2003                                                  VARIE 

NEWS

Formigoni ,presidente con la valigia 
«Quando viaggia la Lombardia è tutta l'Italia che viaggia» 

 il governatore lombardo Roberto Formigoni gira in lungo e in largo per il mondo. Ma non aveva detto che la politica estera è di competenza del governo centrale? «E lo confermo - spiega - Io mi muovo nel rispetto della politica estera nazionale, e faccio a mia volta politica estera perché c'è uno specifico interesse della Regione Lombardia come istituzione, ma anche come sistema di imprese, come mondo del lavoro, come insieme di cittadini, a stabilire rapporti internazionali». Detta così sembra un po' aulica e astratta. In un passato non lontano molte missioni oltre confine di amministratori locali e uomini di governo erano sinonimo di turismo a spese del contribuente con tanto di nani e ballerine al seguito. «No, non è più così. Altro che vacanza», taglia corto Formigoni e usa un'espressione colorita per dire che sono spedizioni faticose («Ci facciamo un ? , ma questo non lo scriva»). 
La Lombardia da sola genera il 33% delle esportazioni nazionali e al 38% delle importazioni. «Quando viaggia la Lombardia, viaggia l'Italia e io sono orgoglioso di rappresentare anche il mio Paese». Dunque il polista Formigoni all'estero può presentarsi insieme con un ministro di centrosinistra? «Certamente. Quando siamo all'estero rappresentiamo l'Italia. Dobbiamo presentarci insieme o almeno dobbiamo fare sinergia». L'obiettivo? «Bisogna essere pragmatici, servono anche gli affari. Se si firmano buoni accordi è l'intera Lombardia che si arricchisce». Due le strade: promovendo l'esportazione di prodotti lombardi oppure attirando in Lombardia investimenti esteri. Le settimana scorsa è stata ospite del Pirellone una delegazione della Boeing: 27 top manager del colosso aeronautico americano che hanno due o tremila miliardi da investire e hanno messo in concorrenza varie aree del mondo. Sono stati coccolati e vezzeggiati. Lo stesso Formigoni ha passato due ore con loro. «Purtroppo - dice - non ho a disposizione la leva fiscale che mi consentirebbe di offrire incentivi economici. Ma posso offrire il sistema - Lombardia che è moderno, compatto; un interlocutore stabile e l'impegno a ridurre al minimo le incombenze burocratiche". Rapporti istituzionali, business, ma anche progetti di cooperazione allo sviluppo. In questo settore la Lombardia investe sei miliardi all'anno. Servono per finanziare programmi che vanno dalla realizzazione di scuole professionali alla costruzione di fabbriche. I finanziamenti non vanno ai Paesi in via di sviluppo, ma a organizzazioni non governative o di volontariato che realizzano quei progetti. L'85 per cento sono organizzazioni lombarde. Insomma, quei miliardi non vanno lontano. Con la Regione ormai viaggiano le Camere di commercio, le organizzazioni imprenditoriali, i consorzi, le organizzazioni del volontariato. Ognuno paga per sé, ma si fa lavoro di squadra. Nei giorni scorsi un tragico incidente stradale ha portato alla ribalta della cronaca un viaggio del leader nazionale di Comunione e Liberazione, Giancarlo Cesana, in Paraguay. Una semplice coincidenza oppure era andato anche per preparare il viaggio di Formigoni in Sudamerica? "No, nessun punto di contatto fra i due viaggi. Comunione e Liberazione è presente in Paraguay così come lo è in 70 Paesi del mondo e Cesana viaggia per Cl. Così come io viaggio per la Lombardia". 


