2003                                Pubblicazioni :   Italo-Argentini una Diaspora    News 2003

Presentato a Roma: 'Italo Argentini   una Diapora'
 Un libro di Anna Maria Minutilli edito dall'Associazione Mantovani nel mondo 

Comunicato stampa

Venerdi 21 novembre 2003, presso l'Istituto italo-latino americano (IILA) di Roma è stato presentato il libro, edito dall'Associazione Mantovani nel mondo, Italo-argentini: una diaspora di Anna Maria Minutilli ricercatrice presso l'università di Aachen e storica dei fenomeni migratori. L'ambasciatore Ludovico Incisa di Camerana, che ha scritto la prefazione al libro, è stato relatore della conferenza con Daniele Marroncini, presidente dell'Associazione Italiani nel Mondo e Pietro Schirru, giornalista presidente del CGIE australiano.
E' intervenuto per primo l'Ambasciatore Incisa di Camerana che ha tracciato una storia dell'emigrazione italiana in Argentina, mettendo in rilievo i saperi e le competenze che gli italiani hanno portato in quel paese lontano arricchendolo con il loro lavoro; l'ambasciatore ha anche sottolineato il fatto che il libro della Minutilli sia stato un atto di coraggio poiché non tratta l'emigrazione da un punto di vista affettivo-evocativo ma in maniera rigorosamente scientifica. Il presidente Daniele Marconcini ha poi aggiunto, infatti, che ha voluto di proposito pubblicare un libro che si allontana dalla moda editoriale del momento del filone emigrazione per valorizzare in Italia il lavoro di una ricercatrice che è una dei 12.000 "cervelli in fuga del nostro paese". Marconcini ha poi delineato un excursus cronologico dell'emigrazione, in particolare quella lombarda in Argentina.
La parola è poi passata all'autrice che ha precisato di aver affrontato il complesso tema dell'emigrazione di ritorno dall'Argentina in maniera multidisciplinare dal punto di vista ed economico, politico, sociologico ed istituzionale. Ha continuato poi rimarcando come gli italo-argentini si dirigano non solo in Italia ma anche in paesi come Spagna, Germania, Costa Rica, Canada e Stati Uniti. "Questo e' indicativo dell'impossibilità che l'Italia stessa, nonostante gli sforzi congiunti delle regioni e delle diverse fazioni politiche, ha di far fronte a situazioni di emergenza come quelli degli emigrati di ritorno che richiedono un' accoglienza dal punto di vista professionale e sociale adeguato al fatto di essere comunque italiani".
L'autrice ha anche affrontato lo spinoso problema della cittadinanza che spesso diventa un vero dramma anche per la mancanza di conoscenza delle leggi italiane, a tal proposito, la Minutilli ha citato, infatti, la circolare N.K.28.1 del 1991 che sancisce il riconoscimento del possesso dello status civitatis italiano ai cittadini stranieri di ceppo italiano. 
La Minutilli, ha poi rilevato, che in Argentina, come in altri paesi, in questi anni l'Italia è diventata di moda: ne è diffusa un'immagine di ricchezza e benessere, di opportunità di lavoro aperte nella quinta potenza industrializzata del mondo. Il mito penetra così nell'immaginario collettivo ma spesso non corrisponde alla realtà. 
L'autrice ha suggerito che sarebbe auspicabile che il governo italiano a livello regionale, provinciale e locale faccia al più presto: una maggiore e più corretta informazione attraverso l'apertura di sportelli con personale qualificato sugli iter burocratici per riacquistare la cittadinanza e su come muoversi nell'universo italiano (lavoro, casa, sanità, assistenza, scuola ecc.), sistema di equiparazione dei titoli di studio, convertibilità della patente di guida corsi di lingua gratuiti, maggiore controllo sulla destinazione finale dei fondi erogati, pensione italiana per gli italiani anziani indigenti in Argentina, maggiore tutela degli investitori italiani in Argentina.

