Associazione                                News 2003

 Un Consolato nello Stato di Espirito Santo  (BR)

È quanto chiede la Comunità Italiana dello Stato Brasiliano
con una petizione al Ministro Frattini

SPERANZE ED ATTESE DI UNA GRANDE COMUNITÀ ITALIANA NEL MONDO

Se si dovesse fare una classifica per valutare la consistenza numerica e l'importanza socio-economica delle comunità italiane nel mondo, quella dello Stato brasiliano dello Espirito Santo figurerebbe certamente ai primi posti.
In questo Stato, infatti, ben il 67% della popolazione residente è composto dai discendenti degli italiani qui giunti, nella seconda metà del secolo XIX, in cerca di fortune migliori di quelle che, all'epoca, erano loro riservate nella Madrepatria alla quale, tuttavia, sono rimasti legati da fortissimi vincoli sentimentali orgogliosi ancor oggi delle loro origini.
Trattasi un nucleo molto consistente di italiani, figli e nipoti di quegli emigranti provenienti da tutte le Regioni d'Italia, ma in modo preponderante dal Veneto, che si trasferirono in questa terra in virtù degli accordi allora stipulati fra il governo del regno d'Italia e quello dell'Impero del Brasile (ad esempio, uno per tutti, l'accordo che ha dato vita alla cosiddetta "spedizione Tabacchi"). A questi italiani di seconda e terza generazione devono aggiungersi anche tutti gli altri sbarcati quaggiù nei primi anni del secondo dopoguerra e fino agli ultimi anni del secolo testé trascorso.
I patronimici italiani, spesso caratterizzati dalla enne finale che indica, senza ombra di dubbio, le regioni del Nord-Est d'Italia quali luogo di provenienza delle famiglie, sono tanto numerosi che quasi non si riescono ad indicare.
Tutte le famiglie di Espirito Santo di origine italiana, quasi sempre numerosissime. Spesso la stampa locale riporta la notizia di incontri organizzati da queste famiglie che si riuniscono in un festoso evento con tutti i componenti delle loro varie generazioni. Riunioni a cui partecipano spesso alcune centinaia di persone tutte legate dallo stesso vincolo di parentela. Sono fortemente radicate in questa terra e sulla stessa hanno iniziato a lavorare ponendo a frutto tutta l'esperienza della loro stirpe contadina per poi dedicarsi, successivamente e con alterna fortuna, alle più svariate attività economiche.
La comunità italiana dello Espirito Santo, che è oggi molto vicina ai due milioni di unità, è stata e continua ad essere parte integrante e partecipe dello sviluppo economico di questo Stato e molte delle famiglie che la compongono sono arrivate a conquistarsi posti di primaria importanza nel ranking imprenditoriale locale.
Lo E.S. è lo Stato brasiliano ove l'intraprendenza creativa caratteristica dello spirito italiano ha dato forse i suoi migliori e più tangibili frutti.
È uno stato in continuo sorprendente sviluppo che ha potuto contare, a più riprese, sull'opera e sulle capacità di tecnici italiani altamente qualificati chiamati a travasare tutto il loro know-how nella realizzazione di opere di grandissima portata quali, ad es. il montaggio e l'avviamento degli impianti della Compagnia Siderurgica in Vitoria che è oggi una delle più importanti aziende produttrici di acciaio nel mondo.
Eppure in questo Stato del Brasile così fortemente marcato dalla presenza e dall'attività italiane le risposte della Madrepatria alle attese ed alle speranze dei figli qui residenti non sempre sono state all'altezza dell'impegno da essi qui profuso ed al sentimento di affettuosa e nostalgica aspettativa che li anima. Qui manca da troppo tempo la struttura che testimoni in modo completo ed effettivo la presenza ed il riconoscimento del Paese d'origine tanto lontano.  Da anni qui non esiste più un Consolato effettivo italiano. Per ragioni davvero incomprensibili ed inspiegabili esso è stato sostituito tanti anni or sono da vari Vice Consolati onorari che, nonostante l'impegno sempre lodevole di coloro che di volta in volta sono stati chiamati a ricoprire questo prestigioso incarico, hanno dovuto limitare la loro attività al disbrigo di semplici pratiche burocratiche, spesso in tempi troppo lunghi.
La buona volontà e lo spirito di iniziativa sono grandi cose ma non bastano a sopperire alle richieste ed a soddisfare le necessità di una comunità così numerosa, e ciò si può ottenere solo con l'istituzione di un Consolato che possa basare l'opera sua su una struttura organica consolidata ed abbia a disposizione i mezzi finanziari necessari a svolgerla.
Ci è giunta notizia che, a questo proposito, le varie Associazioni degli Italiani residenti nello E.S. hanno dato vita, in questi ultimi mesi, ad una significativa raccolta di firme che vuol essere, ad un tempo, sia l'espressione concreta di un desiderio da tanto tempo provato che una democratica forma di protesta per la mancanza di sensibilità sull'argomento finora dimostrata dal Governo italiano.
Gli atti ufficiali di questa iniziativa, le circa ventimila firme raccolte e gli attestati di adesione ricevuti dalle autorità politiche ed amministrative locali saranno presentati direttamente al Ministro degli Esteri italiano , On.le dott. Franco Frattini, che, riteniamo, non potrà non tenerli in debito conto ed agire in conseguenza.
Bruno Marzi
michelaclaudio@tiscali.it