San Marino per l'Argentina

La comunità sammarinese si è mobilitata per un fine prettamente sociale, rivolto a sostenere per quanto possibile i propri conterranei in Argentina, aprendo un conto corrente per raccogliere fondi necessari a sopperire alle gravi carenze di ogni sorta, dai viveri ai medicinali. A tale proposito, il 24 gennaio, René Rastelli, Presidente della Consulta dei Sammarinesi all'estero, oltre che guida dell'Associazione Sammarinese di Grenoble, sarà a San Marino per prendere parte, insieme ai Presidenti di altre comunità all'estero, alla tavola rotonda organizzata per la prima volta nella Repubblica con il fine di discutere della situazione che in questi mesi coinvolge i propri connazionali in Argentina. In tale sede, quindi, verrà deciso come verranno spesi i soldi raccolti dal Fondo realizzato dalla Repubblica per aiutare la comunità in Sud America: "generi di prima necessità, e medicinali, soprattutto - spiega  sempre Rastelli -, che in Argentina sono aumentati di prezzo fino a 10 volte il loro valore fino a prima della crisi. Ma anche aiuti direttamente rivolti alle famiglie che più hanno bisogno. Pensiamo quindi che distribuiremo quanto raccolto direttamente ai Presidenti delle stesse associazioni, in modo che prendano in considerazione caso per caso, e decidano quindi il da farsi". "È chiaro che i sammarinesi all'estero" spiega ancora Rastelli  "in special modo i discendenti di seconda e terza generazione, rappresentano una vera e propria ricchezza all'estero per San Marino, poiché molti sono laureati e si presentano quindi come veri e propri promotori della cultura e della tradizione sammarinese nei Paesi che ormai sono la loro nuova patria". 


Bergamo mostra d'arte astratta da Fontana a Maldonado
"Argentina, Uruguay, Italia" 

Oltre 180 opere, realizzate da artisti che, in un certo senso, rappresentano un "ponte ideale" tra la cultura europea e la creatività sudamericana: è questa la mostra, aperta fino al prossimo 23 marzo a Bergamo, dal titolo "Arte astratta argentina. Argentina, Uruguay, Italia. Da Fontana a Maldonado". Tra gli artisti presentati nelle sale bergamasche, infatti, tanti sono i nomi che, se da una parte rappresentano degli esponenti di primo piano della cultura dell'America Latina, dall'altra, a partire dagli stessi cognomi, "tradiscono" origini italiane: da Emilio Pettoruti, con la sua pittura cubo-futurista, a Juan del Prete, attivo a Parigi e poi a Buenos Aires con le sue esperienze astratte, fino allo stesso Lucio Fontana, nato a Rosario di Santa Fé, in Argentina, da uno scultore milanese, ma italiano d'adozione, dal momento che, dall'età di 6 anni, tornò a vivere nel Paese della sua famiglia. 


 50 anni di 'Friuli nel Mondo' 

Il mensile Friuli nel Mondo ha compiuto i suoi primi 50 anni di vita e festeggia dedicandosi un numero speciale in cui è stata ricordata la storia del periodico e il suo stretto collegamento con le comunità di emigrati friulani. Il primo numero fu distribuito nel dicembre 1952 e per 50 anni e cresciuto fino a raggiungere, oggi, 10.000 famiglie, in 62 paesi. La storia del giornale ricalca anche la storia delle comunità friulane e degli emigrati: il dopoguerra in Friuli, il boome economico, la costituzione della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, i primi interventi in materia di emigrazione, il terremoto ed il grande impegno della ricostruzione. Nella funzione che si è posta, anche quella di ponte con i friulani nel  mondo, il mensile ha voluto "ricordare costantemente ai friulani rimasti nella loro terra ed ai responsabili istituzionali l'esistenza dell'altro Friuli che vive e lavora in tante località dei cinque continenti". Il numero del cinquantennio ha tracciato inoltre le nuove prospettive per l'evoluzione delle comunità dei friulani emigrati, in rapporto alle diverse aree geopolitiche della terra e ai nuovi scenari che si aprono nel mondo, "cui sono particolarmente sensibili ed esposti i migranti e tutti coloro che vivono lontano dalla terra d'origine". Sebbene in presenza dei nuovi potenti mezzi multimediali, "Friuli nel Mondo" non vuole mollare il proprio ruolo di ponte cartaceo, all'insegna di "un'informazione puntale e obiettiva, in grado di favorire la necessaria riflessione quale può essere assicurata della carta stampata".  


