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Le mie avventure di pescatore
subacqueo
Dalla giovane eta' di 15 anni ,abitavo presso una Città di costa dell' Oceano Pacifico
Wollongong 1957-1964 nel Stato del New South Wales [Nuova Galles del
Sud] situata nel continente Australes della costa Est
dell'arcipelago.
Arrivai in Australia con mia mamma raggiungendo mio padre che era partito da Mantova nel 1955.
La città di Wollongong e' molto conosciuta per i valori minerali che esporta globalmente tutt'ora maggioranza del carbone oltre alle acciaierie che rendono la Regione dell'Illawarra ricca di richieste di lavoro. Un folto nucleo di connazionali Italiani erano presenti uniti ad altre
comunità Europee emigrate seguito il secondo conflitto mondiale.
La stabilità economica nazionale in Italia non era ancora risorsa. Come posso comprendere, furono i milioni di persone che si stabilirono all'estero che diedero sostegno alla madre patria , creando esporto e
possibilità nelle regioni di implementare nuovi regolamenti legislativi per la
manifattura locale e incremento di opportunità di prodotti italiani per i nostri espatriati.
Il tessuto emigratorio era di molti specie, Capo primo il popolo Australiano in generale
è uguale come tutti i popoli di varie nazioni, che ospitano comunità di altre
provenienze, spesso disinteressati di accordi internazionali poco informati delle
virtù e conoscenze culturali dei nuovi arrivati che molti avevano minima
abilità di conversare nella lingua nativa [Inglese] . Quindi Noi, come nuovi arrivati avevamo varie situazioni da sorpassare durante il nostro inserimento: L'imparare le usanze e
costumi locali,: Imparare la lingua principalmente parlata che spesso le parole
venivano espresse con accenti personali e non comprensivi per i locali,
Poi c'erano altri gruppi di estratto etneo, come popoli Mediterranei oltre del nord Europa compreso popolo Britannico che include Scozzesi, Irlandesi, Inglesi ed un folto gruppo del Sud Wales regione del stato Britannico situato a sud
del Regno Unito. Questi gruppi erano di nazionalità dominanti, dato che l'Australia fu scoperta dal famoso navigatore James
Cook Capitano di Flottiglia della sua Maestà Britannica
Mia mamma mi diceva che questa nazione era una vera Babilonia. Ma, al stesso tempo le famiglie che ho avuto contatto erano tutte al stesso livello.
Volevano migliorare il loro tenore di vita e avere un lavoro che le rendevano
indipendenti e di crescere le loro famiglie, figli dandogli nuove possibilità
che erano irraggiungibili nella loro nazione di provenienza. Mentre qui in questo
lontano continente tutto era possibile , nessun traguardo era difficile ad arrivare.
Mio padre era quasi stabilito non molto integrato dato che era solo da 2 anni presente in questa Nazione. Era amante dell'ambiente, in quel periodo la bicicletta era un trasporto utile e sbrigativo e salutario. La sua amata
ciclo era stata impaccata durante la partenza da Mantova che raggiunse destinazione circa 3 mesi dopo che lui era arrivato sul suolo Australiano. La bicicletta era l'unica risorsa di trasporto oltre ai mezzi
pubblici disponibili.
I giovani Australiani amanti delle due ruote e pedali erano interessati conoscere le usanze Italiane.
Papà attendeva il nostro arrivo con ansietà per introdurmi a questi giovani che erano vicini di casa. Seguito al nostro arrivo ed un breve
aggiornamento un Sabato pomeriggio mi portò a casa dei vicini che avevano 2 figli maschi e una giovanissima figliola.
Le formalità d'introduzione erano un po' strane dato che la stretta di mano viene fatto solo ai uomini e alle donne solo un accenno d'inchino del capo. Mentre Noi eravamo
più espansivi e mi avvicinai con non solo una stretta di mano ma bensì
con in mazzo di fiori per la Signora e un bocciolo di rosa per la giovane bimba, il figlio maggiore scoppio a ridere dato che tutto questo era strano per loro. Lasciai i genitori a dialogare con i vicini e con i ragazzi prendevamo le biciclette e ci siamo allontanati a visitare dintorni di questa cittadina.
