2004 

APPELLO PER I BAMBINI DELLA BIELORUSSIA 

EUROPA

COMUNICATO DI DANIELE MARCONCINI, RAPPRESENTANTE DEL 
CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO NELLE CONSULTA DELL'EMIGRAZIONE

 

PREMESSA

IL DISASTRO DI CHERNOBYL E IL PROGETTO  DI ACCOGLIENZA DEI BAMBINI BIELORUSSI 

La Solidarietà dell'Italia.

L'Italia ha dimostrato una solidarietà concreta ospitando migliaia di bambini negli ultimi anni per dei soggiorni presso famiglie ospitanti, consentendo così di rinforzare le difese immunitarie di tanti piccoli bielorussi.
Accanto a questa attività di solidarietà sono nate molte iniziative a sostegno sia con la realizzazione di opere e sia con attività formative in Bielorussia, grazie a molte associazioni di volontariato.
Una di queste è stata l'Associazione Cicogna la quale ha stipulato un protocollo d'intesa con la direzione dell'orfanotrofio sociale di Jasen (Bielorussia) .
L'Associazione Cicogna attraverso i suoi incaricati si è impegnata per la durata di 6 mesi di ricercare le famiglie dei bambini abbandonati. 
Durante questi sei mesi di affidamento, l'Associazione opera per il reinserimento dei bambini, contattando le famiglie d'origine e cercando sia con opere di persuasione che con aiuti finanziari e umanitari, il reinserimento nel nucleo famigliare.
Nel caso in cui il rientro nella famiglia d'origine risultasse vano, i bambini verranno trasferiti negli orfanotrofi. Solo allora il centro nazionale di adozioni di Minsk, avvierà le pratiche necessarie per dichiarare i bambini in stato di "adottabilità", consentendo così a molte associazioni di procedere seconda la normativa locale all'adozione internazionale.
Come si vede un modo estremamente serio di operare e rispettoso del diritto dei minori di vivere nel loro paese di origine,se le condizioni familiari ed economiche lo consentono.Un atteggiamento a cui si sono adeguate tutte le organizzazioni italiane di adozione in Bielorussia.

UN APPELLO contro IL BLOCCO DELLE ADOZIONI GIA' IN ITER

Il Presidente dell'Associazione Vittorio Salvatore -Amici di Chernobyl ha scritto a Daniele Marconcini, rappresentante del Consiglio Regionale Lombardo nella Consulta dell'Emigrazione, per informarlo del blocco unilaterale delle adozioni da parte delle autorità bielorusse.
Un ennesimo stop a cui si aggiungere la minaccia di una sospensione dei soggiorni presso le famiglie italiane.
Si parla di circa 40mila bambini a cui verrebbe impedito di tornare in Italia e di migliaia di pratiche di adozione, spesso in avanzato stato di espletamento e costate grandi sacrifici, che potrebbero non andare a buon fine.
"Nonostante che un incontro dell'Associazione Cicogna con il vice Ministro bielorusso Kovalova in novembre,non abbia dato alcun esito e tantomeno certezze, facendo apparire chiara la decisione di non fornire alcuna informazioni relativa ad un blocco considerato temporaneo" Marconcini ha affermato " di ritenere la questione meritevole di attenzione da parte dell'Europarlamento,per le implicazioni morali ed affettive che comporta".  "Siamo estremamente rispettosi del dibattito politico interno in Bielorussia sulla necessità di tutelare il paese da una perdita continua di giovani che potrebbero rappresentare il futuro del paese ma - secondo Marconcini -  qui stiamo parlando di orfani a cui è già stata assegnata una famiglia, a legami affettivi consolidati nel tempo,ad una solidarietà che si è manifestata a piccoli orfani spesso condannati all'indigenza o con gravi problemi di salute. La solidarietà umana e la salvaguardia dei bimbi deve prevalere su ogni altra considerazione, sempre s'intende nel rispetto delle leggi locali, ma anche di quelle del diritto internazionale che tutelano i minori".
Essendo oramai un caso nazionale (che colpisce tra l'altro centinaia di famiglie lombarde), Marconcini ha immediatamente attivato gli Europarlamentari, Pierluigi Bersani e Antonio Panzeri, riservandosi a breve, di ampliare il coinvolgimento sul caso, altri parlamentari eletti in Lombardia, nel Parlamento Europeo in quello Italiano e nel Consiglio Regionale Lombardo.
A tal fine si sta esaminando la possibilità di indire a Mantova una riunione nazionale delle Associazioni lombarde ed italiane, sotto l'egida dell'Associazione Mantovani nel Mondo di cui Marconcini è Presidente, invitando i vari rappresentanti istituzionali eletti nella Regione Lombardia.