Copia della lettera inviata al Ministro degli Esteri Italiano

 

Al Signor 
Ministro per gli Affari Esteri
Dott. Franco Frattini
Oggetto: Sede Consolare in Vitoria - Espirito Santo - Brasile

Eccellenza, 
la ns/ Associazione ha portato a compimento la sottoscrizione indetta in appoggio alla richiesta di installazione di un Consolato di prima categoria qui nella capitale dello Stato Brasiliano dello Espírito Santo.
Questa iniziativa ha ottenuto, dal punto di vista dei consensi ricevuti, un lusinghiero successo. In poco più di un mese sono state raccolte quasi ventimila firme. Questo numero, gia di per sé molto significativo, acquista una rilevanza ben maggiore se si tiene conto ella formale adesione ricevuta in proposito dalle Autorità politiche ed amministrative di tutto lo Stato.
Da ciò risulta evidente l'interesse che questo problema ha suscitato, interesse al quale ora si accompagna la speranza che la richiesta in oggetto sia favorevolmente accolta da codesto Onorevole Ministero e si ponga così un termine definitivo a questa travagliata vicenda.
Ci pare opportuno sottolineare che la necessità di un Consolato di prima categoria in Vitoria trova la sua origine non solo nel fatto ( sicuramente di estrema importanza ) che la popolazione di questo Stato è per il 67% di origine italiana ma anche su fattori economico-finanziari che non possono essere sottovalutati. Il porto di Vitória, uno dei principali porti brasiliani, costituisce un importante nodo mercantile dei traffici da e per l'Italia.
Nello Stato hanno sede numerose imprese di media e grande portata, spesso a partecipazione italo-brasiliana, che generano un consistente flusso di import-export.
È ovvio evidenziare come l'esistenza di un Consolato di prima categoria costituisca in questo caso un fattore di vitale importanza.
Il nostro Presidente, sig. Bruno Marzi, per motivi di famiglia, dovrà prossimamente recarsi in Italia e permanervi per circa due mesi (dal 15 dicembre p.v. al 15 febbraio 2004 ). Le saremmo pertanto grati se volesse esaminare la possibilità di una sua visita al Ministero in
occasione della quale potrà recapitarLe il plico dei documenti concernenti la sottoscrizione di cui trattasi. Restiamo in attesa di un cortese cenno di riscontro.
Grati per quanto vorrà e potrà fare Le porgiamo deferenti ossequi.

A.I.R.E.S.
Il Presidente
Bruno Marzi



AIRES - Ass. dos Italianos Residentes no Espírito Santo 
Rua Fortunato Ramos, 148 - Santa Lucia 29.055-290  Vitória - ES 
PS: Questa stessa lettera è stata inviata per conoscenza anche al ministro Mirko Tremaglia.

 

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