Associazione 2004                             

Interviste

Luciano Ghelfi, direttore editoriale del Portale dei Lombardi nel Mondo 
intervista il Ministro dell'Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca

Le grandi interviste di lombardinelmondo


Stanca: "Con internet Italia sempre più vicina ai connazionali all'estero"

Mettere al passo con i tempi la pubblica amministrazione italiana: questo il delicatissimo compito affidato a Lucio Stanca, Ministro dell'Innovazione e le tecnologie. Da tecnico puro, numero uno dell'IBM europea sino a tre mesi prima della nomina a ministro, questo sessantratreenne nativo di Lucera e residente da anni a San Fermo della Battaglia nel Comasco, si è messo al lavoro ed in tre anni ha cominciato la "rivoluzione digitale" del nostro paese. su questo facciamo con lui il punto.

Ministro, tre anni fa le è stata affidata una "missione impossibile", quella di mettere al passo con i tempi una burocrazia lenta ed arcaica come quella italiana. Che situazione ha trovato? E che cosa è cambiato dal 2001 a oggi?

"Lucio Stanca, Ministro dell'Innovazione e le tecnologieNel 2001 l'Italia scontava un forte ritardo nell'utilizzo delle nuove tecnologie, soprattutto quelle digitali. Proprio per rispondere a questa esigenza, è stato istituito un ministero ad hoc che ponesse le basi per la modernizzazione del Paese. Da allora ci sono stati molti progressi. A partire dalla pubblica amministrazione che ha fatto sicuramente importanti passi in avanti sulla strada della sua trasformazione attraverso l'Information and Communication Technologies (ICT) per raggiungere i due grandi obiettivi che ci eravamo prefissati all'inizio di questa legislatura: la semplificazione del rapporto tra uffici pubblici e gli utenti, cittadini ed imprese, ed il recupero di efficienza. Anche rispetto agli altri obiettivi di legislatura si sono registrati rilevanti progressi. Anzi, alcuni di questi obiettivi sono già stati raggiunti. Ad esempio, oggi oltre il 40% dei servizi 'prioritari' è disponibile on line; abbiamo raggiunto milio-ne e mezzo di firme digitali; il 71% dei dipendenti pubblici 'informatizzabili' ha oggi una casella di posta elettronica, contro il 32% del 2001, con 144 milioni di mail scambiate all'interno delle amministrazioni e 164 milioni verso l'esterno. Si tratta di una innovazione di fondamentale importanza se consideriamo che ogni lettera inviata dalla pubblica amministrazione in maniera tradizionale costa allo Stato circa 20 , contro i 2  di una e-mail. Per la prima volta abbiamo realizzato un Sistema di Governo dell'Innovazione, in cui collaborano sia l'Amministrazione Centrale che le Amministrazioni Locali attraverso una procedura nuova, la condivisione, ossia nulla di imposto o calato dall'alto. E mentre stiamo operando attivamente a livello centrale per la riorganizzazione coerente del Back Office, ottenendo significativi risparmi, ri-cordo che si è conclusa la prima fase di e-Government che ha visto l'attivazione di 134 'cantieri digitali' con gli Enti Locali, che hanno interessato 19 Regioni, 95 Province, 3.574 Comuni e Unio-ni di Comuni e 218 Comunità Montane. Con tale iniziativa stiamo portando in Rete ad oltre 20 mi-lioni di cittadini ed alle imprese ben 80 servizi pubblici considerati 'prioritari'. Un'azione che ha richiesto uno sforzo finanziario senza precedenti, attivando oltre 500 milioni di € di investimenti. È inoltre già partita la seconda fase che prevede oltre 400 milioni di € per l'estensione ai comuni minori dei servizi di e-Government; la creazione di nuovi servizi on line per cittadini e imprese; l?avvio dell'e-Democracy, ossia la partecipazione attiva dei cittadini alla formazione del processo decisionale nelle pubbliche amministrazioni, soprattutto quelle locali. Iniziativa che ci pone all'avanguardia in Europa. Insomma, di strada ne abbiamo fatta molta in questi tre anni, anche se ne resta ancora molto da fare".

