Associazione Mantovani nel Mondo

dall' agenzia di  stampa News ITALIA PRESS  del 6 agosto 2002 

CGIE e Associazionismo 

 ... Suffragio universale sì, ma con un associazionismo protagonista. E'  il parere di Daniele Marconcini, presidente dei "Mantovani nel Mondo", che considera quello delle Associazioni italiane all'estero un peso fondamentale nella determinazione del sistema elettorale "più indovinato" per il Consiglio Generale degli Italiani all'Estero.          
" Se il CGIE assume compiti di maggiore rilevanza, equiparato a un piccolo Parlamento presso la Camera degli Italiani all'Estero, l'elezione diretta è pienamente ipotizzabile. In caso contrario, anziché toccare il metodo elettorale, il Consiglio Generale dovrà semplicemente allargare la partecipazione, evitando di escludere chiunque voglia presenziare ai lavori delle Assemblee per mancanza di posti o altri motivi generici.     
L'obiettivo ultimo del CGIE dovrebbe essere quello di diventare una rappresentanza dell'associazionismo italiano all'estero. Per arrivare a questo traguardo, è necessario innanzitutto attribuire ufficiale legittimità a queste associazioni. Se ciascuno invece continua a rappresentare una parte politica o sindacale, si rimarrà sul piano di un  
lavoro disgiunto e privo di sinergia ".   
Concorda Pasquale Bianchi, presidente della "Laziali nel Mondo", che ritiene assolutamente necessario attribuire alle associazioni la facoltà  di "designare i propri rappresentanti. L'associazione che presiedo, ad esempio, opera da oltre 50 anni e, a fronte dell'esperienza acquisita,  credo sia in possesso di una conoscenza molto più approfondita di quella in mano allo stesso Governo. Per questo motivo, dal momento che il  suffragio universale rischierebbe di tagliare fuori la componente associazionistica, credo che la questione vada riesaminata alla luce di queste considerazioni".                                                   
"Visto che i Comites sono eletti a suffragio universale - aggiunge infine il presidente della Commissione Lucani nel Mondo, Rocco Curcio - mi sembra del tutto naturale che anche i rappresentanti del Consiglio Generale vengano eletti con il medesimo sistema. Per i Comites, per il Parlamento italiano, per il Senato, per le elezioni del Presidente degli Stati Uniti d'America, chi assicura la professionalità degli eletti?
Lo stesso va  trasposto al CGIE, per il quale è necessario cominciare a pensare in    
termini di dedizione e operatività. E' ovvio che, di fronte a una variazione del sistema elettorale, va rivisto il ruolo dello stesso organismo. Se a partire dalla prossima legislatura avremo i 18 deputati eletti presso le circoscrizioni estere, è naturale che il CGIE dovrà rinnovare il proprio ruolo di Parlamentino presso il Ministero degli Esteri e veleggiare verso una diversa direzione. Il tutto, però, sempre supportato da un'elezione diretta"....                                       

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