ARGENTINA

Buenos Aires - Gaetano Cario, membro del CGIE per l'Argentina, durante l'incontro con il deputato siciliano, Basilio Catanoso Genoese, ha posto in chiaro un aspetto fondamentale per ciò che riguarda il problema dell'assistenza ai connazionali in gravi situazioni di indigenza. "C'è una situazione - ha dichiarato Gaetano Cario - che il Governo italiano e le 
Regioni dovrebbero non dico capire, ma differenziare. Quello che è Argentina da quello che è la comunità italiana. In Italia le immagini che si presentano negli organi televisivi danno l'impressione che qui si "muore di fame" e che la comunità italiana, logicamente, è in questa coinvolgente situazione. Questo non è vero. Occorre fare un distinguo. La comunità italiana certamente soffre della situazione generale argentina, ma non si trova in questa condizione di sofferenza da essere considerata "morta di fame" e soggetta alla mortalità infantile. Queste immagini diramate attraverso i mass media, purtroppo, generano questa impressione, per cui le varie Regioni "fanno a gara" per portare medicine per le rispettive associazioni regionali che poi, molto spesso non sanno a chi distribuire. Le necessità sono per il popolo argentino principalmente, mentre le necessità per gli italiani sono orientate verso l'assistenza di quella fascia di connazionali che verte in condizioni di indigenza per  cui, a mio avviso, continuerò a ripeterlo e riaffermarlo il problema si risolverebbe finalmente dando quell'assegno sociale o di solidarietà. E' là la battaglia grossa che deve fare l'Alleanza ed il Ministro Tremaglia, in particolare, per poter ottenere ed istituire questo assegno sociale per i connazionali meno fortunati. Se si desse questo assegno di solidarietà e va rimarcato che poi non sono tanti i connazionali in stato di indigenza - ce ne saranno come massimo dieci o venti mila in Argentina, ma non più di questi - si risolverebbe il problema". I rappresentanti dell'INPS, durante la riunione continentale del CGIE tenutati a Buenos Aires, hanno confermato che sono in grado di dare un assegno di solidarietà dell'ammontare di 200 dollari mensili, il che risolverebbe il problema dei connazionali, ma occorre legiferare in merito. Il numero è limitato, anche perché sono prevalentemente persone anziane, che sono nella fascia degli oltre 70 anni ad avere maggiore necessità. Alcuni hanno una pensione sociale argentina, che è la minima ed è irrisoria, ammontando a 150 pesos - oggi meno di 40 euro mensili - il che non consente neanche la sopravvivenza. In Italia il Governo dà questo assegno sociale anche a quei cittadini che non hanno mai versato contributi lavorativi, per cui, a conti fatti, estendendolo ai cittadini indigenti residenti all'estero, ci guadagnerebbe di più o spenderebbe meno, rispetto alle cifre inviate  all'assistenza diretta e indiretta". 


In Brasile il VII Incontro del Movimento Culturale Italiano
Messaggio del Ministro Tremaglia: 
"grande impegno per la promozione della
lingua italiana"

Si è svolto recentemente, nella città di Bento Gonçalves nello Stato di Rio Grande do Sul (Brasile), il VII Incontro del Movimento Culturale Italiano organizzato dalla "Federazione delle Associazioni Italo-Brasiliane del Rio Grande do Sul". Nel corso della manifestazione
sono stati trattati argomenti di grande attualità relativi alla situazione dell'italiano all'estero con un ampio dibattito su "Emigrazione italiana: aspetti politici, sociali e culturali; Associazionismo; Insegnamento della lingua italiana e salvaguardia del talian; Interscambio Brasile-Italia; Commissione statale della etnia italiana e il nuovo Governo; Politica governativa italiana nello Stato". Il Ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, attraverso il Prof. Giovanni Meo Zilio, esperto del Ministero per il settore culturale, ha trasmesso un caloroso messaggio accolto da unanimi e prolungati consensi. Nel messaggio il Ministro ha illustrato le iniziative a favore dei connazionali all'estero e dei loro discendenti, con particolare riferimento alla difesa della lingua italiana. Un tema particolarmente sentito tanto che nel corso del Convegno sono state approfondite le possibile iniziative per la salvaguardia e la diffusione della lingua in loco, anche mediante opportuni corsi ad hoc per i quali verrà chiesto il patrocinio del Ministero per gli Italiani nel mondo. Numerose le autorità del Rio Grande do Sul presenti al Convegno, nonché i Presidenti delle Associazioni italiane ed il Console Generale d'Italia. Il Professor Meo Zilio ha coordinato un dibattito su argomenti organizzativi e didattici, dopo il quale sono state nominate due commissioni che renderanno operative le conclusioni del Convegno stesso. I corsi tradizionali saranno integrati da corsi a distanza, svolti con l'ausilio di mezzi telematici-elettronici, utilizzando anche le moltissime emittenti radio esistenti sul territorio e la stampa locale. L'avvenimento, come hanno sottolineato anche i giornali, "servirà ora da modello per altri Stati del Brasile". 


