2003   gennaio                     da Silvia Consolini     VENEZUELA 

Uno schiaffo alla democrazia, ma noi porgiamo l'altra guancia

Il 2 febbraio 2003 doveva celebrarsi un referendum in Venezuela per  richiedere elezioni presidenziali immediate. Ma il governo venezuelano ha annullato anche questo diritto legittimo dei cittadini. Da mesi l'opposizione cerca con tutte le forze una via d' uscita democratica alla crisi politico-economica che sta strepitosamente cancellando ogni possibilità di un futuro libero e pacifico per il popolo venezuelano.
Come richiesto dalla legge, da ottobre dell'anno scorso si sono raccolte le firme occorrenti per la convocazione di un referendum. Consegnate le firme il 2 novembre e approvato il tutto dall'organo governativo competente, c'era solo d'aspettare il periodo previsto di novanta giorni. Pero, pochi giorni prima della data programmata per il referendum, il governo venezuelano, attraverso una sentenza della corte suprema, ha annullato il referendum. E così, il 2 febbraio i venezuelani sono rimasti a mani vuote, impediti da una sentenza di esercitare il fondamentale diritto al voto. 
L'opposizione lo stesso continua a resistere e il 2 febbraio, al posto del negato referendum, è stata organizzata un'altra raccolta di firme, questa volta con una considerevole partecipazione dei venezuelani all'estero. Da New York a Francoforte, da Madrid a Sidney, Ankara e Buenos Aires. I venezuelani si sono uniti instancabili e orgogliosi per continuare a lottare pacificamente contro un governo che ogni giorno mostra con più sfrontatezza la sua faccia autoritaria.

Anche in Italia abbiamo fatto sentire la nostra voce. Centinaia di venezuelani e italo-venezuelani si sono riuniti in Piazza San Pietro a Roma e insieme abbiamo ascoltato l'Angelus sventolando le nostre bandiere con le scritte: pace, libertà, democrazia, intonando l'inno nazionale del Venezuela. Ci siamo successivamente riuniti per firmare anche noi le nuove richieste e proposte fra cui:  il disconoscimento di Hugo Chavez come il nostro presidente; il ripudio al suo governo; una proposta di emendamento della legge elettorale; così come una lettera di appoggio a tutti gli impiegati della
società petrolifera statale che sono stati licenziati dal governo per la loro adesione allo sciopero generale. In questo modo abbiamo collaborato anche dall'Italia con l'immenso sacrificio che le nostre famiglie e amici stanno affrontando per salvare la democrazia in Venezuela.

Silvia Consolini
venezuela@tierranuestra.net

precedente

Mantovaninelmondo© 1999-2003
All rights reserved

 liberatiarts© Mantova Italy