Novembre 2003                    PUBBLICAZIONI & INCONTRI     

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Istituto Italo-LatinoAmericano
Istituto 
Italo-LatinoAmericano

Palazzo Santacroce - sede IILA -
Piazza B. Cairoli, 3 - 00186 Roma
Venerdì 21 novembre 2003, ore 11,00

l'Istituto Italo-LatinoAmericano
&
l'Associazione dei 

Mantovani nel Mondo


Mantovani nel Mondo
Associazione 
Mantovani nel Mondo

presentano il libro :
"Italo-Argentini una Diaspora"
di Anna Maria Minutilli

Presso L'IILA - Istituto Italo-Latino Americano ci sarà la presentazione del volume di Annamaria Minutilli "Italo-argentini: Una diaspora", edito dall'AMM con finanziamento regionale. Il volume sarà presentato da Ludovico Incisa di Camerana, Ambasciatore, Docente di Storia dell'America Latina; Daniele Marconcini, Presidente dell'Associazione Mantovani nel Mondo; Pietro Schirru, Rappresentante del CGIE. Seguirà la proiezione del cortometraggio di Dino Viani  "Desarraigo”. Organizzata dall'AMM, con la collaborazione e presenza dei cuochi mantovani dell'Associazione Cuochi della Terra di Virgilio, si terrà alle 21,00 una cena per gli invitati. Con questa iniziativa, l'Associazione, intende riunire la Comunità mantovana residente a Roma, al fine di creare le condizioni per un evento annuale che possa riunire non solo i virgiliani ma anche tutti i lombardi di Roma. Sarà anche  un motivo per ripristinare quella tradizione, oggi non rispettata, che faceva riunire i discendenti dei Mantovani emigrati prima dell'ultima guerra con quelli emigrati recentemente, in vari incontri nel corso dell'anno.

Italo-Argentini una Diaspora

PREFAZIONE AL LIBRO:
La storia della nostra emigrazione è l'altra faccia della storia d'Italia. Una faccia trascurata e rimossa, ma riscoperta e giustamente rivendicata in seguito a tre fattori: la globalizzazione, la concessione del voto agli italiani all'estero in appositi collegi, l'immigrazione di ritorno. La globalizzazione conferma, infatti, la vocazione geopolitica