Chi oggi brilla di più per informatizzazione, lo Stato, o gli enti locali?

"È difficile fare termini di paragone tra ciò che avviene negli Enti Locali, nelle Regioni e la situazione della 'macchina' Stato. Innegabilmente a livello locale esistono esempi di eccellenza, ma anche realtà che accusano ancora un 'ritardo digitale'. A livello centrale è sicuramente in atto una grande trasformazione, un progetto mastodontico ed eccezionale, direi senza precedenti. Anche perché non ci siamo limitati ad automatizzare l'esistente. Tanti pensavano che sarebbe bastato mettere un computer in ogni scrivania degli uffici pubblici. Invece si è dovuto creare la 'cultura dell'innovazione tecnologia' per poi cominciare ad attuare quello che, per molti aspetti, si può considerare un cambiamento epocale. Ma tutto questo è stato fatto cercando di armonizzare al meglio il cambiamento in corso in ogni livello di governo, evitando così una 'Babele' digitale. Abbiamo quindi operato perché nascesse un sistema dell'innovazione coerente in tutto il Paese. In tal senso, proprio per non intaccare l?autonomia delle Regioni e degli Enti Locali, è stato creato un nuovo metodo di lavoro: la visione condivisa, per una realizzazione cooperativa basata non solo sull'esecuzione in comune dei progetti di e-Government locale, ma anche sul riuso delle soluzioni. Così abbiamo praticato il federalismo ante litteram, evitando costosi doppioni di progetti e il rischio di un ammodernamento del Paese a macchie di leopardo e avendo così grandi benefici sia in termini di efficienza che di economicità. Un processo che abbiamo avviato con la seconda fase di e-Government attraverso l'individuazione di cinque linee di azione: lo sviluppo dei Servizi Infrastrutturali Locali; la diffusione territoriale dei servizi per cittadini e imprese, con l'obiettivo di valorizzare il riuso delle soluzioni, estendendole al-le altre amministrazioni locali; l'inclusione dei piccoli comuni nell'attuazione dell'e-Government, con la costituzione di Centri di Servizio Territoriali (CST) che avranno anche il compito di fornire le necessarie risorse umane e tecnologiche alle amministrazioni partecipanti; l'avviamento di pro-getti per lo sviluppo della cittadinanza digitale (e-Democracy); la promozione dell'utilizzo dei nuovi servizi presso cittadini e imprese, attraverso una campagna di comunicazione, al fine di spostare fa-sce consistenti di utenza dalla fruizione tradizionale dei servizi alla fruizione mediante le nuove modalità di erogazione. L'alto numero di enti coinvolti e la relativa omogeneità dei processi innovativi che è necessario attivare (ad esempio, i servizi che deve erogare un Comune sono molto simili a quelli di ogni altro Comune) possono consentire grandi risparmi se il processo innovativo viene indirizzato e governato con intelligenza e lungimiranza. Il concetto di 'riusabilità', cui accennavo prima, diviene pertanto il punto di forza di tutto il sistema dello 'Stato in Rete'? ed è l'anello di congiunzione di tutte le amministrazioni locali e di quelle centrali, in coerenza con la nuova architettura federale che sta nascendo nel Paese".

Che cosa ci guadagna il cittadino dalle innovazioni tecnologiche introdotte nella pubblica amministrazione?

