2003                         Notizie dall'AUSTRALIA  

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LE RIFLESSIONI DI SCHIRRU (CGIE) PER IL XXX ANNIVERSARIO DELL'AVVIO DEL MULTICULTURALISMO IN AUSTRALIA

SYDNEY- Oggi, 3 settembre del 2003, quattordici degli oltre quattrocento naufraghi, che circa due anni fa furono messi in salvo dal mercantile norvegese "Tampa" e confinati dal governo australiano in un campo di concentramento in un'isoletta del Pacifico, sono sbarcati a Brisbane con la qualifica di rifugiati politici. "Un piccolo, ma importante
atto di giustizia che contraddice quanto affermato allora dal Primo Ministro Australiano John Howard, secondo il quale a nessuno di quei naufraghi illegali sarebbe stato concesso il visto di residenza in Australia.". È quanto ha dichiarato Pietro Schirru, Segretario della Prima
Commissione Informazione e Comunicazione del CGIE, alla vigilia del trentesimo anniversario dell'avvio del multiculturalismo in Australia. 
"Una ricorrenza - sottolinea Schirru - di estrema importanza per la società australiana che nel 1973, grazie all'azione del governo laburista presieduto da Gough Whitlam, spazzò via in una breve stagione tutte le discriminazioni razziali che fino ad allora avevano contraddistinto le leggi che regolavano l'emigrazione in Australia per passare dal processo
dell'assimilazione all'integrazione e, conseguentemente, al multiculuralismo.".
Secondo Schirru, "è sintomatico che, nella stessa giornata, nell'austere aule del Parlamento del Nuovo Galles del Sud, si sia celebrato il 30mo anniversario dell'inaugurazione del multiculturalismo. L'occasione è stata quella del lancio della Borsa di Studio Al Grassby sul Multiculturalismo, offerta agli studenti dell'Università del Nuovo Galles del Sud.".
Alla cerimonia inaugurale, racconta il Segretario del CGIE, era presente l'ex Primo Ministro laburista Gough Whitlam che, dopo oltre 20 anni di governi conservatori, vinse le elezioni federali nel dicembre del 1972. 
"Whitlam, che già durante la campagna elettorale aveva preannunciato un politica emigratoria innovativa appena assunto il potere, nel 1972, abolì la cosiddetta "white Australian Policy" che prevedeva esclusivamente l'emigrazione di popolazioni di razza occidentale (bianchi di pelle, tanto per essere chiari). L'anno successivo il governo introdusse il Multiculturalismo come la linea filosofica e sociale che doveva, da allora
in poi, guidare la società australiana per superare le divisioni etniche e razziali.".
"Fu una stagione di iniziative fondamentali per la società australiana - prosegue Pietro Schirru - avviata finalmente a riconoscere la realtà del Paese nelle sue differenze linguistiche, religiose, sociali non più come era avvenuto in precedenza come un pericolo per la collettività ma come un vero e proprio arricchimento che gravitava in tutti i ceti sociali della comunità.".
Nel 1975, infine, sempre il governo Whitlam ratificò la Convenzione delle Nazioni Unite per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazioni razziali, cui seguì l'approvazione da parte dei due rami del Parlamento della legge antidiscriminazione razziale, che è oggi "una colonna portante dei rapporti tra le diverse etnie che arricchiscono la società australiana.".
"A rendere effettive leggi e cambiamenti radicali della società australiana ispirate dal Primo Ministro Gough Whitlam fu il Ministro per l'Emigrazione e gli Affari Etnici Al Grassby, al quale appunto viene intitolata ora la Borsa di Studio sul Multiculturalismo che - conclude Schirru - costituirà un ulteriore contributo alla crescita multiculturale del Paese.". 
(Fonte aise )

Marco Fedi (CGIE Australia): 
Populismo, propaganda, logica del terrore e.. spesa militare


