dicembre 2002                                            Dal  Brasile   News 2002

  Non solo "Rose" ma anche "Spine" nella storia dell'emigrazione italiana

É abbastanza comune incontrare nello Stato di Espírito Santo, cittadini di origine italiana, infatti su una popolazione di 3 milioni di abitanti, sono circa la metà coloro che hanno radici in Italia, prevalentemente nel Veneto e Lombardia, ma anche in altre regioni.
In ogni incontro si scoprono storie sempre più interessanti, la vita in Brasile infatti é imprevedibile, per la sua varietà di gruppi etnici, di culture, religioni, di lingue, di colori, di musiche scatenate; di giovani allegri e scanzonati, o semplicemente ragazzi di strada (meninos de rua); ragazze dal portamento danzante e seducente, erroneamente interpretate come "ragazze facili", che fanno di questo paese, un paese "esotico", -si dice
in Italia- qui semplicemente, si dice, un paese bello per vivere e che desta nella mente e nella fantasia dei giovani italiani il "sogno" di venire in Brasile, perché qui é tutto facile.
Sogno! Non é tutto facile, lo dicono i giovani e meno giovani che qui si sono avventurati, senza avere un contratto di lavoro sicuro, senza una rendita sicura, senza una copertura sanitária sicura, e allora si vedrà che la vita riserva a costoro amare sorprese.
I sogni di successo si trasformano in incubi di fallimento. 
Viviamo un momento interessante come italiani all'´estero, tutti ci "amano " ci chiamano  "ricco patrimonio culturale", con dovizia di testimonianze e di servizi televisivi e radiofonici, di interventi parlamentari, esaltando le persone di successo, imprenditori e artisti, sembra che essere italiani all'´estero e sopratutto in Brasile, significhi oggi essere al "top" della civiltà. Tra questi italiani diventati importanti, ci sono parlamentari e senatori, inoltre "abbiamo centrato il bersaglio più alto" : la moglie del nuovo Presidente Luiz Inácio Lula da Silva é di origine Italiana. Se la stirpe italiana sul territorio nazionale marca un indice di
natalità quasi negativo, qui prospera, la nostra autostima va alle stelle! Ecco allora, l´abilità e capacità tipica degli italiani, che appare per vendere di tutto; dal parmigiano, all'´aceto balsamico, dai modelli Armani o Versace alle preziosità di Gucci ed altri; ad un popolo dove circa il 30% della gente é a livello di miséria. Dove anche tra i discendenti italiani non tutto é festa, molti ancora relegati ad una agricoltura manuale, senza macchine, o nelle periferie (favelas) dove quando c´é una malattia, in non pochi casi, questa é fatale.
Non é vergogna riconoscere che anche in Brasile e non solo in Argentina, la situazione degli "Italiani" é grave, troppi ancora vivono in miséria; non é sufficiente essere orgogliosi per la "Primeira Dama", dobbiamo sostenere i progetti del Nuovo Presidente specialmente contro la fame e la miséria, questa sarebbe la "vera gloria" che i posteri potranno riconoscerci.
In questo contesto desidero segnalare una storia di quelle, che non sono di moda, che non sará filmata dalla Tv, non sará documentata da belle fotomodelle sorridenti; ma che dal punto di vista umano, mette in evidenza uno dei valori piú belli della cultura italiana, della quale dobbiamo esserne fieri, la tenace lotta di una madre per la vita e la salute del suo
figlio. Mi riferisco alla storia di Odete Moschen pronipote di emigrati veronesi, la sua bisnonna Maria Franchi, nel suo "esilio" verso il Brasile, portó insieme ad un sogno, non del tutto realizzato, il germe di una malattia chiamata "neuropatia óptica ereditária de Leber, a NOHL," che porta alla cecitá totale specialmente i maschi in giovane etá. La Signora Odete Moschen non si é nascosta per la "vergogna di avere un figlio" in quelle condizioni, al contrario ha reso pubblico questo suo dramma, ha scritto un libro, "A Trajetoria de um sangue", (Il percorso di un sangue), pubblicato nel 2002, che si legge d´un fiato, tanto é semplice ed avvincente.
Ne ha parlato a giornali e riviste compresa la "Veja" forse la maggiore come tiratura di copie. Mi esimo dal ripetere quanto é stato scritto. La comunitá scientifica mondiale, e tra questi, é il caso di dire "grazie al cielo", anche una equipe italiana con il Dott. Valerio Carelli
dell´Universitá di Bologna si é interessata a questa malattia.
Vorrei ora interessare anche le autoritá civili, in modo particolare di  Verona e di Soave paese d´origine della signora Odete, anche altri a cui compete l´esame di queste situazioni per gli italiani all´estero, vorrei segnalare che anche i portatori di questa malattia sono "italiani", forse non hanno svolto il processo comprovando la cittadinanza, (non esiste peró
prova piú schiacciante che il DNA), ma dalle loro testimonianze scritte e verbali, si sa che hanno sofferto stenti e difficoltá, alcuni sono anche morti per la malattia.
È un caso atípico e speciale che cosí deve essere trattato e che un oculato amministratore puó risolvere. Nel divulgare questo fatto si potrebbero cercare due obiettivi, sostenere la ricerca scientifica giá in atto, a scoprire un vaccino e sarebbe una grande conquista per tutti, inoltre mettere in guardia che ci sono sia in Itália che all'estero portatori di questa malattia.
Non vorrei creare false speranze o suscitare dei sogni alla Signora Odete o al suo figlio, ma credo che un impegno pubblico in questa direzione, migliorerebbe l´immagine dell´Italia, legata non solo alle solite critiche di clientelismo o corruzione, scioperi o manifestazioni di ogni tipo, ma impegnata nella lotta per l´umanitá.
L´Italia é considerata oggi una delle nazioni piú industrializzate e ricche, la província di Verona e dintorni non sono certo tra le aree piú povere d´Italia.
Penso quindi che non perderanno il loro prestigio, impegnandosi in uno sforzo per sollevare dalle difficoltá chi ha ricevuto dalla vita il pesante fardello di dover emigrare e per di piú con una malattia ereditaria.
Giovanni Castagna Vice Presidente del Comites (Circoscrizione Consolare) di
Rio de Janeiro-Direttore Culturale del Circolo Italiano dello ES.
gbcmsc@zaz.com.br -telefax 0055-27.3337.3266