Mi portarono verso le spiagge . Io inizialmente non mi rendevo conto che le attività
sportive in spiaggia erano circa l'80% di quello che si preferisce nella zona, Pur avendo percorso mari e Oceano Indiano per oltre 32 giorni durante il nostro tragitto da Napoli a Melbourne dove sbarcai dalla M/N Aurelia il 19 Maggio 1957. Di mare ne avevo visto
abbastanza, che inizialmente non mi attraeva molto dato che era inverno e il vento mi riempiva la vista di sabbia.
Durante la prima estate il caldo tropicale mi diceva che la spiaggia , i bagni nell'oceano erano i preferiti.
Dato alla mia giovane età l'inserimento nella società Australiana, era in pieno sviluppo,
rendendomi al corrente giornalmente dei avvenimenti generali comunitari ho potuto differenziare vari idealismi formulando un mio atteggiamento personale che mi aiutava ad inserirmi ed al stesso tempo mi mantenevo aggiornato dei interessanti
avvenimenti, con la comunità Italiana locale.
Provengo da una città Lombarda semicircondata da laghi, Mantova , colma di
rivoli e fiumi. Partendo dal Fiume Po e dei Laghi di Sopra, mezzo, e di sotto. Da ragazzo mi divertivo, dopo scuola , andavo a pescare in un piccolo bacino che si chiamava Peschiera, presso il
borgo di Cittadella dove la mia famiglia abitava dai anni 1946 al 1957. Nel periodo estivo mi divertivo ad osservare uomini che facevano il Sub. Di questo fantasticavo di poterci pure io un giorno fare l'esploratore subacqueo.
Trovandomi in questa lunga costa Australiana di sapore Oceanico, e costatando che lo
Stato dove risiedo tutt'ora ha una lunga linea costiera di oltre 1200Km.
Le mie prime esplorazioni acquatiche iniziarono con il nuoto le quali erano lente,
seguito ai studi, le attività personali. L'assistenza che prestavo alla mia immediata famiglia e di volontariato comunitario verso le famiglie Italiane che
avevano bisogno di assistenza linguistica, dato che dall'Inglese all'Italiano esiste una enorme differenza
Il mare era la mia passione, ogni qual volta avevo tempo libero mi avvicinavo a questo turbolente fenomeno che
ho imparato rispettare e non essere troppo fiducioso dai primi passi in acque colme di spruzzi e schiume.
Di essere responsabile delle mie azioni dato che non esiste seconda opportunità specialmente se sbagli. I segnali ecologici , vento/ temperature/ maree, spesso mi vedevo in spiaggia e in secondi mi trovavo cento metri dalla sicurezza della spiaggia dato alle forti sottocorrenti.
Abilità di entrare e nel uscire dai scogli senza troppe ferite corporali. Il miei primi esperimenti sub-acquei iniziarono
all'età di 21 anni dato che cercavo di arruolarmi con persone più abili della mia
volontà incontrai un gruppo di Italiani stagionati dico stagionati dato che avevano circa 2 volte la mia
età e per loro il sub era una attività quasi tramontata. Tramite un collega di lavoro di origine Romagnola, al quale gli ero apparso come un giovane sensibile e di interesse unico nel sub.
Fantasticavo di tuffarmi in profondi sezioni di acque, lungo le scogliere della zona sud di Wollongong, di portarmi a casa dei pesci che spesso si
vedevano nei negozi di pescherie, di misure sproporzionate… Come spesso un giovane sogna…. Solamente che con la propria
istruzione e interesse quello che era sempre un sogno con il passare delle settimane sotto le
istruzioni di Pietro Tedeschi diventò realtà.
Il mio primo punto di addestramento era da imparare a respirare tramite il tubo di plastica che tenevo , dandomi la
possibilità di rimanere steso con la testa immersa osservando il fondo marino con l'aiuto di maschera , che tutto quello che notavo dava una magnitudine minimo 3 volte il normale dipende dalla distanza che si scrutinava oggetti, coralli /pesci. Il mio primo giorno di addestramento
avrò bevuto al minimo una 30 di litri di acqua salata che ogni volta mi mettevo il tubo in bocca
invece di stringere le labbra e di respirare sigillando il tubo , aprivo le labbra e quindi non mi potevo distinguere
perché tossivo e spruzzavo acqua salata che mi sembrava d'affogarmi.
Pietro nel frattempo si metteva a ridere e mi diceva riprova e tieni la bocca chiusa. Seguito un due giorni di prova mi sentivo confidente di muovermi oltre alle prime onde e di spingermi al largo della spiaggia e vedere il sottofondo marittimo . I movimenti divennero sempre
più facili le immersioni erano coordinate con respiri profondi e di tappare
il tubo di respiro, di approfondirmi nei vasti sentieri marittimi fra coralli e pesci.