"I vantaggi per i cittadini sono enormi e riguardano molti aspetti della vita quotidiana. Oggi le tecnologie dell'informazione e di Rete con il processo di e-Government avviato hanno la capacità di trasformare la Pubblica Amministrazione portandola verso un nuovo modello non solo più moderno ma, soprattutto, più efficiente e caratterizzato da un rapporto più semplice, più efficace, più veloce, con una accessibilità da parte dei cittadini e delle imprese indipendente dal luogo, quindi non più code, e dal tempo, ossia 'aperta' 24 ore al giorno per 7 giorni la settimana. Con grande trasparenza, con più partecipazione democratica alla vita delle istituzioni. Inoltre, l'e-Government ha anche un valore sociale: favorisce l'alfabetizzazione informatica delle popolazioni e l'inclusione digitale delle persone con disabilità. Prova ne è che fra tutti i siti Internet italiani, quelli delle pubbliche amministrazioni, centrali e locali, hanno registrato nello scorso anno la più alta crescita di 'navigatori' con un incremento del 25 % dal 2001, il più alto tasso in Europa. Grazie all'e-Government, si crea così un nuovo modello di amministrazione pubblica non soltanto più moderna, ma davvero al servizio della comunità, più snella e veloce, più accessibile e trasparente". Ci sono alcune iniziative specifiche per favorire l'alfabetizzazione informatica degli italiani, come "Vai con internet" e "Vola con internet".

Quali sono stati sin qui gli esiti?

"Le iniziative finora intraprese stanno riscuotendo un notevole interesse da parte dei cittadini. Lo scorso anno, alla sua prima edizione, l?operazione 'Vola con internet', che prevede uno sconto 175 € per i ragazzi di sedici anni, ha registrato più di 40 mila adesioni e quest'anno sono già 15.600 i giovani aventi diritto che hanno aderito all'iniziativa in pochissimo tempo, se teniamo conto che il progetto è stato attivato nel luglio scorso. Per quel che riguarda 'Vai con Internet', consiste in un bonus di 200 €  riservato alle famiglie con un reddito del 2002 non superiore ai 15.000 euro. A poco più di un mese dalla partenza effettiva sono state ben 13 mila le transazioni di vendita. Agevolazioni sono previste anche per gli insegnanti: essi potranno comperare un pc portatile di qualità, in una rosa selezionata, usufruendo dei stessi benefici di cui gode lo Stato quando, attraverso la Consip, effettua ingenti acquisti. Siamo fiduciosi che la risposta sarà sempre più positiva visto che si potrà usufruire di tali sconti ancora per molti mesi e che le iniziative saranno probabilmente rinnovate".

Nell'era di internet e delle comunicazioni superveloci i cambiamenti introdotti con l'azione del suo dicastero possono favorire anche i rapporti fra lo Stato italiano e i milioni di nostri connazionali all'estero? E se sì, in che modo?

