2003                                                   Sud America 

Uruguay

ASSOCIAZIONE MANTOVANI NEL MONDO
ASSOCIAZIONE LOMBARDA DI MONTEVIDEO
PROGETTO TEATRO FINANZIATO DALLA REGIONE LOMBARDIA
MARZO 2003

In occasione della visita a Montevideo della delegazione dell'Associazione dei Mantovani nel Mondo e del Dr. Daniele Marconcini , Presidente dell'Associazione e rappresentante del Consiglio Regionale della Consulta per l'Emigrazione (Regione Lombardia) , si stanno organizzando una serie di attivitá ed incontri tendenti a per valorizzare la comunità lombarda in Uruguay. 
La parte culturale, con l'Associazione Culturale "Puente entre Culturas" e con la Associazione Lombarda di Montevideo, prevede lo svolgimento del Festival "Un Ponte, due Culture", evento artistico bilaterale che mira ad approfondire i legami culturali esistenti tra Italia e Uruguay, si propone come un "luogo" per lo sviluppo e la creazione di nuovi vincoli che abbiano come protagonisti soprattutto artisti e pubblico delle nuove generazioni. Nell'ambito dell'iniziativa, alla sua prima edizione, uno spettacolo teatrale tenterà di attrarre, un grande pubblico. Oltre all'Uruguay, la manifestazione verrà realizzata anche, in Argentina. La parte riguardante, le iniziative istituzionali prevede la presentazione dello Sportello "Argentina-Uruguay", l'assistenza per le ricerche familiari per i discendenti degli emigrati, la proposta del progetto di formazione professionale per giovani lombardi a Mantova, come avvenuto negli anni scorsi in Argentina ed in Brasile, un programma di scambi universitari e la presentazione dei numerosi progetti che l'associazione intende realizzare durante l'anno 2003 a favore degli emigrati in Uruguay e dei loro discendenti. 

Cari amici della Colectividad Italiana, 
a seguire vi allego la presentazione del progetto che Marco Di Stefano propone in giro per il mondo oramai da 20 più di anni; la nostra idea per il mese di marzo è quella di creare un'esperienza simile, allo stesso modo intensa ma più breve nel tempo., in Uruguay. 
Una sorta di "Taller de teatro intensivo para la comunidad", al temine del quale verrà presentata una dimostrazione di lavoro/muestra de trabajo, una pequenia puesta en escena; non uno spettacolo vero e proprio, ma una messa in scena nella quale il regista e gli allievi mostrano i materiali sui quali hanno lavorato utilizzando come mezzo il teatro e le sue regole DEL GIOCO. Il taller è aperto a tutti, anche se non parlano in italiano, perché Di Stefano mastica con facilità lo spagnolo. L'Associazione Lombarda di Montevideo, é il motore di questo progetto aperto sia al resto della Comunità italiana che a quella uruguayana. Il numero degli iscritti è aperto; Di Stefano lavora anche con più di 100 persone, quando questo si verifica… Il luogo delle prove potrà essere un salone di qualche Istituzione o Circolo o Club, una palestra, un'aula di una scuola o di un'Università o di una scuola di teatro; possibilmente capiente in modo sufficiente per ospitare la quantità di iscritti. L'inizio del taller è previsto per il 05 Marzo nel tardo pomeriggio/sera; la MUESTRA DEL TRABAJO TEATRAL /presentazione del lavoro sarà effettuata 11 giorni dopo, sabato 15 marzo, di sera. Di Stefano riparte il 16 mattina per Bahia Blanca, Argentina. Chiediamo alle Associazioni della Collettivitá Italiana diffondere questa notizia affinché tutti si possano iscrivere inviando un mail a map@netgate.com.uy  (tema: Taller Teatro) o mandando un fax al numero: 712 45 39 Il sito Internet su Marco di Stefano e sul teatro della Comunità è:
www.cinemando.com/marcodistefano.htm  

Vi ringrazio per la Vostra collaborazione e Vi invito a partecipare numerosi a questa attività.
Cordiali saluti, 
Daniela Chierichetti  
Associazione Lombarda


Teatro della comunità
Forma teatrale coniata da Marco Di Stefano e Brigitte Christensen all'inizio degli anni ottanta, sulla scorta delle esperienze su nuove ed antiche forme di comunicazione, sull'onda del movimento del teatro di ricerca di quegli anni. Il primo esperimento di teatro della comunità fu anche il pretesto per la nascita del "Festival Internazionale del Teatro di Amandola" divenuto anno dopo anno un punto di riferimento per artisti e pubblico, un'occasione per sperimentare nuove forme di comunicazione. La conclusione naturale dell'esperienza di Amandola, dopo 16 indimenticabili edizioni, porta Di Stefano a divulgare questa forma teatrale in numerosi paesi europei e non solo. Un'esperienza da diffondere, proporre e possibilmente riprodurre nel più ampio e vasto modo possibile. Teatro della comunità: teatro creato, voluto, fatto dalla gente comune da chi normalmente assiste, dal pubblico che ha finalmente la possibilità di far sentire la sua voce, e cosi recuperare lo spazio teatrale alla funzione di AGORA', POLIS, luogo di incontro sociale, culturale, politico, di partecipazione; il teatro come piazza, dove la nostalgia delle cose perdute, i frammenti di storia della nostra memoria, attraverso le età diverse dei partecipanti si mescolano, si intrecciano al racconto del presente e si proiettano nella ipotesi di futuro. Teatro della comunità come incontro tra generazioni. Quando è utile e possibile, lo si realizza nel teatro principale della città, quartiere, villaggio, per aprire alla comunità spazi, spesso poco utilizzati, di riunione, di riflessione, di confronto. In questo momento storico c'è un'urgenza per progetti come questo che mettono i cittadini insieme a fare, a conoscersi. Lo sforzo creativo di produrre in poco tempo uno spettacolo teatrale in solo due settimane affinché tutti lo possano portare a termine, lascia segni indelebili, come si è potuto verificare nelle oltre 40 produzioni di questo tipo, portate a termine con successo e grande partecipazione in diversi paesi del mondo. Naturalmente esiste "un prima", una tecnica consolidata di approccio e di preparazione all'azione che si va a realizzare. Tutto è preparato con una cura che l'esperienza di 20 anni ha nutrito di conoscenza. La partecipazione della gente, anche la più scettica, è garantita dal lavoro che viene realizzato 1 o 2 settimane prima sul territorio da Marco Di Stefano e dai suoi collaboratori sia attraverso il contatto diretto sia con incontri pubblici, radio, giornali, televisione: tutti i luoghi di incontro della città vengono visitati con discrezione. L'approccio soft è il lavoro preparatorio, fondamentale all'esplosione di energia, gioia di vivere, partecipazione al di là di qualsiasi schieramento politico, religioso; il teatro può unire la gente ai valori universali di pace, tolleranza tra i popoli, giustizia, vita, rispetto reciproco. Teatro della comunità, una piccola grande provocazione…

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