L'autrice ha aggiunto in accordo su ciò che ha anche ribadito nella prefazione l'ambasciatore Incisa di Camerana che "L'idea di fondo è che attraverso gli accordi fra Italia e Argentina, sanciti in particolare dal Trattato di Roma 1987, l'Italia potrebbe arrivare ad una partnership privilegiata con l'Argentina (che vanta una popolazione locale pari al 35% e che giunge al 60% se si considerano gli incroci familiari) simile a quella esistente fra Inghilterra e Stati Uniti e da estendere a tutti i paesi in cui l'elemento italiano ha tuttora un peso specifico." La Minutilli ha ribadito che l'Argentina dovrebbe essere un partner privilegiato per l'Italia, che oggi più che mai ha bisogno di un appoggio forte da parte delle sue comunità all'estero, prendendo ad esempio anche il rapporto che lega Inghilterra e USA. In realtà la diaspora di cui l'autrice parla sta proprio nell'aleatoreità dei rapporti istituzionali tra Italia e Argentina, definiti ancora "letargici".
Minutilli ha concluso il suo intervento dichiarando "In previsione di quanto poteva accadere dall'inizio della crisi i diversi partiti politici, in uno sforzo unanime, si sono mobilitati per attuare programmi di coordinamento a livello regionale ed europeo per contribuire in qualche modo ad arginare la crisi. attraverso la cooperazione italiana governativa, decentrata e non governativa -che può valorizzare e potenziare quell'insieme di legami e di esperienze già avviate con Enti locali e partner argentini, con la finalità della creazione di occupazione attraverso il sostegno delle politiche municipali di appoggio alle piccole e medie imprese e rendere le comunità italiane in Argentina una preziosa risorsa per la cooperazione". 

Ultimo intervento quello di Pietro Schirru che si è congratulato per il lavoro svolto con l'autrice e sperando che una simile operazione venga fatta per l'Australia dal momento che, ci ha tenuto a sottolineare in Australia è presente una forte comunità italiana anche se con connotazioni diverse rispetto a quella argentina essendo anche l'Australia un paese culturalmente e linguisticamente diverso dal nostro.
La presentazione si è chiusa con la proiezione di un cortometraggio del regista Dino Viani, dal titolo "Desarraigo".
"Desarraigo", spiega lo zio del regista realmente emigrato in Argentina, questo corto sull'emigrazione fu realizzato nel 2001, da lui stesso scritto e diretto. Viani ha voluto rappresentare in maniera poetica, la figura dell'emigrante come "portatore di sogno", come colui che desidera tornare, ma che sa che ciò che si troverà di fronte non è la realtà che ha lasciato, quanto piuttosto un mondo nuovo e ben diverso dai suoi ricordi.

Fra il pubblico erano presenti le rappresentanze diplomatiche di ARGENTINA, BRASILE, URUGUAY, COSTARICA, MESSICO ED AUSTRALIA.
L'Ambasciatore Paolo Faiola Segretario Generale IILA Padre Mario Santillo dell'Ordine Scalabriniani, Direttore del CEMLA ?Centro Estudios Migratorios Latinoamericanos di Buenos Aires Claudia Ottolenghi IOM International Organization for Migration Gustavo V.Necchi Inter-American Institute for Global Change Research di S.Paolo, Brasile
Roberta Vassallo Architetto e Fotografa ,autrice di vari servizi fotografici sull'Argentina
L'iniziativa è stata ripresa da RAI INTERNATION