Lentamente imparai riconoscere differenti tipi di pesci quelli che erano anche meglio evitarli dato a certe caratteristiche di avvertimenti essendo pericolosi come il pesce pietra che si camuffa nel suolo marino e che se viene calpestato i veleni che possiede paralizzerebbero i limbi del corpo umano.
Nei vari incidenti che ho subito, quello più noioso e' stato di essere punto da una Sting Ray
[Manta raia] che mi bucò il piede sinistro nel 1991. E' stato un incidente pre-instigato, dato che nel mio
sommergermi in un punto sabbioso vidi delle impronte sotto la sabbia che sembrava quelle di una sogliola. Con la punta della
fiocina la colpi leggermente ma come sembra non ero abile di sfilarle la raia, seguito intervento con le pinne,
pressando sul dorsale il piede scivolò dato che la pelle della raia era scivoloso questa si
spaventò e nel proteggersi della mia spinta mi frusto con la coda lasciandomi una profonda ferita sul dorso del piede sinistro. Non l'avessi mai fatto un bruciore
incandescente, il piede mi insanguinava e mi sentivo la gamba lentamente paralizzata. Ero circa 100 metri dalla sponda, oltre al fogliame di alghe che circondava il punto
più diretto per uscire dovevo nuotare vari minuti più al largo per uscire senza altri ostacoli. Arrivato alla spiaggia , tolsi pinne e gambale , notavo un gonfiore al piede. Che dovetti andarmene in cerca del pronto soccorso zoppicando e dicendomi quanto stupido ero stato di essermi preso questo incidente
così scioccamente che avrei potuto evitare dato ai vari anni di
addestramento e le varie sorti di raie che avevo nel passato incontrato.
La pesca dei Polipi e' sempre stata la più interessante , vivono nelle scogliere nei dintorni sabbiosi ai cigli dei scogli. Spesso si individuano dato alla sciepe che presentono di conchiglie vuote vicine alla loro tana . Si presentono con le loro braccia
/tentacoli aperti molto coloranti dato che possono camuffarsi secondo l'ambiente . Il sistema
più facile era di prenderli all'improvviso altrimenti si attaccavano alla roccia e non si potevano rimuovere dato alle centinaia di succhietti che hanno lungo le loro braccia. Tutto questo e' basato alla misura di crescita di queste creature. Nei miei anni di pescatore sub acqueo non ho preso pesce solo per
dimostrare la mia bravura mi considero un pescatore conservatore.
Portavo solo fuori dell'oceano quello che potevo usufruire in tavola.
La seconda importante teoria era di non portare a casa nulla che non sapevo cucinare. Molti pesci sono apparsi sul tavolo di casa nei 38 anni delle mie
attività marittime, vari amici si sono presentati sulle scogliere quando mi mettevo a pulire il mio raccolto. Pure il pulire del pesce e' un arte
molto interessante che se non viene eseguita al completo il grande sforzo di ottenerli veniva svanito se il pesce non veniva pulito e messo in ghiaccio subito dopo la pulitura.
Un diversivo era la pesca ai gamberi, che trovavo molto divertente data l'attrezzatura che si doveva avere per pescarli. La pesca dei gamberi viene eseguita nei laghi di notte senza luna. Con una lanterna messa in un
galleggiante che mi trascinavo attorno con me. Il gambero,quando vede la
luce, si avvicina e si alza dal fondo sabbioso e con una rete si raccolgono che poi vengono depositati in un recipiente profondo evitando che saltino nuovamente in acqua.
Avrei molte altre confessioni di avventure passate nell'Oceano storie autentiche da dirvi, solamente che mi e' stato concesso il massimo di 4 pagine per esprimere la mia personale versione di quello che facevo nel mio tempo di svago e che ho voluto presentare in questo racconto.
Eventualmente esisteranno altre possibilità di racconti per concorsi letterari
Da Noi residenti all'estero
Un cordiale saluto a Voi tutti che trovate il tempo di comprendere noi che da anni viviamo all'estero ma che nel nostro cuore e sentimenti siamo fieri di essere Italiani . Nel mio caso risiedo all'estero da oltre 46 anni
Saluti a tutti Sergio Scaglietti
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