UTILI

Informazioni ed indirizzi utili

Per il rientro in Italia  

I noti avvenimenti dell'Argentina, dell'Uruguay, del Venezuela e d'altri paesi sudamericani hanno prodotto in questi ultimi mesi un afflusso massiccio in Italia (e comunque in Europa) di cittadini italiani, anche di 2° o 3° generazione, che rientrano con l'obiettivo di risiedere stabilmente in Italia. Tale situazione comporta il dover affrontare e risolvere una serie di problemi legati alla ricostituzione del proprio status civitatis nel nostro paese, situazione che deve essere affrontata sia alla partenza, attraverso la consulenza dei vari patronati all'estero. 
La recente legge n. 189/2002 (c.d. Bossi Fini) prevede che nelle quote annuali di ingresso per lavoro in Italia vi sia una quota riservata ai lavoratori italiani di origine italiana entro il 3° grado, iscritti nei Consolati italiani all'estero, con qualifica professionale dimostrata. 
- Argentina: presso il Ministero per gli italiani nel mondo è stata creata, in collaborazione con gli Assessorati Regionali all'Emigrazione un'Unità di coordinamento sotto la direzione del Ministero per gli Italiani nel Mondo al fine di ottimizzare tutte le iniziative varate per aiutare gli italiani che vivono in Argentina. 
http://www.governo.it/servizi/comunicati/dettaglio.asp?f=59&d=15592  
o consultare il menù su http://www.governo.it
 
Consigli:
- Prima di lasciare il Paese di residenza è conveniente preparare alcuni documenti da presentare per diverse richieste (contributi per il rientro, riconoscimento titoli di studio, documentazione di stato civile, ecc). 
- Occorre recarsi presso i Consolati italiani all'estero o presso una delle sedi Inas 
- Elenco delle ambasciate e consolati italiani all'estero: elenco   o (http://www.esteri.it)
Per informazioni sul riconoscimento della cittadinanza italiana 
http://www.consitalia-bsas.org.ar/servizi.htm
 
(sito del Consolato italiano a Buenos Aires) 

Per la richiesta di certificati di stato civile consultare gli elenchi on line relativi a
 http://www.comuni.it  (Comuni Italiani presenti nel web)
 N.B.
Non tutti i Comuni Italiani sono presenti in rete) 
 
Gli Archivi di Stato (Non tutti sono presenti in rete) 
http://www.db.archivi.beniculturali.it/UCBAWEB/indice.html 
   

Le Diocesi da cui risalire alle Parrocchie:  http://www.diocesi.it  
oppure cercare all'interno di :http://www.siticattolici.it     

Una prima sommaria ricerca sul COGNOME per scoprire la zona di origine localizzata in una carta d'Italia http://www.gens.labo.net/ 

Servizi offerti dai Consolati all'estero: http://www.esteri.it
(http://www.esteri.it/polestera/italstra/index.htm) 

Ministero per gli italiani nel mondo 
http://www.palazzochigi.it/italiani_mondo/ministro.html 
  

Cittadinanza italiana 
Il possesso del "passaporto" ovvero della cittadinanza italiana è il requisito essenziale per usufruire dei benefici concessi dalla normativa italiana in caso di rientro. 
- Chi è nato e risiede all'estero e ha diritto alla cittadinanza italiana iuris sanguinis (perché ha un ascendente italiano(*) deve chiedere il riconoscimento della cittadinanza, prima di arrivare in Italia, presso il Consolato italiano del luogo di residenza presentando una serie di documenti di stato civile. Perciò, occorre arrivare in Italia in possesso del passaporto italiano. 
Chi è nato e residente all'estero, ha diritto alla cittadinanza italiana iuris sanguinis, ma ancora non ha il passaporto italiano e chi arriva in Italia con passaporto straniero (perché ancora non rilasciato dai Consolati) e spesso senza un visto di ingresso di lunga durata (deve essere di più di 3 mesi) ha diritto solo ad un permesso di soggiorno per motivi di turismo in Italia. Tale permesso di soggiorno non consente di fissare la residenza anagrafica in Italia; perciò, coloro che arrivano con la documentazione della cittadinanza iuris sanguinis non possono richiedere il riconoscimento in Italia poiché le disposizioni italiane prevedono il requisito della residenza anagrafica, che si ottiene solo dopo avere ottenuto un permesso di soggiorno di lunga durata (oltre i 3 mesi) (vedi lavoratori immigrati)

Residenza 
Una volta arrivati in Italia il primo requisito è di fissare residenza anagrafica nel Comune prescelto. La residenza permette di usufruire di una serie di diritti e di prestazioni assistenziali. Gli italiani residenti all'estero sono generalmente iscritti all'Aire (Anagrafe degli italiani residenti all'estero) attraverso i Consolati del paese di residenza, quindi hanno già la trascrizione dei propri documenti in Italia e la segnalazione dell'iscrizione all'Aire con comunicazione dal Consolato italiano a nel Comune italiano di origine. 