Recensioni da vari organi d'informazione

(GRTV)  Una colonia italiana senza bandiera. Un po' grossolanamente lo scrittore francese René Gonnard, nel 1906 (in 'L'emigrazione europea nel XIX secolo'), definiva così l'Argentina, Paese in cui si verificò una 'alluvione migratoria italiana' tale da modificare radicalmente il substrato etnico e la fisionomia sociale, come evidenzia l'Ambasciatore Ludovico Incisa di Camerana in 'Il grande esodo'. Gonnard stesso presagiva che " l'Italia può legittimamente intravedere, se questa emigrazione continua, il giorno in cui sulle terre ancora pressoché deserte dell'Argentina si costituirà una nazionalità in cui l'elemento italiano potrà dare una caratteristica dominante al tipo etnico". Basterebbe del resto ricordare il vecchio detto latinoamericano secondo il quale "gli argentini discendono dalle navi" per rendere l'idea della portata dell'emigrazione italiana in quel Paese dalle risorse e dalle potenzialità straordinarie e del contributo essenziale dei nostri connazionali allo sviluppo di un'Argentina oggi attraversata da una crisi profonda, anche se si registrano timidi segnali di ripresa. Crisi le cui cause affondano le radici in politiche economiche non impostate, nel migliore dei casi, correttamente già in un passato lontano, proseguite con i "saccheggi" delle multinazionali, con il modello ultraliberista che affascinò i militari argentini negli anni '70 facendo decollare il debito estero e colare a picco l'economia. E non dimentichiamo la feroce maestria con cui misero in atto il genocidio del loro stesso popolo. E poi, ancora, la disastrosa politica economica di Domingo Cavallo, già noto funzionario della dittatura, poi ministro di Menem e De La Rua. Fu di Cavallo la legge che, nel 91, equiparò il peso argentino al dollaro statunitense. Il resto è storia recentissima, con lo scoppio drammatico della crisi alla fine del 2001, le rivolte di piazza contro le scellerate politiche del governo, la dissoluzione della classe media, la disoccupazione e la povertà dilaganti, una elevata mortalità infantile per malattie e malnutrizione. Un Paese che fu il granaio del mondo, in ginocchio. L'Argentina, che rappresentò la via di fuga e terra di speranza per tanti connazionali è divenuto in breve tempo Paese dal quale emigrare, o meglio, riemigrare, con un viaggio di ritorno alle terre dei padri, ma anche in altri Paesi europei (come la Spagna o la Gemania) ed extraeuropei (Usa, Canada, Australia). Emigrazione di ritorno, complessa situazione argentina, aspetti storici dell'emigrazione italiana in quel grande Paese, nonché le implicazioni economiche di tale fenomeno, il contributo, negli anni passati, dell'emigrazione al decollo dell'economia del Paese sono indagate, analizzate ed approfondite in " Italo-argentini. Una diaspora"di Anna Maria Minutilli, dottore di ricerca in Storia contemporanea all'Università di Aachen (Germania), con una tesi dal titolo "Storia dell'emigrazione italiana in Germania" e autrice di saggi sull'emigrazione e di articoli su riviste specializzate. Il libro di Minutilli - edito dall'Associazione Mantovani nel Mondo grazie a un finanziamento della Regione Lombardia - è stato presentato all'IILA dall'Ambasciatore Incisa di Camerana, che ha scritto la prefazione dell'opera, dal Presidente della Mantovani nel Mondo Daniele Marconcini e dalla stessa autrice. Presente il Consigliere CGIE Pietro Schirru - che ha sottolineato il valore dell'opera e la possibilità, attraverso la sua lettura, di trasferire e confrontare l'esperienza dell'Argentina con altri Paesi, nonché l'importanza di conoscere a fondo il complesso fenomeno emigratorio, per avere una visione multiculturale delle società e per garantire il valore della solidarietà agli immigrati di oggi  e il regista Dino Viani che ha presentato il cortometraggio "Desarraigo" (Sradicamento), ispirato alla storia dello zio emigrato a Buenos Aires. Noi siamo come i bambini: viviamo nei sogni , anche se speriamo un giorno di tornare - scrive al vecchio padre, rimasto in un povero paese del Sud Italia, il figlio approdato