MELBOURNE - Populismo, propaganda, logica del terrore e spesa militare:sono gli ingredienti di una società australiana in rapido mutamento. Che si riscopre militarista e fondamentalista attorno al tema del terrorismo. La sentenza per Amrozi, il terrorista sorridente della strage di Bali, ha ricordato all'Australia che in molte parti del mondo la pena di morte è ancora oggi una realtà. Non lo è più in Australia. Eppure la logica del terrore ha fatto proseliti. Il populismo del Governo, che di volta in volta si sforza di far emergere i peggiori sentimenti della nostra opinione pubblica, con qualche complicità di troppo da parte di alcuni quotidiani, è strumento utile a creare consenso. I giudizi morali sulla pena di morte
possono quindi passare anche in secondo piano. 
Non ci si esime, però, dall'esprimere giudizi - tra Primo ed altri Ministri - sulla sentenza a tre anni di reclusione per Pauline Hanson. Giudizi che costituiscono un attacco all'indipendenza della magistratura e che stanno costruendo attorno alla figura della Pauline Hanson un'aura mistica, da vittima dello Stato, dimenticando che la sentenza è stata espressa da una
giuria popolare sulla base dei fatti presentati: uso improprio di rimborsi elettorali ad un partito che era stato illegittimamente registrato.
Pauline Hanson, fondatrice del Partito One Nation, aveva rapidamente portato il partito neo conservatore a Canberra e ad un soffio dal Governo dello Stato del Queensland, con un risultato utile a John Howard: spostare il baricentro della coalizione nazionale liberale più a destra e fornire una nuova base elettorale, ed una giustificazione morale e politica, per le
nuove campagne allora in preparazione: chiusura ai profughi, protagonismo nel nuovo ordine mondiale americano, antagonismo alla nuova Unione Europea della moneta unica e della politica estera coordinata e, forse un giorno, anche unica.
Non sorprende quindi più di tanto l'atteggiamento di tanti parlamentari dell'area di Governo che ritengono eccessiva la pena di tre anni inflitta alla Hanson: continuano a preoccuparsi dell'elettorato di One Nation. Non esitarono, infatti, nel momento più alto dal punto di vista elettorale per One Nation, a costituire un vero e proprio fondo per le spese legali dei
dissidenti da One Nation.
Ciò che sorprende, tuttavia, è l'assoluta mancanza di incertezze nei nuovi obiettivi del Governo. Con Howard saldamente alle redini, dalle relazioni industriali alla sanità, il Governo non intende farsi più bloccare al Senato. Punta quindi alla "double dissolution" - elezioni politiche in cui tutto il Senato viene rinnovato.
Nel frattempo è necessario riuscire a far dimenticare alle persone il brutto andamento dell'economia. L'aumento del costo della vita. L'aumento dell'evasione, soprattutto dell'imposta sul valore aggiunto (GST) introdotta nel 2000. L'aumento del bilancio della Difesa - sempre meno difesa e sempre più attacco. La vera e propria emergenza sanità con i Premier degli Stati determinati a ridiscuterne tutti gli aspetti, a partire dal finanziamento. Da un Governo che in questo momento riesce a far passare in secondo piano anche la verità ci attendiamo altre sorprese.
Intanto una sorpresa è arrivata al Ministro dell'Immigrazione Ruddock, in concomitanza con l'anniversario della Tampa. I cinque bambini di Ali Bakhtiyari sono stati rilasciati dal centro di detenzione di Baxter: una prima sconfitta, anche se solo in tribunale, per la politica coercitiva del Governo australiano che, anche per i bambini, prevede la detenzione in
attesa della determinazione dello status di profugo. Un segnale positivo da un sistema giudiziario che, sistematicamente attaccato dal Governo, si dimostra invece sempre più capace di guardare con serenità alle nuove sfide della mondializzazione. 
(Marco Fedi-Inform)

AUSTRALIA. 
LA CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA DI MELBOURNE FESTEGGIA 21 ANNI DI VITA
Al servizio del made in Italy
Sostegno e promozione di aziende ed enti italiani in Australia. Ma anche collaborazione con realtà locali che cercano partnership in Italia.

