2004 

Editoriale dell’Unaie

ASSOCIAZIONI

L’Unaie e l’integrazione nell’Europa dei 25 Stati

L’Unaie e le Associazioni aderenti che in 40 anni di vita hanno scritto la storia delle comunità italiane nel mondo, debbono ora ripensare e ridisegnare il proprio ruolo nel nuovo modello europeo nato dalla firma della Carta costituzionale che sancisce regole certe per i 25 Stati firmatari.

Debbono cioè ritrovare il meglio di sé stesse se vogliono restare nel moto di una Europa che ha scritto nella propria Costituzione la tutela dei diritti inalienabili ed inviolabili della persona della libertà, della democrazia, dello Stato di diritto ma che ancora oggi registra sacche di emarginazione, di negazione di diritti, problemi di libertà, di disuguaglianze, di forte disoccupazione giovanile. Una Europa che non ha ancora imboccato il passo giusto sulla strada di un processo di integrazione tra gli Stati membri ancora lungo e lontano. Le Associazioni di emigrazione in Europa debbono fare la loro parte stimolando la integrazione delle nostre comunità nelle società di insediamento per contare di più ma con una visione sopranazionale e culturalmente più europea, di accettazione delle regole, del modo di vivere e vedere le cose nella convivenza e nei rapporti con gli altri.  Ma attenzione, integrarsi non significa assimilazione culturale, cioè non significa la perdita di identità di origine e dei valori della appartenenza che invece vanno rivitalizzante e rilanciate. Ecco, in questo ricollocarsi nel modello europeo dei 25 Stati, dotati di regole costituzionali, l’associazionismo delle nostre comunità deve ritrovare quella mobilità culturale che è stata la forza della sua storia. Sempre punto di riallineamento e di partenza e mai punto di arrivo nella interpretazione dei cambiamenti della società. Questo associazionismo, ormai con cittadinanza piena in Europa, deve ora assumere più decisamente il ruolo di soggetto sociale per i tradizionali interventi di rappresentanza e di mediazione e, ove occorre, di difesa dei diritti negati e di proposta. Ma il vero problema di fondo da affrontare è quello culturale.  L’Europa è una realtà di fatto che non cancella le diversità culturali ma le presuppone e rispetta i suoi valori. Il pluralismo della convivenza non azzera le culture ma le esalta. In questa realtà l’associazionismo deve assumere un ruolo più spiccatamente di soggetto culturale capace di confrontarsi con le altre culture rispettandone la diversità. Un confronto che è un arricchimento ed un valore aggiunto per le nostre comunità ma anche per gli altri. Cosa non facile. L’Unaie proverà a fare la sua parte che è importante perché si muove a livello di presenza reale delle nostre comunità ma il problema è politico ed è di ben più vasta portata nel senso che richiede un impegno organico e congiunto che oggi non c’è da parte del Governo, Istituzioni, CGIE e forze sociali, per monitorare una presenza italiana negli Stati membri da cui verrebbe un indubbio ritorno culturale, economico e politico per il nostro Paese. 
Unaie

(GRTV) 

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