nella lontana Argentina. Al contrario di quella del regista Viani l'operazione della Minutilli non è di tipo nostalgico. Come ha scritto nella presentazione al libro, Carlos Roberto Carrara (Presidente Fadal) l'autrice ha elaborato un testo crudele, spoglio e scientifico sulla grave crisi che ci tocca vivere in Argentina e il lavoro dell'emigrazione italiana e propone un approccio meno sentimentale e più giustificato da cifre e statistiche che spaventano, ma che tentano di risolvere la capacità di capire il perché di questa crisi argentina. E va ancora più lontano: tenta di spiegare l'onda di quel flusso migratorio di ieri in confronto al riflusso di oggi, chiudendo così il circolo della storia dell'emigrazione italiana più affascinante del mondo e dei secoli. Parole confermate da quelle della stessa autrice che, presentando il suo libro, ha tenuto a evidenziarne la diversità rispetto a tante altre pubblicazioni che raccontano la nostalgia dell'emigrante nei confronti della propria terra d'origine. Il suo è, pertanto, un approccio scientifico, documentato minuziosamente (ringraziamo, a tale proposito, l'autrice per essersi avvalsa anche di materiale GRTV, ndr). Il libro è strutturato in sette capitoli (l'ultimo è dedicato interamente ai lombardi nel mondo e in Argentina), in cui si analizzano varie sfere: la storia economica del Paese, l'evoluzione dei rapporti istituzionali tra Italia e Argentina, la storia dell'emigrazione italiana - Minutilli ha ricordato come le istituzioni, la cultura e la struttura della società argentina presentino caratteristiche molto simili all'Italia rispetto ad altri Paesi in cui i nostri connazionali sono emigrati: la cultura ospite argentina è più vicina a quella italiana, la somiglianza linguistica, la stessa religione cattolica, la forte leadership nella vita associativa ed economica e nel movimento operaio la presenza cattolica nella comunità italiana, le attività della Chiesa valdese in Argentina, le associazioni, il contributo dell'emigrazione italiana all'economia argentina, la cooperazione italiana in Argentina (con schede informative sulle PMI e sulla previdenza), gli interventi regionali per il rientro degli emigrati e gli aiuti dall'Italia. Un capitolo è dedicato alla cittadinanza (una sorta di guida per muoversi nei meandri delle procedure) e uno agli italiani di ritorno. Infine, si forniscono suggerimenti per migliorare la situazione degli italoargentini, e vi è una scheda informativa riguardante gli italiani indigenti in Argentina. Il tutto, in 320 intense pagine corredate da tabelle e note a piè di pagina. Daniele Marconcini, anche rappresentante del Consiglio Regionale Lombardo nella Consulta dell'Emigrazione, sottolineando come in un contesto rigoroso sotto il profilo storico, economico e sociale, la prosa dell'autrice incalza nel presentare ogni aspetto delle migrazioni italiane in Argentina, ha voluto ricordare quanto sia stato importante il coraggio di tanti mantovani e lombardi che hanno deciso di attraversare l'oceano per andare a vivere e lavorare in quel Paese lontano. Ludovico Incisa di Camerana, profondo conoscitore del fenomeno migratorio italiano, Ambasciatore in Argentina dal 1985 al 1991 e Sottosegretario agli Esteri nel governo Dini, ha ricordato come la storia dell'emigrazione sia stata rimossa e considerata un tabù per lungo tempo e come oggi finalmente l'altra faccia della storia d'Italia sia stata riscoperta e rivendicata - come scrive anche nella prefazione al libro  grazie a tre  fattori: la globalizzazione, il voto all'estero, l'immigrazione di ritorno. Incisa di Camerana non ha mancato di ricordare come i nostri connazionali abbiano contribuito in modo decisivo allo sviluppo di Paesi come l'Argentina. Del resto, scriveva Luigi Einaudi nel 1900 ("Un Principe Mercante. Studio sulla espansione coloniale italiana"): L'Argentina sarebbe ancora un deserto, le sue città un impasto di paglia e fango senza il lavoro perseverante, senza l'audacia colonizzatrice, senza lo spirito di intraprendenza degli italiani. 
Simonetta Pitari/GRTV 24 novembre 2003


