5  dicembre 2002                                            EVENTI   News 2002

Un "mantovano" illustre  torna dopo 510 anni

Dipinto del Mantegna esposto al Diocesano di Mantova

Solamente per due giorni un"mantovano" illustre, nato nel 1492, l'anno della scoperta dell'America, è tornato a casa.  La "Discesa al limbo", opera nata dalla mano del Mantegna in questa  fugace esposizione al Museo Diocesano nonostante il tempo avverso, ha richiamato tremila persone, in gran parte concittadini. Una sessantina di volontari con entusiasmo, abnegazione e discrezione hanno indirizzato i visitatori anche nella riscoperta del Museo Diocesano. L'opera pregevole del Mantegna, la grande risposta di pubblico ha premiato la scelta della Curia mantovana di esporre la tavola, dopo il rifiuto  della Sovrintendente e del Sindaco. Un'esperienza utile che servirà ad indirizzare i responsabili del Museo verso una valorizzazione maggiore delle opere in esso contenute con iniziative analoghe, almeno questo è quello che personalmente auspichiamo. Pietro Liberati

Mantegna 1492  'La discesa al limbo'  tavola

Riportiamo alcuni stralci dalla Gazzetta di Mantova dei giorni  3 e 4 dicembre

È il volontariato culturale il valore aggiunto che Mantova ha in serbo. Lo aveva già dimostrato il Festivaletteratura con il suo piccolo esercito di magliette blu. E questa settimana, ancora una volta, i volontari hanno dato forza e concretezza all'organizzazione della mostra temporanea della "Discesa al Limbo" al Diocesano. Una sessantina le persone che si sono messe a disposizione del museo per turni che comprendevano gruppi di venticinque persone alla volta. Tra loro l'Associazione Nazionale Carabinieri (in pensione) e il campione del volontariato museale, Primo Mattioli, custode e anima del museo di piazza Virgiliana. Collaboratore fin dall'apertura del museo, nell'83, Mattioli ha deciso di dedicare al Diocesano tutto il tempo che ha da quando è andato in pensione dall'insegnamento. È il più stretto collaboratore del direttore, monsignor Ferrari, che martedì lo ha nominato in cima alla lista delle persone pubblicamente ringraziate alla presentazione della mostra temporanea dell'opera del Mantegna. Poi ci sono le associazioni che - dopo il tour de force di questi due giorni - ora lavorano per sfruttare l'entusiasmo dei visitatori. Tanti hanno chiesto di tornare apposta per vedere il Museo Diocesano e le guide e gli storici che ruotano attorno a queste realtà si stanno attrezzando. 

Oltre mille in coda per il Mantegna più caro della storia
Piccolissima tavola in vendita per 30 milioni di euro
di Stefano Scansani

Tutta questa gente che arriva, fa la coda, guarda e sprofonda nel silenzio, è qui per vedere com'è un quadro che costa 30 milioni di euro? Oppure per godersi un Andrea Mantegna che canta una bellezza trascendente? L'attrazione esercitata dalla Discesa al Limbo è doppia. Ogni spettatore ha un suo motivo intimo e una sua reazione segreta. Fino a stasera alle 16.45 è possibile sperimentare il contatto con l'opera piccolisssima che Sotheby's venderà all'asta con una quotazione record.
Il primo effetto è appunto quello dato dalle dimensioni. La Discesa al Limbo, dipinta nel 1492, misura infatti 32,8 per 42,3 centimetri, eppure egemonizza la Sala Grande del diocesano, gli argenti, gli affreschi staccati del Correggio, il Concilio di Trento del Naurizio, e l'Ultima Cena dell'Orioli, enorme tela che fa da fondale alla tavoletta rinascimentale. Due guardie armate, i carabinieri in pensione attentissimi, i volontari mobilitati in ogni sala e corridoio: nei 1.641,24 centimentri quadrati della Discesa al Limbo sono condensate storia e fede. Ma questi signori - ieri 1.200 in otto ore - sono tutti spettatori o c'è qualche compratore? L'amministratore di Sotheby's Filippo Lotti, la pierre Wanda Rotelli e l'esperto Christophe Apostle sorridono. Per la casa d'aste la tappa mantovana è fondamentale perché arricchisce il curriculum del dipinto. Ma Primo Mattioli, che da dieci anni fa il volontario al museo, insinua un sospetto: «La gente che arriva vuol vedere per passione o curiosità. Se altri hanno interessi diversi telefonano, vengono di notte o all'alba...». In prima fila, nella biblioteca (donazione di monsignor Ciro Ferrari) siedono il sindaco e il presidente della Provincia. Burchiellaro non è pentito del suo no a Sotheby's? «Credo che non tutto debba vedere protagoniste le istituzioni. È una dimostrazione di come Mantova può offrire una gamma di opportunità della sua civiltà composita». Ma non aveva detto che questa poteva essere una speculazione sul nome del Mantegna? «No, la questione riguardava la concomitanza con la Celeste Galeria». E Maurizio Fontanili? «Ci era stata richiesta la Casa del Mantegna, ma abbiamo ritenuto di essere in linea col Comune. Oggi siamo qui, in prima fila al diocesano. Un'ottima soluzione».
Prima dell'illustrazione di monsignor Roberto Brunelli, il vescovo monsignor Egidio Caporello ha citato Dostoevskij, "la bellezza salverà il mondo", per proporre una lettura di fede del dipinto: «Anche Adamo viene chiamato fuori dal Limbo. Come il Limbo la nostra vita è soglia, dove ci perdiamo in una direzione di speranza. Adamo siamo noi».

... monsignor Ciro Ferrari a fare gli onori di casa illustrando i motivi del sì a Sotheby's: motivo di pietà perché il dipinto è di tematica e bellezza trascendenti; motivo di memoria perché il Mantegna ha lavorato ed è sepolto a Mantova. Monsignor Ferrari ha svelato che in un primo momento per l'esposizione era stata ipotizzata la cappella funebre del Maestro. Il presidente del capitolo ha confessato anche un suo rimpianto per i Mantegna venduti o rubati: «Non rimpiango i Trionfi che stanno bene a Hampton Court, anzi, lunga vita alla regina. Penso alla Morte della Vergine che è al Prado e alla Madonna della Vittoria che è al Louvre». Per raccontare il Limbo Ferrari ha letto un passo del terzo degli Inni Sacri di Manzoni ...

.....per questa Discesa al Limbo che negli ultimi decenni si era vista solo nel 1992 alla Royal Academy di Londra e al Metropolitan Museum di New York, prima dell'imminente messa all'asta al miglior offerente. La disponibilità di volontariato culturale si sposa così con un interesse ormai innegabile, che in questi soli due giorni ha mosso migliaia di ragazzi, intellettuali, casalinghe e professionisti da Mantova e da tutta la sua provincia, ma anche gruppi di visitatori da Bergamo (in 50) e, alla spicciolata, da Parma, Reggio Emilia, Padova. Oggi, intanto, la piccola tavola (38.8 centimetri per 42.3) di Andrea Mantegna si rimette in viaggio: in volo per Londra dove sarà esposta da domenica fino a mercoledì per poi prendere la strada di New York, dove andrà all'asta da Sotheby's il prossimo 23 gennaio.....

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