Farina appoggia Tremaglia sulla questione morale 

Giovanni Farina è solidale con Tremaglia sulla questione morale. Il Ministro per gli Italiani nel Mondo ha ribadito in un comunicato che " alla luce delle dichiarazioni riportate dagli ispettori inviati a indagare sull'attività del pool milanese di Mani Pulite è assurdo fare oggi una nuova inchiesta sulla Procura di Milano. Mi auguro un ripensamento sensibile da parte del Parlamento per mutare gli obiettivi della Commissione d'inchiesta". Il vice-presidente del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, Giovanni Farina , pur sottolineando la grande 
distanza politica che lo separa da Tremaglia, apprezza e sottolinea "il fatto che un Ministro della Repubblica con coraggio personale esprima posizioni diverse da quelle della sua maggioranza. In questo caso si tratta di argomenti decisivi e determinanti per il buon funzionamento della Repubblica. Il giudizio storico espresso da Tremaglia su di una 
rivoluzione morale va sottolineato perchè non riguarda solo il passato ma anche il futuro del nostro Paese". A spingere Farina a dichiarazioni di totale appoggio alle istanze di Tremaglia c'è anche il fatto che la questione morale, all'estero, riveste un ruolo centrale nel dibattito politico. Ciò nonostante il vice-presidente del Cgie si augura che il Ministro porti avanti con 
coraggio questa battaglia "qualunque siano le conseguenze. Ormai infatti i cambiamenti costituzionali ci sono stati, ed è molto difficile prefigurare cambi di tendenza molto negative. Non dobbiamo dimenticare che di fatto c'è una stagnazione sui progetti di legge relativi agli italiani all'estero (come quello su Comites e Consiglio Generale)". 


Un centro di documentazione sull'emigrazione italiana in Olanda 

Sta per partire il progetto del centro di documentazione sulla storia dell'emigrazione italiana in Olanda. Nei giorni scorsi, ad Amsterdam, alla presenza di un foltissimo pubblico, si è svolta una giornata di studio organizzata dall'Associazione Culturale Muska Maghedda, 
la Video Productios Arcobaleno, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura, il Consolato Generale ad Amsterdam e la Regione Sardegna; nel corso del convegno é stato presentato il progetto. La sua finalità sarà quella di conservare, documentare e registrare la storia di tutti i tipi di emigrazione, da ogni paese che in Olanda abbia una rappresentanza. Silvia Terribili, collaboratrice dell'Istituto Italiano, spiega che attualmente la base documentale è costituita da video e documentari girati da artisti italiani. 
A favorire quest'associazione è stato Lize , un organo di consulenza e gestione delle comunità di emigrati, che fa da tramite tra loro e il governo olandese. L'ente ha promosso indirettamente la nascita di questi archivi, la cui presenza è quasi sempre proporzionale alla dimensione della comunità. "L'esigenza di un centro di documentazione c'è ed è avvertita sia dal governo olandese che da enti italiani in Olanda e in Italia, sia dalla comunità di emigrati . E' un lavoro molto lungo e complesso che prevede la presenza di un team. Attualmente le fonti utilizzate sono molto varie e spaziano da foto a lettere filmati a 
documenti radiofonici, in possesso di chi li ha prodotti". 


