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CGIE: RIFORME DEI COMITES, DEL CGIE E CONFERENZA STATO-REGIONI ALL’ESAME DELL’ASSEMBLEA PLENARIA


Il Cgie ha svolto, in questi giorni (13 e 14 febbraio) un proficuo ed intenso lavoro volto, soprattutto, a definire le proposte di modifica e aggiornamento delle leggi istitutive dei COMITES e del CGIE e a predisporre la piattaforma politica e operativa per la prossima Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-Cgie.
L’assemblea plenaria del Cgie è stata preceduta dalle riunioni delle 5 commissioni tematiche composte da membri del Cgie, rappresentanti delle Regioni, rappresentanti dei vari ministeri e del governo. Come è noto le commissioni erano intitolate:
la 1^ - alla lingua e cultura;
la 2^ - al lavoro, formazione ed economia;
la 3^ - alla previdenza, assistenza e solidarietà;
la 4^ - ai giovani, associazionismo, cittadinanza, diritti civili, strumenti e riforme
la 5^ - alla informazione e comunicazione.
L’assemblea plenaria stessa è stata inoltre preceduta da una seduta comune di tutte e 5 le commissioni tematiche per il necessario coordinamento e la dovuta armonizzazione delle conclusioni e dei documenti delle stesse commissioni.
Si è trattato di uno sforzo notevole e di una elaborazione ricca e stringente che ha messo a fuoco le questioni fondamentali che sono oggi di fronte alle comunità italiane all’estero.
La conquista dell’esercizio del voto all’estero mediante la modifica costituzionale che ha istituito la Circoscrizione estero e l’approvazione della legge ordinaria che disciplina l’esercizio del voto da parte dei nostri connazionali è certamente un fatto di straordinaria importanza politica ma, ovviamente, di per sé non risolve i problemi che interessano le nostre comunità all’estero. 
Questi problemi, che attengono alle questioni della lingua e della cultura italiane nel mondo, della stampa e dell’informazione, della previdenza ed assistenza verso le fasce meno fortunate della diaspora italiana, della scuola, della formazione e del lavoro, esigono un impegno coordinato e permanente delle istituzioni democratiche del nostro Paese. In una parola è indispensabile una politica dello Stato italiano che definisca le misure e i tempi di intervento e gli strumenti finanziari necessari per garantire l’attuazione concreta di questa politica.
C’è un pericolo immediato che riguarda la prossima conferenza Stato-regioni-province autonome-Cgie. E cioè il pericolo che la Conferenza stessa si traduca in una passerella esibizionistica che veda impegnati personaggi più o meno autorevoli del governo e dell’establishment politico-istituzionale. Ciò che dobbiamo invece perseguire ed ottenere, anche con interventi incisivi e sollecitazioni dirette del Cgie, è un confronto esplicito e reale fra le componenti delle nostre comunità all’estero rappresentate dal Cgie e gli interlocutori indispensabili al livello di governo e di rappresentanza delle regioni. Tale confronto è ineludibile al fine di definire ed “indicare le linee programmatiche per la realizzazione delle politiche del governo, del Parlamento e delle Regioni per le comunità italiane all’estero” (secondo il dettato della legge).
Ho sottolineato la straordinaria importanza dell’approvazione della legge che disciplina l’esercizio del voto all’estero dopo la modifica degli articoli 48 e 49, e 56 e 57 della Costituzione Repubblicana; è veramente auspicabile che la prospettiva della elezione di 12 deputati e 6 senatori della Circoscrizione estero induca le forze politiche italiane e le istituzioni della nostra Repubblica ad assumere un atteggiamento diverso verso le problematiche delle nostre comunità all’estero e ad impegnarsi seriamente per l’attuazione di una politica complessiva e organica per l’emigrazione e il ruolo degli italiani nel mondo. Questo, come è noto, comporta il superamento definitivo di tutti quegli elementi di sottovalutazione, di marginalità, di disimpegno che hanno sempre caratterizzato l’atteggiamento delle nostre istituzioni in generale e delle forze politiche nel rapporto col grande tema della diaspora italiana nel mondo.
Luigi Sandirocco



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