Carta di identità 
La carta di identità è il documento di riconoscimento personale rilasciato dal Comune di elezione, valido per cinque anni. La carta di identità valida per l'espatrio è necessaria per entrare nei paesi dell'Unione europea. 

Assistenza sanitaria 
La residenza in Italia è requisito per l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale (che eroga le prestazioni sanitarie). A tal fine occorre iscriversi presso l'Azienda sanitaria locale (Asl o Usl). Tale iscrizione permette di usufruire delle prestazioni generali e specialistiche presso le strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate in Italia. 
Per informazioni consultare il sito: 
http://www.sanita.it/
http://www.sanita.it/indirizzari/ausl1.asp  
http://www.sanita.it/indirizzari/azist1.asp  

Lavoro 
Occorre iscriversi presso gli uffici di collocamento del luogo di residenza. 
Per informazioni: http://www.cisl.it  
http://www.minwelfare.it

Consolati italiani all'estero (per offerte di lavoro in Italia): http://www.esteri.it

Previdenza e assistenza 
Per pensioni in convenzione internazionale , maggiorazioni sociali, , posizioni assicurative, riscatti per lavoro effettuato all'estero, disoccupazione , lavoratori frontalieri , periodi di lavoro in Italia e all'estero, assistenza generale non necessariamente di natura previdenziale. Per informazioni, consulenza e assistenza  le Sedi Inas all'estero 

Titoli di studio stranieri 
- Riconoscimento accademico: chi intende ottenere un titolo accademico italiano deve chiedere il riconoscimento in Italia del titolo accademico ottenuto all'estero presso un'Università statale o legalmente riconosciuta, presentando una richiesta di riconoscimento direttamente all'Università italiana. A tal fine dovrà allegare la documentazione relativa al titolo legalizzata dalle autorità locali, tradotta e munita di "dichiarazione di valore" del Consolato italiano del paese che ha rilasciato il titolo. Per informazioni: http://www.miur.it/Default.asp  
- Riconoscimento professionale: chi è in possesso di un titolo di studio ottenuto all'estero può chiedere il riconoscimento professionale di tale titoli ai fini dell'iscrizione negli albi professionali italiani. Per le professioni sanitarie, anche a carattere occasionale, è richiesto il preventivo riconoscimento da parte del Ministero della Sanità. Per quanto concerne le professioni sottoposte alla vigilanza del Ministero della Giustizia (attuario, avvocato, commercialista, biologo, chimico, agronomo e forestale, geologo, ingegnere, agente di cambio, psicologo, assistente sociale, consulente del lavoro, agrotecnico, geometra, perito agrario, perito industriale, giornalista), il procedimento di riconoscimento del titolo avviene presso tale ministero. 
Per informazioni: 
http://www.ministerosalute.it/  
http://www.giustizia.it/guidagiustizia/dipl_extraeu.htm  
http://www.giustizia.it/guidagiustizia/prosp_dipl_extra.htm  

Contributi regionali 
Tutte le Regioni possiedono una legislazione a favore dei loro corregionali all'estero. Le norme vanno dall'assistenza sociale e sanitaria al sostegno delle attività produttive, dalle pensioni alla cultura, all'istruzione, nonché alle provvidenze per coloro che rientrano in Italia. Ogni anno le Regioni stanziano le necessarie risorse finanziarie a favore dei propri corregionali (spese di viaggio per il rimpatrio; trasporto masserizie; acquisto e/o costruzione 
abitazione; assegnazione quote degli alloggi di edilizia popolare; riscatto periodo di lavoro all'estero; sostegno famiglie disagiate, ecc.). Per ottenere i contributi delle singole legislazioni regionali occorre inoltrare la domanda generalmente agli uffici della Regione (Assessorato all'emigrazione, Assessorato alle politiche sociali, ecc.) In Italia sono le Regioni, ( i Governi regionali) che hanno la competenza  per l'emigrazione. Pertanto ogni regione delega ad un Assessore o al  Presidente della Giunta le competenze specifiche. Per informazioni possono rivolgersi direttamente agli indirizzi contenuti in questo elenco: CONSULTA nelle REGIONI. 
Ovvero ai Comuni di residenza per le provvidenze riservate a coloro che rientrano. 

 

*=Attualmente , la trasmissione della cittadinanza non prevede limiti di generazione ma non consente salti generazionali. Tuttavia i nati prima del 1 gennaio 1948, data dell'entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana, sono cittadini italiani solo se il padre era cittadino italiano (In alcuni casi, attraverso ricorsi legali sono stati riconosciuti cittadini italiani, i figli nati prima del 1948 da madri italiane)

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