Maria Odete Moschen Av. Luiz Manoel Velozo, 264-401 Jardim da Penha
29060-040 - Vitória - ES Brasil Fone: 0XX.27. 3227.32.93 3324.57.19 -
9972.51.39 omoschen@escelsa.com.br 



 SUCCESSO DEL CONCERTO LIRICO ORGANIZZATO DA "PIACENZA NEL MONDO"


Nel bell'auditorium di S.Maria della Pace di Piacenza, si è tenuto ai primi di dicembre un affollatissimo concerto lirico organizzato dall'associazione "Piacenza nel Mondo", un organismo che intende portare la cultura piacentina presso le comunità dei nostri concittadini all'estero, spesso calati in realtà molto diverse dalla nostra sia dal punto di vista sociale che da quello lavorativo. In questa occasione, invece, l'associazione, e per essa il suo presidente, on. Luigi Tagliaferri, ha optato per portare la cultura piacentina a Piacenza, offrendo alla cittadinanza un concerto in cui erano impegnate tre belle voci, Maria Laura Groppi, soprano, Stefano Montanari, tenore e Valentino Salvini, baritono accompagnati al pianoforte dal Maestro Corrado Casati. La scelta di Luigi Tagliaferri, come ha sottolineato più volte Carla Fontanelli, presentatrice della serata e presidente dell'associazione cittadina "Tampa Lirica", si è rivelata  ottima. Il programma musicale della serata che prevedeva anche un buffet conclusivo con la presenza del sindaco Reggi, ha estrapolato brani di
repertorio per lo più conosciuti. Il filo conduttore che ha legato tutta la serata è stata la melodia. I duetti e le arie erano tratte da melodrammi di operisti italiani ottocenteschi: Gaetano Donizetti, Giacomo Puccini e Giuseppe Verdi, ma anche dell'operista napoletano Umberto Giordano e, in apertura, la vedova allegra di Franz Lehar. E poi, di Giacomo Puccini,
dalla Tosca 'Recondita armonia' e 'Vissi d'arte' cantata, in modo sublime, dalla soprano Maria Laura Groppi, docente del Conservatorio 'Nicolini' di Piacenza, ma soprattutto una delle voci più deliziose del panorama contemporaneo e non solo piacentino. Il tenore Montanari ha strappato numerosi applausi e il baritono Salvini ha interpretato arie dall'Otello, dal Don Carlos e dai Vespri siciliani in modo ancor più ispirate del solito. Preciso e intenso il tocco del Maestro Casati. Ben quattro bis a fine serata, dato il numero degli applausi.

Giovanni Battista Castagna
Vice Presidente del Comitês di Rio de Janeiro
Direttore culturale del Circolo Italiano dello ES
gbcmsc@zaz.com.br
 

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