Libri: da ass. Mantovani nel mondo "Italo argentini una diaspora" 
(Roma, 21 nov. (Adnkronos) -

Alla presenza dell'ambasciatore Ludovico Incisa di Camerana, docente di storia dell'America Latina, Daniele Marconcini, presidente dell'associazione Mantovani nel mondo e rappresentante della consulta Emigrazione del consiglio regionale della Lombardia, Pietro
Schirru, membro del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero), e del regista Dino Viani, e' stato presentato oggi a Roma presso la sede dell'IILA (Istituto Italo-Latino Americano), il libro di Anna Maria Minutilli, "Italo argentini una diaspora", edito dall'associazione Mantovani nel mondo. Il libro attraverso 319 pagine analizza, approfondisce e rivaluta gli aspetti storici dell'emigrazione italiana in Argentina, e le implicazioni economiche di tale fenomeno come ha spiegato il presidente dell'associazione Mantovani nel mondo, Daniele Marconcini nel corso della presentazione: "Il tema della storia delle migrazioni italiane in Argentina e' sviluppato nel libro sotto il punto di vista sociologico, istituzionale ed economico con l'obiettivo di tracciare un quadro esaustivo e soprattutto aggiornato del fenomeno. Per lungo tempo infatti, il fenomeno migratorio italiano e' stato analizzato solo a livello regionale piuttosto che nazionale, nel senso che l'emigrazione e' stata da tutti spiegata come un movimento di "meridionali disperati" che si dirigevano negli Stati Uniti o nei territori sudamericani in cerca di fortuna. L'autrice invece, propone un'emigrazione di massa in Argentina, Paese esemplare da esaminare e riscoprire, proprio per il grande numero di italiani meridionali e settentrionali presenti nel Paese latinoamericano".  L'autrice Anna Maria Minutilli, laureata in Storia moderna, contemporanea e tedesco, è dottore di ricerca in Storia contemporanea presso l'università di Aachen (Germania), con una tesi dal titolo "Storia dell'emigrazione in Germania". Inoltre, la Minutilli ha scritto numerosi saggi sull'emigrazione italiana e molti articoli su riviste specializzate. "Oggi l'editoria italiana pubblica numerosi testi sull'emigrazione ma tutti raccontano la nostalgia dell'emigrante nei confronti della propria terra d'origine - ha affermato la Minutilli - io invece, ho scelto di scrivere un libro in grado di analizzare il fenomeno dell'emigrazione dal punto di vista storico, economico e politico. Ho raccolto e analizzato dati storici riguardanti gli italiani che vivono nel Paese sudamericano, ed ho analizzato i rapporti istituzionali esistenti tra l'Italia e l'Argentina, da sempre Paesi amici". "Un libro storiografico e analitico che affronta uno dei più grandi temi della storia d'Italia, l'emigrazione vista come 'fenomeno di massa - ha sottolineato l'ambasciatore Ludovico Incisa di Camerana, che ha realizzato la prefazione del volume - La storia della nostra emigrazione, infatti, rappresenta l'altra faccia della storia italiana, una faccia trascurata e rimossa, ma riscoperta e giustamente rivendicata da molti scrittori contemporanei. Un fenomeno attuale perché attraverso la nostra emigrazione si riesce a comprendere quel fenomeno sociale, politico, culturale ed economico rappresentato dall'immigrazione".



Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 228 - Anno X, 21
novembre 2003 "Desarraigo", l'emigrazione "affettiva" di Dino Viani 

Il filmato, di circa una ventina di minuti, è stato presentato oggi a Roma dal suo autore e ideatore, nell'ambito dell'incontro organizzato all'Istituto Italo-Latino Americano. Presente anche Anna Maria Minutilli, con il suo studio "Italo-Argentini una diaspora"  

Roma  L'emigrazione protagonista, oggi, all'Istituto Italo-Latino Americano di Roma. In mattinata ha infatti avuto luogo la presentazione di "Italo-Argentini una diaspora", il libro edito dall'Associazione Mantovani nel Mondo, a firma di Anna Maria Minutilli , ricercatrice italiana presso l'Università di Aachen e storica dei fenomeni migratori. L'opera, che si avvale della prefazione dell'Ambasciatore Ludovico Incisa di Camerana - tra l'altro presente all'incontro di oggi - affronta in maniera multidisciplinare il complesso tema dell'emigrazione "di ritorno" dall'Argentina, dal punto di vista economico, ma anche politico, sociologico ed istituzionale. Al termine della presentazione, a prendere la parola è invece stato Dino Viani, che ha proiettato "Desarraigo", un corto sull'emigrazione realizzato nel 2001, da lui stesso scritto e diretto. Ma, differentemente dal libro della Minutilli, l'opera di Viani non ha voluto raccontare il fenomeno migratorio partendo da dati storici, quanto piuttosto in maniera poetica, ricorrendo ala figura dell'emigrante come "portatore di sogno", come colui che desidera tornare, ma che sa che ciò che si troverà di fronte non è la realtà che ha lasciato, quanto piuttosto un mondo nuovo e ben diverso dai suoi ricordi. "Non sono uno storico - ci ha spiegato lo stesso Viani - e per questo ho deciso di affrontare questo tema da un punto di vista più emotivo, non narrativo ma ricco di suoni e volti, i volti di chi ha
realmente vissuto su di sé questa esperienza". Un film in un certo senso sospeso, quindi, in cui lo spettatore ha difficoltà a capire se il protagonista sta vivendo in una situazione reale, oppure di ricordo, "all'insegna di un'infanzia che non riesce più a ritrovare, di case che ora ritrova decrepite, di paesi ormai abbandonati: una sorta di ritorno ad una 'archeologia della memoria'". Girato tra la provincia di Chieti e Buenos Aires, il cortometraggio di Viani si presenta del resto strettamente collegato alle vicissitudini famigliari dello stesso regista : "mio bisnonno è emigrato, così come pure mio nonno, che è tra i protagonisti della mia pellicola. Anche oggi alcuni miei zii vivono in Argentina, e proprio sentendo, fin dal piccolo, le loro storie, i loro ricordi, ho deciso di dare vita a questo lavoro. Mi ricordo infatti quando, qualche anno fa, mio zio, vedendo un marocchino che andava in giro con una carrozzina per le vie della città, si è messo a ripercorre con la memoria gli anni in cui, in Argentina, era lui lo straniero, era lui ad essere accolto, a volte neanche molto positivamente, dalla popolazione sudamericana: ricordi che, nonostante il passare di tanti anni, gli si sono fissati drammaticamente nella memoria". Già presentato in più occasioni presso il pubblico argentino, "Desarraigo" non ha invece avuto la stessa accoglienza da parte dei grandi circuiti italiani: "il mio lavoro - spiega ancora Viani - riceve sempre un'accoglienza molto calorosa, ma purtroppo trova spazio solo in eventi come questo, di nicchia, in cui protagonista è l'emigrazione. Io stesso sono consapevole che si tratta di un film difficile, direi quasi affettivo, che racconta un dramma che però non ha mai avuto un 'mercato' dal momento che richiede un certo legame con il tema. Sono però fiero di averlo realizzato, e soprattutto sono felice di vedere che, nonostante tutto, oggi riesce ad attirare su di sé l'attenzione, e, in un certo senso, a 'camminare con le proprie gambe'" G.G./ News ITALIA PRESS


http://www.italiatv.it/webchannel1024.htm
EMIGRATI ITALO-ARGENTINI: RISORSA DI ITALICITA'