Quella sconosciuta presenza italiana a Cuba 

Il Circolo Culturale Duns Scoto di Roccarainola (NA) Onlus, presenta il 1° Volume della Collana di Studi Storici su "Emigrazione e Presenza Italiana a Cuba". La presentazione si terrà venerdì 31 gennaio alla presenza di studiosi e finanziatori dell'iniziativa. 
L'opera, effettuata da storici e ricercatori italiani e cubani, si occupa della partecipazione italiana alla formazione della Nazione Cubana e delle attuali relazioni tra Italia e Cuba. E' inoltre inserito in scaletta un dibattito tra alcuni eccellenti studiosi: il professor Luigi De Rosa (Ordinario di Storia Economica dell'Università degli Studi di Napoli Parthenope) affronterà la parte storico-economica, la professoressa Alessandra Riccio (Docente di Letteratura Ispanoamericana dell'Università degli Studi di Napoli Orientale) quella letteraria; inoltre sono previsti gli interventi di Adriano Giannola (Presidente dell'Istituto Banco di Napoli - Fondazione), Domenico Capolongo (Presidente del Circolo Culturale Duns Scoto di Roccarainola (NA) ? ONLUS), Aldo Pace (Direttore Generale dell'Istituto). 


Solidarietà della Consulta regionale dell'Emilia-Romagna a Marina Piazzi 
(Comitato di Presidenza del CGIE) 

BOLOGNA - Il presidente della Consulta dell'emigrazione dell'Emilia-Romagna Ivo Cremonini ha espresso "tutta la sua incondizionata solidarietà, anche a nome della Consulta", a Marina Piazzi, presidente dell'associazione Emilia-Romagna di Città del Messico e recentemente 
eletta nel Comitato di Presidenza del CGIE (Consiglio Generale Italiani all'Estero) con 44 voti su 81 consiglieri presenti. L'elezione di Marina Piazzi è stata contestata da alcuni membri del CGIE che hanno fatto circolare sulla stampa d'emigrazione pesanti accuse contro la decisione di sostituire con la Piazzi, rappresentante di Messico, America centrale e Caraibi, il membro dell'Argentina venuto a mancare. "Non appare logico - hanno detto Zuccarello e Centofanti del CGIE USA, invitando la Piazzi alle dimissioni - che una persona del Messico sostituisca una dell'Argentina. E' un'umiliazione per gli italo-argentini voluta dalla sinistra del CGIE, una decisione faziosa contro l'Argentina". Marina Piazzi ha rifiutato di dimettersi respingendo l'idea secondo cui "l'America Latina si riduce in realtà al Sud America, anzi no, ai paesi più grandi del Sud America, anzi no, all'Argentina". Secondo la Piazzi, "gli italiani e gli oriundi che risiedono in altri paesi dell'America Latina e condividono lo stesso ceppo 
culturale e linguistico con quelli che popolano la Terra del Fuoco, non sono meno italiani perché sono pochi" ed hanno dunque diritto ad una specifica rappresentanza, tanto più che per i problemi dell'Argentina "è stata istituita l'Unità Tecnica a Buenos Aires, in cui sono presenti ben tre consiglieri CGIE, oltre ai rappresentanti dei Comites, dell'associazionismo e delle Regioni". Il rifiuto della neo-eletta di dimettersi è stato "pienamente condiviso" da Cremonini e dalla Consulta regionale dell'emigrazione. (Emiliani-Romagnoli nel mondo) 


