2003                                     COMUNICATO STAMPA 

ASSOCIAZIONE


Comunicato stampa dell'incontro dell'AMM con l'Associazione Ritornare 

Aiutiamo gli argentini in Argentina,compresi i discendenti italiani. In questa posizione può riassumersi il pensiero dell'AMM e di gran parte dell'Associazionismo italiano che si occupa di italiani all'estero. Quindi niente speculazioni o strumentalizzazioni per un ritorno di oriundi
italiani per frenare il fenomeno extracomunitario in Italia o per creare un mercato alternativo di manodopera in aree sviluppate del paese. Premesso questo , e con grande chiarezza,occorre però prendere atto che un numero significativo di italo-argentini è già arrivato in Italia o in altri paesi UE ,come la Spagna, e che altri intendono lasciare il loro paese. Le stime piu' pessimistiche parlano di almeno 5 milioni di persone che nei prossimi
dieci anni potrebbero scegliere la strada dell'emigrazione. E' necessario quindi essere pronti ad aiutare quei connazionali che hanno bisogno di aiuto, una volta entrati in Italia.Un aiuto che dovrà comportare necessariamente un impegno di tutto il volontariato ma soprattutto delle istituzioni sia per censire le necessità e sia per predisporre strumenti legislativi che garantiscano questi connazionali nelle loro necessità primarie e cioè la salute,la casa e un lavoro. L'incontro dell'AMM con il Presidente dell'Associazione Ritornare Zilocchi ha il senso quindi di creare le premesse affinché si intervenga nel concreto per un problema che
esiste in Italia ed in Lombardia,anche se non è sempre visibile e non si evidenzia per la grande dignità di chi arriva e per la strada che spesso si sceglie e cioè il contatto con le famiglie a cui si è legati da parentela. Si è parlato di un rientro "senza rumore" e senza clamore, quasi in punta di piedi: noi però dobbiamo essere sensibili e solidali nell'avvertire tutti quei passi che individuano questo esodo che forse non sarà biblico (come si pensava all'inizio) ma che certamente non può più passare inosservato.
Daniele Marconcini
Presidente dell'AMM



Dalla  Gazzetta di Mantova del 12 gennaio

Si moltiplicano le richieste di aiuto degli emigranti agli enti di volontariato mentre si aggrava la situazione economica del Paese sudamericano Crisi Argentina: 2mila oriundi vogliono tornare Le associazioni dei connazionali all'estero si attivano per favorire il loro rientro 
di Carlo Romano 

L'ultima stima parla addirittura di duemila persone. Tornitori, manovali, cuochi, operai specializzati, famiglie intere ridotte sul lastrico dalla crisi Argentina che bussano 
alla porta di casa. Cioè dell'Italia, più precisamente di Mantova: casa loro. Ma nonostante siano mantovani - spesso figli o nipoti di mantovani emigrati in Sudamerica 50 o 70 
anni fa - per loro riaprire quella porta di casa è ancora un'impresa. «Li blocca la burocrazia e l'incredibile latitanza dello Stato italiano che fa finta di non accorgersi di 350mila connazionali che vogliono rientrare in patria», denuncia Juan Carlos Zilocchi, presidente dell'associazione nazionale 'Ritornare'. E sono proprio le associazioni a tentare di supplire alle assenze della politica. Per quanto riguarda la provincia di Mantova nei giorni scorsi 'Ritornare' ha stretto un accordo con 'Mantovani nel mondo', l'associazione presieduta da 
Daniele Marconcini con l'intento di avviare quanto prima un servizio che possa rappresentare un punto di riferimento per  gli italo-argentini con sangue virgiliano nelle vene che vogliono tornare nella loro terra d'origine per sfuggire al disastro economico del paese sudamericano. «Abbiamo già ricevuto molte richieste di aiuto da parte di mantovani in Argentina nei nostri uffici di Cremona e Brescia - spiega ancora Zilocchi - Ma per noi sarebbe fondamentale riuscire ad aprire un ufficio anche a Mantova e seguendo l'esempio di Brescia chiediamo al presidente Fontanili di aiutarci ad aprirlo nelle strutture dell'assessorato al Lavoro dell'amministrazione provinciale: i volontari per farlo funzionare li abbiamo già». Ed è proprio per lavorare che gli italo-argentini chiedono di poter tornare in patria: «Noi li aiutiamo ad ottenere il permesso di soggiorno in attesa della concessione della cittadinanza, il libretto di lavoro, la tessera sanitaria. E ci attiviamo per fare da tramite con le aziende che hanno bisogno di manodopera specializzata. Perchè i nostri 
connazionali d'Argentina sono persone cresciute nella cultura del lavoro». Su un punto però Zilocchi è categorico: «Non vogliamo essere considerati emigranti nè vogliamo la carità. Siamo persone che vogliono semplicemente tornare nella loro patria per lavorare. Non è accettabile, come ha fatto la regione Veneto ad esempio, che qualche politico provi a strumentalizzare il nostro arrivo per impedire quello degli extracomunitari. E l'Italia non può dimenticare il suo debito morale con i milioni di connazionali partiti per il Sud America tanti anni fa, i soldi inviati dai suoi emigranti ai familiari rimasti in patria, la cancellazione del mostruoso debito che l'Italia aveva nei confronti dell'Argentina proprio grazie alle pressioni degli italo-argentini, che rappresentano il 50% della popolazione totale». 


