regionali. 
Nel proseguo del suo intervento, Marconcini, si è dichiarato d'accordo con l'invito della VI Commissione Stato- Regioni- Provincie autonome - CGIE, guidata da Claudio Micheloni, di cambiare al più presto l'art.17 bis della Legge istitutiva della Conferenza, inserendo a pieno titolo l'Associazionismo, escluso quasi del tutto, sia come elemento sociale di rappresentanza degli Italiani all'Estero e sia come punto di riferimento per l'elaborazione di politiche a favore delle comunità italiane nel mondo. " Si dovrebbe inoltre organizzare al più presto una riunione comune di tutte le Consulte Regionali dell’emigrazione e del CGIE. Questa riunione si dovrebbe organizzare a Milano, assieme alla prossima Conferenza Stato- Regioni . Questo non certamente per motivi campanilistici - ha sottolineato Marconcini - ma per aprire maggiormente la partecipazione alle istituzioni, alle consulte e all'Associazioni, creando quindi i presupposti di una piccola Conferenza nazionale dell'Emigrazione.
Successivamente l'intervento si è indirizzato sulla questione degli Statuti regionali che dovrebbero avere una loro coerenza in base ad un reale confronto Regioni - CGIE, Consulte dell'Emigrazione e CGIE. Definire negli Statuti regionali la figura dell'Italiano all'estero delineando diritti e doveri meriterebbe infatti la priorità tra le questioni da affrontare entro il 2005. Dagli Statuti ne discendono infatti le aree di intervento e gi azione legislativa individuali e collettive per definire una Carta dei diritti degli Italiani all'estero, ad  iniziare da quello alla salute, affrontato,  in ordine sparso insieme ad altre questioni dalle istituzioni nazionali e regionali .
Marconcini nel concludere ha quindi rinnovato un appello al Consiglio Regionale affinchè metta a bilancio un quota per le emergenze sociali e sanitarie per i corregionali in difficoltà residenti all'estero ed ha posto l'accento su una questione molto "lombarda" riguardo il fenomeno dei frontalieri in Svizzera che riguarda circa 40mila lavoratori. Argomento questo da affrontarsi al più presto nell'ambito delle politiche regionali, proponendo un tavolo tecnico.

Franco Narduci nel sottolineare l'importanza di incontri fattivi svolti con le Regioni ed in particolare con la Regione Lombardia,si è dichiarato d'accordo con le posizioni espresse da Marconcini rimarcando il ruolo del CGIE nel fare chiarezza sui problemi legati alle emergenze che colpiscono le nostre comunità all'estero, soprattutto in Sud America. Ha riconosciuto le difficoltà che spesso il CGIE ha nell'affrontare, in termini operativi questioni sociali urgenti, nei quali spesso i soggetti che intervengono sono totalmente autonomi dal CGIE stesso, auspicando una cabina di regia che veda le Regioni sempre più protagoniste. A tale proposito si dichiarato favorevole che la prossima Conferenza Stato -Regioni possa essere organizzata a Milano o presso altri capoluoghi di regioni fortemente interessati al tema dell'Emigrazione. Assieme al consigliere CGIE Pozzetti, ha evidenziato i gravi problemi che stanno affrontando i frontalieri italiani in Svizzera, la maggior parte dei quali lavora in Canton Ticino, da sempre legato alla Lombardia da rapporti di buon vicinato. Problemi che rischiano di far retrocedere nei diritti, anche salariali, questi lavoratori sempre più esposti a mancanze di tutele. Un fenomeno, quello dei frontalieri, in forte ripresa dopo alcuni anni di stasi a causa dell'attuale congiuntura economica.
Pozzetti ha posto l'accento sul fatto che, in base a delle nuove normative adottate dal paese elevetico, il fenomeno rischia di non essere più quantificabile dichiarandosi disponibile alla riapertura di un Tavolo tecnico con la Regione Lombardia, sull'esperienza svolta qualche anno fa.

Nel corso della discussione i funzionari dell'Assessorato della Famiglia e Solidarietà hanno diffuso i dati sul rientro di famiglie lombarde dall'estero, evidenziando il primato dell'Argentina. Un rientro che dovrebbe essere integrato da una politica di accompagnamento e di reinserimento nella società lombarda. Una proposta che, secondo Marconcini, ben si integrerebbe con quella di un censimento dei bisogni sulle emergenze sociali e sanitarie di molti corregionali, a cui spesso non si può rispondere per la mancanza di una apposita organizzazione.

Il Presidente Fontana nel concludere la riunione ha rinnovato il suo impegno per affrontare le varie tematiche emerse nel confronto, impegnandosi ad evidenziarle, in qualità di Coordinatore, all'attenzione della Conferenza dei Presidenti dell'Assemblea dei Consigli Regionali e delle Province autonome.

 

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