di Germano Spagnolo

MELBOURNE
L'Italia all'estero è rappresentata da diversi enti ufficiali: i consolati per i rapporti con le autorità governative, gli Istituti di Cultura per la promozione della lingua e della cultura italiana, le Camere di Commercio e gli Istituti per il Commercio Estero (ICE) per quanto concerne il Made in Italy. Pensiamo sia opportuno e anche doveroso presentare il profilo di una tipica Camera di Commercio Italiana all'estero: quella di Melbourne, Australia, che compie 21 anni e merita di essere additata ad esempio di intraprendenza e laboriosità. È una delle 72 Camere che formano l'Assocamerestero, e ha particolari rapporti di collaborazione con quelle degli altri Stati australiani, cioè quelle di Sydney, Adelaide, Brisbane e Perth che insieme formano una federazione. Lo scopo principale della Camera di Commercio è di sostenere importanti attività promozionali per conto di aziende, Regioni e individui italiani alla ricerca di opportunità di commercio e investimenti in Australia, tra
cui l'importazione di prodotti e accordi di rappresentanza. Inoltre la Camera assiste le aziende australiane nella ricerca di informazioni e contatti con l'Italia in molti settori: da quelli merceologici ai servizi e alle tecnologie. Il ponte Italia-Australia sostiene un forte movimento import-export. Il premier del Victoria, Steve Bracks, in occasione del suo messaggio all'assemblea generale dei soci, nell'aprile scorso, lo ha così riassunto:
L'Italia è la sesta forza economica mondiale, e dopo il Regno Unito è il secondo mercato d'esportazione per l'Australia all'interno dell'Unione Europea. Molti dei nostri prodotti d'esportazione sono costituiti da materie prime e l'Italia è il maggior mercato per la lana australiana della più alta qualità. Esiste infatti una chiara e naturale corrispondenza tra
le capacità dell'Australia di produrre lana e l'impareggiabile reputazione dell'Italia nel campo del design e della moda. Come parte dei sempre più avanzati rapporti economici fra i due Paesi, il mio governo vorrebbe vedere anche un aumento degli investimenti in settori dell'economia italiana, quali quello bancario, delle comunicazioni e aeroportuale.
Il nuovo Consiglio Direttivo Lo scorso 30 aprile l'assemblea dei soci, presieduta dal console generale d'Italia, Francesco Calogero, ha eletto il Consiglio Direttivo per l'anno 2003-2004. Alla presidenza è stato confermato Paolo Mirabella che ha guidato con ottimi risultati il Direttivo lo scorso anno e lo aveva fatto in altre circostanze nella pur breve vita della Camera. Mirabella è un imprenditore molto noto e apprezzato a Melbourne, e i suoi rapporti di lavoro con aziende italiane di caratura internazionale, ne fanno la persona giusta al posto giusto. Alla vicepresidenza sono stati eletti Bruno Mascitelli, docente universitario, e Vince Juliano, avvocato. Nella sua relazione, il presidente Mirabella ha ricordato non solo i risultati
positivi dal punto di vista della cooperazione tra Italia e Australia, ma anche i motivi di lotta e di vittoria nel sostenere gli interessi degli importatori italiani quando alcuni prodotti tipici del made in Italy, come i formaggi stagionati, dal parmigiano al pecorino romano, rischiavano di essere interdetti dall'Australian & New Zealand Food Authority. Vanno
benissimo i sorrisi, le strette di mano e le parole di mutuo elogio; ma quando c'è da difendere l'importatore e il commerciante, la Camera di Commercio sa anche battere il pugno sul tavolo e far valere i diritti dei suoi assistiti. Mirabella, nella sua relazione, ha presentato ai soci la neo segretaria generale, Paola De Angelis, che aveva assunto l'incarico nel mese di ottobre. Con 11 anni di esperienza sia nella parte operativa che in quella delle attività commerciali e di scambio, Paola è ben nota alle comunità commerciali e governative sia in Italia che in Australia. Si è distinta per la sua leadership e per aver contribuito in modo significativo agli ottimi risultati dello scorso anno. Il suo operato, con il contributo e il  continuo supporto del personale della Camera, è molto apprezzato.