Un 2003 puntando al nuovo

Guardiamo l'avvento del 2003 con nuova fiducia e ottimismo dopo un 2002 non facile. Come sempre, la chiusura dell'anno ci induce a tirare bilanci e fare previsioni. Con un po' di fortuna, sempre che non si verifichino altri fatti drammatici di terrorismo internazionale e si
calmino i venti di guerra nel Medio Oriente e nella Corea del Nord, è forte la speranza di una congiuntura mondiale migliore di quella non brillante del 2002.
Lo diciamo con una nota di ottimismo inguaribile che diventa subito di tristezza se rivolgiamo lo sguardo a quelle parti del mondo ancora oggi attraversate da guerre intestine, ­ in atto se ne contano oltre 50 ­ da ingiustizie, da diseguaglianze, da povertà vecchie e nuove, da violenze di ogni tipo, da morti per fame.
In questo scenario piuttosto grigio e gravido di incertezze, diventa punto di riferimento e riflessione per tutti il messaggio di Giovanni Paolo II che il primo giorno dell'anno, con la Giornata mondiale della pace, ha voluto ricordare l'enciclica "Pacem in terris" richiamando l'eredità profetica di Papa Giovanni XXIII: La pace ripudio della violenza, del terrorismo, della guerra, la pace fondata sui valori della verità, della giustizia, dell'amore e della solidarietà tra gli uomini, la pace come "bene universale".
La situazione in Argentina, Brasile, Venezuela è drammatica anche se potrebbe migliorare nel corso del 2003. Tutte le Nazioni puntano ora al nuovo anno per migliorare i tassi di
crescita del 2002. Per l'Europa il 2003 sarà un anno importante perché dal recente allargamento sanzionato a Copenaghen è nata la "nuova Europa". Dopo il mercato unico e la moneta unica, la approvazione delle regole costituzionali che si prevede per il secondo semestre dell'anno sotto la presidenza italiana, consentiranno alla Unione Europea di parlare con voce unica nella politica estera e nella difesa e di essere un punto di riferimento autorevole per monitorare in maniera democratica e multilaterale il fenomeno della globalizzazione offrendo così un controllo protettivo nei confronti del terzo mondo e della umanità schiacciati dai mercati guidati delle multinazionali dominanti. Il 2002 è stato per l'Italia un anno di fibrillazioni continue per gli scontri permanenti tra gli schieramenti politici e sindacali sulle problematiche della giustizia, della economia e delle Istituzioni. Da quelle quotidiane a quelle in lista di attesa.  Sugli eventi italiani, punto di riferimento sicuro è certamente il Presidente Ciampi con le sue valutazioni, i suoi richiami e le sue indicazioni.
e questioni centrali sulle quali l'Unione Europea analizza le situazioni dei paesi membri sono: competitività, sviluppo e stabilità. L'Italia ha tutte le potenzialità di crescita per raggiungere questi obiettivi ma a tutt'oggi il "sistema Italia" difetta di funzionalità.  Per uscire dal tunnel concordiamo con chi ritiene necessaria una inversione di rotta per determinare un rilancio globale e strategico puntando sulla istruzione universitaria finalizzata alla ricerca, attualmente del tutto inadeguata, sul ricorso alle reti informative evolutive e diffuse e su una forte politica di sostegni e di servizi conoscitivi e finanziari in favore delle piccole e medie imprese per farle passare a medio grande nell'interesse dello sviluppo del paese. Un percorso necessario sulla strada della competitività internazionale.   Siamo convinti che il volano della ricerca, così come avviene nei paesi più sviluppati non può non essere monitorato dalla mano pubblica che deve investire nei settori più innovativi e ad alto tasso tecnologico ed informativo, creando le opportunità per i ricercatori, favorendo i modelli di collaborazione tra università ed imprese verso gli obiettivi della competitività, dando spazi e selezionando i giovani, quelli migliori e più motivati attraverso tutte le possibili agevolazioni. Siamo altresì convinti che l'Italia se vuole realizzare un concreto scatto in avanti della sua economia e della sua statura internazionale e culturale, deve coinvolgere operativamente la grande risorsa strategica costituita dagli italiani all'estero sparsi in tutte le parti del mondo che sono più numerosi degli italiani che vivono nella penisola e che sentono forte l'orgoglio della italianità.
In questo senso, consideriamo una iniezione di fiducia ed un arricchimento culturale il discorso di fine anno del Presidente Ciampi sull'orgoglio italiano e sull'apprezzamento ai connazionali all'estero per il loro straordinario attaccamento all'Italia. 

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