Banzi: la Provincia è pronta 
E 'Mantovani nel mondo' parte 



«Abbiamo già stretto un accordo con l'associazione 'Mantovani nel mondo' affinchè gestisca direttamente il rientro dei discendenti dei nostri concittadini e siamo pronti ad appoggiare le prossime iniziative del presidente Marconcini». A parlare è l'assessore ai servizi sociali della Provincia Fausto Banzi che nei giorni scorsi ha avuto un primo incontro con Marconcini per discutere della spinosa questione del ritorno di circa duemila oriundi mantovani in Italia. Ed è lo stesso Banzi, pur senza sbilanciarsi in una quantificazione precisa, a lasciare intendere che le cifre presentate da Marconcini e dal presidente dell'associazione 'Ritornare' Juan Carlos Zilocchi, sono assolutamente credibili: «Sappiamo che i mantovani che chiedono di tornare sono tantissimi. In Argentina il 50% della popolazione ha origini italiane e un 
argentino su due oggi ha fame». Dal 15 al 30 marzo prossimi, Marconcini e una delegazione di 'Mantovani nel mondo' saranno in Argentina per un'iniziativa dai caratteri culturali e istituzionali. In programma un evento artistico bilaterale - denominato 'Un ponte, due 
culture' - finanziato dalla Regione Lombardia con l'apporto delle Federazione argentina delle associazioni lombarde e una serie di incontri con i rappresentanti degli emigrati nel Paese sudamericano. Per informazioni è possibile rivolgersi a Daniele Marconcini: tel. 335/417765; sito interet www.mantovaninelmondo.org.  Oppure agli uffici di Cremona dell'associazione 'Ritornare', in via Dante 134, tel. 0372/406648 o fax 0372/406533; il sito internet è www.ritornare.lombardiainrete.it.  


da  News ITALIA PRESS 
Mantova - Un incontro per creare le premesse di una collaborazione a favore del rientro degli italo-argentini in Italia: il presidente dell'Associazione Mantovani nel Mondo, Daniele Marconcini, e di quello dell'Associazione Ritornare Juan Carlos Zilocchi ne parleranno insieme nei prossimi giorni. 
"Niente speculazioni o strumentalizzazioni per un ritorno di oriundi italiani, per frenare il fenomeno extracomunitario in Italia o per creare un mercato alternativo di manodopera in aree sviluppate del paese". L'Associazione Mantovani nel Mondo, tramite il suo presidente, rifiuta in questa affermazione una politica a favore del rientro degli italiani, a svantaggio di altre popolazioni bisognose e vuole agire tempestivamente perché un numero significativo di italo-argentini è già arrivato in Italia o in altri paesi UE, come la Spagna, e altri intendono lasciare il loro paese. "E' necessario quindi essere pronti ad aiutare quei connazionali 
che hanno bisogno di aiuto, una volta entrati in Italia. Puntano a interventi concreti e tempestivi Un aiuto" spiega Marconcini "che dovrà comportare necessariamente un impegno di tutto il volontariato ma soprattutto delle istituzioni sia per censire le necessità e sia per 
predisporre strumenti legislativi che garantiscano questi connazionali nelle loro necessità primarie e cioè la salute, la casa e un lavoro". 
L'impegno dei due presidenti d'associazione mira a un intervento nel concreto per un problema che esiste in Italia ed in Lombardia, "anche se  non è sempre visibile e non si evidenzia per la grande dignità di chi arriva e per la strada che spesso si sceglie e cioè il contatto con le famiglie a cui si è legati da parentela". Marconcini parla di "un rientro 
senza rumore", ma che richiederebbe "sensibilità e solidarietà". 

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