Paola De Angelis, laureata in Marketing presso la Chisholm University, è la prima donna ad essere eletta segretaria generale della Camera di Commercio Italiana di Melbourne, e finora è l'unica in Australia. Ha un carattere gioviale, sereno, espansivo. Nelle difficoltà minimizza il lato negativo trovando sempre soluzioni adeguate all'importanza e alla serietà dei problemi. Lo stato di salute della Camera di Commercio di Melbourne - ci dice Paola - è ottimo. Contiamo circa 400 soci e le iscrizioni sono in crescita particolarmente da parte italiana. Infatti, abbiamo tra i soci un centinaio di persone e ditte operanti in Italia, che si associano alla nostra organizzazione allo scopo di trovare un partner australiano che faccia da intermediario con il processo di espansione del loro mercato verso l'Australia e l'area sud-est della regione del Pacifico. Viceversa è in crescita anche il numero delle ditte australiane che cercano un partner italiano. È importante notare come l'Italia sia vista da molti come una finestra aperta verso l'Europa, e il punto di rimbalzo verso i mercati di
questo continente sempre più vasto e interessante anche per l'Australia. La Camera è quindi un organismo che raccoglie richieste, le valuta, le indirizza, le promuove. Per l'80% vengono da aziende australiane che chiedono informazioni su aziende e prodotti italiani, e cercano una collaborazione commerciale con l'Italia. Rapporti con l'Italia Da sempre il commercio ha bisogno di promozione: essa è affidata ai rappresentanti, alla pubblicità, alle mostre e a fiere nazionali e internazionali. Per questo la Camera di Commercio di Melbourne si è fatta obbligo di sfruttare al massimo le immense risorse promozionali che vengono
dai maggiori centri fieristici italiani: Milano, Bologna, Verona. Dato che i settori che interessano maggiormente gli imprenditori australiani sono quelli dell'agricoltura, del vino e dell'olio, del materiale per costruzioni, la partecipazione da parte australiana alle fiere di settore è nutrita e qualificata. Il merito è del personale della Camera di Commercio
che sa coordinare tutte le fasi: dall'acquisto del biglietto aereo al trasporto in loco, vitto e alloggio in alberghi di lusso, ricevimenti con autorità comunali e associazioni di industriali, ecc. Nulla è lasciato al caso, e questo è un altro fiore all'occhiello del personale, formato da sei giovani dipendenti, che collabora con Paola De Angelis. Un accordo speciale di collaborazione tra l'Ente Verona Fiere e la Camera di Commercio, rende possibile un forte interesse verso l'ente fieristico veronese. Da molti anni, delegazioni del Victoria e di tutta l'Australia partecipano regolarmente, a Verona, ad Agrifood, Vinitaly-Sol-Enolitech,
Fieracavalli, Abitare il Tempo, Marmomac. A Bologna le due maggiori fiere sono Eima e Cersaie. A queste mostre, le delegazioni australiane, che contano dai 20 ai 60 delegati, guidate dal personale della Camera di Commercio di Melbourne, non sono formate solo da visitatori ma anche da espositori. Blocchi di marmo australiano sono esposti accanto a quelli dell'Italia e di altri Paesi europei; i vini australiani si fanno onore così come gli olii extravergine d'oliva. Sono diversi i ristoranti in Italia, nelle maggiori città, dove si può chiedere ed avere un buon vino australiano. Va detto inoltre che la Camera di Commercio Italiana di Melbourne acquista sempre più una dimensione socio-culturale di rilievo. Quest'anno ha organizzato un ricevimento a bordo della nave scuola della Marina Militare
Italiana, Amerigo Vespucci; ha partecipato alla festa della Repubblica Italiana con uno stand proprio in collaborazione con la ditta Pirelli e alcuni importatori di auto e moto italiane, offre esperienze di lavoro a giovani universitari italiani che, a rotazione, vengono a Melbourne per uno o due mesi, sulla base di un accordo di collaborazione tra la Camera e
alcune univesità o istituti tecnici italiani. È la Camera di Commercio, su invito e d'accordo con il Consolato generale, che si occupa di preparare il programma delle visite dei presidenti di Regioni italiane, delegazioni di parlamentari, di personalità politiche e del mondo imprenditoriale. Sono allo studio progetti e iniziative di grande respiro anche per la Camera di Commercio di Melbourne. Su invito dell'ambasciatore d'Italia, Dino Volpicelli, si pensa di dare sostanza ad un ideale Centro Italiano, che includa anche logisticamente il Consolato, la Camera di Commercio, l'Istituto Italiano di Cultura, il Com.It.Es, e le istituzioni storiche
della comunità italiana. A Canberra e a Perth si è già approdati a queste opere. Melbourne e Sydney potrebbero seguire. E i giovani - Il vicepresidente Bruno Mascitelli segue con caparbietà una pista: quella di creare, a poco a poco, un ente camerale fatto solo di giovani che con la guida e il supporto della Camera ufficiale possano avviare un programma
indipendente di attività e prepararsi a compiti di maggiore responsabilità.

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