"Il primo importante passo per avvicinare all'Italia i nostri connazionali all'estero c'è stato nel 2002 con l'istituzione del Portale Nazionale del Cittadino (www.italia.gov.it) che ha riscosso finora molti successi e riconoscimenti, soprattutto internazionali, dovuti anche alla presenza sul portale di una sezione apposita, 'italiani all'estero', a loro espressamente dedicata. Abbiamo continui contatti dal Sud America, USA, Canada, Australia, Nord Europa, Oriente, ossia da nazioni dove vi sono forti comunità di nostri connazionali. Ma anche da tutti i paesi in cui sono presenti cittadini italiani. Il Portale è un importante connettore con le Pubbliche Amministrazioni. Esso infatti annulla pro-blemi di tempo e di spazio. Così i nostri concittadini possono richiedere documenti, moduli, informazioni da qualsiasi parte del mondo, senza più preoccuparsi del fuso orario. Infatti mentre prima, ad esempio, avrebbero dovuto svegliarsi nel cuore della notte per poter contattare onerosamente un ufficio in Italia, oggi lo possono fare a qualsiasi ora perché attraverso il Portale la Pubblica Amministrazione di fatto è aperta sette giorni su sette, 24 ore su 24. Il Portale si è anche rivelato utile per risolvere grandi problematiche sociali che interessano i nostri connazionali. Il caso più clamoroso è stato quello che ha portato alla scoperta in Argentina di una grossa truffa pensionistica perpetrata da uno studio legale ai danni dei nostri emigrati, che asseriva di operare per conto di un sedicente 'Ministero del Tesoro e della Guerra de Roma'. Innumerevoli inoltre i ricongiungimenti di persone alle loro famiglie in Italia che non si vedevano da decenni o addirittura avevano perso le tracce. Operazione che hanno mobilitato tutto il desk per ricostruzioni anche sulla base di pochi deboli elementi informativi. Ma questo non è l'unico caso in cui le nuove tecnologie vengono in aiuto delle realtà italiane in tutto il mondo. Nei mesi scorsi, infatti, è stata avviata la realizzazione della Rete di Connettività Internazionale che collegherà l'Italia con tutte le sedi italiane nel mondo, ossia ambasciate, consolati, istituti di cultura, uffici Ice, Enit e Camere di commercio. Sarà la più grande struttura di connessione tra pubbliche amministrazioni realizzata in Europa, che usufruisce del finanziamento di 45 milioni di € da parte del Comitato dei Ministri per la Società dell'Informazione, che presiedo per conto del Presidente del Consiglio. Si tratterà di una rete sicura a larga banda che consentirà lo sviluppo di specifici progetti informatici a carattere internazionale, come il voto degli italiani all'estero, l'anagrafe consolare, il progetto dei visti. Tali istituti potranno, così, dialogare in tempo reale non solo con l'Italia ma tra di loro, con enormi vantaggi. Non solo sarà possibile conseguire maggior rapidità ed efficienza nelle relazioni, ma anche razionalizzare gli oneri delle amministrazioni con evidenti risparmi. Ad esempio è stata valutata nel 30% l'economia sulla spesa corrente ottenibile attraverso una gestione centralizzata dell'approvvigionamento. L'avvio operativo è previsto entro il 2005".

Lei sta lavorando anche per favorire l'esercizio del diritto di voto da parte degli italiani all'estero. In che modo?