Sopra: la copertina del libro 
della dott.sa Minutilli
dell'Italia, paese centrale e mercantile, tradizionalmente aperto agli influssi esterni, ma capace a sua volta di esercitare una propria "tipica" influenza all'esterno. In un sistema internazionale globale le comunità italiane all'estero, specialmente là dove, come nelle Americhe,  costituiscono non un nucleo isolato ma un'autentica e consistente componente etnica della società locale, si presentano come teste di ponte della globalità italiana. Il voto degli italiani all'estero non soddisfa soltanto un'esigenza rappresentativa di milioni di connazionali, ma con la presenza nelle nostre Camere di parlamentari residenti all'estero, ovviamente interessati a rafforzare le relazioni tra l'Italia e i paesi che li ospitano adoperandosi perché abbiano quella organicità e quella continuità di cui spesso mancano. L'immigrazione di ritorno ricorda, a parte le difficoltà temporanee, che affliggono i nostri connazionali e gli oriundi in conseguenza di crisi come l'ultima dell'Argentina che non tutti i nostri emigranti sono riusciti a crearsi posizioni economicamente 
sicure per sé e i propri discendenti e ad essi va offerta la possibilità di rifarsi una  vita in condizioni decorose in una madrepatria, divenuta a sua volta capolinea di massicce correnti migratorie dalle provenienza più svariate. Orbene, tra quei paesi in cui l'elemento italiano ha un ruolo vistoso se non preponderante, l'Argentina, che vanta una maggioranza relativa con una quota della popolazione locale pari al 35 per cento (percentuale cha potrebbe giungere al 60 per cento se si tengono presenti gli incroci famigliari, facilitati dalle affinità esistenti tra la componente italiana e la seconda classificata, quella spagnola), costituisce riguardo ai tre fattori indicati un autentico test case per una strategia di politica estera, che ne faccia un pilastro della globalità italiana con la partecipazione attiva dei suoi rappresentanti e con un interscambio di risorse umane, che oggi può implicare una prevalenza di rimpatri sia pure provvisori, ma domani con la ripresa del paese può tornare ad essere la meta, se non di una migrazione di massa dall'Italia, di un apporto qualificato di tecnici e imprenditori italiani ad un "miracolo" argentino, finora ritardato più da errori umani che da condizioni oggettive negative. E' appunto il caso argentino che viene affrontato da una giovane ricercatrice, Anna Maria Minutilli, che ha vissuto personalmente una vicenda migratoria, sia pure in Europa e in un ambito culturale, ne conosce il costo umano e quindi ne comprende gli aspetti spesso sconsolanti ed amari, talvolta drammatici. Dalle sue pagine non emerge solo la secolare cronistoria dell'Argentina degli italiani: si delinea il ritratto di una società italo-argentina attiva e pulsante, ferita ma non abbattuta dalla recente crisi, di una società binazionale, resa visibile grazie ad una ricchezza straordinaria di documentazione, di dati, di inchieste, di proposte registrate dalla viva voce dei protagonisti e degli osservatori. Quindi storia, analisi di settore, statistiche accurate su una presenza diffusa che coinvolge quasi tutte le regioni italiane. Ma anche una guida per muoversi, ad esempio nei meandri di procedure come quelle relative al ricupero della cittadinanza italiana, che assomigliano più ad una corsa ad ostacoli con cadute e ritiri che ad un normale tramite amministrativo, tramite assurdo per un paese come l'Italia, che si strappa i capelli per un tasso di crescita demografica da primato negativo e ormai bisognoso di apporti migratori esterni. In fondo, a mio avviso, un cognome italiano paterno o materno dovrebbe bastare ad aprire l'uscio dell'Italia a chi lo porta senza assillare e affogare nelle carte i nostri uffici consolari. Queste annotazioni indicano in via generale la capacità dimostrata da Anna Maria Minutilli non solo di fornire un quadro completo delle relazioni italo-argentine ma anche di sottolineare le aspettative dei connazionali e degli oriundi in un situazione, quella argentina che, contrariamente alle previsioni funeste formulate alla fine dello scorso anno, accenna ormai a migliorare. Ma questo non significa che occorre ricadere in quella letargia che di tanto in tanto caratterizza i rapporti tra i due paesi. Gli interventi di solidarietà da parte italiana debbono continuare e moltiplicarsi. La Minutilli descrive altresì in modo preciso e particolareggiato l'autentica mobilitazione a livello nazionale e regionale, che è in corso in Italia in favore dell'Argentina e che è ispirata da quella relazione speciale, a suo tempo consacrata dal Trattato di Roma del 10 dicembre 1987, uno strumento essenzialmente politico che prevedeva una stretta collaborazione non solo in campo economico ma in ogni settore, tanto da offrire, con gli accordi specifici firmati allora e con le intese stipulate in seguito, un codice completo alle relazioni tra i due paesi. L'idea di fondo di una special partnership italo-argentina, simile a quella esistente tra Inghilterra e Stati Uniti e da estendere ad altri paesi nei quali l'elemento  italiano ha tuttora un peso specifico e trainante, rimane valida e certamente il lavoro svolto da Anna Maria Minutilli con un prezioso corredo di indicazioni operative contribuisce a renderla sempre più attuale e concreta. 

Ludovico Incisa di Camerana
Ex Ambasciatore d'Italia in Argentina
(1985-1991)

INFORMAZIONI:
Tutti coloro che fossero interessati all'evento sono pregati di mettersi in contatto con noi attraverso il coordinatore dell'iniziativa  Luca Faccin, vicepresidente dell'AMM lucafaccin@libero.it  tel. 0376/229999 

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