Il libro: "Italo-argentini: una dispora" "La storia della nostra emigrazione è l'altra faccia della storia d'Italia." Queste le parole dell'ex ambasciatore italiano in Argentina, Ludovico Incisa di Camerana, poste come giusta prefazione al libro "Italo-argentini: una dispora" della dottoressa Anna Maria Minutilli. Questo anche il fulcro della discussione che ha accompagnato la presentazione del libro. E' vero: la storia di coloro che hanno deciso di emigrare, i motivi che hanno spinto queste persone a lasciare la propria nazione, le loro
speranze e, a volte, le loro delusioni fanno parte della storia del nostro paese quanto, e forse più, quella di coloro che sono rimasti. Perché ci permettono di conoscere un'altra faccia d'Italia, ci fanno scoprire un altro lato della nostra storia. Ed è con questa convinzione che la dottoressa Anna Maria Minutilli ha scritto il suo libro, definito da alcuni "spento, crudele, privo di sentimento", solo perché scava un po' più a fondo, tralasciando la superficie dei sentimenti "facili" e il filone delle storie personali. L'autrice stessa definisce il suo libro "più analitico. Studia a fondo il fenomeno per permettere una stima di quello che potrebbe succedere nei prossimi anni". Non un'operazione "nostalgica", ma un'analisi approfondita che permetta di capire "come l'emigrazione sia un fenomeno che riguarda tutti i paesi; che non c'è nulla di più pericoloso di un emigrato affamato; e che l'emigrazione è un diritto sacrosanto!"  I rapporti fra Italia e Argentina Queste le premesse che hanno portato l'autrice ad impostare l'analisi della situazione italo-argentina secondo alcune linee guida: 

  • Un'analisi storico-economica dell'Argentina. Il paese, già vittima delle politiche del Fondo Monetario Internazionale, è stato sfavorito anche dagli investimenti "pirateschi" di alcune aziende italiane. Queste, infatti, hanno agito senza prendere in considerazione la popolazione locale e senza un adeguato trasferimento del know how tecnico al personale argentino, il quale avrebbe favorito uno sviluppo interno al paese. 

  • Lo studio dei rapporti istituzionali tra Italia e Argentina. In Argentina, l'elemento italiano vanta una maggioranza relativa con una quota della popolazione locale pari al 35%. Questo paese dovrebbe quindi essere un partner privilegiato per l'Italia, che oggi più che mai ha bisogno di un appoggio forte da parte delle sue comunità all'estero, prendendo ad esempio anche il rapporto che lega Inghilterra e USA. In realtà la diaspora di cui l'autrice parla sta proprio nell'aleatoreità dei rapporti istituzionali tra Italia e Argentina, definiti ancora "letargici". 

  • Il perché dell'emigrazione. Gli emigranti cercavano un benessere sociale, oltre a quello economico, che forse in patria non riuscivano a trovare. Infatti, per molto tempo, in Italia, l'emigrato è stato considerato la vergogna della patria; solo oggi lo riconosciamo come "risorsa di italicità", la quale deve essere sfruttata. 

  • L'operato della Chiesa. Attraverso associazioni cattoliche quali la CARITAS, e soprattutto con l'apporto della Chiesa Valdese (nella zona di Mar del Plata) sono state rivalutati gli antichi saperi della tradizione italiana. Questo ha avvicinato le comunità di italo-argentini alle radici italiane e ha fatto in modo che queste ultime non andassero perse.

  • Gli accordi regionali. Le regioni continuano a dare un contributo notevole alle comunità italo-argentine e allo Stato stesso. Il problema è nella gestione dei fondi: molto spesso essa non è portata fino in fondo e i soldi non arrivano dove devono.

  • L'emigrazione lombarda in Argentina. Questa regione ha avuto un ruolo molto importante nella storia dell'emigrazione italiana in Argentina. Basti pensare che il paese ha avuto ben tre presidenti di origine lombarda.

