ottobre 2003                                         NEWS

dal Messaggero di Sant'Antonio:

Lingua italiana in Germania 
Un'occasione da non perdere 
di Luigi Rossi 

La nostra lingua è uno dei maggiori veicoli d'avvicinamento alla cultura, alla storia e alla realtà del nostro Paese.
E alla coscienza multiculturale che anima la moderna Europa. 

L'istituzione di particolari classi per bambini italiani immigrati in Germania sembra risalire al 1890. L'esperimento fu avviato a Monaco di Baviera: si trattava di seguire circa 300 bambini che non pronunciavano una parola di tedesco, e anche l'italiano era conosciuto in modo frammentario. Per questi bambini la lingua ufficiale era il furlàn. I fornaciai, che si videro sottrarre questi lavoranti, opposero una certa resistenza ma il magistrato decise che l'istruzione veniva prima di tutto. Le lezioni si concentravano sull'ortografia e sulla calligrafia, sul calcolo, sulla religione e sulla geografia. Tutto in italiano. A conclusione dell'anno scolastico si presentavano il console generale e il viceconsole, e si offriva agli scolari pasta in brodo, würstel, verdura e pane. Nel 1904 l'esperimento terminò. I genitori italiani di Monaco, come di altre aree dell'allora Impero tedesco, furono costretti a spedire i loro figli nelle normali classi tedesche. L'Opera Bonomelli denunciò, alla vigilia della Prima guerra mondiale, come questi bambini diventassero stranieri persino nelle loro famiglie. Numerose cronache familiari sottolineano questa realtà. L'insegnamento della lingua materna sarà affidato a corsi tenuti da insegnanti italiani che, in tempi eroici, erano frequentati da alunni che facevano anche decine di chilometri tenendo le scarpe in mano. Tra il 1960 e il 1970, con l'arrivo di migliaia di emigrati provenienti da Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Turchia, dai Balcani ci si accorse in Germania che, con gli adulti, arrivavano anche i bambini. E che un bambino ha il diritto di frequentare la scuola, apprendere la lingua del Paese che lo ospita, e di non scordare l'idioma e la cultura materna. Inoltre, si cercò di fargli raggiungere un livello scolastico adeguato per facilitargli un futuro inserimento nel mondo del lavoro.

Verso il 1980 si apre una nuova era per la lingua italiana, offerta sia ai figli degli emigrati che ai coetanei tedeschi o di altre nazionalità. Gli istituti scolastici tedeschi scoprono l'idioma italico come veicolo d'integrazione sociale e culturale. Nelle scuole elementari si avviano corsi di lingua italiana come «lingua d'incontro», in quelle secondarie come seconda lingua straniera. A metà degli anni Novanta, prende avvio l'insegnamento bilingue in alcuni Istituti dell'Assia e del Nord Reno-Vestfalia, dove l'italiano è lingua veicolare del curriculum scolastico. Con il terzo millennio, nel Nord Rreno-Vestfalia, un centinaio di Istituti secondari offre l'insegnamento dell'italiano come lingua straniera. I corsi sono seguiti da circa 8 mila studenti. La Gesamtschule F. Steinhoff di Hagen propone l'italiano già dal 1982. La didattica si appoggia su iniziative sperimentate e sperimentali. Viaggi studio, gemellaggi, ricerche storiche sulla presenza italiana nella regione e sul territorio tedesco, hanno fatto sì che l'idioma italico diventasse la seconda lingua straniera, superando addirittura il francese. Iniziative storiche e di ricerca, hanno portato alla luce personaggi, mestieri e prodotti legati alla millenaria storia della presenza italiana in Germania. Bella forma, peltro e acciaio dal


I Ragazzi tedeschi che hanno partecipato ai corsi d'Italiano con ricerche nel territorio

Piemonte (1997) ha portato alla luce la secolare attività dei peltrai piemontesi. L'ultimo progetto riguarda il calvario degli Internati Militari Italiani (IMI) nella Ruhr: una mostra partirà da Hagen, e percorrerà l'Italia. Prima tappa a Centallo (Cuneo) il 12 ottobre 2003.

In precedenza il dott. Rossi ci aveva inviato una mail che lanciava una proposta verso il Festivaletteratura che si tiene annualmente a Mantova e che riassumiamo di seguito (ndr.)

... volevo sottolineare l'importanza delle fonti e delle tematiche legate alla storia dell'emigrazione italiana (nel mio caso l'area di lingua e cultura tedesca). Quasi mille anni di storia con personaggi a tutto tondo (moltissimi i lombardi), mestieri (quasi tutti scomparsi, ad eccezione dei gelatieri), merci, vie, epoche, rivoluzioni economiche e climatiche... E
rapporti interculturali (intensi e animati) con gli autoctoni. Per quel che riguarda Mantova, accenno alla sorprendente corrispondenza commerciale tra un famoso "industriale italiano" in Germania nel 1700 e le ditte mantovane Michaely (forse Micheli), Morargony, Pompilio, Gorbagny e G. Margarit(t)a.
Esiste, in ogni caso, una letteratura italiana d'emigrazione (giornalismo, lettere, saggistica, racconti e romanzi...) e non esiste da quando è stata scoperta in Italia.
Le opere che ne trattano, le pagine che la raccontano, a chi ne sonda la storia (non mi
sembra che in Italia, purtroppo, esistano molte occasioni).
La proposta di temi (supportati da documentazione e opere letterarie e di ricerca) quali:
- I lombardi nella storia della presenza italiana nell'area di lingua e cultura tedesca (i Brentano, i Tasso, gli stuccatori e artigiani comaschi, gli scalpellini bergamaschi...)
- dal 1200 al 1900; 
- I mestieri dei lombardi nella storia della presenza italiana nell'area di lingua e cultura tedesca...(1200-1900);
- Le vie lombarde all'emigrazione verso la Germania;
- Cause dell'emigrazione lombarda verso l'area tedesca (economiche, epidemiche, climatiche, religiose...)- 1500-1900...potrebbe riservare positive sorprese.
Da parte mia la più completa disponibilità.
Segnalo, per quel che riguarda Mantova, il caso della poetessa Ines Bellati - Ritzenhoff (residente a Hagen, nel Nordreno Vestfalia, figlia d'emigranti d'Ostiglia giunti in Vestfalia nei primi del 1900... Una piccola ma importante colonia di Ostiglia è presente a Hagen. Ricordo come il signor Paride Furgeri -classe 1919 - sia venuto quest'anno a raccontare la sua vita a un mio corso, entusiasmando ragazzi e ragazze. Purtroppo, un mese dopo, è mancato. Resta una videocassetta a raccontare la sua vita, il suo incontro, e la gioia di questo signore, accompagnato dalla sorella). Questi i due volumi di poesie in tedesco della signora Bellati - Ritzenhoff: An Tagen wie diesem... (in giorni come questo...,1994) e Mohnschiffe (navi di papavero, 1997). Una signora che si è sempre confrontata con i miei studenti, attiva e impegnata.
Queste brevi e veloci note a sottolineare alcuni degli aspetti che l'emigrazione italiana (e lombarda) può offrire.
Rossi Luigi

Il testo dell'intervento del dott. Rossi nel Convegno 
tenuto a Bruxelles il 15 ottobre 2003

 

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