"La legge 459 del 2001 garantisce a tutti i cittadini e, quindi, anche a quelli residenti all'estero, di partecipare attivamente alla vita politica italiana, regolandone l?esercizio del diritto di voto e permet-tendo loro di mantenere così uno stretto collegamento con il nostro Paese. Il nostro obiettivo è quello di individuare gli strumenti che facilitino la completa attuazione di questa importante riforma. I problemi, però, non sono pochi. Il primo fra tutti è quello relativo alla definizione di un corretto e completo elenco degli elettori presenti all'estero. È ben noto il fatto che, ad oggi, il mancato allineamento tra le 'anagrafi consolari' e le anagrafi degli italiani residenti all'estero (AIRE), che sono tenute dai Comuni, costituisce un serio problema. Le due anagrafi, costituite e gestite con differenti finalità, tendono a registrare in momenti diversi la dinamica degli spostamenti degli italiani; attualmente in occasione di ogni consultazione elettorale è quindi richiesta una complessa operazione di verifica dei dati mediante il loro confronto ed alline-amento, solo in parte automatizzato e con diversi interventi 'manuali'. Pertanto occorre un impegno ulteriore per rendere sistematiche e 'via rete' le comunicazioni tra i Consolati, i Comuni ed i rispettivi Ministeri, assicurando così il costante e coerente aggiornamento delle banche dati coinvolte. Ottenere una generale coerenza tra gli elementi registrati nelle diverse anagrafi è indispensabile non solo per garantire ai cittadini residenti all'estero l'esercizio del diritto di voto, ma anche per assicurare loro il godimento di altri fondamentali diritti. Un valido strumento di soluzione a questo tipo di problemi va individuato nella Rete internazionale della pubblica  amministrazione (RIPA), cui accennavo prima, ossia una estensione agli uffici esteri del Sistema Pubblico di Connettività,' l'Autostrada del Sole digitale', per lo scambio di informazioni tra tutti gli uffici pubblici che, collegando le varie reti centrali, regionali e locali, le integra in un unico sistema con alti standard di sicurezza, funzionalità e qualità. La situazione odierna, infatti, vede lesistenza della Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione (RUPA), che riguarda essenzialmente le Amministrazioni centrali, e di una pluralità di reti regionali e locali, nonché di reti all'estero, che non presentano il carattere dell'interoperabilità, poiché rispondenti a diversi standards e regole tecniche. L'istituzione del Sistema Pubblico di Connettività e della RIPA avrà il merito di superare questa frammentazione e creare finalmente una struttura unitaria ed interoperabile sia a livello nazionale che internazionale. Proprio per questo ho proposto recentemente, in base alla legge delega n. 229 del 2003, un decreto legislativo recante l'istituzione del Sistema Pubblico di Connettività e della Rete Internazionale della Pubblica Amministrazione. Si tratta di un provvedimento di ampio respiro volto ad assicurare un insieme di servizi di collegamento fra tutte le Pubbliche Amministrazioni e fra queste e le sedi estere. In base agli accordi presi con le amministrazioni centrali è già stata avviata la procedura concorsuale europea per la realizzazione della Rete Internazionale, la cui conclusione avverrà entro la fine del 2004, mentre il collaudo dei servizi e l'avvio della loro erogazione è previsto nel primo trimestre 2005. È quindi certo che nel primo semestre del 2005 la Rete Internazionale sarà pienamente funzionante. È chiaro che anche l'esercizio del diritto di voto degli italiani all'estero troverà nella RIPA lo strumento tecnologico più adatto per acquisire piena ed effettiva operatività. Ritengo, però, che l?espressione del voto attraverso lo strumento informatico ponga delicatissimi problemi di vario ordine, ferma restando la necessità di previi interventi legislativi e, dunque, non credo che già si possa parlare del vero e proprio 'voto elettronico' come di una prospettiva utilmente ed effettivamente praticabile in tempi brevi".

Lei è pugliese d'origine, ma vive in provincia di Como. La Lombardia è ormai la sua terra d'adozione. Pensa che la Lombardia ed i lombardi siano all'altezza della sfida lanciata dalla società dell'informazione?
"La Lombardia ha mostrato un forte interesse per le grandi possibilità offerte dalle nuove tecnologie, ponendosi all'avanguardia con la realizzazione di progetti molto efficienti. Ne è un esempio l'uso da parte dei cittadini lombardi di molti servizi sanitari attraverso la 'Carta Regionale dei Servizi', pienamente aderente allo standard della Carta Nazionale dei Servizi, in cui sono contenuti i dati anagrafici sanitari (ASL di riferimento, medico di base) e del cittadino. Con essa si può inoltre accedere a varie tipologie di servizi: dalla prenotazione della visita specialistica al cambio del medico di base fino alla consultazione on line del proprio referto medico. Il servizio è di notevole importanza per le ripercussioni che ha su tutti gli altri soggetti coinvolti nel sistema sanitario, dal medico o dal farmacista all'ospedale, con la possibilità di scambio rapido di informazioni e integrazione tra loro. Ad esempio, diventa più rapido scambiarsi i dati riferiti ad una prescrizione medica, la trasmissione diretta dal medico al farmacista di una ricetta, evitando al paziente inutili attese ed errori, automatizzando anche le componenti amministrative, come l'esenzione dal ticket. Inoltre, la Regione Lombardia ha realizzato un sistema integrato per l'erogazione degli aiuti comunitari all'agricoltura che consente alle aziende agricole la compilazione on line delle domande e l'accesso alle relative istruttorie. Spero che i risultati raggiunti in termini di efficienza ed efficacia dai progetti realizzati in Lombardia possano presto estendersi a tutte le Regioni italiane".


Luciano Ghelfi


fonte : http://www.lombardinelmondo.org/ 
 

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