Una nuova attenzione al caso Argentina. Appare chiaro che l'intento del libro è anche quello di riportare l'attenzione sulla grave situazione che si è venuta a creare negli
ultimi anni in Argentina e che coinvolge da vicino i nostri connazionali emigrati nel paese.
Attraverso la sua analisi, la dottoressa Minutilli ci spiega quali sono le cose che concretamente lo Stato italiano deve fare per superare questa "diaspora italo-argentina".
"Innanzitutto fare più informazione. La popolazione argentina è disinformata su tutto, perfino sulle regole di cittadinanza (le quali risalgono ad una legge del 1912, ormai superata, ndr)." L'Italia dovrebbe operare di più sul territorio in questo senso, ma anche
"facendo capire, a coloro che vogliono venire in Italia, che qui non è l'Eldorado", cioè fornendo una corretta informazione di quali sono le reali possibilità di realizzazione, anche economica in Italia, "le quali, molto spesso, mancano anche per noi", denuncia l'autrice.
"Inoltre bisognerebbe avviare una migliore promozione turistica dell'Argentina, che oltre ad essere un paese bellissimo, è anche uno dei più ricchi del pianeta di risorse naturali. Ecco perché potrebbe figurare tra i grandi del mondo ed invece versa in questa situazione di povertà." Per questo l'Italia deve diventare un partner privilegiato dell'Argentina, con un apporto qualificato di tecnici e imprenditori italiani che portino ad un nuovo "miracolo" argentino, finora ritardato più da errori umani, che non da condizioni oggettive negative.

Desarraigo
La presentazione si è chiusa con la proiezione di un cortometraggio del regista Dino Viani, dal titolo "Desarraigo". "Desarraigo", spiega lo zio del regista realmente emigrato in
Argentina, "è come quando sradichi un albero di ulivo e lo pianti nelle Pampas: non c'entra nulla, però ci vive!". E' così che si sentono molti italiani emigrati in Argentina oggi, sta
allo Stato e a noi tutti creare l'"uliveto"…per non farli più sentire desarraigo…
http://www.italiatv.it/webchannel1024.htm  


L'iniziativa voluta dall'Associazione  per  riunire la Comunità mantovana residente a Roma, ripristinando una tradizione di vita comunitaria che per anni fu promossa dai discendenti dei Mantovani emigrati prima dell'ultima guerra con quelli emigrati negli anni più recenti, al fine di creare le condizioni per un evento annuale che unisca non solo i virgiliani ma anche tutti i lombardi di Roma. L'iniziativa è stata ripresa da RAI INTERNATIONAL

Erano presenti:
Paolo Faiola Ambasciatore e Segretario Generale IILA
Padre Mario Santillo Ordine Scalabriniani  C.E.P.L.A. di Buenos Aires
Claudia Ottolenghi IOM International Organization for Migration
Gustavo V.Necchi  Inter-American Institute for Global Change Research di S.Paolo Brasile
Roberta Vassallo Architetto e Fotografa, autrice di vari servizi fotografici sull'Argentina
Ludovico Incisa di Camerana, Ambasciatore, Docente di Storia dell'America Latina
Pietro Schirru, Rappresentante del CGIE
Anna Maria Minutilli l'autrice
Daniele Marconcini
, Presidente del'Associazione Mantovani nel Mondo con una delegazione dell'Associazione  formata da: Luca Faccin -VicePres. Ignacia Piattin - Franco Corniani- Manuini Leonardo e Crotti Luigi - Presidente e vice dell'Ass. Mantova Bed & breakfast
Ana Paola Bof  - Programma Segretariato universitario AMM - ERASMUS BRASILE
Kamila Carretta Zamborlin - Programma Segretariato AMM - ERASMUS BRASILE
Liane Destefani - Programma Segretariato universitario AMM  - ERASMUS BRASILE
Renzo Capelini - Programma Segretariato universitario AMM - ERASMUS  - BRASILE

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