Scenari della politica mondiale:
popoli e culture tra tradizione e modernità

 

L'Assessore al Decentramento del Comune di Verona, Massimo Mariotti, intende promuovere un progetto d'informazione storico -culturale teso a far conoscere ed approfondire la realtà di alcuni Paesi ed Aree geografiche caratterizzate da continui "turbamenti" socio - politici .
L'iniziativa si articola in un ciclo di sei conferenze. 
In ogni incontro la situazione problematica dei diversi Paesi o Aree geografiche verrà illustrata anche, ove possibile, attraverso una mostra fotografica e verrà fornita apposita guida bibliografica.
Si prevede, all'inizio di ogni incontro un breve momento di ristoro legato alla tradizione del paese in discussione.
L'iniziativa viene svolta in collaborazione con la Fondazione " Julius Evola " di Roma ed è curata dal Prof. Giovanni Perez , direttore della rivista " Carattere".
Le conferenze sono motivate dalla consapevolezza che radicali trasformazioni hanno attraversato, soprattutto nel corso dell'ultimo decennio, gli scenari della politica mondiale. Popoli e culture hanno dovuto affrontare problemi molteplici, tutti riconducibili al rapporto fra le rispettive tradizioni e le ragioni imposte dai processi planetari di modernizzazione. Gli eventi scaturiti dall'attentato terroristico dell'11 settembre a New York, che appartengono alla nostra quotidianità e di cui è arduo immaginare tutti gli sviluppi possibili, sono l'ennesimo e ultimo momento di una tendenza storica di "lunga durata" alla quale possiamo ricondurre la stessa crisi dei sistemi del socialismo reale e la fine delle mire imperialistiche dell'URSS, l'ascesa della Cina al ruolo di superpotenza e il drammatico precipitare del continente africano. 
I destini dei popoli sono stati messi a dura prova; fenomeni inediti, quali la globalizzazione dei mercati e l'attuarsi di imponenti flussi migratori dal Sud verso il Nord e dall'Est verso l'Ovest del mondo, rendono incerto il futuro, perché il rapido mutare degli eventi non sempre è accompagnato da un'adeguata comprensione di esso. Una più adeguata e profonda riflessione dev'essere con sempre maggiore convinzione tentata e, per quanto possibile, compiuta. In altri momenti vari pensatori parlarono profeticamente di un fatale "Tramonto dell'Occidente", di un imminente, nuovo "Medioevo", di una "Crisi della civiltà". Quelle fosche previsioni tornano oggi di attualità; esse devono però costituire altrettanti interrogativi ai quali replicare con la dovuta decisione, oltrepassando facili e sterili catastrofismi. Al pessimismo dell'intelligenza occorrerà ancora una volta saper contrapporre l'ottimismo della volontà.
Inediti spazi geopolitici si stanno rapidamente disegnando sotto la pressione di una politica sempre di più mondiale e globale, di cui non è però agevole scorgere i fondamenti e l'intrinseca logica. Il prossimo futuro verificherà se la previsione circa un inevitabile, imminente "scontro di civiltà" tra Oriente e Occidente, troverà drammatica conferma o, invece, potrà essere confutata e perciò scongiurata. Scontro emblematicamente espresso dalla coincidenza tra il recente 7 ottobre, giorno dell'attacco anglo-americano all'Afghanistan, e il 7 ottobre 1571, giorno della vittoria nel golfo di Lepanto, nei pressi di Corinto in Grecia, ottenuta dalla coalizione europea riunitasi nella "Lega santa cristiana" sulla flotta turca. Peraltro, sono le categorie stesse di Oriente e Occidente ad essere sempre di più poste in discussione, ossia messe alla prova, ripensate e perciò ridefinite ponendone in dialettico confronto le identità di fondo con i rispettivi sviluppi storici. In effetti, se la storia è sempre di più storia mondiale, planetaria, in che senso è ancora possibile parlare di Occidente e di Oriente quali categorie e universi di principi tra loro inevitabilmente contrapposti? 
Si approssimano "anni decisivi". Siamo ad una svolta della vicenda storica planetaria, di cui sono incerti i destini. Il "villaggio globale", di cui occorre analizzare costantemente le aree più "calde" e a rischio dal loro stesso punto di osservazione, ossia calandosi al loro interno, cerca nuovi equilibri, un nuovo ordine, alla luce di principi possibilmente perenni, tali da indicare e orientare il senso preciso della storia futura, senza affidarsi al caso e alla logica utilitaristica del contingente. Siamo in una sorta di "Interregnum", oltre il quale la "Civiltà europea", orgogliosa della propria millenaria identità e perciò nella fedeltà ai propri valori costitutivi potrà, anzi, dovrà ancora svolgere un suo ruolo entro scenari che la vedranno ancora una volta capace di rispondere da protagonista alle sfide della storia. 

Calendario degli incontri che si terranno a Verona:

"Il Mondo Caucasico: scontro di civiltà?"
Relatore: Prof. Aldo Ferrari, storico
Venerdì 26 ottobre 2001 ore 20.30 
Circoscrizione 4^ - Sala conferenze del Centro Culturale " 6 Maggio 1848",
Via Mantovana 66, S. Lucia 

" Globalizzazione e destino degli stati nazionali "
Relatore: Aldo di Lello, 
Venerdì 16 novembre 2001 ore 20.30 
Circoscrizione 2^ presso il Centro Culturale " Marani " - Aula incontri " 

" Oriente ed Occidente incontro o scontro?  La questione medio- orientale"
relatore: Dott. Alessandro Giuli 
Venerdì 7 dicembre 2001 ore 20.30 
Circoscrizione 6^ Salone del Centro Socio -culturale " G. Mazzini",
 via Biancolini 39/A

" Balcani : un dramma infinito "
Relatore: Piero Baroni , Giornalista, scrittore , inviato speciale della R.A.I.
Venerdì 18 gennaio 2002 ore 20.30
Circoscrizione 7^ - sala del Consiglio P.zza del Popolo 15, S. Michele

"Il problema basco e le sue origini
Relatore: Prof. Gabriele Fergola, storico, scrittore e giornalista .
Venerdì 15 febbraio 2002
Circoscrizione 5^ - Sala civica "Parco S. Giacomo" -B. Roma 

" Irlanda : una tragica bellezza
Relatore: Dott. Paolo Gulisano, scrittore , saggista , 
docente universitario di storia della Medicina
Venerdì 15 marzo 2002 ore 20.30 
Circoscrizione 3^ - Sala del Consiglio Via Sogare 3 ( Stadio)



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