UNA TESTIMONIANZA: 

Il viaggio per diventare genitori

E’ stato un viaggio lungo quello intrapreso per diventare genitori, un viaggio fatto di attese e di speranze, di momenti di euforia e di tante difficoltà, di lunghi periodi di incertezze, di preghiere ed aspettative per riuscire ad accogliere un bambino nella nostra casa. Durante tutti i colloqui sostenuti una domanda su tutte “.. perché volete adottare?” .  Già perché? La risposta non poteva esaurirsi certo in poche parole ma era contenuta nelle mille emozioni che ci avevano attraversato la mente nel momento della decisione, nella consapevolezza di voler dare ad un piccolo l’amore negatogli, una casa, il sostegno le cure e la certezza di una famiglia, “il tanto”che noi abbiamo in confronto “al poco” cui è abituato. Bisogna armarsi di pazienza, tanti sono i documenti da fare, le persone da incontrare, i colloqui da sostenere, tanti gli impiegati arroganti, distratti e insensibili ma anche tanti quelli che ti aiutano per quell’ultima “autentica” quell’ultimo “importante documento”, tanti sono i nuovi amici, Vittorio Concetta, Luciana e Irina della nostra Associazione dal nome così benaugurante ” Cicogna” .  Si sentono un po’ genitori anche loro con noi, tesi nel nostro stesso sforzo per superare quell’ennesimo ostacolo, ci spronano e c’incoraggiano quando ne abbiamo più bisogno. L’Associazione diventa un punto importante della nostra vita familiare, quando telefona Vittorio, il Presidente, il cuore ci balza in gola “ C’è un bambino…venite”. E già lo amiamo questo figlio che non conosciamo, grandi occhi azzurri ci fissano da una piccola foto, l’aria un po’ imbronciata e triste di chi è costretto a sopportare cose tanto più grandi di lui. Altri documenti, ancora interminabili attese, la nostra impazienza ad ogni minimo ritardo. Finalmente il viaggio è fissato per quella che l’Associazione definisce “la prima conoscenza” e che noi viviamo come una prova difficile. Tanti chilometri, lo incontriamo lo stringiamo forte per poi lasciarlo andare e continuare un faticoso iter burocratico. L’emozione del primo incontro è fortissima, indimenticabile, mista al timore, chissà perché, di non piacergli e con lo sguardo lo cerchiamo in mezzo agli altri, poi la voce di mio marito in un sussurro “Guardalo, eccolo che viene …”.  E lui che arriva, per mano ad un’assistente, biondo, bellissimo e così piccolo per un appuntamento tanto importante. Ci guarda e noi gli sorridiamo, due adulti emozionati e un po’ impacciati con il timore di spaventarlo, certo non possiamo dire a parole tutto quello che proviamo ma i nostri occhi lucidi di gioia parlano da soli. Ci pensa lui, piccolo coraggioso cucciolo a rompere il ghiaccio, ci da la mano e ci dice nella sua difficile lingua ”Ciao, andiamo... ma in Italia c’è il mare?”  Poi sono solo momenti felici insieme, lui che si addormenta tra di noi stretto stretto, i giochi le coccole e tanti baci. Ci abbraccia, ha bisogno di sentirci vicino, ci annusa “… che buon profumo mamma “  mi dice. Dobbiamo lasciarlo però e lui con lo sguardo severo ascolta l’interprete che gli spiega i tanti documenti che devono fare ancora in Italia mamma e papà per poterlo tornare a prendere e portarlo a casa. Lo vediamo sereno al suo ritorno in orfanotrofio, con l’aria più importante di chi sa che andrà via presto. I compagni lo circondano e ascoltano incantati il racconto di questa mamma e di questo papà venuti da tanto lontano per lui e che torneranno a prenderlo. Dobbiamo fare i conti con la tristezza di lasciarlo senza farglielo capire  - quanto sarà più difficile per lui? - e con gli sguardi degli altri bambini, gli occhi azzurri sgranati e attenti nell’ascoltare la storia di questo loro fortunato amico. Il viaggio di ritorno è un po’ difficile ma presto, presto bisogna preparare gli ultimi documenti per il nostro piccolo bellissimo bimbo, ogni ostacolo si supera con un’energia nuova, lui ci sta aspettando. La data è finalmente stabilita, andiamo a prenderlo e non riusciamo a pensare ad altro, portiamo giochi vestiti e cioccolatini per gli altri, quelli che resteranno. Il viaggio è un lampo adesso, arriviamo in orfanotrofio mentre i bimbi mangiano e nostro figlio ci vede, mi salta addosso, felice, cerca di stringere nell’abbraccio anche mio marito “ mamma papà…” ripete le uniche bellissime parole in italiano che ha imparato. Piangono tutti davanti a questa grande gioia, anche la Direttrice dell’orfanotrofio, dall’aspetto così severo che avresti detto non tanto facile alle emozioni. Poi il nostro piccolo, con le manine ben strette nelle nostre, rivolto ai compagni, alle maestre, al mondo che sta lasciando sorride e dice “Dasvidania”. E’ vero, piccolo mio, arrivederci ed ora non c’è altro che gioia e voglia di mostrargli il mondo, di dividere con lui l’emozione di un parco giochi o di entrare per la prima volta da MacDonald o di prendere l’aereo per tornare a casa. Via, via figlio nostro ti portiamo a casa dove ti aspettano tutti, tua sorella i tuoi nonni, i parenti, gli amici e poi la tua camera, la bici nuova e il mare che tanto ami senza conoscerlo. A tutti regali un sorriso e un bacio, stupito e confuso per tutte queste persone che ti avvolgono in un caldo abbraccio.  Alla sera mentre lo guardiamo dormire sereno, il cuore si riempie di gioia per questo nostro figlio tanto desiderato e ora tanto amato che con la sua vocina infantile e il suo bellissimo sorriso, in un italiano incerto, ci ringrazia per il cibo che gli prepariamo ogni giorno.
Una Famiglia Adottiva

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